Fino dai tempi più antichi l’umanità ha conosciuto i benefici effetti curativi di determinate acque minerali ed a queste è ricorsa con costanza e fiducia.
Col Rinascimento iniziarono le prime ricerche sistematiche e le osservazioni scientifiche sopra le diverse azioni e sui componenti delle singole acque e, nei secoli XVII-XVIII, in seguito ai rapidi progressi ottenuti dalla chimica, prese grande impulso la ricerca analitica sulla composizione delle acque minerali.
La terapia delle acque minerali ormai da tempo fa parte integrante della scienza medica, organizzata e diretta su basi scientifiche dagli studi e le ricerche di laboratorio che si effettuano del Settore e dall’esistenza di cattedre universitarie di idrologia medica.
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I campi d’azione delle cure termali e idropiniche (assunzione di acqua minerale a scopo terapeutico) si estendono, con esiti altamente positivi, ad una complessa serie di infermità che interessano tutte le parti e gli organi del corpo umano.
Le acque minerali e gli stabilimenti termali e affini furono regolati dalla Legge 16 luglio 1916 n°947-Capo IV che, all’articolo 7, recita: “Nessuno può mettere in vendita acque minerali naturali ed artificiali, nazionali ed estere, senza aver ottenuto speciale autorizzazione dal Ministero dell’Interno”.
Successivamente, il Regio Decreto 28 settembre 1919 n°1924 che approvava il regolamento per l’esecuzione del Capo IV della Legge 16 luglio 1916 n°947 contenente: Disposizioni circa le acque minerali e gli stabilimenti termali, idropinici, di cure fisiche e affini.
Il decreto ministeriale 20 gennaio 1927 approva il testo delle istruzioni contenenti le norme per l’utilizzazione ed il commercio delle acque minerali, per le analisi, per la redazione delle etichette e dei contrassegni, per i recipienti di vendita delle acque, per i sistemi di chiusura, per il funzionamento igienico degli stabilimenti e per la redazione dei regolamenti interni, delle opere di captazione, di conduzione e raccolta delle acque minerali naturali e del buon governo igienico delle zone di protezione igienica delle sorgenti.

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