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Tecnologia contro artigianato di una volta

Nel settore dell’oreficeria non ci sono stati grossi mutamenti tecnologici. La ragione di questo sta nel fatto che, per la maggior parte, si tratta di aziende di piccole dimensioni, il cui fatturato non giustifica grossi investimenti. Inoltre, quella dell’oreficeria è una produzione che richiede molta manualità.

Solo poche aziende, in particolare quelle che si sono specializzate in determinati prodotti di largo consumo (p.es. catene), o quelle di servizio in cui si producono accessori comuni per molti prodotti (chiusure, anelli a molla, clips, palline ecc.), hanno dato un notevole impulso al settore meccanico che ha fornito loro macchine e mezzi sempre più efficienti ed affidabili nel rispetto delle più scrupolose norme di sicurezza.

Ma anche nei laboratori più piccoli il problema della sicurezza è tenuto nella massima considerazione.

Ai banchi di lavoro, dove vengono usate molto spesso fiamme per la saldatura dei pezzi, da sempre le donne sono obbligate ad indossare la cuffia per nascondere i capelli, e le vecchie piastre di amianto, che venivano impiegate come supporto dei pezzi durante la saldatura, sono state sostituite da mattoni refrattari privi di effetti tossici. Molto recentemente sono state aggiunte bocche di aspirazione davanti alla fiamma per evitare che vengano respirati vapori nocivi.

Di grande pericolosità  fino al 1990 era l’operazione di lucidatura di oggetti filiformi, come catene o bracciali, i quali dovevano necessariamente essere tenuti accostati con le mani contro spazzole in rotazione ad altissima velocità.

Nel caso in cui un pezzo venisse accidentalmente arrotolato al mozzo, si potevano verificare infortuni piuttosto gravi. Il problema è stato risolto proprio da un gruppo di lavoratori, addetti a questa delicata fase, con l’applicazione di un sensore al di sotto della spazzola e di un freno magnetico al motore in grado di bloccare immediatamente la rotazione e annullare l’effetto frusta o peggio, che la mano venisse trascinata dalla rotazione.

Altro intervento di basilare importanza è stato quello della messa in sicurezza delle presse destinate allo stampaggio. E’ purtroppo successo, soprattutto negli anni ‘50 e ‘60, che molti giovani lavoratori abbiano subito la mutilazione di una falange (nella maggior parte dei casi, quella del dito indice della mano destra) perchè sorpresi da false partenze delle macchine nella fase di posizionamento del pezzo sotto lo stampo, od anche per distrazione.

Oggi, attraverso particolari cellule elettroniche, la macchina non riceve il comando di avviamento fino a che la mano non è stata ritratta.


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