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Archivio tag per 'boschi'

Lo sceglitore del legno.

La persona addetta alla scelta del legname nei boschi limitrofi (che erano molto ricchi di essenze come quercia, rovere, leccio, olmo, acacia, pino, castagno ed altri ancora) segnava le piante in modo che fossero riconosciute dagli addetti del cantiere. La scelta consisteva nel cercare la migliore qualità di legno ed anche di trovare tronchi e rami modellati dalla natura in modo da poter essere usati per le varie forme dello scafo (le piante venivano , infatti, anche fatte crescere appositamente in modo da fornire i pezzi già  modellati). Questo mestiere richiedeva, quindi, una buona specializzazione. I tronchi, accuratamente preparati venivano poi trasportati fuori dal bosco con il “carro matto”, un carro particolarissimo formato da due grandi ruote unite da un assale sul quale era bloccato l’estremo di una lunga trave, alla quale veniva legato il tronco con corde o catene. Il carro veniva, poi, trainato per brevi tratti dagli uomini e per lunghi tratti da cavalli o buoi. I tronchi, una volta in cantiere, venivano sezionati nella segheria.

Costruzione della carbonaia

Non di rado, passeggiando per i boschi dell’Appennino ci si può imbattere in piazzole del diametro di 5 o 6 metri caratterizzate da un terreno scuro e magari qualche piccolo pezzo di legno carbonizzato. Sono le piazzole sulle quali venivano costruite le carbonaie. La Loro posizione  era scelta sapientemente dal carbonaio e non a caso, in modo tale da evitare l’esposizione al vento, che avrebbe potuto soffiare aria nei fori del fumo. Talvolta venivano costruiti dei muretti a secco, di contenimento.

muro-a-secco modellino-costruzione-camin

Nel piazzale venivano posti a raggiera pezzi lunghi circa un metro, di taglio recente o parzialmente essiccati. Parte fondamentale della carbonaia era il camino, un foro centrale che partiva da terra fino ad arrivare alla sommità, doveva rimanere libero per tutta la durata della cottura, in esso venivano versati la brace per l’accensione e i legni per alimentare il fuoco.

inizio-costruzione-carbonai posa-tronchi carbonaia-ultimata copertura-legname

Il modo di realizzazione più diffuso e semplice prevvedeva il piantare un grosso palo alto, al centro della piazzola; ai lati del palo venivano sistemati due pezzi di legno non troppo lunghi e sopra di essi, perpendicolarmente, altri due pezzi e così via per circa un metro di altezza. A questo punto, i legni da carbonizzare venivano collocati verticalmente a cerchi concentrici attorno al camino fino a raggiungere un diametro di 2-3 metri. La catasta, una volta terminata, aveva la forma di una cupola alta circa 2 metri dalla quale spuntava un palo. La catasta  veniva poi ricoperta da un primo strato di rami verdi e uno sovrapposto di foglie secche. Il tutto veniva ricoperto di terra umida che chiudeva ermeticamente la carbonaia, mentre foglie e rami impedivano che la terra penetrasse tra i legni e sporcasse il carbone.