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Regole per la raccolta dell’acqua minerale

Nella costruzione delle opere di captazione si cerca di raccogliere esclusivamente l’acqua minerale col suo massimo di termalità e mineralizzazione e, impedire l’accesso di altre acque verso la polla idrominerale per cui si adotteranno materiali incapaci di influire sull’acqua minerale;  le vasche di deposito devono essere ermeticamente chiuse.

La zona di “ protezione igienica” deve essere determinata secondo i criteri generali di ordine geo-idrologico.

Le acque di scolo della campagna circostante alla zona di protezione saranno, ove occorra, convogliate fuori della medesima mediante deviazione dei colatori naturali che l’attraversano o costruendo cunette o fossi di guardia impermeabili.

Dovrà essere particolarmente curata:

  • la sorveglianza sul terreno nei pressi delle opere di captazione, per impedire operazioni o depositi insalubri e per evitare che animali possano danneggiare le opere stesse e compromettere la purezza dell’acqua minerale,
  • il regime agrario della zona stessa, quando non sia assolutamente vietata la coltivazione, deve soddisfare alle norme sanitarie ai fini della tutela igienica della sorgente,
  • le norme del buon governo igienico della zona di protezione, determinate caso per caso, in relazione alle condizioni locali e con l’estensione attribuita alla zona stessa,
  • La zona di tutela assoluta, adibita esclusivamente alle opere di presa ed a costruzioni di servizio, deve essere recintata e provvista di opere di canalizzazione per allontanare le acque meteoriche più rapidamente possibile anche se intorno al pozzo, per un raggio non inferiore a 10 metri, viene ricavata una platea in cemento e impermeabilizzata (D.P.R. 236/88) e delimitata da una recinzione alta 2 metri.

Inoltre, come si evince dalla tipologia delle captazioni, il perforo viene ulteriormente protetto con il tubaggio di un casing in acciaio e cementato a giorno come evidenziato dallo schema di un pozzo trivellato.

Le condutture che trasportano l’acqua minerale dalla sorgente allo stabilimento di imbottigliamento oggi sono quasi tutte in acciaio inox, in sostituzione di quelle poste anche da oltre 50 anni che solitamente erano d’acciaio tipo mannesman, interrate a varie profondità e posate su terreni naturali ma soggette ai danni delle correnti vaganti nel sottosuolo.

Oggi possono essere poste anche in apposite canalette di cemento con coperchio, cementate ed interrate. Ogni 50 metri vengono ricavati pozzetti d’ispezione con copertura chiusa a lucchetto.

Per le esperienze fatte in epoche remote con le attività idro-termali, i legislatori del 1916/19 e seguenti ebbero grande lungimiranza nel dettare disposizioni sull’uso delle acque termo-minerali, per la protezione ambientale delle sorgenti contro gli inquinamenti delle falde acquifere.

Tali disposizioni sono state diligentemente recepite dalle Regioni, con gli aggiornamenti dell’epoca attuale e dalla Comunità Europea. (Decreto Legislativo 25 gennaio 1992 n°105 in attuazione della direttiva 80/777/CE relativi all’utilizzazione e alla commercializzazione delle acque minerali naturali e Decreto Legislativo 4 agosto 1999 n°339: disciplina delle acque di sorgente e modificazioni al d.lgs. 25 gennaio 1992 n°105 concernente le acque minerali naturali in attuazione della Direttiva 96/70/CE e seg.

Le acque minerali sono prodotti estratti dal sottosuolo e, per legge, considerate prodotti minerari e, di conseguenza, vere e proprie Concessioni Minerarie appartenute al Corpo delle Miniere dello Stato fino al 1970, dopodiché passate alle competenze Regionali.

La vigilanza sull’utilizzazione e commercializzazione delle acque minerali è esercitata dagli Organi delle Regioni, dai Comuni attraverso le Unità Sanitarie Locali.

Ogni cinque anni devono essere ripetute le analisi fisico-chimiche alla sorgente da riportare sulle etichette. Vengono effettuati controlli quindicinali e/o mensili agli impianti, con prelievi di bottiglie in fase di imbottigliamento da sottoporre ad analisi. Controlli periodici stagionali vengono effettuati anche alle sorgenti, ivi comprese le opere di captazione.

Anche il produttore ha tutto l’interesse a tutelare il proprio prodotto effettuando prelievi quotidiani a tutti i livelli della produzione con laboratori di analisi all’interno della propria azienda o esterni. Così anche il consumatore è più che garantito.

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