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Archivio per Settembre, 2008

Mamme con le minigonne e cani vietati

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C’era un film di qualche anno fa che si intitolava “Donne con le gonne”. Era di Francesco Nuti e citarlo fa un po’ nostalgia e voglia di fargli mille auguri. Ma il titolo lo riporto solo per assonanza con le mamme in mingonna di Massa Carrara, giovani donne “colpevoli” solo di portare i propri bambini a scuola, ben vestite e anche con gonne eventualmente qualche centimetro sopra il ginochio. Che male c’è!!! Eppure, in questa estate che in Toscana è stata troppo densa di divieti e reprimende, qualcuno si è sentito in diritto di affiggere un cartello davanti alla scuola per invitare le mamme in minigonna ad abbigliamenti più castigati. La risposta delle mamme, leggendo un articolo sul “Tirreno”, è da applausi: “Indosseremo anche le giarrettiere…”. Se nel caso di Massa  la scuola si è affrettata a prendere le distanze da quel cartello anonimo, a Orbetello pullulano invece i cartelli installati dall’amministrazione comunale che vietano di passeggiare con i cani. Ma lasciano speranza per il transito con cagnolino al fianco. Boh?! La speranza è che con il fresco autunnale cadano, insieme alle foglie, anche i divieti.

Economisti per caso, un’opportunità per capire

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Siamo tutti economisti. Per caso. Siamo tutti diventati più o meno esperti di macroeconomia, di finanza internazionale, di trend e fixing, di borsa e mercato ristretto. Più che altro siamo esperti di economia casalinga, tutti alla prese con mutui da pagare, con la spesa che riusciamo a fare fino alla terza settimana, con bollette sempre più inquietanti, così come il tarlo del lavoro per i figli che non arriva. Economisti per caso, costretti ad abbeverarci a tutte le fonti, per restare al passo con le informazioni circolanti a tutti i livelli. Perchè una ribaltone di borsa, faccio per dire, a Shangai, in quest’economia globalizzata, è capace che produce l’aumento del carciofo dal fruttivendolo sotto casa. Così va il mondo. In questi giorni a Prato, dal 25 al 28 settembre, con “Economia 3″ (significa Economia al cubo) abbiamo un’opportunità per capirci qualche cosa di più. In presa diretta, senza mediazione, con esperti come il Premio Nobel Eric Maskin e “guru” come Alberto Alesina della Harward University o Hal Varian di Google. Tutto può servire, anche per far meglio i conti di casa nostra.

Note d’addio anni ‘70: Rosso e Richard Wright dei Pink Floid

 

Che c’entrano Stefano Rosso, il cantautore di “Che bello, due amici, una chitarra e uno spinello…” e Richard Wright, il tastierista dei Pink Floid? Cosa hanno in comune? Niente, musicalmente parlando siamo agli antipodi. Il primo è un cantautore che divenne famoso per una “Storia disonesta” e poco più. Cantava di serate in allegria, di amici, di vino e di spinelli alla buona. Il secondo è una colonna di quel tempio della musica che furono i Pink Floyd. In comune hanno solo il fatto di essere prodotti degli anni Settanta. Di aver fatto parte della colonna sonora di una generazione - la mia - che vagava, in senso musicale, appunto dai motivetti di Rosso alle inebrianti nuove sonorità di “Wish you were here”. Per cui, la loro scomparsa nel solito giorno - ecco l’unico tratto in comune - fa un po’ nostalgia. Inevitabilmente riporta a quegli anni lì, agli anni Settanta, che non erano il ‘68, ma che in termini di speranze e orizzonti, consentivano a noi ragazzi di allora, di fantasticare,o comunque di respirare a pieni polmoni. Oggi lo facciamo ancora, ma con un po’ di affanno. Sarà il fumo…

Quel treno con i cornetti di marmo

Trentotto euro. E’ il costo del biglietto di seconda classe per andare da Firenze a Roma in Eurostar, l’unica possibilità per arrivare nella Capitale e tornare a ritmi da giornata di lavoro. Altri 38 euro, ovviamente, per il ritorno. Tanto? Poco? Giusto? Lasciamo perdere. Metto le mani avanti e dico che stavolta non si parla di ritardi. Il treno delle 7,52 è partito in orario da Santa Maria Novella e arrivato in orario a Termini. Appena partiti la solita voce metallica ha ricordato che era attivo il servizio bar nel solito vagone. Sappiamo bene che tipo di caffè viene servito e che tipo di cornetti. Nessuno si aspettava niente di particolare. Solo che i cornetti di ieri erano antidiluviani, impietosamente duri. Dopo qualche protesta di alcuni viaggiatori, quantomeno il personale avvertiva del rischio. Sono stato tra i primi a evitare il cornetto di marmo. Ma non mi sono potuto salvare dall’altro rischio consueto: “Non abbiamo spicci per il resto”. Caffè: 1,40 (!!!) E alla fine ho deciso di omaggiare le Fs dei fatidici 10 centesimi. Al prossimo viaggio la colazione la faccio prima di salire.

E ora arrivano anche le regole dell’amore eco-compatibile: bischeri!!

Se non ricordo male, non vi è nulla di più naturale dell’amore. Di più vero, di più esaltante e doloroso, di più eccitante e punitivo, di più trascinante e ultimativo. Come l’amore. Che poi ognuno se lo interpreta come gli pare. E la sua donna, in quel momento, è il mondo e l’universo, che niente c’è di comparabile. Insomma, ora viene fuori che qualcuno si piglia la briga di dettare le dieci regole dell’amore “eco-compatibile”. Una sorta di decalogo e manuale dell’amore rispettoso della natura. E viene fuori che a stilare queste regole sono quelli di Greenpeace. Proprio quelli che mi stavano tanto simpatici per la difesa delle balene, per gli assalti alle petroliere e agli equipaggi giapponesi che ammazzavano i cetacei e le foche. Simpatici ed eroici, mi pareva. E ora? Ma che si sono ringrulliti?. Lasciate stare l’amore, che ognuno lo fa come gli pare. E Bilenchi avrebbe aggiunto grignando: bischeri!!

Onore al cane anti-droga

 

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Le cronache hanno narrato a sufficienza le vicende del festival di musica elettronica organizzato nel Mugello nell’ultimo week end: lo scarso afflusso di spettatori rispetto alle attese, l’esibizione saltata di Boy George, l’arresto di sette persone per reati di droga, il sequestro di circa trecento pasticche di una droga mixata con cocaina ed ecstasy. Insomma, un’altra pagina poco edificante, di sballo possibile solo con l’aiuto di sostanze stupefacenti. Un’occasione persa. Ma nel contesto di tutte quanto è stato scritto, ci piace sottolineare quanto apparso sul Corriere di Firenze: la storia di un cane poliziotto anti-droga, in servizio appunto al suddetto festival. Nell’esercizio del suo dovere ha annusato talmente tanta “roba”, che ha auvo un malore. Insomma, suo malgrado, ha sballato anche lui e ci sono volute cure per un’intera giornata per riportarlo alla normalità. Onore a lui, vittima degli uomini che hanno bisogno della droga per “sballare”. Ai cani, invece, basta un osso o una carezza.