
La Ruota del cordaio. Veniva girata a mano con una manovella, e faceva girare velocemente i “fusi” ai quali si attaccavano i fili o le corde da torcere. Modello ricostruito a scopo didattico.
Immagine dal sito www.gondrano.it per gentile concessione del titolare Prof. Gigi Rizzo.

Il legname è stato coperto con strati di rami di abete. Sopra saranno posati uno strato di foglie e quindi la terra fine ed umida che “sigilla” la carbonaia.
Foto dal sito www.centovalli.net per gentile concessione del Sig. Mario Manfrina.

Carbonaia praticamente ultimata, costruita a scopo didattico in località Casone di Profecchia (Comune di Castiglione Garfagnana – LU).
Foto Mario Rosellini , Archivio privato, Diritti riservati.

Prosegue la costruzione con la posa dei tronchi più grossi. In questo caso la carbonaia è realizzata su una piazzola circolare in terra contenuta da un muro a secco in pietra.
Foto dal sito www.centovalli.net per gentile concessione del Sig. Mario Manfrina.

Inizio della costruzione di una carbonaia. Si nota la costruzione del “camino” fatto nello stesso modo di quello illustrato dal modellino di una immagine precedente.
Foto dal sito www.centovalli.net per gentile concessione del Sig. Mario Manfrina.

Funi di canapa o altra fibra vegetale.
Immagine dal sito www.gondrano.it per gentile concessione del Prof. Gigi Rizzo.

Rocche per filare a mano. La fibra di canapa da filare veniva infilata nella gabbietta superiore della rocca (vedi rocca in basso). Conservate al Museo Etnografico di S.Pellegrino in Alpe.
Foto Mario Rosellini. Archivio privato, diritti riservati.

Cordai al lavoro sugli spalti delle mura di Lucca. Foto degli anni 1940 dall’Archivio Fotografico Lucchese del Comune di Lucca Fondo Eugenio Ghilardi, per gentile concessione del titolare.

Pettini per canapa.
Foto Mario Rosellini. Archivio privato, diritti riservati.

La Gramola. E’ costituita da due tavole fisse entro le quali si inseriva, abbassandola, una tavola mobile. La canapa era posata sulle tavole fisse e la tavola mobile, abbassandosi, frantumava gli steli resi fragili dalla marcitura, e liberava così le fibre.
Foto Mario Rosellini. Archivio privato, diritti riservati.