Riporto dal retro di copertina di “intelligenza Sociale” di Daniel Goleman (lo stesso di “Intelligenza Emotiva”):
“A dieci anni dalla rivoluzione di Intelligenza emotiva, lo psicologo americano Daniel Goleman ne compie un’altra: sulla scorta delle scoperte di una nuova disciplina - le neuro-scienze sociali -, dimostra come le relazioni interpersonali plasmino la nostra mente e infuiscano sul nostro corpo. Il cervello è, per sua natura, socievole e le emozioni sono contagiose come un virus. Proprio per questo è importante allenare la nostra intelligenza sociale: solo così possiamo vivere con pienezza le relazioni d’amore, educare i nostri figli alla felicità e costruire attivamente il dialogo con l’altro.”
E fin qui nulla da eccepire. E’ la chiusura che mi lascia perplesso…
“Un saggio che analizza le radici delle solitudini dell’uomo di oggi, sempre più spesso chiuso in una sorta di autismo tecnologico, per riscoprire i rapporti personali e affettivi.”
E’ proprio così? Io non mi sento chiuso nella mia solitudine tecnologica. Anzi. L’uso della tecnologia mi apre agli altri e al mondo. E credo che questa sia la funzione profonda dei Social Media.
Mi lascia perplesso perché quello che mi era venuto in mente leggendo il libro “intelligenza sociale” è che uno dei modi per allenare la propria intelligenza sociale potrebbe essere quello di un uso consapevole (e non patologico, ovviamente) delle proprie reti sociali. Indipendentemente dallo ’strumento’ che porta alla socializzazione, che sia un’occasione mondana o un gruppo su Facebook.
La visione dell’autismo tecnologico dell’uomo contemporaneo è datata come un videoterminale a caratteri fluorescenti. La percepisco con la stessa nostalgia con la quale guardo “Tempi moderni” di Charlie Chaplin.
[l'autore] sposta l’attenzione dall’individuo alle relazioni tra le persone. Le neuroscienze hanno dimostrato che il nostro cervello è programmato per stabilire relazioni con altri cervelli. Queste relazioni plasmano la mente e influiscono sul corpo: se sono gratificanti, hanno un impatto benefico sul sistema immunitario [...]
Non potrebbe essere che l’utente consapevole ed evoluto di Social Network sia anche quello che sa utilizzare al meglio quelle ’soft skill’ necessarie ad interfacciarsi con gli altri e a gestire relazioni e rapporti in modo più efficace?
Che sia necessaria una rilettura?

Daniel Goleman, Social intelligence. The new science of human relationships; Intelligenza sociale , Rizzoli editore, Milano 2006, pp. 415. Traduzione di Valeria Pazzi.
Riedizione in versione economica: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli, Milano 2007
































