Nel secondo dopoguerra le macchine agricole si moltiplicarono; arrivarono le mietitrici che falciavano il grano e lo rilasciavano già legato in covoni, successivamente le mietitrebbiatrici che falciavano e sgranavano il grano, rilasciando sacchi pieni e legati ed una scia di paglia da raccogliere.
Per ovviare alla raccolta della paglia successivamente alla mietitrebbiatrice venne agganciato un pressapaglia che lasciava cadere a terra dei parallelepipedi di paglia duri e legati.

In tempi più recenti, vengono introdotte le moderne mietitrebbiatrici, che in una sola passata mietono e trebbiano il grano depositandolo in un vano interno, pronto per essere insaccato e inviato al silos o all’essicatore. La paglia viene compressa in grossi rotoli rilasciati direttamente a terra. Attrezzate anche per lavorare di notte, queste macchine riescono a mietere e trebbiare quantità enormi di grano cosicchè in poco tempo, con meno fatica e più sicurezza, viene svolto ciò che richiedeva settimane di lavoro e ingenti quantità di manodopera.
La fase di trebbiatura era l’ultima grande fatica che si consumava sull’aia, si svolgeva con macchine molto costose tant’è che quasi nessuna fattoria le possedeva direttamente e il loro intervento veniva richiesto alle organizzazioni che le gestivano. Arrivavano in zona a mietitura completata anche perchè essendo macchinari molto pesanti, trainati da buoi, i tempi di spostamento erano lunghi. Un’intera giornata era necessaria per rendere funzionante la macchina.

Anche per la trebbiatura il lavoro iniziava alle prime ore del giorno ed erano necessarie molte persone, di solito i contadini di una stessa fattoria seguivano i lavori della trebbiatrice in tutti i poderi della fattoria stessa. Nonostante la fatica che caratterizzava i lavori di trebbiatura la giornata era vissuta in modo quasi festoso, soprattutto dai ragazzi già all’arrivo della trebbiatrice.

Il motore a vapore arrivava in assetto da trasporto, con il camino piegato, la trebbiatrice era priva di tutte le cose che potevano andare perdute durante lo spostamento, come le cinghie, e con i piani superiori ripiegati per ridurne l’ingombro.