A Limite Sull’Arno, hanno operato i seguenti Cantieri Navali:
Cantiere Picchiotti fondato nel tardo 1600, dal 1944 trasferito a Viareggio.
Cantiere Navale Serafini dal 1909; attività cessata nel 1944.
Cooperativa Carpentieri dal 1909; attività cessata nel 1922.
Cantiere Navale Cantinelli e Cinotti dal 1910; attività cessata nel 1916.
Cantiere Cantinelli dal 1916; attività cessata nel 1936.
Cantiere Navale Arno dal 1907, ancora in attività, trasferito a Pisa nel 2000,era stato fondato come Cantiere Navale Giuseppe Picchiotti e figli.
Cooperativa Artieri dal 1944; dal 1956 produce mobili da cucina Copart.
Cantiere Salani dal 1949 attualmente produce barche da canottaggio.
Cantiere Innocenti e Maggini dal 1949; attività cessata nel 1960.
Cantieri di Pisa dal 1955, trasferito a Pisa. Fondato come Cantiere Navale Porta a Mare.
Officina Navale BCS dal 1955, ancora in attività come Twin Disc.
Cantiere Navale COSCA dal 1960 ancora in attività.
Cantiere Maggini Mario dal 1960 negli anni 90 ha collaborato con Ferretti Craft.
Altri Cantieri Navali sono stati fondati da carpentieri Limitesi in varie località:
Canados di Ostia nato nel 1945 come Cooperativa Carpentieri.
Bianchi e Cecchi di Cogoleto non più operante.
Artigialnautica di Fiumicino, fa capo alla famiglia Porcelli.
Cantiere San Lorenzo fondato a Viareggio nel 1958 dai F.lli Cecchi.
Versil Craft fondato a Viareggio da Maggini Antonio.
Overmarine fondato a Viareggio da Balducci Giuseppe.
Archivio tag per 'Limite sull’Arno'
A Limite sull’Arno, piccolo Paese sulle rive del fiume omonimo tra Firenze e Pisa, esiste da secoli una tradizione “marinara” legata al fiume, tradizione che si è sviluppata nel corso dei secoli fino a far definire il piccolo centro toscano “La Patria della Nautica Italiana”, come attestato dal riconoscimento che nel maggio 2005, fu consegnato alla comunità Limitese dall’UCINA (l’Unione Cantieri Industrie Nautiche e Affini). L’attività cantieristica ebbe inizio nel tardo 1600 per merito di una famiglia che iniziò il proprio lavoro con la riparazione e poi la costruzione di imbarcazioni fluviali. Limite era in quel periodo un nodo importante per la navigazione fluviale da Firenze per Pisa e Livorno e viceversa. Dalla riparazione delle imbarcazioni di passaggio, si passò ben presto alla costruzione dei battelli fluviali. La riparazione, che all’epoca fu la prima attività “cantieristica”, inizia con la concia degli scafi, che consiste in un’operazione per togliere la stoppa, deteriorata dall’uso, che si trova tra le tavole del fasciame o del fondo delle imbarcazioni. La seconda fase della riparazione era il calafataggio che rende impermeabile lo scafo, operazione opposta alla concia, con in più l’applicazione della pece sulla nuova stoppa. Nelle nuove imbarcazioni, dopo la costruzione dello scafo, la prima operazione è il calafataggio. Le imbarcazioni costruite a Limite servivano, oltre che per il trasporto di cose e persone da e per il mare, anche per l’estrazione dell’argilla dal fiume. L’argilla era indispensabile nelle fornaci di terracotta e ceramica presenti sul territorio (basti pensare alla zona di Capraia Fiorentina e Montelupo Fiorentino), era, inoltre, importante per la pesca (il fiume è sempre stato molto pescoso) ed ancora, e per la raccolta della rena per le costruzioni edili, per il trasporto di cose e persone da un sponda all’altra del fiume ed altri usi ancora. Da tutte queste attività, nacquero i mestieri caratteristici della zona.












