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Archivio per Ottobre, 2007

I pacchi natalizi per il Natale di Libera 2007

Care amiche, cari amici,

anche quest’anno, la Cooperativa dell’ Arci “Lavoro e non solo”, confeziona e distribuisce i pacchi natalizi “Il Natale di Libera 2007”.

Proprio dall’impegno dell’Arci nel contrasto al fenomeno mafioso, è nata l’esperienza della Cooperativa Lavoro e non solo, che dal 2000 gestisce un’azienda agricola sui terreni confiscati alla mafia. “Lavoro e non solo” è oggi la nostra espressione concreta di come la partecipazione dal basso possa contribuire a  “bonificare”, pur se in piccoli ambiti, le economie locali. In questi anni, oltre all’impegno dei soci, di straordinaria importanza è stato il sostegno di tanti comitati Arci al nostro percorso.

Uno dei progetti che la Cooperativa porta avanti dagli inizi della sua attività, è “LiberArci dalle Spine”, all’interno del quale si svolgono i campi di lavoro sui terreni confiscati alla mafia. I giovani volontari dei campi, oltre al sostegno concreto dato ai soci della cooperativa, hanno contribuito a rafforzare in questi anni il rapporto con la comunità locale, che è migliorato notevolmente. Da una diffidenza iniziale, oggi il territorio è più consapevole delle motivazioni che ogni giorno ci spingono ad andare sui campi ed affrontare nuove sfide.

In quest’ottica, i campi di lavoro sono diventati un punto fermo nella condivisione con la cooperativa di un’importante esperienza  di crescita comune. Vogliamo restare in rete per continuare a costruire futuro insieme ai tanti volontari che negli ultimi tre anni ci hanno accompagnati lungo il nostro cammino.

Per questo motivo saranno proprio i giovani volontari dei campi di lavoro a confezionare una parte dei pacchi natalizi nell’ambito della campagna “Il Natale di Libera 2007”.

I pacchi saranno confezionati in Toscana, insieme ai giovani della comunità “Il Doccio” e all’ Arci Toscana e conterranno i prodotti alimentari provenienti dai terreni confiscati alla mafia. Per informazioni e prenotazioni: info@lavoroenonsolo.com, tel 0916101000, fax: 0916169778.

Paolo Beni, presidente dell’ARCI nazionale
            Calogero Parisi, Presidente coop. "Lavoro e non solo"
            Anna Bucca, Presidente dell’ARCI Sicilia

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Io, corleonese, stufo dei pregiudizi dei giornalisti

I campi di lavoro sono terminati, ma l’antimafia sociale certo non si arresta. A Corleone si continua a scrivere e a testimoniare, giorno dopo giorno, come sia radicata e numerosa la presenza di corleonesi che contro la mafia si schierano e combattono, continuando la storia virtuosa di quei movimenti che proprio a Corleone hanno dato il via alla lotta alla mafia.
Ecco le parole di Giuseppe Crapisi, corleonese doc e redattore di Dialogos, il periodico corleonese in prima fila nella lotta alla mafia che meglio di chiunque altro dicono quanto i corleonesi siano stufi della mafia e dei pregiudizi.

Ho avuto modo di leggere un articolo pubblicato su dweb.repubblica: “Leoni addormentati”, scritto da Attilio Bolzoni. L’articolo e’ ben strutturato e fa un excursus storico dei corleonesi e della Corleone degli anni bui. Un bell’articolo veramente, ma alla fine, le conclusioni sono, per me che sono corleonese, cioe’ cittadino di Corleone, un insulto insopportabile.
Il giornalista dice: “Presto ‘u picciriddu’ - cosi’ chiamano in famiglia Salvo (Riina nd)- uscira’ dal carcere dopo cinque anni nei bracci speciali del 41 bis. A Corleone stanno preparando i festeggiamenti. Sembra che il tempo non passi mai, li’ sotto la Rocca Busambra”.
Come si puo’ scrivere una conclusione del genere oggi che siamo nel terzo millennio?
Io ormai da cinque anni sono tra quei corleonesi che abbiamo detto che a Corleone la mafia continua a esserci, tutti lo sanno. Corleonesi che viviamo a Corleone e che cercano di fare cambiare questa cultura. Corleone e’ una citta’ indifferente, ma non si puo’ dire che Corleone e’ mafia.
Questo ragionamento che ha portato ad un pregiudizio generale contro la nostra citta’ e’ quello che noi di Dialogos attraverso l’informazione abbiamo cercato di smentire.
Corleone e’ stata, da 50 anni, la citta’ che ha dato i natali ai mafiosi che hanno scalato i vertici di Cosa Nostra, ma e’ stata la citta’ che ha dato la spinta per i movimenti che hanno lottato contro la mafia. Ricordiamo i “Fasci Siciliani” di fine 800, quello di Corleone era tra i piu’ imponenti, ricordiamo le lotte contadine per le occupazioni delle terre del dopoguerra. Ricordiamo i giovani corleonesi che prima di noi, in anni difficili facevano informazioni con il “Corleonese”. Pensiamo agli anni del Sindaco Cipriani in cui il Comune di Corleone e’ stato parte civile nei processi per mafia o quando lo stesso ha iniziato, con coraggio, quella stagione di riconsegna dei beni confiscati alla collettivita’.
Bene: Pippo Cipriani, corleonese, e’ un uomo che ancora vive sotto scorta, non perche’ gli piace ma perche’ e’ in pericolo.
Poi pensate all’attività della Camera del lavoro in un paese come Corleone, dove infatti qualche anno fa Dino Paternostro, segretario della Camera del lavoro, e’ stato vittima di un’intimidazione. Dino Paternostro e’ un corleonese. Pensate ai corleonesi che lavorano nei terreni confiscati dalla mafia con la “Cooperativa Lavoro e non solo”. Ma anche la nostra esperienza, sembra facile scrivere, eppure Dialogos e’ l’unico foglio informativo cartaceo di tutta la zona del corleonese.
Non sapete quale e quante sono le pressioni dopo aver scritto un articolo o dopo avere denunciato un fatto. Altro che preparare festeggiamenti!
Ma i corleonesi non siamo solo questi, ci sono migliaia di corleonesi non schierati che con la mafia non hanno niente a che fare.
Certo tantissimo rimane da fare, la mafiosita’ ancora imperversa ma l’articolo di Bolzoni come quello di tanti giornalisti non rende giustizia a questa Corleone di cui vi ho parlato e anzi forse fa un piacere alla mafia.
Io sono davvero stufo perche’ questi articoli sono frutto dell’ignoranza di una realta’ complessa e che puo’ essere capita solo da chi ci vive.
Ma cio’ mi porta non alla rassegnazione ma ad utilizzare l’informazione per ribadire che Corleone e la Sicilia non e’ solo mafia.

Giuseppe Crapisi

Pubblicato da Circolo IncontArci Corleone- Redazione Dialogos

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Liberarci dalle spine 2007 e’ finito….forse!

10 ottobre

Carissime/i,
ieri sono rientrati in Toscana gli ultimi 24 volontari.
Dopo 152 giorni di attivita’ il progetto Liberarci dalle Spine 2007 si conclude.
E’ stato tutto molto faticoso ma bellissimo e utile.
Complessivamente sono stati 327 i volontari presenti.
Da oggi i soci della Coop Lavoro e Non Solo non hanno piu’ al loro fianco i volontari.
Sara’ tuttto un po’ piu’ difficile e complesso.
Ma nei prossimi giorni lanceremo alcune idee e proposte per continuare con loro questo filo di comunicazione.
Ognuno di voi potra’ portare il proprio contributo.
Un saluto

Maurizio Pascucci
Coordinatore Progetto Liberarci dalle Spine

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Cittadini di parola

9 ottobre

Carissime/i,
alcune settimane fa Antonio Ingroia in visita ai campi di lavoro Liberarci dalle Spine attivi a Corleone, ci pose un interrogativo: “Ma al 16° giorno cosa farete?”
Un interrogativo intelligente ma anche molto provocatorio.
A me più volte quella domanda con quel tono pacato e deciso e’ rimbalzata nella testa.
Ma questa sera una prima risposta e’ stata trovata.
Infatti alcuni volontari pistoiesi insieme ai dirigenti della Casa del Popolo di Quarrata, a me e a Francesca sono entrati in un struttura che fino a poco tempo fa ospitava spettacoli di Lap Dance, e non solo, con la volonta’ di farla divenire il laboratorio natalizio della Coop Lavoro e Non Solo.
Qui arriveranno i prodotti, verranno stoccati e, secondo le disposizioni che i soci della Cooperativa lavoro e Non Solo ci faranno pervenire nelle prossime ore, verranno rilanciati nelle comunita’ toscane.
Qui tanti volontari dedicheranno il loro tempo libero.
Molti saranno i volontari che hanno da poco terminato i campi di lavoro Liberaraci dalle Spine su Corleone o Canicatti’.
Per me entrare li’ e’ stato molto importante e di un grande valore etico e politico.
Pensare all’impegno di tanti compagni nella costruzione volontaria dell’edificio, pensare alla scelta di Roberto Benigni di girare li’ il film “Berlinguer ti voglio bene” e sapere che per molti anni quello spazio e’ stato luogo indisponibile alla socialita’ e all’aggregazione sociale era come vivere il ruolo di dirigente regionale con una miopia perenne.
Pur nelle sue complessita’ ma da questa sera quello spazio e’ tornato patrimonio dell’umanita’.
Adesso Fabrizio, Libero, Maria e Marco hanno quelle chiavi in tasca e molti saranno i ragazzi e le ragazze che li’ entreranno per effettuare un impegno sociale reale e concreto.
Da domani mattina fuori da quei cancelli sventoleranno le bandiere dell’Arci, segno di liberta’ e dignita’ per la nostra associazione.
E in via “provvisoria” la Coop Lavoro e Non Solo avra’ il suo laboratorio natalizio per fare dell’impegno dei campi di lavoro coesione e continuita’.
Domani entrero’ in contatto con il Giudice Antonio Ingroia per invitarlo a visitare quello spazio, per dimostrare a tanti che noi siamo cittadini di parola.
Quel giorno faremo festa.
A me non resta che ringraziare il Comitato Direttivo della Casa del Popolo per la scelta fatta, la loro determinazione e il loro coraggio.
In questi 60 giorni avranno la soddisfazione di veder entrare li’ dentro tanti ragazzi e ragazze per motivi diversi da quelli che lo hanno fatto negli ultimi anni altri giovani.
Ma sopratutto hanno offerto a tanti di non chinare piu’ la testa o di vivere nell’intensa miopia di non vedere.
Anche questo e’ promozione della legalita’ in una comunita’.

Un saluto

Maurizio Pascucci
Coordinatore Progetto Liberarci dalle Spine

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I complimenti di Provenzano

Corleone, 3 ottobre

Oggi, alle 18.30, e’ venuto a trovarci il giornalista dell’Ansa di Palermo, Lirio Abbate, che vive sotto scorta perche’ pesantemente minacciato dalla mafia. Abbate, insieme a Peter Gomez, che e’ venuto a trovarci la settimana scorsa, ha scritto il libro “I Complici. Tutti gli uomini di Bernardo Provenzano da Corleone al Parlamento”. Un libro dove si fanno i nomi e i cognomi dei mafiosi e dei loro complici politici, che non e’ piaciuto a Cosa Nostra. Accompagnato da Dino Paternostro, Lirio si e’ incontrato con noi nella casa confiscata a Provenzano, un luogo emblematico per il giornalista che e’ stato il primo a dare la notizia dell’arresto del capo dei capi di Cosa Nostra l’11 aprile del 2006.
Ha introdotto l’incontro Calogero Parisi, presidente della coop “Lavoro e non solo”, che ha espresso a nome di tutti noi la solidarieta’ a Lirio Abbate. Poi ha parlato lui. Ci ha raccontato dei giornali che parlano poco di mafia, delle televisioni controllate della politica, delle difficolta’ per i cittadini di essere correttamente informati e, quindi, di potersi fare una corretta opinione di quello che avviene nei rapporti tra mafia e politica.
“Ci sono comportamenti di politici che sono penalmente irrilevanti, ma che dal punto di vista etico e sociale sono sicuramente condannabili”, ha detto Abbate. “Questo bisognerebbe raccontare e questo abbiamo provato a raccontare nel libro I COMPLICI”, ha aggiunto il giornalista. Ed ha citato l’esempio del parlamentare dei Ds Mirello Crisafulli, sorpreso a parlare in un albergo col capo mafia di Enna, che il suo partito ha premiato con un seggio al parlamento nazionale. E poi dei rapporti dei senatori Enrico la Loggia e Renato Schifani, di Forza Italia, con i mafiosi di Villabate.
Dopo il suo intervento, come al solito, abbiamo sommerso di domande il nostro ospite, che ci ha risposto in maniera brillante. Lirio Abbate ci ha raccontato di quando, unico giornalista presente, ha assistito all’arresto di Provenzano, che poi ha comunicato per primo al “mondo”. “Ricordo - ha raccontato Abbate - che Provenzano era seduto nel suo ufficietto nel casolare di Montagna dei cavalli, con la macchina da scrivere sul tavolo, con tanti pizzini e col televisore acceso. Ad un certo punto, l’edizione straordinaria del telegiornale, che dava la notizia del suo arresto. Lui si è girato verso la Tv, poi mi ha guardato e ha detto: “Complimenti!”.
Abbiamo salutato Abbate, augurandogli di continuare a svolgere al meglio il suo lavoro. Poi abbiamo cenato, siamo stati un po’ insieme a chiacchierare tra noi e infine tutti a letto per la nanna.

Un altro punto di vista deiragazzi del campo

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Corleone? 10.000 abitanti e un fantasma

Corleone, 3 ottobre

Un’altra giornata e’ di fronte a noi ed anche quella di oggi sara’ suddivisa tra lavoro nei campi ed un incontro con un giornalista dell’ANSA. Siamo partiti di primo mattino, il lavoro che ci aspettava era quello di togliere i tubi di irrigazione dai filari di pomodori e le pietre dal vigneto, cosi’ il gruppo si e’ diviso in due parti per andare a fare i rispettivi lavori.
Rientrati a casa per l’ora di pranzo, abbiamo mangiato e poi ci siamo concessi un po’ di relax, aspettando l’incontro delle 18:00 con Lirio Abate.
Dovevamo incontrarci alla sala multimediale, ma dopo un sopralluogo della scorta si e’ appurato che non era quello un luogo sicuro per una persona sotto scorta, quindi ci siamo riuniti nella nostra attuale abitazione, cioe’ la casa sequestrata a Bernardo Provenzano.
Il primo impatto e’ stato un po’ suggestivo, dato che il giornalista e’ arrivato scortato con due macchine e rispettive guardie del corpo, per noi e’ un po’ insolito assistere a episodi di questo genere. L’incontro e’ stato bello e intrigante, lo si percepiva nell’aria, infatti ognuno di noi era molto attento e concentrato alle parole di Abate. Come al solito la stragrande maggioranza della conversazione era basata sulla politica e su come oramai la mafia, non solo puo’ contare su appoggi politici, ma si inserisce proprio all’interno della politica, ma oltre a questo, ci ha rivelato alcuni scandali e confidato delle esperienze personali come la cattura del boss dei boss. Abate insieme a Peter Gomez, ha scritto un libro intitolato I COMPLICI. In seguito a questo il giornalista dell’ANSA ha cominciato a ricevere gesti intimidatori, come lettere di minaccia e attentati alla sua incolumita’, tante’ che per un breve periodo e’ stato trasferito a Roma, ma lui stesso ha preferito tornare a Palermo, proprio per dare un messaggio ben preciso a chi cerca di non far venire la verita’ a galla o chi cerca di ostacolare chi e’ alla ricerca di essa. All’incontro c’era anche un assessore del comune di Corleone, che ha spiegato ad Abate alcuni progetti che verranno attuati nel paese.
Insomma l’incontro e’ stato bello, quello che ci lascia l’amaro in bocca e’ che ogni volta ci viene fatta conoscere in maniera molto piu’ chiara qual e’ la realta’ politica, sociale e culturale dell’Italia, per quanto noi siamo pieni di fiducia e speranza, questo ci demoralizza un po’.
Dopo cena abbiamo visto un film intitolato Il fantasma di Corleone, che racconta la scalata al potere in Cosa Nostra di Bernardo Provenzano, il film definisce Corleone un paese di 10.000 abitanti ed un fantasma, che si aggirava indisturbato, seguiva i propri interessi malavitosi senza che nessuno lo vedesse e lo fermasse, anzi da cio’ che si capisce era appoggiato da persone che stanno ai piani alti della societa’.
Adesso il boss e’ stato arrestato, ma gia’ un altro ha preso il suo posto, ancora piu’ assetato di potere; quindi noi tutti ci domandiamo: riusciremo mai a debellare dall’Italia, ma anche dall’Europa, anzi dal mondo la Mafia?

I ragazzi del campo

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Quando la mafia diventa politica…

Corleone, 2 ottobre

Questa mattina siamo partiti tutti insieme per i campi di pomodoro, poi 4 volontari hanno raggiunto un vigneto da spietrare insieme ad uno dei ragazzi della cooperativa. L’altro gruppo invece ha iniziato a ripulire i campi, estirpando le piante e togliendo plastica e tubi dal terreno.
Il lavoro si e’ rivelato molto duro infatti al nostro rientro eravamo molto stanchi.
Con molto piacere ci siamo ritrovati a tavola dove oltre a gradire un ottimo pranzo ci siamo resi conto che diventa un bel momento di ritrovo per ridere, parlare, conoscerci e stare bene tra noi.
Dopo pranzo siamo partiti per Cinisi, dove ci aspettava Pino Vitale che ci ha raccontato molte cose su Peppino Impastato, ucciso dalla mafia il 9 maggio 1978.
Vitale ci ha mostrato l’ex casa della madre di Peppino che ora e’ diventato un luogo di memoria e di incontro, la casa era tappezzata di foto, targhe, quadri e articoli di giornale.
Il Signor Vitale ci ha chiarito l’impegno politico di Peppino che non riguardava solo la mafia come lotta ai capi mafia locali, ma un impegno che spaziava sulle contraddizioni e i problemi che il potere mafioso portava a Cinisi in particolare e nella Sicilia. Il discorso era molto aperto abbiamo fatto domande e ci siamo tolti curiosita’, abbiamo ancora una volta affrontato il problema mafia che non e’ piu’ solo colluso con la politica, ma ne entra a far parte.
Alla fine ci siamo salutati e siamo ripartiti verso Corleone per cenare e goderci un meritato riposo visto che oggi e’ stata una giornata veramente stancante.

I ragazzi del campo

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Diciamolo… siamo bravi anche a calcetto!

Corleone, 1 ottobre

Oggi siamo riusciti a passare una bella giornata, partiti da casa alle 7.30, ci siamo recati come al solito a Pietralunga, per andare a fare la raccolta dei pomodori.
Le piante non erano molto ricche di ortaggi, ma il campo aveva molti filari e riuscire a finirlo tutto non e’ stato un’impresa facile. Quando la raccolta era finita, guardando il lavoro fatto eravamo molto soddisfatti e pieni di soddisfazione, anche se molto stanchi.
Verso le 12.00 siamo tornati a casa contenti per cio’ che avevamo fatto. Durante il lavoro abbiamo scattato delle foto, tutti insieme per commemorare il momento.
Ci siamo ritrovati a tavola a pranzo, abbiamo mangiato e poi armoniosamente, come sempre, abbiamo fatto le pulizie della cucina e del refettorio, aspettando l’incontro con Rita Borsellino, nostro malgrado l’incontro non e’ stato fatto, la Borsellino era influenzata e anche se al momento della notizia ci siamo dispiaciuti abbiamo comunque passato una bella giornata. Alle 20.00 ci aspettava la partita a calcetto contro i carabinieri, un momento all’insegna dello sport, dell’amicizia e della legalita’.
Bella storia abbiamo vinto, migliore in campo la grandissima Irma.
Dopo ci aspettava la cena ed una riunione per salutare Moreno Sepiacci (Vice presidente della cooperativa Incontro) e sua moglie Cristina, che l’indomani sarebbero partiti per tornare a Pistoia. Il gruppo perde due persone importanti e con molto dispiacere li saluta, ma e’ pronto ad accogliere altri due operatori della cooperativa: Luciano Mocci e Giacomo Querci.
Adesso andiamo a letto per affrontare la giornata di domani, che si preannuncia piena di emozioni.

I ragazzi del campo di lavoro

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Portella delle Ginestre: una strage ancora senza verita’

1 ottobre

Carissime/i,
ieri mattina alle ore 10 abbiamo incontrato alcuni testimoni della strage di Portella delle Ginestre.
Ancora una volta un momento particolare ed emozionante per i volontari.
Serafino, Mario e Francesco oramai fanno parte dei campi di lavoro Liberarci dalle Spine.
Ieri mattina nell’attesa del nostro arrivo avevano gia’ predisposto lo striscione.
Quando sono andato a comunicarli che questo era l’ultimo campo di lavoro li ho visti in un un primo momento emozionati ma dopo un attimo con la freddezza e simpatia di sempre mi hanno detto “eh no! Non possiamo attendere il prossimo luglio”.
A giugno veniamo noi in Toscana ha raccontare questa storia che ancora oggi e’ alla ricerca della sua verita’!!

Dopodiche’ il campo di lavoro si e’ diretto alla spiaggia di Balestrate, oramai localita’ balneare dei nostri campi.

Questa sera si preannuncia a Corleone la partita di calcetto tra i volontari e i carabinieri!
Vi posso assicurare che non e’ banale questo incontro. La Coop lavoro e Non Solo consolida i suoi rapporti nella comunita’ anche cosi’!

un saluto

Maurizio Pascucci

Coordinatore Progetto Liberarci dalle Spine

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