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Archivio per la categoria 'social media'



Una Toscana social per il viaggiatore2.0

Tuscany Social Strategy four tourism. London keynote

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In uno scenario in cui oltre due terzi degli utenti internet frequentano almeno un Social Network l’impatto di tali abitudini sulla vita dei singoli individui, e degli stessi viaggiatori, sono irreversibili. Non è futuro, è presente: i Social Media sono uno dei principali canali di comunicazione e gestione delle relazioni personali.

La Regione Toscana attraverso la campagna “Voglio vivere così” ha interpretato tempestivamente questo scenario aprendosi alle innumerevoli opportunità offerte da un approccio strategico ai Social Network, usandoli in modalità predominante rispetto agli altri media nella promozione del proprio territorio nel mondo.

Per raggiungere questo obiettivo, la campagna ha coinvolto i media tradizionali - stampa, tv - ma soprattutto le applicazioni più innovative del mondo di internet, rappresentando il primo esempio di utilizzo sinergico dei diversi mezzi di comunicazione nel settore turistico.

La strategia di comunicazione della Toscana, ideata e realizzata da Fondazione Sistema Toscana, punta dunque a riposizionare il territorio da Landmark a Lovemark, nel tentativo di far percepire, con modalità fortemente emozionali e personali, le diverse e affascinanti sfaccettature che caratterizzano questa terra: dal patrimonio artistico e culturale alla tradizione enogastronomica, dall’artigianato alla moda.

Il target a cui si rivolge è quello del viaggiatore, più che del turista, giovane, colto, esigente, attento ad un’offerta più di nicchia e meno canonica, fruitore di internet e dei social network piuttosto che delle agenzie di viaggio tradizionali.

Il concept che sta dietro il nome “Voglio vivere così” indica una precisa scelta: quella di una Toscana non solo da visitare, ma da amare e da vivere, da scegliere come stile di vita e di benessere. Una Toscana bella non solo per l’enorme patrimonio culturale e artistico presente, ma per una somma di diversi fattori e per le esperienze, anche emozionali, che può offrire.

La campagna nasce e si pone come obiettivo anche quello di accompagnare il viaggiatore prima, dopo e durante il soggiorno in Toscana con tutte le informazioni e gli strumenti di cui ha bisogno ragionando in ottica multipiattaforma.

La campagna, per questo, è fatta di persone per le persone: è stata creato un  social media team formato da 13 evangelist, che presidia ogni giorno più di 40 diversi social media e centinaia di blog, inondando di toscanità la rete, ascoltando le tendenze del web, intercettando i bisogni, le aspettative e le priorità del viaggiatore che vuole venire in Toscana.

In questo senso è prevista una serie di servizi web e mobile tra i quali un aggregatore del meglio dei contenuti generati dagli utenti dedicati alla Toscana, la mappa degli hotspot wifi, il social customer care, un servizio user generated dedicato agli eventi e l’applicazione di realtà aumentata  per iPhone già in via di approvazione da parte di Apple.

Le attività si orientano principalmente al coinvolgimento del pubblico internazionale. Oltre il 60% degli utenti proviene da fuori Italia. Nei primi due mesi il team ha confezionato oltre 3.000 contenuti originali con l’obiettivo di stimolare le conversazioni, generando oltre 12.000 reazioni e interazioni con il pubblico all’interno dei 45 presidi stabili tematici tra i principali Social Network generalisti e verticali sul mondo del turismo.

Un altra attività fondamentale è quella relativa all’ascolto della rete. Più di 3.000 fonti vengono costantemente monitorate per estrapolare pensieri e conversazioni in rete che riguardano la Toscana. L’analisi delle centinaia di migliaia di messaggi provenienti da tutto il mondo, serve come base per monitorare l’operato del Team e per scoprire nuove evidenze utili a migliorare la percezione dell’offerta turistica del territorio.

La strategia di comunicazione della campagna ha previsto fin dall’inizio la realizzazione di concorsi on line che privilegiano gli eventi meno noti al grande pubblico. Partecipare a queste manifestazioni per un turista straniero significa partecipare alla vita, alla cultura, allo stile e alla storia del territorio. In palio, infatti, ci sono viaggi, ingressi a musei, a concerti e soggiorni in molte località toscane. Il concorso a premi, essendo un sistema di comunicazione ad alto coinvolgimento emotivo, consente di dare immediata notorietà a livello internazionale a luoghi, avvenimenti, eventi anche meno conosciuti.

Alcuni numeri della campagna nei primi due mesi di attività a regime:

  • Social network:

oltre 25 milioni di persone raggiunte tramite i social media

45 presidi stabili all’interno dei social network

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Lo stato di Internet

stato_di_internet2009

via Mashable

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Next Generation Media

Next Generation Media Quarterly - January 2010

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Il Marketing nell’era dei Social Media

Il Marketing nell’era dei Social Media

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Video: The Future Internet: Service Web 3.0

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Realtà aumentata o sesto senso?

Dice Clay Shirky che una rivoluzione (culturale) non accade solo perché le persone utilizzano dei nuovi strumenti, ma accade quando questi strumenti inducono dei nuovi comportamenti. Cioè non è la tecnologia che induce una rivoluzione quanto le implicazioni culturali che l’impatto sociale della tecnologia induce in termini di modifiche comportamentali.

Prendiamo il caso dell’augmented reality. Sono convintissimo che una volta superato il gap tecnologico, cioè una volta che la tecnologia sarà talmente “usabile” da non essere quasi percepita, potremo davvero avere una rivoluzione che aumenterà le possibilità e le capacità di ciascuno di noi. Rendendoci di fatto la vita più semplice.

Attualmente la realtà aumentata è fruibile attraverso molti dispositivi mobili e, in soldoni, si tratta di un’applicazione che sovrappone un layer di informazioni geolocalizzate sull’immagine della realtà che proviene dalla fotocamera. Il tutto in real time.

La fruibilità migliorerà certamente una volta che saranno disponibili sul mercato gli occhiali promessi da Nokia o dispositivi analoghi.

Ma che cosa succederebbe se potessimo fruire dello strato aggiuntivo di informazioni direttamente SULLA realtà? Cioè sugli oggetti fisici, sulle persone, sulle pareti, sulle cose.

Guardate questo video presentato al TED da Pranav Mistry, un giovane indiano che illustra una sua applicazione della realtà aumentata nella direzione che vi decevo prima: non vedere attraverso, ma proiettare sopra…

Il dispositivo si chiama SixthSense, è indossabile, e permette tutta una serie di interazioni tra la realtà e il mondo digitale.

Le applicazioni possibili sono veramente infinite…

http://www.ted.com/talks/pranav_mistry_the_thrilling_potential_of_sixthsense_technology.html
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Google Goggles uno sguardo sul futuro

E’ stato appena presentato un nuovo servizio (sperimentale) di Google: si tratta di Google Goggles. Un mix di ricerca tramite immagini e realtà aumentata. Una killer application che mette l’usabilità e la semplicità in primo piano, nella miglior tradizione della grande G.

goggles-example

Come funziona? Semplice: si scatta una foto e l’immagine viene usata come fosse una keyword per confrontarla con immagini simili. Cioè con questo strumento non è più necessario scrivere e neppure usare il riconoscimento vocale. Basta fare una fotografia. Un esempio: fotografo un oggetto Goggles lo riconosce e cerca online come se avessi scritto il suo nome nel campo di ricerca; fotografo un biglietto da visita, il sistema riconosce i caratteri, capisce cosa c’è scritto e mi restituisce le informazioni sulla persona che vi ha dato il biglietto. E così via, per monumenti, paesaggi, opere d’arte, luoghi turistici… le implicazioni sono infinite! (guardate il video sotto per i dettagli)

Ma non è tutto: attraverso il GPS, anche senza scattare una foto, sarà in grado di fornire informazioni real time, ad esempio, su un’attività commerciale quando inquadrata dalla mia fotocamera…. rendendo obsolete in un colpo tutte le altre applicazioni verticali si realtà aumentata!

Image search e augmented reality in un colpo solo!

L’applicazione è per ora disponibile solo per Android… maggiori info a questo link.

http://www.youtube.com/watch?v=Hhgfz0zPmH4

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Social Network e risorse umane

Leggo su Nova24 di ieri (pagina 6):

Negli Stato Uniti un gruppo di ricerca della Tuft University ha eseguito un esperimento per valutare se Facebook sia uno strumento affidabile per formarsi una prima impressione su persone sconosciute. I risultati, pubblicati sul numero di maggio 2009 del “Journal of Experimental Social Psychology”, hanno mostrato come le prime impressioni che ricava chi guarda il profilo Facebook di una persona siano analoghe a quelle di chi invece incontra per quattro minuti faccia a faccia la stessa persona. I ricercatori concludono che possiamo usare Facebook come strumento di pre-selezione più efficiente dell’incontro faccia a faccia, esaminando in minor tempo una rosa di candidati più grandi, al fine di individuare potenziali amici, partner o anche (nel caso delle aziende) nuovi collaboratori e dipendenti.

Mi viene in mente una famosa vignetta che riporto…

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I love internet - A story / Una storia

Ricorderete sicuramente “I love Internet” – il contest creato su Zooppa.it da Wired e Telecom Italia. Questo è il video che ha vinto, di Valerio Masotti aka MEDesign. Linguaggio positivo e fortissima presa emozionale. Molto bello.

Vi ripropongo però anche un video eliminato, quello di Ninja Marketing. Volgare, e anche un po’ fuori luogo, ma divertentissimo! Provocazione? Certamente. E’ anche un perfetto lato B…

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I numeri della rete

Curioso di sapere quanti post sono stati pubblicati sui blog di tutto il mondo da quando hai aperto questo post? E le persone che si sono registrate a facebook? E quante applicazioni per iPhone sono state scaricate?

Questo incredibile embed di Gary Hayes fornisce tutti i numeri del web in tempo reale, dal momento in cui viene aperto. Veramente impressionante!

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Questo è il futuro. Ora ci credo anche io.

Alcuni mesi fa, agli albori dell’avventura Voglio Vivere Così, abbiamo costruito un Social Media Team provvisorio, per traghettarci verso la situazione definitiva, assegnata per gara pubblica. Non potevamo però permetterci di aspettare mesi e siamo partiti. Abbiamo scommesso su alcune persone per questo nuovo lavoro, entusiasmante e sperimentale, ma tutto da inventare. La maggior parte di loro è oggi è nel Social Team definitivo di H-Art (la società che ha vinto la gara per la messa in atto della strategia social e la gestione del team), devo dire con nostra grande soddisfazione.

Soddisfazione ancora maggiore quando si ricevono email come quella che segue:

Buona Domenica!
Ti scrivo per ringraziarti di aver creduto in me.
Dopo una settimana di H-art e tanto da dire, scelgo di tornare indietro nel tempo a qualche mese fa quando ho iniziato l’esperienza con FST.
Come tu ben sai la mia formazione mi ha portata a credere molto nella carta stampata, al mio nome stampato su un pezzo di carta e poi veicolato nelle edicole. Credevo questo fosse il miglior modo per trasmettere le mie idee, le mie passioni e così la mia persona. Al primo brief rimasi interdetta ma anche incuriosita dal tuo entusiasmo e dalla gestione di un mestiere che per me sinceramente non poteva essere concreto o reale. Ma come spesso mi capita ho cercato di reinterpretare e di rendere mio un mondo che conoscevo in parallelo alla mia attività giornalistica o organizzativa.
Grazie Mirko, per aver creduto in me e grazie per essere stato altrettanto “credibile”. Ci fu anche un momento “giro di boa” dove avrei potuto forse cambiare direzione tornare agli intenti originali, quelli che avevo scelto sin da piccola per la mia vita, e in quella fase grazie al tuo sguardo sincero tornai al web che non sentivo ancora mio fino in fondo ma che mi ha ospitata in maniera aperta. Aperta come i suoi strumenti che solo ora capisco se utilizzati in maniera sincera possono diventare la mia nuova casa.
Sono felice di aver creduto in te ed in me sono contenta di essermi fidata di due occhi sorridenti che mi dicevano “questo è il futuro”. Ora ci credo anche io.
O.P.

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Social Media Marketing Madness

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Undici anni di Google in due minuti

The Google Story


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È inutile perdere tempo con uno strumento che non ti include.

«Un mese fa ero a cena con degli amici. Uno di loro mi ha raccontato che, mentre stava guardando un dvd con sua figlia di quattro anni, all’improvviso lei è andata dietro alla tv e ha infilato le mani tra i cavi. Il papà le ha chiesto: “Che stai facendo?”. E lei, facendo spuntare la testa da dietro lo schermo: “Sto cercando il mouse”.

Lo sa anche un bambino di quattro anni: uno schermo senza mouse è uno schermo rotto. È inutile perdere tempo con uno strumento che non ti include. [...]
A quel punto tutti insieme ci chiederemo: “Se usiamo un po’ del nostro surplus cognitivo e lo impieghiamo qui, riusciremo a costruire qualcosa di buono?”. Sono certo che la risposta è sì.»

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Clay Shirky citazione da Milioni di cervelli all’opera (Gin, Television, and Social Surplus), Internazionale, 3 luglio 2008.

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Social TV #fdc09

guarda il video

Approfitto per ringraziare i ragazzi di SocialTV: siete dei grandi!

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Business e Web2.0: misurati i benefici per le aziende

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Le nuove tecnologie web generano un buzz che può sembrare attraente, ma le imprese devono sempre tenere un occhio ben aperto verso i benefici misurabili prima di investire. Il ROI è una delle principali preoccupazioni del marketing, soprattutto in un periodo di difficile congiuntura.

Secondo l’indagine “Global Survey” realizzata da McKinsey Quarterly, le aziende intervistate in merito ai benefici ottenuti nell’utilizzare i vari strumenti Web 2.0 è emerso che tali strumenti sono perfetti per gestire e mantenere i rapporti tra i dipendenti, così come con i clienti e i partner esterni.

Quando si tratta di clienti, i blog sono lo strumento più utile, portano alle aziende benefici misurabili pari al 51%. Rispettivamente si classificano al secondo e terzo posto il video-sharing e il social networking, pari al 48% ciascuna, e i feed RSS per il 45%.

Tecnologie come wiki, podcast, tags sono ritenute meno utili, più della metà degli intervistati (il 52%) ha dichiarato comunque che gli strumenti del Web 2.0 sono degli efficaci strumenti di marketing.

fonte: IAB

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The future of Internet?

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Social media is like teen sex.

“Social media is like teen sex. Everyone wants to do it. No one actually knows how. When finally done, there is surprise it’s not better.”

Avinash Kaushik
Google’s analytics evangelist

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TUSCANYCIOUS: il Twitter per gustare la Toscana!

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Tuscanycious è un’iniziativa nata per diffondere sul web, seguendone i tempi e i modi, la cultura culinaria toscana. Le ricette e i piatti più tradizionali e maggiormente radicati nel territorio toscano, troveranno nuovo spazio su Twitter. L’iniziativa si inserisce nel contesto della campagna social-media di promozione turistica della Regione Toscana “Voglio Vivere Così”.
Twitter è al momento uno dei social media più interessanti ed apprezzati per semplicità di fruizione e  istantaneità di interazione consentita. Consiste in un facile servizio di microblogging che incoraggia l’utilizzo di un linguaggio sintetico e contemporaneo. Sarà infatti un vera sfida condensare in poche battute l’indispensabile lentezza del cucinare toscano.
E se i soli 140 caratteri consentiti da Twitter sembreranno troppo pochi per i cuochi provetti più pignoli, le stesse ricette saranno pubblicate anche nel blog del sito ufficiale del turismo in Toscana - http://www.turismo.intoscan.it/blog/ -  con tanto di foto e dettagliate spiegazioni!

http://twitter.com/tuscanycious

Per i maniaci del web2.0 è attivo anche un Tumblr all’indirizzo: http://tuscanycious.tumblr.com/

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Twitter: il post più originale della settimana!

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Marketing online: Twitter, blogs, LinkedIn, Facebook

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La stragrande maggioranza degli uomini di marketing (l’88%), in un recente sondaggio dice che stanno usando alcuni social media per il loro business, anche se il 72% di coloro che hanno dichiarato di usarli, hanno aggiunto che li stanno utilizzando da pochi mesi, questo quello che emrge dall’ultima indagine sui social media realizzata da Michael Stelzner, per il Social Media Success Summit 2009.

Lo studio ha cercato di stabilire e capire come e perché il marketing possa utilizzare i social media per crescere e per promuovere le loro attività, e soprattutto ha cercato di capire come Twitter, i blog, LinkedIn e Facebook siano ritenuti, da parte del marketing, i primi quattro strumenti fondamentali da utilizzare tra i social media.

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Qui il link dove potete scaricare il report completo!

(fonte: IAB)

Mi sembra sicuramente una fotografia fedele di uno stato di fatto, anche se ho il sospetto che le risposte (soprattutto di chi usa i socialmedia da poco) siano state influenzate dall’attenzione mediatica relativa. E’ un caso che i primi quattro SN siano anche quelli che hanno maggior rilievo mediatico? Non credo, anche se, d’altra parte è vero anche che la tentazione maggiore di chi fa marketing è quella di andare dove vanno tutti: cioè verso quelle piattaforme che offrono un maggior bacino di utenza.

Io sono parzialmente d’accordo con questa teoria. Credocioè  che anche il marketin possa cercare e ottenere benefici da una sorta di vantaggio precompetitivo, studiando e analizzando anche i nuovi luoghi della comunicazione, quelli emergenti, sperimentali e non proprio di tendenza, con un’azione di scouting che a me ha sempre portato fortuna!..

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Crisi e Socialmedia: ingredienti di un marketing post-consumistico e più sostenibile?

Due consigli per un interessante approfondimenti di scenario.

il primo è un articolo dell’Economist che analizza come la crisi va a modificare il modo in cui tutti noi facciamo shopping.

E il secondo, conseguente, è un interessantissimo articolo su come il Marketing debba adeguarsi al nuovo scenario, non solo relativo alla recessione, ma anche e soprattutto alle potenzialità dei socialmedia.

Riassumendo brutalmente: il mercato del consumo-a-tutti-i-costi non è più sostenibile in questo momento di recessione globale. Le normali strategie di marketing non riescono a garantire lo stesso risultato di prima della crisi, cioè a far vendere (tanto) un prodotto. Qual’è la sfida? La sfida è riuscire a generare interesse e conversazioni utilizzando i socialmedia, in modo da favorire un consumo più consapevole e sostenibile. Più informato e responsabile.

Che sia necessario pensare a nuovi modelli di business?

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Gli articoli completi qui:

1. http://www.economist.com/business/displaystory.cfm?story_id=13415207

2. http://darmano.typepad.com/logic_emotion/2009/04/why-marketing-in-a-post-consumer-era-wont-look-like-marketing.html

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Twitter while you travel…seriously

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Interessante articolo di Ed Uyeshima relativo all’uso di Twitter e Social Media durante viaggi e vancanze.

Anche se l’autore è un po’ scettico: “I tend to view travel as a sensory experience that one shouldn’t try to encapsulate in digestible sound-bites to friends and acquaintances back home. That’s why I’m not a natural when it comes to Twitter on the road….” riconosce poi di essere probabilmente un po’ antiquato e “However, I am now reconsidering my antiquated stance thanks to the collection of Twitter tips that World Hum has gathered from its readers.”

Segue una lista di tweet molto interessanti e pertinenti… ne riporto un paio, il resto li trovate nel post originario.

Share news that will empower other travelers-say, a timely vacation deal or road-warrior trick.

@wendyperrin

Tweeting while traveling is the digital equivalent of pulling out a Moleskine and sketching or jotting down thoughts. Do it for yourself. As far as tweets re travel tips, always include location hashtags if you’re posting useful information.

@MissExpatria

fonte:

http://www.examiner.com/x-515-SF-Travel-Examiner~y2009m4d13-Twitter-while-you-travelseriously

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Voglio Vivere Così: a comment from blogosphere

Lo so che non è bello citare i complimenti, ma nel commento che segue (dal blog “ioamofirenze“) sono stati colti perfettamente alcuni aspetti sottesi al commentatissimo spot della Toscana “Voglio Vivere Così”.

Concordo con le persone che hanno amato molto lo spot, io l’ho trovato azzeccatissimo e molto rappresentativo di alcuni aspetti della regione che per anni sono stati tenuti nascosti dal tanto onnipresente, quanto incantevole, David.
Probabilmente perchè studio la storia di firenze ma ho rivisto, in alcune parti dello spot, dei riferimenti a personaggi ed episodi della nostra regione spesso dimenticati.
Marta è splendida e a mio parere è perfetta per il ruolo ricordando, con i look estremamente fastosi, opere del botticelli, di caravaggio, del bronzino e del pontormo…
I personaggi in abiti rinascimentali che camminano sulla spiaggia mi hanno subito fatto pensare all’arrivo di Eleonora di Toledo nel granducato, che arrivo’ dalla Spagna in nave attraccando a pisa.
le comparse poi…scrittori, scultori, musicisti mi hanno fatto pesare a tutte le personalità che nei secoli hanno alloggiato in Toscana…solo per fare qualche nome…Mozart, i coniugi Barrett Browning, George Elliot, Degas,Stendhal, Cezanne, Herman Hesse e praticamente tutti gli intellettuali degli ultimi 4 secoli!!

Ultimo elogio alla scelta di look così interessanti, si tende a dimenticare infatti che la toscana è la regione in cui è nato il made in italy nella moda, la patria di maison come Gucci, Ferragamo, Cavalli o Pucci….il fatto che lei corra in abiti in stile anni ‘50 a Montecatini (che è la città in cui è morto Christian Dior) mi è sembrato un tocco di genio!!

E POI SCUSATE NON FACCIAMO CHE LAMENTARCI “è VECCHIA, POLVEROSA, NON C’è MAI NIENTE DI NUOVO!!” e al primo segno di innovazione (fatta, eccezionalmente, con criterio) torniamo a rimpiangere l’immagine tutta cipressi e colline!!!
GRAZIE NELLI!!

(firmato) Daniele

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FST @ BTO light

Tutto esaurito per l’edizione light della BTO (Buy Tourism Online) del 6 e 7 aprile.

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Ci saremo anche noi, sia il primo che il secondo giorno.

Il programma completo qui.

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Ecco a voi Mappper: personal poster’s trip producer

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Marketing goes to Social Media (finalmente!)

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Anche se decine di milioni di utenti sono ormai internauti giornalieri di siti di social network, ancora oggi la maggior parte degli uomini di marketing è rimasta lontano dal mondo dei social network, ma è anche vero che tutto ciò sta cambiando. Le aziende stanno imparando come i social media siano una leva fondamentale per avvicinarsi alla marea crescente di consumatori che partecipano ai siti di social network, blog, wiki e Twitter.

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Secondo il rapporto di Aberdeen GroupThe ROI on Social Media Marketing“: il 63% delle imprese nella loro pianificazione prevede di aumentare il loro budget di marketing nei social media quest’anno.

eMarketer stima che la pubblicità sulla sola rete dei social media salirà oltre il 17% questo anno.

FONTE: Pubblicato da Caterina Di Iorgi, in IAB blog Case History

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Voglio Vivere Così: lo spot non è la campagna!

In questi giorni, dal lancio della campagna “voglio Vivere Così”, lo spot è stato visto, sia in TV, sia in rete, su YouTube, e sui nostri portali. Abbiamo notato che sia effettivamente uno spot che difficilmente lascia indifferenti: piace molto, oppure non piace affatto (anche se i commenti positivi sono superiori ai commenti negativi).

Come ho scritto anche in altre discussioni online vorrei chiarire alcuni punti:

Primo: lo spot non è la campagna.
Lo spot, sia come importanza strategica, sia come allocazione di risorse rappresenta circa un quinto dell’intera campagna. (guardate l’ultima immagine di questo post).

Secondo: tutta la strategia (spot compreso) ruota attorno al web e ai social media.

Ma andiamo con ordine…

L’obiettivo della campagna è quello di riposizionare l’immagine della Toscana. Cambiando non tanto la quantità del traffico turistico, ma la qualità dello stesso. La Toscana è già un brand riconosciuto a livello mondiale, che attira, i dati sono del 2007, oltre 42 milioni di presenze turistiche ogni anno.
Il fine è quindi quello di riposizionare e rinnovare l’offerta turistica della Toscana, farne conoscere e apprezzare gli aspetti meno noti al grande pubblico, attrarre un turismo più “di qualità” e meno “di massa”, più attento e consapevole e meno “mordi e fuggi”. Parlare a viaggiatori sensibili anche ad una Toscana “contemporanea”, viva, sociale.
Il target a cui la campagna si rivolge è un nuovo tipo di turista: “viaggiatore”, giovane, colto, esigente, attento ad un’offerta turistica più di nicchia e meno canonica, Turista2.0: fruitore di internet e dei social network piuttosto che delle agenzie di viaggio “tradizionali”.

Alla luce di questi obiettivi si comprende perché nello spot non ci sono né i monumenti né i classici paesaggi ormai associati all’idea di Toscana. Inoltre, lo spot è pensato per essere diffuso anche online, come spunto di mashup, remix, reinterpretazioni varie.
E qui viene il punto principale della campagna: il mezzo. La scommessa è quella di orientare la maggior parte delle risorse sul web, con la costruzione di un’infrastruttura permanente nei nuovi luoghi della comunicazione, con una Social Media Strategy, che vada a conversare più che a promuovere. Come? Con un’accordo strategico con Google e con la costituzione di una task force, giovane, multilingua, che avrà il compito di facilitare e animare le conversazioni online, anche con offerte e contenuti in esclusiva.

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E’ questo il cuore della strategia: un gruppo di persone esattamente dello stesso tipo di quelle che vorremmo far venire in Toscana, che parla della Toscana, in maniera trasparente, facendosi portavoce di tutte le eccellenze che abbiamo da offrire e che potrebbero interessargli.

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Il bello è che spesso, il target desiderato riportato sopra coincide con quello degli utenti dei Social Network… (qui trovate gli insights della campagna e qui il qik della presentazione a Berlino)

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Voglio Vivere Così - The Insights behind the campaign

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View more presentations from mirkolalli.
per chi volesse vederlo in flash con tutti gli effetti:
http://eventi.intoscana.it/voglioviverecosi/index.swf
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Voglio Vivere Così - QIK from ewerk in Berlin

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Il valore delle relazioni

Il reale valore nel terzo millennio delle aziende e dei manager che le dirigono, non sarà il fatturato che essi producono, bensì il numero e la qualità delle relazioni da essi instaurati con i propri target interlocutori e di riferimento interni ed esterni

Jeremy Rifkin


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Turismo2.0

In questi giorni è stata presentata “Voglio Vivere Così“, la nuova campagna di comunicazione della Regione Toscana, campagna che ci vede coinvolti, sia dal punto di vista strategico che operativo. Operazione innovativa in quanto costruita in larga parte come sistema integrato di comunicazione che va a presidiare i nuovi territori digitali (leggi: i social media) dove sempre più le persone si incontrano, dialogano, condividono contenuti, esperienze ed emozioni. E di conseguenza scelgono, anche le vacanze.

traveltwitterbrand

Non è una novità che il segmento del “travel online” sia in vertiginosa crescita, spinto da un lato dalla crescita incredibile degli utenti, dall’altro dalla implicita fiducia che ognuno ripone sulla propria rete sociale.
A parità di contenuto della comunicazione, ad esempio legata alla bellezza di un esperienza in un certo luogo, ognuno di noi è portato a dare maggiore fiducia se la fonte dell’informazione è uno-come-lui. Il livello di fiducia è ancora superiore se l’informazione viene da un “amico”, una persona appartenente cioè alla propria rete sociale.

Riportiamo alcuni dati sul turismo2.0, diffusi da NextValue, in occasione della BIT 2009:

[...] Chiare dunque le ragioni dell’interesse mostrato dagli Operatori italiani per il Travel 2.0 secondo la survey di NextValue. Nel 2008, i dati della ricerca, il booking online ha riguardato il 29% dei 246 miliardi di euro dell’intera industria europea dei viaggi e in Italia continua a crescere più velocemente rispetto alle medie europee, con un tasso atteso del +22% fino al 2010.
Per quasi un terzo del panel intervistato da NextValue, l’adozione di practice di Travel 2.0 è di grande importanza (in particolare, “molto significativa” per il 27% e “indispensabile” per il 3%).
E in cosa consistono queste practice? Sul podio delle tecnologie prioritarie gli Operatori pongono quelle di social networking (60%), mapping (41%) e blog/video blog (24%).

articolo completo qui

A prima vista sembrerebbe che il turista2.0 interagisca con i social media solo nella fase della decisione di acquisto. Non è così.

Analizzando su una scala diacronica una qualsiasi esperienza turistica ci sarà un prima, un durante e (ovviamente) un dopo.

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Prima. La prima fase è quella decisionale, l’utente si informa, consulta i diari di viaggio di altri viaggiatori (come lui), cerca informazioni sulle destinazioni e legge i commenti lasciati da chi ha usufruito dei servizi prima di lui. TripAdvisor è la prima fonte di informazione, ma le ricerca concordano che l’utente non consulta quasi mai un solo sito. E qui si percepisce come non sia solo un’operazione epidermica: non basta esserci. Non è solo comunicazione, è marketing. Significa che lavorare sul prodotto rimane parte fondamentale di ogni strategia commerciale. Che significa? Significa che i commenti lasciati dai vostri clienti soddisfatti saranno più preziosi di quasiasi attività pubblicitaria.

Durante. La fase più importante è di solito anche la più breve. Durante la vacanza il turista2.0 usa GoogleMaps per rcapire come muoversi. Se ha un iPhone può praticamente buttare tutte le guide, cartine e simili. I dispositivi mobili (spesso con GPS) stanno affiancando il turista2.0 in ogni momento dell’esperienza turistica. Dal reperimento di informazioni, alla cartografia. Dal produrre contenuti (foto, video, commenti) al postarli direttamente sui propri profili social.

Dopo. E’ evidente che turista2.0=contenuti. Tornato a casa il nostro post-turista svuoterà la propria digitale su flickr e facebook, popolerà YouTube con le clip. Cercherà gli hotel dove ha soggiornato su TripAdvisor e darà un voto, un giudizio, supportato da commenti circostanziati. Se si sarà trovato bene tutti lo sapranno. Se l’esperienza fosse negativa il danno sarebbe ben più grave di un singolo cliente insoddisfatto.
La fase di rielaborazione dell’esperienza - che può portare o meno ad un ritorno - non è più un fenomeno privato, ma collettivo. Sociale.

Voi che ne pensate?

(chiudo qua questo post già troppo lungo… della campagna “Voglio Vivere Così” ne parleremo meglio prossimamente…)

Per chi vuole approfondire le tematiche legate al Turismo online vi ricordo che l’edizione “light” della BTO - Buy Tourism Online, è programmata per il 6 e 7 aprile prossimi. Ci vediamo là.

http://www.buytourismonline.com/index.php?bto_light_2009

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[mini]ebook su 91 discutibili tesi per un marketing diverso…

Il marketing è morto in quanto sono esaurite le due condizioni che lo nutrivano: primo, che le persone non potessero parlare facilmente e direttamente tra loro, secondo, che il canale di trasmissione fosse concentrato, semplice e direttamente controllabile. (tesi n.1)

Inizia così l’instant-ebook di Gianluca Diegoli, autore di [mini]marketing. Sicuramente uno dei blog di riferimento per chi si occupa di marketing. Sottotitolo: “91 discutibili tesi per un marketing diverso”.

Il libro elettronico è in download gratuito, pubblicato da Simplicissimus Book Farm.

tesi 88
Togliete la parola “marketing” dalle conversazioni, dai siti, dalle brochure, dai biglietti da visita, aiuterà.

tesi 89
Semplicemente aggiungere una spruzzatina di “socialmedia” non servirà a nulla, se poi utilizzate lo stesso schema mentale e le metriche del vecchio marketing pubblicitario.

Si legge in dieci minuti, ma fa riflettere a lungo….

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Facebook, analisi di un fenomeno “social”

Vi segnalo questo articolo di Guido Romeo pubblicato sul Sole24Ore, che riporta i risultati di una ricerca (online) organizzata da Nova24. Molto interessante.

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hatebook.com l’anti-social network!

Non siete stanchi di fare i buoni? Di dichiararvi amici con tutti su facebook? Di accettare senza batter ciglio ogni richiesta di “connessione” su LinkedIn, Plaxo, Namyz….

Se, drogati dalla digital-life, ogni tanto avete crisi di rigetto, forse c’è una soluzione meno drastica del cancellare tutti i profili sui vostri social network. Iscrivetevi a hatebook.

Hatebook è “un’applicazione anti-social che vi disconnette dalle cose che ODIATE”, ripreso e tradotto letteralmente dalla home. Geniale!

E continua: “Carica le bugie su qualcuno o pubblicane i segreti. Ottieni gli ultimi pettegolezzi dai tuoi nemici e amici. Rivela foto e video sul tuo ‘profilo del’odio’. tagga i tuoi nemici. Unisciti ai gruppi dell’odio e liberati di tutte le cose fastidiose attorno a te.”

la frase di chiusura è poi illuminante: “I nemici dei tuoi nemici sono tuoi amici: trovali qui”.

Tra slang e parole scurrili di cui l’autore (tale “Dr. Evil”) ha riempito il sito, troviamo anche una Mappa del Male, grazie alla quale possiamo sorvolare il globo alla ricerca di nuovi nemici da odiare, oppure semplicemente compiacerci di quelli che già  disprezziamo.

Ho già in mente due o tre persone da odiare per le quali mi sa che chiudo questo post e vado a iscrivermi a hatebook subito. :)

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Turismo e Social Media.

Intervento su ItaliaOggi di venerdì scorso (14 novembre), in occasione del B.T.O. Buy Tourism Online, che inizia oggi a Firenze, il primo evento italiano dedicato alla domanda e all’offerta turistica su Internet.

clicca sull’articolo per scaricare il .pdf

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Social Network? Social Media? Web2.0?

Il 2006 e il 2007 sono stati (mediaticamente) gli anni di Second Life, il 2008 è sicuramente l’anno di facebook. Naturalmente, come accaduto per Second Life, oggi tutti ne parlano e tra poco si vedranno titoli in giro dove si annuncerà la morte di facebook. Esattamente come per Second Life (che c’era prima del boom e c’è ancora…) anche facebook non morirà. Anzi, la crescita è inevitabile; l’esplosione dei Social Media, già in atto, farà sì che sempre più persone comincino ad utilizzare questo strumenti. Questa costellazione mobile e mutevole di strumenti, applicazioni e soprattuto di contenuti, sta modificando - e modificherà - molti aspetti della nostra vita. Dal modo di lavorare a quello di socializzare, online e offline..

Pensate all’impresa eccezionale di Barack Obama e capirete a cosa mi sto riferendo…

clicca per ingrandire

Social Network è un termine generico che si riferisce ad un insieme di tecnologie, applicazioni e modalità di interazione online.
La rete delle relazioni sociali che ciascuno di noi tesse ogni giorno, in maniera più o meno casuale, nei vari ambiti della nostra vita, si può così “materializzare”, organizzare in una “mappa” consultabile, in continua trasformazione e crescita.

Oggi, in piena esplosione del cosiddetto fenomeno del web2.0, anche la popolarità dei Social Network cresce costantemente, spinta da una maturità tecnologica che sempre più spesso mette al primo posto l’usabilità e la semplicità d’uso.
Oggi, non essere sui social network significa quasi non essere in rete. Facebook, vero must del momento, ha raggiunto a settembre 2008 i 100 milioni di utenti. Cento milioni!

Facciamo un po’ di chiarezza:
Spesso si sente parlare di web2.0, Social Network e Social Media, come se fossero termini quasi intercambiabili. Non è così. Sono certamente definizioni dai contorni sfumati, insiemi che includono ciascuno parte dell’altro, ma non sono esattamente la stessa cosa.

Chiediamo con fiducia a Wikipedia:

Web 2.0 è un locuzione utilizzata per indicare genericamente uno stato di evoluzione di Internet, rispetto alla condizione precedente. Si tende ad indicare come Web 2.0 l’insieme di tutte quelle applicazioni online che permettono uno spiccato livello di interazione sito-utente (blog, forum, chat, sistemi quali Wikipedia, Youtube, Facebook, Myspace, Gmail, ecc.).   http://it.wikipedia.org/wiki/Web_2.0

Con il termine Social media si indicano principalmente applicazioni su internet o cellulari, che hanno la finalità di condividere informazioni personali e generare conversazioni attorno a temi specifici. Il termine si riferisce spesso alle attività che integrano tecnologia, informatica e interazioni sociali con lo scopo di condividere testi, immagini, video ed audio.  (tradotto) http://en.wikipedia.org/wiki/Social_media

Le parole chiave del web2.0 sono interazione e partecipazione. Gli utenti possono interagire con il sito. Inserire i loro contenuti, i loro video (come su YouTube) in maniera semplice e veloce. Gli utenti possono creare i loro blog. La tecnologia non è più una barriera.

Le parole chiave dei Social Media sono condivisione e conversazione. Usando le tecnologie messe a disposizione del web2.0 gli utenti costruiscono i loro Social Network, la loro rete di relazioni,  e si uniscono in community (sarebbe quasi più appropriato il termine “tribù”…). Gli utenti mettono online i loro contenuti e li condividono con la propria rete di amici. E questo genera conversazioni, attorno ad una foto, un video, un post ma anche ad un breve commento.

Gli strumenti sono molteplici:  Blog,  Micro Blog (es. twitter),  Chat,  RSS,  Widgets,  Social Network,  Social Bookmark,  Message Board,  Podcast,  Video Sharing,  Photo Sharing,  Virtual Worlds,  Wiki….

Ogni utente è il centro della propria rete, e allo stesso tempo nodo di altre reti. Solo che nel gergo dei social network non li chiamiamo “nodi”. Li chiamiamo “amici“.

Tutti si fidano dei loro amici. Sarà per questo che anche in ambito marketing le attenzioni si stanno focalizzando sui Social Media? ne riparleremo… ;)

Vi riporto per completezza alcuni dati presi da iab.it

una persona su quattro visita i propri spazi sui social network ogni giorno. Lo sostiene l’indagine “Consumer internet barometer”, elaborato da Conference Board e TNS.

Ecco alcuni dei risultati emersi: circa la metà degli intervistati visita gli spazi e le pagine dei social netwok su base giornaliera e la metà di loro dichiarano di accedervi più volte al giorno. Tra i membri della famiglia, quelli di età 12-17 anni sono più probabilmente online rispetto ai loro fratelli e sorelle (più grandi), in generale comunque ben il il 57 per cento di loro dichiara di frequentare siti di social networking almeno una volta al giorno.

La maggior parte degli utenti accede ai siti di social networking da casa, ma ci sono anche accessi al lavoro, dalla scuola, dai luoghi pubblici e durante tutta la giornata. Le donne sono più propense a frequentare i siti di social networking rispetto agli uomini, in generale, e sempre le donne utilizzano Internet più degli uomini per le comunicazioni personali.

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