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Archivio per Novembre, 2009

Scene di quotidiana mietitura

Campi

Dall’alba al tramonto i mietitori sostenevano un ritmo di lavoro pressante e per difendersi dal sole e dalla calura estiva usavano dei grossi cappelli di paglia, le donne, invece, dei grandi fazzoletti in modo tale da raccogliere anche le chiome.

Le donne usavano proteggersi la mani dai tagli da falcetto, fasciando pollice e indice che tagliavano le spighe, con della stoffa e infilandoci delle piccole stecche di canna. A mezzogiorno, arrivavano le donne con le ceste in testa e il pranzo per tutti, finalmente la tanto agognata sosta! Cosi’, stesi a terra e magari all’ombra di qualche albero, si consumava il lauto pasto, composto generalmente da zuppe, pane, formaggi, affettati e naturalmente vino!

Andiamo a mietere il grano…

Nel 1965 Louiselle cantava ” andiamo a mietere il grano…” una sorta di inno all’amore campestre che veniva a scontrarsi con una nascente società dei consumi e dove la mietitura aveva già fatto dei gran passi in avanti.Ma torniamo un attimo indietro!!

falci covoni

bica campi_21

A fine giugno, primi di luglio cominciavano nei campi le prime fasi della mietitura, rigorosamente al levar del sole per evitare il gran caldo del periodo! Le spighe tagliate, a mano, tramite “falcetta” venivano poi raccolte in “manne” o “covoni”;  la grandezza di questi fasci era direttamente proporzionale alla lunghezza delle spighe utilizzate per la legatura. Successivamente i covoni venivano raccolti e legati a tre o quattro, tra di loro, con le spighe verso l’alto. I covoni venivano poi trasportati, tramite carri, sull’aia e accatastati nella “bica” o “mucchia” pronti per essere trebbiati.

Un tuffo nel passato

Fino a 60-70 anni fa, la raccolta del grano, rappresentava il coronamento di lunghi sacrifici durati un anno intero. Il grano, all’epoca,  rappresentava l’alimento principale della società contadina. La raccolta avveniva in due fasi separate: mietitura e trebbiatura. La prima fase non era altro che il taglio delle spighe, la seconda era la separazione dei chicchi di grano dalla pula. Per lungo tempo le due operazioni sono state  svolte completamente a mano con un gravoso dispendio di energie e notevole perdita di grano durante la sgranatura. Queste due fasi  necessitavano di un gran numero di persone, di solito tutti i componenti della famiglia vi partecipavano, ed altri contadini della stessa fattoria venivano in aiuto,  a questi doveva essere reso il favore successivamente.

mietitori-a-lavoro

La raccolta avveniva tagliando le spighe a mano con una falcetta. Mietitori e mietitrici afferravano con una mano un pugno di spighe e con un’altra le falciavano depositandole sopra le legature già pronte. Più tardi arrivarono le mietitrici meccaniche, condotte da una sola persona e trainate da buoi o cavalli, permettevano di falciare il grano per una striscia di 80-100 cm e lasciavano a terra le spighe pronte per essere facilmente legate in covoni.


L’evoluzione del lavoro in banca

Per lungo tempo il lavoro in banca è stato poco avezzo alle novità e alle innovazioni. Un approccio prudente verso esse costituiva il naturale contraltare di quelli che erano ritenuti i valori qualificanti del settore. Stabilità, conservazione e tradizione erano proposti e apprezzati quali indici di serenità e affidabilità. Non ci si può sorprendere che per diversi decenni del secondo dopoguerra, il lavoro in banca si svolgesse in maniera non dissimile rispetto agli inizi del secolo scorso.

Tant’è che un banchiere tardo medievale o rinascimentale, fosse stato catapultato, verosimilmente, in quel tempo non avrebbe avuto grosse difficoltà a riconoscere molte delle operazioni bancarie a lui familiari. L’unico motivo di meraviglia sarebbe stato la sparizione dell’attività di cambio delle monete di metallo più o meno prezioso sostituite quasi totalmente dalle banconote. Tra gli attrezzi del mestiere certamente avrebbe riconosciuto oltre ai libri contabili, la strettissima parentela tra la sua penna d’oca e il pennino utilizzato, rigorosamente con inchiostro indelebile, fino agli anni ‘60 per compilare assegni circolari, intestazioni dei libretti di risparmio e i documenti più importanti per la clientela.


Orari, straordinari e questioni di genere

Negli anni ‘70 arrivano i primi cambiamenti sociali che portano ad uno svecchiamento di un ambiente ingessato come quello del credito.

Fino ad allora il personale femminile era molto raro e si occupava principalmente di funzioni di segreteria e indossava un grembiule scuro, per gli uomini erano d’obbligo giacca, cravatta e camicia, rigorosamente, a maniche lunghe anche d’estate! Le istanze sindacali erano praticamente assenti, molti erano i motivi che ne ostacolavano la diffusione: decentramento del personale anche in filiali molto piccole, prestigio sociale dei dipendenti, scala gerarchica che promuoveva buone aspettative di promozione. Il lavoro straordinario non veniva riconosciuto se non in casi veramente eccezionali, accadde nel 1966, dopo l’alluvione, in cui furono richieste prestazioni speciali per ripristinare l’operatività. Spesso poteva succedere  che a fine giornata i riquadri contabili non tornassero, in quel caso, si potevano passare ore intere a trovare la giusta quadratura. Queste non venivano riconosciute come ore di straordinario poichè “non si può pagare il lavoro fatto per rimediare agli errori compiuti da qualcuno”. Fino ai primissi anni ‘60 si lavorava anche il sabato, mezza giornata, e l’uso del telefono aziendale era concesso in casi di necessità e sotto pagamento! I giovani bancari venivano assunti non appena terminati gli studi secondari, ma fino al compimento della maggiore età, che fino al 1975 era il 21° anno, percepivano uno stipendio ridotto ma in ogni caso commisurato all’importanza della “piazza” o luogo di lavoro. Negli anni ‘70 alcuni eventi economici furono destabilizzanti sia per l’economia sia per le banche,  l’inflazione, lo  shock petrolifero e inoltre l’introduzione dello statuto dei lavoratori portarono ad una certa avversione di quel capitalismo e di quell’autoritarismo che gli istituti di credito in qualche modo incarnavano. Il “posto in banca” quindi perse il suo appeal, continuò a piacere più alle mamme che alle figlie, attratte maggiormente dalle contestazioni di quegli anni.

La manualità la fa da padrona

In un primo momento, le operazioni bancarie non risentirono di grossi cambiamenti, quasi tutte venivano svolte con una costante manualità. Operazioni nei libretti di risparmio, emissione e pagamento di assegni circolari, movimenti sui conti correnti, bonifici nazionali ed esteri, pagamenti di utenze ecc. non subirono sostanziali variazioni. Ne fanno fede, alcune immagini di libretti di risparmio di alcune banche della regione.

libretto al portatore libretto di risparmio

Come si può vedere dalle foto, a parte la diversa impostazione tipografica, scritture e calcoli sono manuali convalidate  dalla doppia firma dell’impiegato e il cassiere, ruoli fino ad allora assolutamente separati. Anche l’emissione di assegni circolari avviene manualmente, con l’avvento delle biro con inchiostro indelebile vengono abbandonati  calamaio e carta assorbente. La foto dell’assegno circolare mostra i fori negli spazi rimasti vuoti per evitare la modifica, fraudolenta, dell’importo. L’attrezzo per perforare gli assegni non era diverso rispetto a quello usato dai controllori dei biglietti sui treni e sui bus. Non era raro, nel contado, sentir definire questo tipo di assegno “quello con i buchi”.  A tal proposito può far sorridere l’aneddoto di un impiegato al suo secondo giorno di lavoro nel Forese , all’avvicinarsi del suo primo cliente si sente richiedere “un bono co’ buchi pe’ lavacca co’ i rede”, dubbioso  sulle conoscenze scolastiche acquisite, viene soccorso da un collega più “esperto” che gli suggerisce “vuole un assegno circolare per pagare la vacca con il vitello che ha comprato”.

assegno-circolare assegno dicontocorrente

Completamente manuale, anche, il trattamento degli assegni di conto corrente, che subivano una complicata trafila prima di essere effettivamente pagati. Verificati firma e  fondi, l’impiegato annotava l’importo da pagare nella colonna “dare” di una scheda che conteneva le partite contabili del cliente. In alcune banche si riscriveva l’importo su un’apposita “fiche” alla destra dell’assegno stesso, che veniva poi staccata e inviata ai centri di controllo della contabilizzazione. Se a fine giornata l’importo degli assegni pagati non corrispondeva con quelli delle fiche non era raro vedere impiegati sventolare fasci di schede, speranzosi che qualche tagliandino cadesse. Se anche questa operazione non dava i frutti sperati, il rovescio del cestino della carta straccia diveniva l’ultima spiaggia, con conseguenti e ovvie  lamentele delle addette alle pulizie!

Dal pennino al monitor: novita’ in banca

L’avvento della tecnologia, lento agli inizi poi sempre più frenetico, darà un definitivo scossone al modo di lavorare in banca. Agli inizi degli anni ‘60 si potevano ancora trovare calcolatrici meccaniche, prive di memoria e di elementi di scrittura, sostituite poco dopo con calcolatrici meccaniche manuali con  possibilità di stampa,  infine negli anni ‘90 arrivano le calcolatrici elettroniche con funzioni scientifiche. Si riducono drasticamente anche le dimensioni, da una calcolatrice grande quanto un attuale computer si arriva alle calcolatrici da tavolo o tascabili.

calcolatrice meccanica manuale

Anche le macchine da scrivere seguirono un simile percorso, quelle meccaniche inizialmente furono affiancate da quelle elettriche con una memoria esterna, ed entrambe furono sostituite, completamente, da quelle elettroniche, dove sparisce il martelletto battente, soppiantato da una pallina rotante o una “margherita” di caratteri. Finalmente si può redigere un testo, memorizzarlo, revisionarlo ed eventualmente correggerlo prima della stampa. Un ulteriore passo in avanti è rappresentato dalle macchine elettroniche con video e un floppy disk di memoria. Siamo agli esordi della videoscrittura e dell’office automation che rivoluzionerà il lavoro d’ufficio e non solo quello bancario. Gli anni ‘90 vedono il diffondersi in maniera capillare dei programmi di videoscrittura, causando effetti collaterali sulle mansioni del personale: spariscono rapidamente le dattilografe, riqualificate in compiti più gratificanti, anche il personale direttivo si vede costretto ad aggiornarsi e ad utilizzare personalmente la videoscrittura.

Per quel che riguarda le telecomunicazioni si ricorda l’avvento, negli anni ‘70, del telex o telescrivente che ebbe un largo impiego soprattutto nelle banche attive nel commercio internazionale. L’uso del telex permetteva una rapidità di contatto fra banche estere e la traccia documentale del messaggio sostituiva di fatto la corrispondenza epistolare. L’altro campo di utilizzo del telex era quello valutario, i cambi sul mercato, infatti, venivano diramati da decreti legge con entrata in vigore il giorno successivo;  per rendere immediata l’attuazione, l’Ufficio Italiano dei Cambi,  si avvaleva proprio della telescrivente. Negli anni ‘80 si espande la rete SWIFT ( acronimo di Society for Worldwide Interbank Financial Telecommunication ), società belga sorta nel 1973 che sviluppa una rete interbancaria per la trasmissione telematica tra le banche associate. Si tratta soprattutto di messaggi standardizzati e autenticati di pagamenti internazionali, inizialmente, poi gestirà le garanzie e le lettere di credito. La nuova tecnologia, per qualche tempo, convive con le telescriventi per permettere gli scambi con istituti non-SWIFT, poi le soppianta definitivamente.

Cade anche l’ultima roccaforte della manualità il “complesso”, una serie di pagine di carta sottile a cui si interpongono dei fogli di carta carbone; erano di tipi e forma diversi, a seconda dell’operazione da svolgere ed ogni foglio doveva poi essere smistato alla sua esatta destinazione.

Oggigiorno l’uso del contante si è notevolmente ridotto, anche per motivi di sicurezza e assegni troncati ( check truncation ), bancomat, carte di credito sono conosciuti e di uso comune. Carte plastificate che permettono di prelevare il denaro, esternamente alla banca o all’estero,  di pagare senza l’uso del contante o che permettono al possessore di acquistare a credito e di sostenere successivamente la spesa.

Per i curiosi: Sito dall’Abaco al computer, calcolatrici meccaniche