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La metallurgia italiana attuale

Le immagini seguenti sono relative ai processi produttivi introdotti attorno agli anni 2000 nello stesso stabilimento di cui si è parlato.

Le immagini sono state certamente sufficienti ad evidenziare quanto il lavoro sia diventato meno gravoso, più pulito, più sicuro: oggi le operazioni sono tutte meccanizzate se non automatizzate. I movimenti dei materiali avvengono senza sforzo per l’operatore e con buona sicurezza, l’ambiente di lavoro è divenuto luminoso ed ordinato.

Ed in particolare:

  • La maggiore potenza delle macchine consente maggiore capacità di deformazione con velocità che risultano superiori di 50-100 volte.
  • Il peso complessivo dell’oggetto lavorato è aumentato di 20-30 volte.
  • La fatica dell’uomo è ridotta: non ci sono più grosse pinze da muovere con le braccia ma pulsanti da premere con un dito.
  • La sicurezza del lavoratore è meglio garantita dal suo allontanamento dal contatto diretto con le macchine ed il prodotto in lavorazione, e dal miglioramento dell’ambiente di lavoro.
  • La movimentazione dei materiali avviene senza sforzo per l’operatore e con buona sicurezza, l’ambiente di lavoro e divenuto luminoso ed ordinato.

La naturale conseguenza di tutto questo è stato l’aumento notevole e necessario della presenza di tecnici qualificati e specializzati, mentre la figura dell’uomo di fatica si è ridotta a ruoli marginali.


L’evoluzione metallurgica negli anni ‘50

Nel campo della metallurgia, così come nel resto del mondo del lavoro, nella seconda metà del ventesimo secolo l’evoluzione è stata rapida e significativa.

La spinta all’evoluzione è stata data da diversi fattori. Tra questi, i più importanti:

  • la ricerca di una maggiore produttività,
  • la ricerca di una miglior qualità dei prodotti,
  • la ricerca di maggiori rendimenti economici
  • la ricerca di processi produttivi più rispettosi dell’ambiente
  • maggiore sicurezza sul lavoro

Il progresso ha fornito i  mezzi necessari, con lo sviluppo delle tecnologie, in particolare dell’elettronica e della servo dinamica.

L’evoluzione nel campo della metallurgia dei metalli pesanti, in particolare nel settore del rame e delle sue leghe, si evidenzia dalla visione delle immagini seguenti, che riguardano la laminazione nello Stabilimento Metallurgico di Fornaci di Barga all’inizio degli anni ‘50, e dal confronto con quelle successive che si riferiscono ai primi anni 2000.

Negli anni che vanno dal 1950 al 2000 si è assistito ad una continua ricerca per incrementare i fattori di produttività, qualità ed economicità dei processi aziendali.

La concorrenza internazionale, sempre più presente sul mercato italiano, ha spinto le aziende a ricercare nuove tecnologie.

I processi di robotizzazione, assistiti dai servizi informatici, hanno sempre più sviluppato e migliorato l’aspetto produttivo e qualitativo.

L’introduzione dello Statuto dei Lavoratori agli inizi degli anni ’70, ha accelerato i processi innovativi in tema di sicurezza e vivibilità degli ambienti di lavoro.

La metallurgia e la Società Metallurgica Italiana

La metallurgia, partendo dai minerali o riciclando rottami metallici, attraverso la fusione, la raffinazione, la composizione di leghe, la deformazione a caldo e a freddo e le operazioni di taglio e stampaggio, provvede a mettere a disposizione dell’industria, dell’edilizia e del commercio, semilavorati e, attraverso successive lavorazioni, prodotti finiti di  metallo.

Le branche della metallurgia sono quelle dell’acciaio (ferro, acciai normali e speciali), dei metalli pesanti (rame, ottone,bronzo) e dei metalli leggeri (alluminio e sue leghe).

Gli stabilimenti metallurgici provvedono alla fabbricazione dei semilavorati: getti fusi, lastre, nastri, dischi, tubi, barre, fili. Da questi, con una successiva lavorazione, si ottengono i prodotti finiti più svariati.

Si vuol raccontare un settore della metallurgia che si può definire “del rame e le sue leghe” ma che rappresenta in linea di massima l’evoluzione che ha investito tutta la metallurgia negli ultimi 50 anni di storia produttiva, escludendo gli aspetti tipici delle attività di fusione del materiale.

La metallurgia del rame e delle sue leghe ha avuto e continua ad avere nello Stabilimento Metallurgico di Fornaci Barga (Lucca) un punto di riferimento importante nel panorama italiano.

Lo stabilimento fu costruito e aperto in Fornaci di Barga dalla “Società Metallurgica Italiana” nel 1915 come fabbrica per la produzione di munizioni per l’esercito.

La Società Metallurgica Italiana, meglio nota come “SMI”, fu fondata nel 1886 dalla Famiglia Orlando e aveva iniziato la sua attività, basata sulla lavorazione del rame e delle sue leghe, nello Stabilimento di Livorno.

L’occasione che portò alla decisione di aprire un nuovo stabilimento per la produzione di munizioni fu la richiesta nata in conseguenza della Prima Guerra Mondiale.

L’occasione interessò la SMI perché la maggior parte degli elementi di metallo (bossoli, rivestimenti di proiettili, capsule di innesco) che compongono i vari tipi di munizioni sono leghe di rame e, derivano dai semilavorati (laminati) di cui la Società era ormai da tempo un’esperta ed affermata produttrice.

Successivamente e specialmente in occasione delle riconversioni verso i prodotti più commerciali, resesi necessarie nei dopoguerra che hanno seguito la Prima e la Seconda Guerra Mondiale, la produzione relativa al munizionamento è andata via via a ridursi d’importanza, mentre accresceva la produzione commerciale, che è diventata prevalente.

La Società  “SMI” negli anni si è trasformata prima in “LA METALLI INDUSTRIALE”, poi in “EUROPA METALLI” e infine in “KME”.