I primi regoli costruiti utilizzarono, come praticamente si usa adesso, due asticelle accostate e scorrevoli tra loro.
Sulle asticelle erano impresse, come sui regoli di oggi, delle scale numeriche con lunghezze proporzionali ai logaritmi dei numeri che rappresentavano. Spostando le asticelle si potevano sommare o sottrarre le lunghezze che corrispondevano al logaritmi dei numeri interessati, ottenendo così lo stesso risultato che avremmo ottenuto con la moltiplicazione o la divisione.
Ben presto assunsero la forma che è poi rimasta nel tempo: in un corpo in legno fu inserita una asticella che poteva scorrere tra due guide, detta appunto œlo scorrevole: in altre guide era fissato il cursore trasparente, detto anche vetrino, che poteva muoversi sopra il regolo e portava una incisione che fungeva da riferimento per i calcoli.
Il corpo in legno passò con il tempo da legno compensato(a strati incollati per annullare le deformazioni), al legno rivestito prima in celluloide e poi in plastica per rendere più chiare e precise le scale incise, ed a corpi in tutta plastica(specialmente i regoli tascabili da 12-14 cm)
Fu unificata la disposizione e la denominazione (con una lettera) delle scale di base che sono (vedi Figura 2):
A = scala dei quadrati. È fissa sul corpo del regolo, sopra la scanalatura
dello scorrevole.
B = scala mobile dei quadrati sullo scorrevole, affacciata alla scala A.
CI = scala dell’inverso dei numeri (1/n ) al centro dello scorrevole.
C = scala mobile dei numeri, sul lato inferiore dello scorrevole.
D = scala fissa dei numeri sul regolo, affacciata alla scala C.
Più tardi furono introdotte altre scale facenti parte della struttura comune a tutti i regoli:
- Scala dei cubi, sul corpo del regolo (indicata come scala K)
- Scala dei logaritmi ( indicata come scala L )
- Scale delle funzioni trigonometriche ( S=Seno; ST=Seno e Tangente per angoli piccoli; T=Tangente)
Queste ultime scale hanno trovato sistemazioni in punti diversi sul corpo e sullo scorrevole, a seconda del costruttore, della forma del corpo del regolo (quella in legno è profondamente diversa da alcuni tipi in plastica) e dalla presenza di altre scale sui regoli destinati a calcoli specialistici.
Alcune scale hanno trovato posto sul bordo del corpo, come si può vedere sul particolare di Figura 3.
Su regoli più recenti, furono aggiunte scale particolari che oltre ai calcoli comunemente eseguibili consentivano la elaborazione facilitata di calcoli specifici: ci furono così regoli destinati a calcoli meccanici, elettrotecnici, militari (tiro dell’artiglieria ecc), astronomici, al calcolo del cemento armato, alla cubatura del legname ed altro.
Sul particolare di Figura 2 sono visibili, oltre a quelli convenzionali, anche i simboli “V” e “kW” corrispondenti a Tensione e Potenza (elettrica): ciò indica che il regolo è specifico per calcoli elettrotecnici. Alcuni regoli speciali ebbero anche forme e strutture diverse, come i regoli per calcoli del tiro di artiglieria in funzione del vento, o altri per usi speciali, con superficie ampliata per contenere un maggior numero di scale.


