Ecco un altro video concesso dalla UFIP ai Maestri del Lavoro.
Un documentario di 70 minuti che ripercorre i 75 anni di attività della storica azienda di Pistoia.
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Ecco uno dei video che la UFIP ha gentilmente concesso ai Maestri del Lavoro Toscano.
I piatti musicali vengono fabbricati con il bronzo B20, una lega costituita da 80 parti di rame e 20 parti di stagno, la stessa utilizzata anche per la fabbricazione delle campane. La fusione è seguita da artigiani esperti che sanno valutare la giusta temperatura del forno e il punto giusto di liquidità del metallo fuso. La UFIP possiede due forni fusori per poter avere un ciclo continuo di fusione dei piatti. Infatti, mentre un forno contiene il metallo fuso nell’altro si provvede a fondere il rame con lo stagno. Una volta fuso, il metallo viene versato nelle forme grazie a grandi cucchiai, di grafite, dai manici lunghi.
Gli stampi dei piatti, in ghisa sferoidale, son divisi in due parti: una superiore, esterna e apribile ed una inferiore, interna, che ruota a 1000 giri al minuto per ottenere il processo di rotocasting. Gli stampi vengono preriscaldati e spruzzati con materiale distaccante, per eliminare i difetti di fusione, anche se talvolta all’apertura dello stampo è possibile trovare solo una corona esterna del piatto, perché è stato introdotto poco bronzo fuso. I piatti difettosi vengono subito fatti a pezzi e rifusi.
Il piatto appena fuso è molto fragile perché appena tolto dallo stampo si raffredda rapidamente autotemprandosi. Per questo motivo è necessario un processo di rinvenimento: il piatto protetto con uno strato di argilla, è riscaldato a 650°C in un’apposita stufa, quindi immerso in acqua e ripulito dall’argilla.
Le fasi successive relative al completamento della lavorazione sono una prima sgrossatura esterna, per rendere il piatto più elastico. Per ottenere un risultato ottimale sono state fatte tutte le sperimentazioni possibili costruendo piatti di spessore diverso dai più sottili ai più spessi, poi collaudati da musicisti . È stato rilevato che a spessori diversi del piatto il suono risponde a tipi di musica diversi, dalla musica POP a quella HARD.
Altra fase di importanza fondamentale per la buona riuscita della costruzione di un piatto è la battitura che fa migliorare il bronzo rendendo la superficie più compatta; in passato il piatto veniva battuto manualmente, ora vengono utilizzati magli adattati per ottenere una battitura equivalente a quella manuale. Con la battitura il piatto acquista una maggiore elasticità, tant’è che viene fatta la prova del ribaltamento della campana con una semplice pressione nella parte centrale del piatto, l’ultima fase è la prova sonora del piatto, se il suono non risponde alle esigenze richieste, il piatto viene fatto a pezzi e rifuso.
Fin dal 1600 si ricordano a Pistoia aziende dedicate alla costruzione di strumenti musicali come campane da chiese, organi a canne e piatti.
Una di queste aziende è quella della famiglia Tronci che costruisce organi a canne fin dal 1732, poi ha aggiunto agli organi, concerti di campanelli, campane, gran casse.
Nel 1931, il 6 gennaio un gruppo di costruttori di piatti si riuniscono in società per formare l’Unione Fabbricanti Piatti Italiani (UFIP).
Uno dei soci è della famiglia Tronci che costruisce gli organi a canne, anche oggi suonati da musicisti di tutto il mondo, oltre che da americani e giapponesi.
Nel 1800 dopo il declino della produzione dei grandi organi classici, la produzione della famiglia Tronci si sposta verso la lavorazione del bronzo, vengono prodotti grandi campane tubolari e gong.
Giacomo Puccini, Giuseppe Verdi, Pietro Mascagni, acquistarono, attraverso la famiglia Ricordi di Milano, tam-tam, gong, campanelli, bubboli, sistri, piatti sinfonici per le loro opere ed iniziò così una stretta collaborazione tra la famiglia Tronci e le grandi orchestre, che dura tuttora.

Con la IIª guerra mondiale, lo stagno che proveniva dall’Indocina e il rame del Cile divennero introvabili.
Le bande musicali usano molto i piatti, fu il governo fascista, dopo aver fatto inutili prove con piatti di ferro, a far acquistare i materiali per i piatti in bronzo; quindi all’UFIP arrivava la materia prima di rame e stagno su concessione del governo.
Nel 1975 avviene una grande trasformazione: i piatti non vengono più fusi per gravità, ma per “rotocasting” da un’idea (brevettata) di Mariano e Lindano Zanchi.
La forma dove viene colato il bronzo B20 viene fatta ruotare ad oltre 1000 giri il minuto, con questo metodo durante la fusione tutte le impurità finiscono nella parte periferica del piatto, che poi viene eliminata dalla “sbucciatura” tramite tornitura.
Il piatto così ottenuto possiede una maggior purezza rispetto ai metodi di fusione tradizionali.
In seguito ad altre lavorazioni anche la “buccia” esterna ricca di impurità viene eliminata tramite tornitura, ottenendo l’esaltazione della personalità del piatto; abbiamo così una tipologia diversa di suoni con la conseguenza di avere serie diverse come “la Natural”, “nei Rides” e “negli Hi-hats” della serie “Bionic”.
Con il procedimento “rotocasting” il bronzo ottenuto presenta una struttura molecolare più compatta, priva delle micro cavità proprie della fusione per gravità, questo assicura una maggior durata dello strumento nel tempo e una naturale tendenza a migliorare le proprie qualità sonore man mano che lo strumento viene suonato.





