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Archivio per 28 Luglio 2011

Le Cave al tempo dei Romani

Le notizie certe sulla coltivazione dei giacimenti di marmo di Carrara ri­salgono all’inizio del I secolo a.C. quando la regione apuana era già da tempo sottomessa alla dominazione ro­mana.

Allora il marmo era chiamato “marmor Lunense” in quanto il centro estrattivo apuano era identificato con la città di Luna, colonia romana fon­data circa un secolo prima e dal cui porto salpavano alla volta di Roma le “naves lapidariae” cariche del prezioso materiale.

Le vestigia della città ro­mana sono ancora visibili nella pia­nura dell’attuale Luni, a circa una de­cina di chilometri da Carrara.

Antiche testimonianze relative all’utilizzo del marmo lunense per co­struzioni pubbliche e private di Roma, indicano che a quell’epoca l’estrazione del marmo doveva già avere un carat­tere industriale, ma è incerto se siano stati proprio i romani a scoprirne i gia­cimenti.

Forse anche i Liguri Apuani, il popolo che abitava la regione prima dell’invasione romana, o gli Etruschi, che ne occuparono certamente almeno la fascia costiera, avevano già fatto uso del marmo dei giacimenti apuani.

In ogni caso però, l’escava­zione non aveva certamente la portata e l’importanza che la caratterizzarono durante il dominio di Roma.

Studi approfonditi hanno rilevato la presenza di numerose località che mostrano i segni di antiche “tagliate” attribuibili all’Epoca Romana.


A prova della conoscenza che i Romani ave­vano dell’estensione dei giacimenti apuani, sta il fatto che queste località, cui è ragionevole far corrispondere al­trettante cave o gruppi di cave, sono omogeneamente distribuite nei tre ba­cini marmiferi attualmente in coltiva­zione e spesso corrispondono a cave ancora oggi in attività.

Ma le tagliate non sono i soli reperti rinvenuti: oltre a molti utensili utilizzati per lo scavo nelle zone di coltivazione sono state trovate anche iscrizioni, epigrafi, ma­nufatti che testimoniano come l’atti­vità estrattiva fosse strutturata se­condo una organizzazione ben definita che per il tipo di operazioni da svolgere e per la suddivisione delle mansioni dei cavatori, mostra forti analogie con le tecniche di estrazione in uso nelle cave apuane fino a qualche decennio fa.