Corleone, 12 Settembre
Il campo di pomodori e’ quasi finito e gia’ si pensa a come organizzare le giornate della vendemmia.
Il pranzo e’ trascorso con un filo di malinconia per la imminente partenza di altre 3 ragazze che per motivi di studio devono rientrare a Firenze.
Dopo commossi saluti da parte di tutti abbiamo accompagnato Marta, Giulia e Francesca all’autobus e ci siamo concessi un po’ di meritato riposo.
Alle 18 era in programma un incontro in municipio con il sindaco di Gela, Rosario Crocetta e con il sindaco di Corleone, Nino Iannazzo, e cosi’ ci siamo incamminati.
Veder arrivare il sindaco Crocetta accompagnato dalla scorta e dalla polizia suscita sensazioni strane, di ammirazione per quello che sta facendo e sta portando avanti, ma anche rammarico che queste persone debbano vivere una vita blindata, solo perche’ vogliono perseguire la giustizia e la legalita’.
Grazie all’intervento del sindaco di Gela abbiamo potuto riflettere sul fenomeno mafioso nel mondo.
Sempre piu’ infatti deve entrare nella mente delle persone e dell’opinione pubblica che la mafia non e’ solo in Sicilia, ma che e’ innanzitutto un modo di pensare e di comportarsi che si ritrova in tutte quelle persone che prediligono le vie facili, il compromesso, il potere, a scapito della chiarezza, del rispetto e dell’onesta’.
Ma oltre che un atteggiamento, la mafia rappresenta la piu’ grande “azienda”, quella che ha più disponibilita’ di liquidita’ e di capitale in tutto il mondo. La mafia e’ un sistema economico legale che gestisce fenomeni legali in maniera illegale.
La disponibilita’ con la quale il sindaco Crocetta ha condiviso con noi la sua esperienza e’ stata molto coinvolgente; questo sindaco fa parte di quelle persone che hanno deciso di mettere in gioco la propria vita, rischiando ogni giorno di perderla.
“E perche’?” ci siamo chiesti noi: “Perche’ quando uno ha scelto deve avere il coraggio di andare avanti, malgrado i rischi, la fatica, il dolore; chi fa una scelta, qualunque sia, deve prendersi la responsabilita’ di portarla fino in fondo”.
Dovremmo prendere esempio da persone cosi’, quando a volte e’ difficile percorrere la strada scelta ed e’ piu’ semplice fermarsi e tornare indietro invece di superare gli ostacoli e le frustrazioni che la vita ci impone.
L’intervento del sindaco Iannazzo invece e’ servito a farci capire che, seppur Corleone abbia al momento una nuova amministrazione subentrata solo lo scorso giugno, le intenzioni sono quelle di appoggiare l’antimafia e quelle realta’ del territorio che dell’antimafia hanno fatto il principio fondamentale, come ad esempio le cooperative che gestiscono i terreni confiscati.
E il segnale di questa tendenza l’amministrazione comunale lo ha voluto dare fin da subito, assegnando alla cooperativa Lavoro e Non Solo una palazzina nel centro di Corleone confiscata alla famiglia Provenzano: “Casa Provenzano”.
Ci ha fatto molto piacere che, al nostro invito di rimanere a cena da noi, almeno il sindaco di Gela sia potuto rimanere, infatti gustando una buonissima pasta al pesto e del pecorino siciliano siamo riusciti a scambiarci altri pensieri.
I ragazzi dell’VIII campo
















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