Dopo l’alluvione del ‘66, tutte le strade che furono devastate e i luoghi in cui esisteva la pietra come pavimentazione, vennero rifatti con la Pietraforte di Riscaggio che, mediante la lavorazione di scalpellini e macchine, fu utilizzata per ricostruire i blocchi per il rivestimento e i lastroni per la pavimentazione. Il pietrisco inoltre, veniva usato anche per fare le massicciate ferroviarie. Purtroppo però, si deve anche rilevare che questo tipo di lavoro, a causa delle polveri che si venivano a formare con il taglio e la lavorazione della pietra stessa, ha causato diverse morti premature a causa della silicosi.
Negli ultimi 40 anni, da quando la cava è stata rilevata dal Guerri, vi è stata una notevole evoluzione dal punto di vista lavorativo. La pietra prima veniva scavata a mano e poi con grossi escavatori. Per quanto riguarda la lavorazione della pietra, gli scalpellini, che prima erano gli unici a lavorarla, sono stati affiancati da macchine speciali, così come è avvenuto per i blocchi di pietra, che prima venivano trasportati in città con carri trainati da asini o cavalli ed oggi con camion. L’utilità di questa cava e la sua attività purtroppo sono diminuite a causa della crisi finanziaria, poichè gli edifici vengono costruiti in cemento armato, sicuramente più economico, ma meno bello e, soprattutto, bisognoso di manutenzione, cosa che non succede ai muri costruiti in Pietraforte, che non solo non hanno bisogno di particolare manutenzione, ma danno anche un’immagine più bella e graziosa. Infatti, nel 1325, a Firenze, venne emessa una delibera che stabiliva che le case dovevano avere un paramento di pietra almeno fino all’altezza di 4 braccia (circa 2,35 metri), mentre nel 1389, per i palazzi più importanti, tale altezza veniva quadruplicata. Anche la pavimentazione stradale, oggi solo in asfalto per praticità e per risparmio, era fatta in Pietraforte. Nonostante questo, però la cava di Riscaggio è rimasta attiva ed importante soprattutto perché è ancora molto legata alla sostituzione di tutto il materiale da rivestimento in pietra che attualmente ricopre i più importanti palazzi e strade del centro storico fiorentino (Palazzo Vecchio, Palazzo Pitti e tanti altri, così come molte strade del medesimo). Quindi, almeno per il momento, il suo utilizzo non sarà perso, sia per il pubblico che per il privato.







