
Autore dell’edificio: Matteo Matteini (ingegnere del Comune di Livorno)
Datazione: 1853
Descrizione: Il Famedio è situato nella piazza del Santuario di Montenero, di fronte all’edificio religioso. E’ costituito da un porticato con lesene d’ordine toscano e archi a tutto sesto, concluso da una terrazza.
La struttura, inizialmente destinata a ricovero dei pellegrini mariani, fu trasformata nell’attuale porticato nell’ambito della ristrutturazione e riconfigurazione della piazza promosse dall’abate Corelli e realizzate dal Municipio di Livorno nella prima metà del XIX secolo. Con la successiva requisizione dei beni ecclesiastici il Famedio entrò in possesso del Comune di Livorno che, accogliendo una proposta di Francesco D. Guerrazzi, lo trasformò in Famedio degli uomini illustri livornesi.
In corrispondenza della sesta arcata si apre un passaggio verso l’esterno.
Ogni arcata del Famedio individua una cappella o edicola, racchiusa da un cancello in ghisa.
I edicola : lapidi commemorative di Pietro Mascagni, di Amedeo Modigliani, di Giosuè Borsi e la tomba del pittore Mario Puccini
II edicola:busto in bronzo di Umberto Fioravanti dedicato al poeta Giovanni Marradi, qui sepolto, busto in marmo dell’attore Ernesto Rossi realizzato dallo scultore Magni, lapidi commemorative ( al drammaturgo Dario Niccodemi, allo scrittore Guelfo Civinini e all’attore Gustavo Salvini) poste dal Comune di Livorno nel 1966
III edicola: monumenti funebri e tombe della famiglia Castelli, ricchi commercianti e proprietari terrieri di origini levantine che furono grandi benefattori.
IV edicola: busto e tomba del pittore Enrico Pollastrini, busto dello scultore Temistocle Guerrazzi dedicato allo scrittore e patriota Carlo Bini, lapide in ricordo dell’ingegnere e patriota Carlo Mayer qui sepolto, tomba e lapide del pittore Giovanni Fattori e la tomba con lapide dello scultore Paolo Emilio Demi.
V edicola: contiene le spoglie con monumento funebre in marmo di Francesco Domenico Guerrazzi, primo dei livornesi illustri a essere sepolto nel Famedio nel 1873.
Le ultime tre arcate contengono lapidi, tombe e monumenti di privati cittadini che pur estranee al Famedio degli uomini illustri livornesi, costituiscono un’importante testimonianza storica.
Proprietà : La parte destra, corrispondente a cinque cappelle, è di proprietà comunale, la parte sinistra, corrispondente alle ultime tre cappelle, è di proprietà privata.
Lavori di restauro necessari per la parte di proprietĂ comunale (cinque cappelle):
Ripresa intonaci, consolidamento dove necessario con sostanze naturali e reversibili, tinteggiatura.
Stima approssimativa dei lavori: euro 35.000,00 + IVA
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