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Archivio per Marzo, 2010

L’eBook del Terzo Mondo

Mesi or sono avevo deciso di acquistare il mio primo eBook reader, un lettore di libri elettronici che potesse tenermi compagnia durante il pendolariato quotidiano in treno.

Inizio ad informarmi: consulto i siti di Mediaworld, Feltrinelli, Mondadori e trovo le prime offerte, omogenee nel prezzo e nelle prestazioni. Una lettura veloce alle schede tecniche dei vari modelli di reader e mi faccio finalmente un’idea precisa di cosa vorrei:
un dispositivo che mi permetta di leggere tutti i tipi di file (PDF, Word, Testo, Html), che possa collegarsi ad internet (per acquistare e scaricare libri, riviste e quotidiani), con uno schermo che non stanchi la vista, che non debba essere riaricato ogni 4 ore e… e basta. Mica c’è bisogno di altro.

Ma c’è qualcosa che non mi torna; rileggo le schede tecniche, le confronto e finalmente metto a fuocoo:
- un modello legge solo PDF
- un altro legge tutti i tipi di file ma non ha il wi-fi
- un altro ha il wi-fi e la connessione telefonica ma leggo solo libri acquistati in una determinata catena di librerie
- un altro ha tutto, ma si scarica dopo 4 ore mentre gli altri durano 2 settimane
- un altro ancora è perfetto, ma ha uno schermo che sembra fatto apposta per bruciare gli occhi

Basta! Sconcertato decido di valicare il confine (virtualmente).
Invece che su google.it (versione italiana) cerco su google.com e google.co.uk (le versioni americane ed inglesi di Google) e mi si apre un mondo: il lettore dei miei sogni esiste! Anzi ne esistono a decine, di marca, modello, colore, dimensione, prestazioni differenti.
E tutti fanno tutto; leggono tutti i tipi di file, si collegano ad internet. Alcuni hanno già incluso un abbonamento con la AT&T per scaricare libri ovunque ci si trovi nel mondo, altri hanno già dentro un accesso al NY Times, al Washington Post, a El Pais, uno ha la batteria che addirittura dura 3 settimane.
Hanno tutti solo un unico difetto: non sono in vendita in Italia e non possono essere spediti in Italia.

Ergo:
1) devo aspettare che un amico passi dagli States e me ne compri uno
2) così come era acaduto per le tecnologie ADSL e come sta accadendo adesso per il Digitale Terrestre qualcuno ha deciso che la nostra crescita digitale deve essere centellinata in modo da farci acquistare e riacquistare ogni 3 mesi tecnologie e gadget obsoleti, vecchi e superati che evidentemente quello stesso qualcuno acquista all’estero a pochi spiccioli e ci rivoga (termine toscano che rende molto l’idea) a caro prezzo.

E noi come pecore, passiamo le domeniche nei megastore ad acquistare e vantarci di vecchi gingilli che negli altri paesi servono ormai più solo ad essere regalati ai paesi del terzo mondo o ad essere venduti agli italiani.

Fonte: www.federicopicardi.it

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