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Fienagione oggi

Dal 1950 ad oggi il processo di fienagione si è completamente meccanizzato senza però cambiare la sostanza e le caratteristiche del processo stesso. La prima rivoluzione  fu la falciatrice meccanica, trainata da cavalli o da buoi, unita al rastrellone permetteva il taglio e l’andanatura dell’erba molto velocemente. Dal 1960 falciatrici e rastrellone cominciano ad essere trainati da trattori e cominciano ad apparire anche le prime motofalciatrici: costituite da un piccolo motore autonomo che non rendeva necessario l’ausilio di trattrici o animali. A queste innovazioni si aggiunsero negli anni seguenti la pressa raccoglitrice che permetteva di pressare il fieno in balle parallelepipede e legarle automaticamente. Detto sistema  sostituì completamente l’uso di pagliai e di covoni di fieno.

falciatrice a trazione animale motofalciatrice rotopressa

Negli anni ‘80 venne introdotta anche la falciacondizionatrice in grado di incidere lo stelo del foraggio, permettendone un’essiccazione più veloce e rilasciando il prodotto in andane soffici e voluminose pronte per la pressatura. L’ultima trovata per la completa meccanizzazione della fienagione è la rotopressa, le prime macchine risalgono al 1980 ma son diventate di uso comune solo recentemente.

pressa rotoballa forca carica balle

La rotopressa produce balle di fieno larghe 120 cm e del diametro di 150 cm che raggiungono un peso di 300-400 kg, all’interno sono soffici, consentendone la traspirazione, l’esterno invece è duro e le rende impermeabili  e resistenti  alle intemperie.

Fienagione ieri

La fienagione è la tecnica di conservazione più economica e naturale utilizzata per lo stoccaggio del foraggio, fondamentale per l’alimentazione del bestiame. Essa consiste nella falciatura di prati composti da specie vegetali diverse (graminacee, leguminose, trifogli, avena, piccole quantità di erbe odorose che nascono spontaneamente nelle varie  zone, ecc), la loro essiccazione al sole e il relativo stivaggio. Fino agli anni ‘50 la tecnica di fienagione non ha mai subito grossi cambiamenti e veniva eseguita manualmente. Di solito per piccole quantità di foraggio, l’erba veniva tagliata con una falcetta, operazione che veniva svolta  da donne e ragazzi, chini e con grande dispendio di energia.Per grosse quantità di fieno, invece, veniva impiegata la “falce fienaia“, che consentiva una posizione eretta ma essendo considerato un attrezzo molto pericoloso veniva usato solo dagli uomini.

falce-fienaia covoni-di-fieno paesaggio-con-pagliai

L’erba tagliata veniva lasciata nei campi per qualche giorno e rigirata spesso con dei forconi in modo tale che si asciugasse e perdesse umidità. Il fieno, una volta pronto, veniva trasportato nell’aia e lì stivato, creando dei pagliai all’aperto. Così imballato sarebbe servito per l’alimentazione invernale del bestiame.

taglierina fieno a torsolo di mela

Il pagliaio veniva periodicamente tagliato con delle speciali taglierine, dette “segone“, e man mano che veniva tagliato assumeva una particolare configurazione detta a ” torsolo di mela“.