Corleone, 14 Settembre
Anche oggi vendemmia.
Il tempo non ci e’ molto favorevole, nuvoloso, sole, pioggia, ma i nostri volontari non si scoraggiano, e irriducibili si infilano nei filari uno dietro l’altro per cercare di riempire quante piu’ tinozze possibile.
Intanto i ragazzi rimasti a casa per le pulizie attendono l’arrivo di Suor Maria e di Lina, che si sono impegnate stamani a preparare una ricca pasta al forno alla siciliana e delle croccanti schiacciate per il pranzo, per raggiungere gli altri ai campi.
Le teglie di pasta sono state spolverate in pochi minuti, anche sotto una leggera pioggerella, fortunatamente durata poco.
E mentre mangiavamo e’ arrivata una telefonata inaspettata: don Luigi Ciotti stava raggiungendo Corleone per incontrarci. Finiamo di mangiare e scappiamo in palestra per rimetterci in sesto e aspettare il suo arrivo.
Tutti siamo in attesa di sentir parlare don Ciotti, e cosi’ scambiati i primi saluti ci mettiamo subito in cerchio per parlare con lui e ascoltare le sue parole.
Ha voluto prima sentire qualche nostra domanda e cosi’ rompe il ghiaccio Michela chiedendo com’e’ nata l’idea di creare l’associazione Libera, la segue a ruota Luisa chiedendo quali sono le attivita’ e i settori di cui si occupa l’associazione, Giuseppe invece, che viene da Napoli, chiede se nella sua citta’ Libera opera o se esistono realta’ di quel genere, infine Suor Nadia pone una domanda personale: come vive lui, da uomo, le difficolta’ di spendere la propria vita accanto ai piu’ deboli, e in che modo, da religioso, trova la forza per andare avanti e credere in quello che fa.
Ascoltare don Ciotti che ci racconta come nasce il progetto Libera e quali motivazioni lo hanno spinto e’ trascinante e coinvolgente.
Fa proprio venire voglia di esserci, di percorrere insieme quella strada che, come ci dice lui, e’ sempre diritta davanti a noi, “le curve ci rallenteranno ma non ci impediranno di arrivare al traguardo”.
Ci riempie di orgoglio sentirci ringraziare da don Ciotti per aver partecipato ai campi lavoro, un orgoglio sano, misto a gratificazione e consapevolezza di essere parte di un progetto piu’ ampio, di essere stati per questi pochi giorni un “frammento” di storia, la storia dell’antimafia, la storia del riscatto umano.
Quando ci racconta la sua vita, e il percorso che lo ha portato ad essere quello che e’ oggi, l’emozione e’ grande e qualcuno non riesce a trattenere la commozione, le sue sono senz’altro parole che colpiscono al di la’ di un credo religioso o di un ideale politico, quello che risalta e’ l’uomo che si avvicina agli uomini.
La riflessione che ci portiamo via oggi e’ grande e profonda per ognuno di noi.
Dopo un caffe’ e due tiri a pallone don Ciotti ci ha salutato, obbligato da uno dei suoi mille impegni.
A quel punto la serata e’ proseguita in due modi, un gruppo si e’ recato a Cinisi, dove nella pizzeria degli Impastato veniva presentato il nuovo vino prodotto: “I cento passi”; mentre il gruppo della comunita’ Il Doccio e’ rimasto a Corleone e ha trascorso la serata passeggiando per il centro e mangiando un gelato davanti alla Villa.
I ragazzi dell’VIII campo
















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