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Archivio per Agosto, 2007

Pio La Torre: un politico di cui si parla ancora troppo poco

Corleone, 31 agosto 2007

Oggi Maurizio e Francesca sono tornati a Corleone insieme a una delegazione della Cgil Toscana. In realta’ dovevano arrivare ieri sera ma il loro aereo da Pisa e’ partito con 6 ore di ritardo (!) e sono arrivati alle quattro del mattino…Quindi mentre loro andavano a letto noi ci alzavamo per andare a Canicatti’ a vendemmiare. Una grande fatica ma una grandissima soddisfazione, la vendemmia e’ un evento davvero allegro!
Nel pomeriggio precedente si sono persi il nostro bellissimo incontro con l’On. Giuseppe Lumia, vicepresidente della commissione antimafia e il giudice Pristipino, quello che ha proceduto a emettere l’ordine di cattura di Bernardo Provenzano. Li abbiamo tempestati di domande, ci hanno risposto a tutte in modo davvero esauriente. La cosa che piu’ ci ha colpito è che anche questo magistrato, come Ingroia, ci ha detto che la nostra esperienza e’ importante anche e soprattutto per il loro lavoro, perche’ la magistratura interviene sul passato, noi agiamo sul presente e sul futuro.
Stamattina siamo stati tutti a raccogliere i pomodori in localita’ Malvello, a Corleone e nel pomeriggio abbiamo incontrato in palestra la presidente dell’Arci siciliana Anna Bucca, il segretario della Cgil siciliana Tripi e la delegazione della Cgil Toscana composta da Luciano Silvestri, Emanuele Berretti, Daniela Cappelli e Debora Giomi. Con loro abbiamo parlato di Pio La Torre, ucciso dalla mafia a Palermo nel 1982, a cui sono dedicati i campi di lavoro “Liberarci dalle spine” di quest’anno. La Torre e’ colui che ha pensato la legge che ha introdotto nel nostro codice penale in reato di associazione di stampo mafioso e l’atto di confisca dei beni. Ha dovuto essere assassinato (lui insieme al suo collaboratore Rosario Di Salvo e subito dopo Carlo Alberto Dalla Chiesa) perche’ la legge fosse approvata! Un politico di cui si parla ancora troppo poco. Silvestri ci ha detto tra le altre cose che il nostro impegno dobbiamo continuarlo in Toscana, perche’ anche sui nostri territori le attivita’ della mafia sono presenti e ci ha parlato della battaglia che il sindacato recentemente ha fatto da noi per far approvare la legge regionale sulla trasparenza degli appalti, un atto concreto davvero importante.
Maurizio ha ribadito tra le tante cose, che la quarta edizione dei campi di lavoro “Liberarci dalle spine” dovra’ vedere insieme a noi anche la presenza di tanti giovani volontari siciliani. E’ quello che ci auguriamo tutti!!
Dopo la cena tutti insieme in palestra abbiamo visto il filmato “Da Comiso a Sigonella” realizzato quest’anno da Cgil e Arci e abbiamo cosi’ “scoperto” quanto sia stata dura la battaglia che fu fatta negli anni ottanta dal movimento pacifista e da Pio La Torre contro l’istallazione dei missili in questo piccolo paesino in provincia di Ragusa dove oggi c’e’ l’aeroporto civile e di quante battaglie ci siano ancora da fare, come a Sigonella, vicino a Catania dove c’e’ l’aeroporto militare, una base Nato molto importante e dove proprio cgil, arci e altri pezzi della societa’ civile chiedono la riconversione ad uso civile e pacifico. Soprattutto abbiamo avuto modo di riflettere su quanto l’antimafia sia intrecciata con il tema della pace, visto che le guerre sono fonte di morte e di ricchezza, di profitto della criminalita’ organizzata.


I ragazzi del campo di lavoro

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Mai come adesso…non solo lavoro

Corleone, 30 agosto

Carissime,i,
oggi i volontari si sposteranno a Canicatti’ per ultimare la raccolta dell’uva dalla vigna.

Molte di quelle viti sono state adottate da associazioni, case del popolo, parrocchie e singoli cittadini.

Per i volontari lavorare a Canicatti’ e’ un impegno molto rilevante visto che da Corleone a Canicattì vi sono ben 120 km!!
Nel pomeriggio, verso le ore 18, e’ previsto il ritorno a Corleone in quanto vi sara’ l’incontro con il VicePresidente della Commissione Antimafia, on. Giuseppe Lumia, e con il giudice Prestipino.
Un incontro di grande rilevanza visto l’impegno concreto e reale di questi due esponenti dell’antimafia.
Verso le ore 21 arrivera’ la delegazione della CGIL Toscana che stara’ nei campi di lavoro fino a domenica pomeriggio.

Ieri pomeriggio una notizia particolare che potrete leggere sui giornali di oggi:
sono state inviate in carcere due cartoline raffiguranti lo stadio di San Siro a Bernardo Provenzano e Totò Riina con la seguente scritta “la pace e’ finita”.
Colgo l’occasione per tranquillizzare i genitori dei volontari attualmente presenti a Corleone e di quelli che arriveranno prossimamente. Il nostro rapporto con le forze dell’ordine e’ costante e quindi qualsiasi elemento o sospetto di eventuale pericolo sara’ oggetto di un nostro adeguato intervento.
Ma un fatto e’ chiaro:
i nostri campi di lavoro non sono solo attivita’ di volontariato, ma impegno sociale e civile nel rappresentare l’Italia onesta che si oppone alla mafia, alla politica collusa con essa e ai “colletti bianchi” protagonisti e attivi con i mafiosi.
Tutto questo nella consapevolezza che fronteggiamo un’attualita’ che vede i mafiosi ancora protagonisti.
Non e’ un caso l’invio di queste due cartoline: sono messaggi all’opinione pubblica.
Anche per questo noi dobbiamo essere onorati di essere li’!
Un saluto


Maurizio Pascucci

Coordinatore Progetto Liberarci dalle Spine

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Un fiore per Rita Borsellino

Corleone, 28 agosto

Stamattina, come al solito, sveglia alle 6.00, con qualche rimpianto delle
ore che sarebbero state utili per dormire invece che per giocherellare la sera…i nostri coordinatori evidentemente non hanno tutti i torti quando spengono le luci e insistono per farci andare a letto entro la mezzanotte!
Abbiamo ripreso le attivita’ di spietratura della vigna e
la raccolta del pomodoro. Alla fine della giornata altre 108 cassette di
pomodori sono partite verso la ditta che prepara la passata di pomodoro
della cooperativa Lavoro e Non Solo.
Abbiamo accolto Rita Borsellino nella palestra nel tardo pomeriggio, e abbiamo dato inizio all’incontro
seduti in cerchio. Oltre ad ascoltare le nostre riflessioni e le nostre
esperienze nei giorni trascorsi al campo di lavoro e a motivare con efficacia
la nostra attivita’, Rita ci ha parlato, sotto lo stimolo delle nostre
domande, della sua attivita’ politica e di quella di magistrato di suo fratello,
tratteggiandone i lineamenti meno conosciuti, quelli relativi ai rapporti
piu’ familiari.
L’incontro e’ finito dopo circa due ore, ma le cose da dire sarebbero state
molte di piu’. Abbiamo salutato Rita regalandole un fiore e
offrendole un tipico dolce corleonese, preparato dalla moglie di Franco.
La sera, dopo cena, abbiamo visto il video del campo di lavoro che si e’
svolto a Pistoia a cui hanno partecipato alcuni ragazzi corleonesi che hanno sistemato il magazzino di stoccaggio dei prodotti della cooperativa in Toscana.


I ragazzi del campo di lavoro

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Grazie per quanto abbiamo potuto ricevere…

Pescia, 28 agosto

Siamo arrivati a casa da poche ore, il ritorno e’ filato via liscio, anche se il caldo ha reso dure le ultime ore trascorse a Palermo. La lavatrice al piano sottostante gira a pieno ritmo, Renzo e Carlo puliscono il camper, Cicci mi ha appena scritto un messaggio. Vicino al tavolo la cassetta con ancora un po’ dei pomodori di Corleone. Uno sguardo a quella cassetta e davanti agli occhi scorrono le immagini dei campi con i ragazzi che raccolgono, con Angelo, Salvatore, Mario… che guidano la raccolta, del pranzo nel capannone di Canicatti’ dove lo scorso anno, poco prima della visita degli studenti di Pescia, un cane morto era stato appeso e nei campi erano state divelte delle viti.
La prima raccolta, il terreno che risponde generoso alle braccia di chi con una sfida che non deve essere lasciata sola vuole vivere del proprio lavoro e dare a se’ ed ai figli la speranza di una vita libera e dignitosa.
Anch’io raccolgo l’uva, insieme a Cicci. Da tempo non lo facevo piu’, ma, mentre mi piego a cercare le pigne mature, ricordo quando vendemmiavo dal nonno, sulle colline sopra Pescia. L’uva era scarsa e non sempre buona, i campi stretti con in mezzo alberi da frutto. Io bambina salivo dalla citta’ per unirmi ai tanti cugini che, anch’essi bambini, lavoravano con il nonno e lo zio tutto l’anno quei fazzoletti di terra pietrosi. Timorosa percepivo la presenza del nonno, burbero, che passava a scrutare come lavoravamo: “Attenti a non macolare l’uva e a raccogliere tutti i chicchi che cadono”, ripeteva con piglio e nella proda non rimanevano chicchi.
Ora torno a sentire nelle orecchie quelle parole e mi chino a guardare se ho lasciato cadere qualche chicco; inevitabilmente si’, lo raccolgo e quasi mi meraviglio che non lo facciano anche gli altri. Un sorso di acqua ristoratrice, poi di nuovo al lavoro.

Smisto la montagna dei panni per il lavaggio, mentre le immagini corrono al pranzo, al buon pane imbevuto nell’olio, poi alla corsa verso la cantina e… quanta attesa! Finalmente l’uva rovesciata nel “tino” pronta a dare il primo mosto. La gioia sul volto di Calogero e’ indescrivibile, la soddisfazione dell’impresa compiuta e’ sul volto di tutti. Il ritorno a Corleone e’ faticoso per il vento caldo che si alza a forti folate e che preannuncia un mutamento di clima.
Non so se la mia, la nostra, presenza sia di disturbo, certo e’ che pian piano anche noi ci sentiamo parte del gruppo, Carlo per primo.
La sera, bellissima. Prima deboli e timorosi, poi piu’ decisi si intonano canti. Il gruppo Agesci di Pestoia4 guida quel coro sempre piu’ alto, ricco di voci, coinvolto. Quando cerca di trovare gli accordi e le note de “I Cento passi”, Salvatore prende in mano la situazione. Questa canzone non si puo’ storpiare, occorre impararla ed impararla bene, scandirne tutte le parole, e si fa bravo e deciso maestro. Poco dopo la canzone esce ben intonata e tutti la cantano, qualcuno la scopre in quel momento. Un brivido di soddisfazione corre per il mio corpo e mi sento un po’ rincuorata.
Due giorni prima eravamo stati a Cinisi. Era domenica e la casa di Peppino chiusa. Solo una bandiera della pace e un poster ne permetteva l’individuazione. Quando siamo scesi dal camper un nugolo di ragazzini ci e’ venuto davanti, ha capito dove eravamo diretti, ci ha guardato quasi schernendoci, poi di fianco alla porta d’ingresso della abitazione sul marciapiede un gruppetto di giovani seduto fra l’orgoglioso e l’arrogante su grosse moto rendeva difficile l’accesso alla porta di ingresso di casa Impastato. Indifferenza generale per quella casa, la presenza della targa e della bandiera disturbo della vita di una cittadina desiderosa di rimuovere quella presenza.
“Peppino e’ morto invano” ci siamo detti. Ora no, la canzone piu’ volte intonata per sempre meglio comprenderla e meglio raccontare di Peppino ci diceva che no, non era morto invano e non lo era soprattutto per tanti giovani, che sentivano vicino Peppino ed il suo impegno.
E’ tardi, ma i ragazzi non sembrano intenzionati a conquistare il letto, forse per una abitudine sempre piu’ frequente a cercare nelle ore notturne quei contatti umani che durante il giorno sono tanto difficili da trovare. Qui no, domani la sveglia suonera’ presto, non e’ possibile lasciare che le ore del giorno siano consumate sotto le lenzuola: il lavoro nei campi e’ duro ed occorre utilizzare le migliori ore del mattino e poi … non saremo soli! Cosi’ in poco tempo il piazzale si svuota, la notte richiede il suo sonno.
Ieri l’uva, oggi i pomodori. La raccolta non e’ molto lontano da Corleone ed il grande campo si riempie presto di mani che sempre piu’ esperte scelgono, colgono, riempiono casse.
Qui le voci si intrecciano, i volti si incontrano, le storie di ciascuno si mescolano.
Due giorni fa poco ci si conosceva, oggi si racconta di noi e Angelo comincia a parlare, Bernardo e Salvatore ascoltano e narrano della propria terra, del proprio lavoro. Io sento meno la fatica di ieri, i pomodori mi sembrano piu’ “alti” dell’uva.
Per il timore di rimanere senza gasolio alla fine della mattina ci allontaniamo dal gruppo e non riusciamo a trovarci di nuovo se non nel primo pomeriggio, al rientro alla palestra. E’ molto caldo e sul volto di tutti la fatica lascia il suo segno.
Quante cose si capiscono ora! La necessita’ delle giuste ore di sonno per essere pronti al mattino presto per il lavoro; certo presto, perche’ quando il sole si alza il caldo annebbia forze ed idee, presto perche’ i campi non sono dietro casa ed occorre tempo per raggiungerli.
E qui poi la preoccupazione di Calogero. Queste terre, le terre della speranza, un po’ qua ed un po’ la’, e per raggiungerle occorre attraversare poderi di mafiosi, che sembrano aspettare una qualche difficolta’, un piccolo fallimento, uno scoraggiamento per togliere la speranza.

E’ giovedi’, domani lasceremo il campo. Ci dispiace non andare con i ragazzi questa mattina, ma non vogliamo tornare a casa e non avere visto Corleone, non avere provato a capire qualcosa di questa cittadina.
Cosi’, mentre Carlo va con i ragazzi, noi facciamo un giro per Corleone: la attraversiamo in largo ed in lungo, percorriamo i vicoli, alziamo lo sguardo verso i terrazzi, le finestre, sbirciamo dentro i negozi, proviamo ad incrociare lo sguardo con i numerosi anziani che, seduti al bar, sulla panchina davanti al municipio, vicino ad una bottega, parlano, discutono, talvolta con voce sommessa, altra alzando il tono. Ci guardano, ci sentiamo guardati ed un po’ di imbarazzo serpeggia. Entriamo in alcune chiese. Non sono vuote e non possiamo fare i turisti. Nella prima numerose persone, in gran parte donne, recitano un rosario ad alta voce, nell’altra, Santa Rosalia, un sacerdote celebra la Messa in una chiesa quasi piena. Le donne, con la borsa della spesa lasciata fuori della panca in cui sono sedute, in chiesa a pregare, gli uomini, quelli di una certa eta’, fuori a parlare.

Alla Palestra sono arrivati gli scout del Firenze 13. Il feeling con alcuni di loro e’ immediato.

L’intenso pomeriggio… Prima la visita a casa Provenzano, poi l’incontro con il giudice Ingroia, illuminante, infine Salvatore che ci porta a vedere il covo in cui e’ stato catturato Provenzano.
La proiezione di “Scacco al re”, dopo cena, prosegue la riflessione della giornata sulla organizzazione della mafia. Carlo e’ stanchissimo e si addormenta sul pavimento.
Ormai stiamo per lasciare il campo con molto dispiacere, ma con una grande carica dentro, la voglia di urlare a tutti quanto abbiamo visto ed abbiamo vissuto, di urlare quanto in silenzio, ma con tenacia Calogero e tutti gli altri della cooperativa stanno facendo, quanto Maurizio ha costruito. Sappiamo che sara’ lunga e difficile, ma se tutti noi ci saremo a cominciare dalla vita quotidiana si formera’ una catena difficile da spezzare.
Andiamo al campo per prendere un po’ di pomodori da portare con noi. Carlo e’ subito con i ragazzi, fa fatica a staccarsi. La cassetta e’ pronta, la mettiamo sotto il sedile. Ora e’ li’, in casa accanto al tavolo, quasi vuota.
Un saluto a tutti ed una promessa di incontrarci di nuovo.

Grazie per quanto abbiamo potuto ricevere


Laura

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Le riflessioni di Laura

28 agosto

Carissime,i,
per alcuni giorni abbiamo avuto il piacere di avere con noi anche Laura con
la sua famiglia venuta in camper da Pescia.
Vi invio alcune sue riflessioni,
Un saluto


Maurizio Pascucci

Coordinatore Progetto Liberarci dalle Spine

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da Corleone a Certaldo e …ritorno

Corleone, 27 agosto

E’ gia’ trascorsa una settimana dall’inizio del campo. Ieri siamo stati al mare a Balestrate e ci siamo rilassati dopo sette giorni di duro lavoro.
Maurizio e Francesca sono tornati a Firenze in auto dopo aver trascorso il giorno al mare con noi, perche’ oggi c’era la presentazione del libro “Come quei lampadieri” alla Festa de l’Unità di Certaldo… torneranno a Corleone giovedi’, perche’ nel frattempo incontreranno anche i ragazzi del prossimo campo di settembre che ci succederanno, per prepararli a questa esperienza cosi’ intensa.

I ragazzi del campo di lavoro

Immersa nella suggestiva cornice della citta’ del Boccaccio, Francesca ha iniziato parlando di questo lungo viaggio iniziato tra le aspre montagne siciliane e terminato con le dolci colline toscane, un po’ il paradigma di tante differenze. Ma si e’ parlato soprattutto di somiglianze, di come le attivita’ della criminalita’ organizzata siano presenti anche fuori dalla Sicilia, di come e’ nata la cooperativa e i campi di lavoro. Parlando di Rita Borsellino e del suo essersi messa in gioco in prima persona al servizio della sua e della “nostra” terra, si e’ discusso di quanto sia importante la politica per sconfiggere la mafia. “Non tanto una politica specialistica antimafia; basta una buona politica, trasparente e al servizio del cittadino” ha concluso Francesca. E c’era a presentare il libro con noi uno di questi “buoni politici” impegnati e trasparenti: il sindaco del comune di Certaldo Andrea Campinoti, presidente nazionale di Avviso Pubblico (l’associazione degli enti locali contro le mafie), che ha parlato di cosa vuol dire essere amministratori pubblici in Toscana e nel sud d’Italia e ci ha stupito tutti per aver gia’ letto il libro con grande attenzione, riuscendo cosi’ a sottolineare gli aspetti piu’ suggestivi del racconto e soprattutto del percorso che i nostri ragazzi stanno facendo in questo momento in Sicilia insieme a tutti noi.
Nel frattempo a Corleone i nostri ragazzi stavano incontrando con Calogero Parisi, Salvatore, Franco e gli altri soci lavoratori della cooperativa, un tenente e un sottoufficiale dei Carabinieri di Corleone, la caserma che fu diretta da Carlo Alberto Dalla Chiesa. I carabinieri hanno mostrato un documentario da loro realizzato sul sindacalista Placido Rizzotto e il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa e hanno fatto loro capire quanto, seppur diversi, i percorsi di questi due uomini si possono considerare intrecciati in quanto entrambi si impegnarono sul fronte della lotta alla mafia, anche se non ebbero modo di conoscersi. Entrambi però furono assassinati dalla mafia, hanno giustamente ricordato i carabinieri : Rizzotto il 10 Marzo del 1948 a Corleone e Dalla Chiesa, che sulla morte del sindacalista aveva indagato, a Palermo il 3 Settembre del 1982.
Alla fine del filmato e’ seguito un lungo dibattito, terminato con un interessante confronto su alcune considerazioni che i Carabinieri hanno fatto rispetto a quanto sia importante che le forze dell’ordine in questi territori intervengano con attenzione non solo sui grandi delitti e reati di mafia ma anche sulle piccole cose, come i furti o le semplici controversie fra cittadini, perche’ se non lo fa lo Stato, lo fa .. qualcun altro e acquisisce cosi’ consenso fra la popolazione.


Maurizio Pascucci
- Coordinatore progetto “Liberarci dalla Spine” - e i ragazzi del campo di lavoro

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L’incontro con La Licata

Corleone, 24 agosto 2007

Dopo la mattinata di intenso lavoro dei campi (140 casse di pomodoro abbiamo raccolto!) il pomeriggio ha visto un momento molto interessante per tutti noi: l’incontro con il vicedirettore de “La Stampa” Francesco La Licata, ampio conoscitore del fenomeno mafioso e autore di numerosi libri, l’ultimo scritto addirittura con Pietro Grasso, Procuratore Nazionale Antimafia.

L’incontro è stato organizzato al centro multimediale di Corleone dal circolo Arci “Incontrarci” ed ha visto anche gli interventi del Sindaco di Corleone, del Segretario della Camera del Lavoro Dino Paternostro, del presidente del circolo Massimo Provenzano, di Calogero Parisi e di Maurizio Pascucci che ha portato i saluti di tutti noi.
Il giornalista ha espresso il proprio stupore di fronte a tanti ragazzi riuniti in questo luogo dove solo pochi anni prima era impensabile non solo fare un campo di lavoro sui terreni confiscati ma anche organizzare un semplice incontro come questo visto che si sosteneva che la mafia non esiste.
“La schiavitù a cui è soggetto il cittadino di fronte al potere mafioso - ha precisato - non è il frutto di una scelta libera bensì dell’abbandono da parte dello Stato di questi territori e di una scelta tesa necessariamente al male minore”. Fino a che la legalità non converrà, ci ha detto in sostanza, lo stato di sudditanza del cittadino in questi territori persisterà e, per quanto comodo, non darà mai vera libertà.
Molto poi abbiamo parlato della mafia corleonese e in particolare della figura di Bernardo Provenzano, del fatto che come lui stesso ha sottolineato al primo interrogatorio, ha fatto la seconda elementare e non l’ha neanche terminata, della sua scelta di basso profilo, di non ostentare ricchezza e del suo profondo legame con la religione che lo portava a scrivere sempre sui pizzini di ringraziare il Padre Nostro (forse un codice?) o di fronte a una richiesta di autorizzazione a uccidere qualcuno “sia fatta la volontà del Signore” proprio perché lui studiava la Bibbia e ne citava le parole per riceverne un carisma che lo rendesse un maestro, una persona quasi “mistica”.
Anche La Licata ci ha confermato che l’arresto di Provenzano non ha risolto tutti i problemi. La lotta alla mafia va combattuta quotidianamente da tutti: deve essere affrontata a scuola, in famiglia, nella politica, nelle associazioni, nelle cooperative.
Riccardo gli ha chiesto se la mafia vuole sostituirsi allo Stato ma lui ha risposto di no, che piuttosto voleva ricattarlo attraverso le stragi perché il maxiprocesso ha condannato tutti gli uomini dell’allora cupola all’ergastolo e per far abrogare il carcere duro, la 41 bis e la legge per la confisca dei loro beni. L’informazione molto preoccupante con la quale ci ha salutati è che molti mafiosi allora condannati a quindici o vent’anni, tra poco tempo, grazie anche agli sconti delle pene, torneranno in libertà.
L’incontro è durato fino alle 20.30 e dopo siamo tornati in palestra per l’ottima cena a base di pasta al ragù toscano che i siciliani all’inizio guardavano un po’ perplessi ma che è piaciuto molto anche a loro.

Dopo aver gustato anche un buon tiramisù ci siamo dati ai giochi di società: carte, dadi, qualche gioco scout e un po’ di buona musica con i nostri tre chitarristi del campo.

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Il nostro lavoro iniziera’ quando il campo in Sicilia sara’ finito

Corleone, 23 agosto 2007

Terzo giorno di lavoro! Come sempre sveglia alle sei per una rapida colazione e poi partenza per i terreni. Un gruppo si è recato a Pietralunga per la raccolta dei pomodori, che oggi è stata più faticosa a causa del clima più caldo e per la stanchezza che stiamo accumulando. Le pause sono state frequenti e l’acqua è finita a metà mattinata. Però il raccolto è stato più veloce perché stiamo imparando un po’ meglio a lavorare; alcuni di noi si sono anche cimentati nella raccolta delle melanzane che si trovano accanto ai pomodori e serviranno a fare la “caponata” siciliana che quest’anno sarà dentro i pacchi natalizi!
Tornando abbiamo avuto un inconveniente: il pulmino ha forato due ruote consecutivamente e quindi abbiamo ritardato un bel po’…
L’altro gruppo invece a Malvello sta continuando a zappare il vigneto per togliere le erbacce tra i filari. La fatica della zappa è stata premiata da una bella fetta ciascuno di cocomero a metà mattinata.
Nel pomeriggio è venuto a trovarci in palestra Antonino Ingroia, sostituto procuratore di Palermo.

E’ stato un incontro molto bello e partecipato poiché gli abbiamo potuto fare tante domande e lui ci ha risposto a tutte con grande chiarezza e gentilezza: tra le tante gli abbiamo chiesto quali sono i rapporti tra mafia e massoneria e lui ci ha risposto che ci sono, continui, in particolare nei momenti di “trattativa” con lo Stato, come durante il periodo immediatamente successivo alle stragi. Ci ha detto poi che fare un campo di lavoro nei beni confiscati significa completare il suo lavoro perchè sarebbe inutile che lui e i suoi colleghi lavorassero per fare la confisca se poi queste terre rimanessero incolti “monumenti isolati”. Ci ha detto poi che aver arrestato Bernardo Provenzano non vuol dire affatto aver bloccato la mafia, e che i corleonesi, sebbene non più alla cupola, tornata nelle città, sono molto potenti e la cupola stessa non li controlla. Infine ci ha chiesto una cosa: che il nostro campo inizi dal sedicesimo giorno! La nostra esperienza non dovrà concludersi in questi quindici giorni a Corleone con l’Arci e la Cooperativa Lavoro e Non Solo ma continuare nelle nostre città, tra i nostri amici, parenti e conoscenti. “Così come faccio io venendo qui- ci ha detto - perché il mio lavoro non avrebbe senso se terminasse una volta uscito dall’ufficio della Procura!”
Abbiamo terminato con un caloroso applauso, anche perché personaggi di questo calibro che vengono a trovarci in palestra non sono molto usuali.
Dopo abbiamo avuto un po’ di tempo per scambiare qualche chiacchera con nuovo gruppo scout dell’Agesci arrivato aggi, Firenze13, undici tra ragazzi e ragazze che alloggiano in “casa Provenzano” con il gruppo fisso dei primi arrivati.
La cena è stata ottima, a base di cous cous di verdura, melanzane, frutta e torta gelato, perché abbiamo festeggiato il compleanno di una ragazza degli scout Pistoia 4.
In questo momento (sono le 23.30) abbiamo appena terminato la visione del film “Scacco al Re” il documentario che narra la cattura di Bernardo Provenzano.
Nei prossimi giorni faremo anche noi il viaggio dei pizzini e vedremo dal vivo quelle case e quelle vie che già abbiamo intravisto…
Aumenta sempre di più la sintonia tra di noi, scout e non. Il lavoro è faticoso ma ci porta avanti la voglia di dimostrare la forza di questa terra, che giorno per giorno scalfisce, anche se di poco, il muro della mafia.
Domani ci aspetta un’altra giornata intensa e quindi è l’ora della buonanotte!
Un saluto e a domani

I ragazzi del campo

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Lavoro, riflessioni ed incontri

Corleone, 22 agosto 2007

La mattina comincia con una carica in più perché sono arrivati insieme a noi gli scout Agesci Pistoia 4.
Il tempo di prepararci e subito tre gruppi partono alla volta del campo di Pietralunga per la raccolta dei pomodori, mentre il quarto verso il campo di Malvello per la preparazione del terreno e la pulitura delle erbacce con le zappe.
Il lavoro nel campo di Pietralunga comincia: il sole di Sicilia già batte forte sulle nostre schiene, ma c’è entusiasmo per quello che stiamo facendo e la fatica non ci distrae.<br<
Prima di pranzo ci spostiamo di fronte al vigneto poco distante dal campo dei pomodori: lì, Salvatore e Maurizio ci ricordano del grave atto intimidatorio che poco tempo fa lo ha colpito, quando 700 delle 1000 gemme presenti sono state recise, eliminando così la possibilità per i ragazzi della cooperativa di portare a termine la vendemmia prevista per il prossimo anno. Salvatore ci fa chiaramente capire il messaggio nascosto dietro questo gesto forte: la volontà della mafia di non farli crescere. E questo momento diventa una prima occasione per raccogliere i semi per una più ampia riflessione e per cominciare a porci delle domande. Ci scattiamo una foto proprio davanti al vigneto, come per lasciare un segno del nostro passaggio e della solidarietà che cerchiamo di trasmettere ogni giorno del nostro campo ai ragazzi delle cooperative.

Raggiungiamo l’altro gruppo a Malvello per pranzare tutti insieme. Poco dopo vediamo arrivare un uomo importante dell’antimafia politica e sociale: Pippo Cipriani, ex sindaco di Corleone, insieme a due carabinieri della scorta e a suo figlio, un bambino di quattro o cinque anni, vivace e simpatico. E’ emozionante averlo con noi: sappiamo di trovarci di fronte a una persona che ha fatto scelte coraggiose, ma che allo stesso tempo si presenta con una semplicità quasi spiazzante.
Più tardi prende la parola: scopriamo così che gli ex proprietari del terreno su cui ci troviamo erano i nipoti di Totò Riina e che veniva coltivato direttamente da loro. Da questo capiamo quanto possa essere “oltraggioso” per loro il nostro lavoro su questo terreno: è una piccola vittoria, è una testimonianza di un piccolo-grande cambiamento.
Nei prossimi giorni visiteremo un altro bene confiscato: l’ex villa di Riina a Corleone, che tra poco diventerà la nuova sede della Guardia di Finanza. E’ stato proprio Pippo Cipriani, durante la sua amministrazione, ad ottenere l’affidamento di questo bene e a permettervi il trasferimento della scuola di agraria al suo interno.
Al nostro ritorno in paese siamo andati alla Camera del Lavoro dove ci siamo collegati con la webcam e abbiamo avuto l’opportunità di parlare con Matteo Renzi, Presidente della Provincia di Firenze, ente che da sempre sostiene e segue questo progetto. Lui ci ha detto, tra le altre cose, che il lavoro non finirà l’ultimo giorno del campo a Corleone ma dovrà continuare in Toscana, nelle nostre scuole, nelle università, nei posti di lavoro e tra gli amici, per raccontare quello che abbiamo fatto, visto e provato.
Dopo la cena a base di frittata abbiamo fatto una passeggiata in villa per “frescheggiare” un po’ insieme ai corleonesi tutti in giro, vecchi e giovani, visto il caldo impressionante che fa in questi giorni in Sicilia a causa del vento scirocco che soffia imperterrito giorno e notte.


I ragazzi del campo

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80 volontari in Sicilia!

Corleone, 22 agosto

Carissime/i,
Questa mattina è arrivato un nuovo gruppo scout: Agesci FI 13.
Con questi nuovi 11 volontari siamo arrivati a quota 80!!!!
Nel pomeriggio ci verrà a trovare il giudice Antonio Ingroia e dopo cena proietteremo il documentario “Scacco al RE”.
Un saluto a tutte,i,


Maurizio Pascucci

Coord Progetto Liberarci dalle Spine

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