sabato 25 maggio 2013   | intoscana.it
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Archivio per Marzo, 2008

In un bar di Corleone ci aspettano con un sorriso

Carissime/i,
vi invio le bellissime conclusioni di Laura, tornata ieri da Corlelone.
E’ bellissimo leggere il suo diario!

Ci sono due sorprese:
a) la prima è stata oggetto di una mia censura (Omissis, testo e due foto) ad oggi è preferibile non raccontare ma vi assicuro che lo farò appena possibile! Come avrete capito non vi sono ad oggi state mai censure o segreti ma in alcuni casi è prudente raccontare alcuni fatti rilevanti nel momento in cui è del tutto ufficiale l’oggetto in merito!

b) la seconda è che si prefigura un atto di possibile corteggiamento tra la nostra volontaria e il barista!

Scherzo naturalmente, anzi non scherzo affatto! Pensate a Corleone tra un caffe a Riina Junior e a Laura il nostro amico barista fa una scelta: di stare dalla parte di Laura! Non è poco tutto questo!
In questi giorni mi auguro che anche tanti politici candidati al Parlamento italiano facciano con chiarezza e trasparenza scelte semplici e chiare in tale direzione! Senza se e senza ma; basta scegliere e dichiarare!

Noi nella nostra modestia siamo già felici perché sappiamo che a Corleone in un semplice bar c’è chi ci attende con un sorriso!

Colgo l’occasione per ringraziare Laura per il suo impegno, passione e coraggio e per aver fatto in modo di ricordarci dell’ attività dei nostri soci lavoratori e delle loro mogli e fidanzate, in questo caso Lina che con sobrietà e con estrema forza e coraggio scelgono di condividere con i loro cari un impegno di antimafia sociale “vero”.

 Mille grazie Laura!
Un saluto a tutti e tanti auguri di buona Pasqua!

Maurizio Pascucci
Coordinatore Progetto Liberarci dalle Spine

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A presto, Corleone…

La settimana è giunta al termine, mi sveglio consapevole che è l’ultimo giorno.
Anche se oggi pomeriggio dovrò affrontare il viaggio di ritorno mi alzo presto lo stesso e vado con i ragazzi della cooperativa sui campi.
 Prima di andare, però, Salvatore mi fa una sorpresa: …………………………………………………………………………………………
…………………………………………………………………………………………
……………………………………………………………………….(OMISSIS)
…………………………………………………………………………………………
…………………………………………………………

Raggiungiamo gli altri: il lavoro a Malvello l’abbiamo finito, le piantine sono tutte legate e sistemate quindi ci spostiamo in un terreno vicino, quello che in estate i giovani volontari hanno aiutato a “spietrare”.
Ci sono da legare altre piantine ma soprattutto ne dobbiamo seminare di nuove! Non ho mai visto come si piantano le viti: prima si tagliano le radici troppo lunghe, si fa un foro nel terreno con una sbarra di ferro, si mette la pianta e poi si lascia la sbarra conficcata nel terreno, servirà da sostegno durante la crescita.
Questo è un altro aspetto importante dei campi di lavoro: si fanno cose che normalmente non avremmo occasione né di vedere né di imparare. E inoltre queste piccole, giovani viti piantate in terreni con tali storie alle spalle è simbolicamente bellissimo!

Malvello

Purtroppo però devo salutare i ragazzi prima del solito: è l’ora di andare.
Questo è sempre il momento peggiore…Mario si allontana, forse è un po’ commosso, ma io lo raggiungo promettendo che ci rivedremo presto e che non deve preoccuparsi perché fra un paio di mesi questo campo sarà invaso di amici! L’espressione di ognuno di loro è davvero chiara: sono dispiaciuti che me ne vada…avere intorno gli amici toscani è per loro qualcosa di molto importante, li fa sentire meno soli in questa difficile battaglia che hanno intrapreso ma io sono li proprio per ricordargli che non sono soli, mai, anche quando tanti chilometri ci dividono.

Fortunatamente ieri in piazza ho incontrato Calogero, il presidente della cooperativa, e ho potuto salutarlo. Ero passata anche dalla Camera del Lavoro sperando di incontrare il segretario Dino Paternostro ma purtroppo non c’era, oggi gli manderò un messaggio per ringraziarlo della disponibilità e dell’amicizia che dimostra ogni volta.
Salvatore mi accompagna a casa di Franco dove sua moglie Lina mi sta aspettando: una doccia veloce, chiudo la valigia e vado alla fermata dell’autobus che mi riporterà a Palermo. Io e Lina ci abbracciamo: in questi giorni ho avuto modo di conoscerla meglio ed è davvero una persona speciale. A volte ci dimentichiamo delle donne che stanno a fianco dei ragazzi della cooperativa ma bisogna ricordarsi che non solo danno il loro aiuto e contributo durante il periodo dei campi ma sono direttamente coinvolte nella scelta coraggiosa dei loro compagni e mariti.
E sono felice perché io e Lina siamo diventate amiche.

Mentre aspetto la partenza del bus vado al solito bar in piazza per l’ultimo caffè. Ritrovo il barista che mi guarda e dalla mia espressione funerea capisce tutto. 

“Stai partendo? Sei triste, ti si legge in faccia…” 
“Si, è sempre così, mi dispiace lasciare gli amici e mi dispiace lasciare questo paese, ho sempre più ricordi legati a Corleone e sono tutti ricordi bellissimi.” 
“Tornerai in estate? Quando arrivano gli altri ragazzi? Non te lo chiedo perché ho un’attività, per me sono solo qualche caffè in più, però è bello vedervi in giro, ci stiamo abituando!” 
“Io credo che tornerò in agosto ma i ragazzi dovrebbero iniziare ad arrivare a fine maggio…comunque fra pochi mesi. E’ bello sentire un corleonese che dice queste cose, mi fa partire un po’ meno triste!”

Mi saluta stringendomi la mano e prometto che appena torno vengo a prendere il caffè.
L’autista è gentile, sa che devo partire e mi chiama. E’ proprio l’ora di andare.
Usciamo dal paese, la strada in discesa, in mezzo ai campi, mi porterà a Palermo, da lì il treno per l’aeroporto e tra poche ore sarò di nuovo a casa.

A presto, Corleone…

Laura

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Passato e presente a Corleone

Carissimi/e,

vi invio una foto con Laura e alcuni soci della Cooperativa lavoro e Non Solo che si riposano in Loc. Malvello.

Laura e i soci della Cooperativa
Qui da anni sono stati assegnati dei terreni confiscati ai fratelli Grizzaffi (nipoti di Totò Riina).
Vi era una vigna secca al momento della consegna dopo l’espianto vi furono seminati e raccolti i pomodori, poi il grano e l’anno scorso fu piantata una vigna.
Questo è uno dei luoghi dove gli studenti che vengono a visitare i terreni confiscati fanno una loro tappa.
E’ situato a circa 10 km da Corleone, per arrivarci si deve attraversare un borgo rurale costruito dal Fascismo per fornire servizi ai contadini delle campagne, Borgo Schirò. Adesso Borgo Schirò è completamente disabitato.
In molte occasioni viene a fare un saluto agli studenti Pippo Cipriani, già Sindaco di Corleone per ben 10 anni.
Lui ricorda agli studenti di aver ancora ben in mente quando alcuni anni fa i mafiosi di Corleone “reclutavano” i braccianti per portarli a lavorare su questi terreni. In quei momenti non si trattava il salario o alcuni diritti elementari si ringraziava semplicemente per essere stati scelti.
Vedere oggi questi terreni “liberi” e alcuni corleonesi riuniti in cooperativa lavorare con serenità e al pieno dei loro diritti di lavoratori è la più bella e concreta  risposta dell’antimafia sociale.

Un saluto
Maurizio Pascucci
Coordinatore Progetto Liberarci dalle Spine

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Diario di un’”intrusa” toscana

Questa mattina la sveglia suona prestissimo: alle 7.15 io e Franco abbiamo appuntamento con i ragazzi della cooperativa in Piazza Falcone e Borsellino per andare in contrada Malvello dove c’è una campo confiscato ai Riina.
Ci fermiamo a prendere acqua e panini e saliamo in macchina. E’ bellissimo rivedere le stradine che portano a Malvello passando dal particolarissimo Borgo Schirò, piccolo agglomerato di case abbandonate costruite in epoca fascista.
Il lavoro di oggi consiste nel legare le piccole piante di vite ai pali di sostegno perché possano crescere dritte e forti: da loro verrà il vino della “nostra” cooperativa che verrà venduto come gli altri prodotti di Libera Terra. Non vedo l’ora di assaggiarlo!
Mentre siamo nel campo vediamo arrivare una macchina: l’amico Giuseppe di Dialogos ARCI e i giornalisti francesi!
Ci raggiungono e chiedono a Salvatore di raccontargli la storia di questo campo: sono due persone gentili e aperte e il clima è confidenziale. Mi fanno qualche domanda in qualità di “intrusa” toscana: vogliono capire cosa mi spinge a utilizzare le mie ferie per venire a lavorare in Sicilia e spiegare il perché è sempre difficile. Bisogna conoscere queste terre, questi ragazzi e l’importanza del loro lavoro per capire! Salutandoci promettono di far avere un dvd della puntata alla cooperativa: ormai siamo curiosi!
Mangiamo i nostri panini, ci riposiamo un po’ e poi di nuovo a lavoro. Abbiamo anche un bracciante in più: Calogero, il presidente della cooperativa, è venuto a darci una mano.

Rientriamo in paese, una doccia e poi di nuovo in piazza: voglio sfruttare ogni minuto possibile per vivere questa esperienza a contatto con le persone.
Ho appuntamento con Salvatore il quale mi porta a vedere la collina con l’enorme crocefisso che domina il paese, divenuto famoso con il film-documentario “Il fantasma di Corleone”: da lassù c’è un panorama veramente incredibile.
Prima di rientrare Salvatore vuole passare dalla casa confiscata ai Riina: non c’è una vera ragione, non dobbiamo fare niente là dentro, credo che ci sia voluto andare solo perché ne aveva voglia: deve essere una soddisfazione incredibile per lui. E’ come quando ci si guadagna un regalo, un oggetto, che si è tanto desiderato e che si è combattuto per avere: ogni tanto si sente la necessità di prenderlo in mano ed osservarlo per essere sicuri che è reale e per gioire ogni volta del successo ottenuto.

Rientriamo a casa dove Lina, come sempre, ci ha preparato una fantastica cena. Due chiacchiere tutti insieme e poi a letto, il lavoro sui campi è molto faticoso, c’è bisogno di recuperare le forze!

Ciao a tutti!

Laura

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Bentornata a Corleone!

La sveglia è alle 9.30, dopo una bella dormita. E’ domenica, c’è il sole e ho voglia di fare un giro per il paese.
Mi incammino fra i vicoli e cerco dei punti di riferimento per ritrovare la strada di casa: la parte vecchia di Corleone non è semplice da memorizzare, queste stradine sembrano tutte uguali…

La pasticceria nella piazza va benissimo per la colazione: mini cannolo e cappuccino. Il barista me lo ricordo bene, un signore gentile. Anche lui si ricorda e mi dice:
“Tu sei toscana…eri qui in estate giusto? Sei venuta a trovare i ragazzi? Ti piace proprio Corleone eh! Bentornata!”  Si, sono io quella che aspettava dentro il tuo bar invece che alla fermata dell’autobus per non sciogliersi sotto i 50 gradi di questa estate e tu sei quello che mi ha dato gli orari delle corse e con cui parlai un po’. 

Seconda tappa: edicola. Repubblica più 6 pacchetti di figurine per il mio Nino, il figlio di Franco della Cooperativa, con cui è nata una bella amicizia! L’idea è quella di andare in Villa (i giardini pubblici del paese) e mettersi a leggere su una panchina ma non faccio in tempo a sedermi che mi telefona Franco:
“Dove sei? Vieni nella piazza del Comune che c’è Dino”. Dino Paternostro è un uomo dalle mille attività: segretario della Camera del Lavoro, giornalista, scrittore, storico, consigliere comunale.Arrivo nella piazza e Dino, giacca e cravatta, è con altre due persone.
Ci salutiamo, è sempre gentilissimo con noi volontari. Uno dei due signori che sono con lui è un ex preside di una scuola superiore di Corleone e insieme mi invitano al bar, mi offrono un caffè, mi raccontano di come sono andate le commemorazioni per l’anniversario della morte di Placido Rizzotto e della manifestazione di Libera che si è svolta a Bari il giorno precedente. Incrociamo anche Pippo Cipriani (e la sua scorta), storico ex sindaco di Corleone che vive ancora sotto protezione per avere iniziato una vera lotta alla mafia subito dopo il periodo delle stragi. Discutiamo della Cooperativa e gli espongo le mie idee sulla necessità di differenziare i prodotti, di quello che secondo me sarebbe più utile, ci confrontiamo. Parliamo anche della scarcerazione di Giuseppe Riina e delle loro impressioni in proposito. 

Così arriva l’ora di pranzo e chi trovo a casa di Franco? Suo fratello Salvatore!Salvatore è il mio contatto diretto con Corleone e la Cooperativa durante tutto l’anno, è il responsabile delle coltivazioni, un amico carissimo. 

Dopo pranzo ho un appuntamento con i ragazzi di Dialogos ARCI:  mi hanno mandato un sms, ci sono dei giornalisti francesi! Questi francesi sono un uomo e una ragazza, la quale parla un italiano perfetto. Si occupano di un programma televisivo che ogni puntata affronta un tema diverso, da quello che ho capito qualcosa di molto simile al nostro “Report”. Andiamo nella sede di Dialogos che è piena di copie del giornale che i ragazzi distribuiscono gratuitamente ogni 2 mesi alle edicole di tutto il paese.

Pensavo avrebbero fatto le solite domande tipiche di uno straniero che si aspetta coppole e lupare come nei film. In realtà facciamo una bella chiacchierata informale tutti insieme, conoscono abbastanza bene l’argomento anche da un punto di vista storico, lasciano parlare i ragazzi, fanno domande pertinenti. L’incontro è un appuntamento preliminare per quando verranno con le telecamere per preparare la puntata.

Incontro nella sede di Dialogos con i giornalisti francesi  

Quando i ragazzi di Dialogos accompagnano i giornalisti dal sindaco io torno in piazza dove ci sono Franco, Dino e Salvatore che mi aspettano. Ma dopo un po’ ecco di nuovo i francesi: li chiamo e gli presento i miei tre accompagnatori: 5 minuti e Salvatore fissa un appuntamento per il giorno successivo per portarli nel campo confiscato dove andremo a sistemare la vigna. 

Dopo una pizza in un paese vicino con Salvatore e Mario (altro dipendente della cooperativa) torno a casa da Franco, dove alloggio: ci vuole un’altra bella dormita perché domani la sveglia è all’alba! 

Laura

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Il primo giorno di Laura a Corleone

Il giorno della partenza è arrivato! Il viaggio è andato benissimo e finalmente sono sull’autobus che da Palermo mi porterà a Corleone.Inizio adesso a percepire la differenza che c’è fra essere qui in agosto e in marzo: il bus si riempie di ragazzi appena usciti da scuola e ci vuole quasi mezz’ora per uscire dalla città. Ma la strada è familiare: la statale 121 per Agrigento che mi allontana dal mare, il bivio per Bagheria, l’incrocio con la statale 118 per Marineo, il bivio per Piana degli Albanesi e Portella della Ginestra, quello per Ficuzza.
E dopo Ficuzza lo so, una manciata di chilometri e ci siamo!Intorno il paesaggio è completamente diverso da quello a cui sono abituata: l’entroterra non è secco e arido come nei roventi agosto che conosco ma è tutto meravigliosamente verde e in fiore.
Una curva ed eccola Corleone, arroccata sulle rocce.
Riconosco i capannoni sulla destra, le strade, le insegne, ed è strano, stranissimo essere qui. In un secondo sono sulla via principale, in un attimo mi trovo in Piazza Falcone e Borsellino, la piazza principale del paese, quella grande, dove devo scendere. Mi catapulto giù, afferro valigia e zaino, mi attacco al telefono.
La maggior parte dei ragazzi della cooperativa questo fine settimana è a Bari per la manifestazione antimafia organizzata da Libera, la persona che devo chiamare è Franco.
“Franco sono arrivata!”“E dove stai?”“In piazza, di fronte alla Villa”“E pure io ci sto! Sono al bar…vieni avanti che qui sono!” Ed eccolo Franco che mi sorride e mi viene incontro!Pranziamo con la sua splendida famiglia e dopo pranzo ci mettiamo subito al lavoro: c’è da fare l’inventario! E così Franco, il piccolo Antonio ed io siamo andati alla ex casa di Provenzano, oggi struttura affidata alla Cooperativa Lavoro e Non Solo, a verificare le scorte rimaste in vista dell’arrivo dei giovani volontari.Iniziamo a contare e a segnare i pacchi di pasta, riso, spezie e detersivi rimasti dai campi di lavoro precedente: servirà agli amici dell’ARCI per l’organizzazione dei campi futuri. Finito il lavoro di inventario Franco mi porta a vedere la nuova struttura affidata alla Cooperativa: la casa che fu della famiglia Riina.Avevo visto le foto ma non rendevano abbastanza: è grandissima! Disposta su quattro livelli (comprese le cantine) la casa ha tantissime stanze di cui una molto grande che verrà utilizzata per incontri e riunioni. Franco mi spiega che fra poco inizieranno i lavori per rendere la casa una struttura ricettiva adatta ad ospitare i giovani volontari dei campi di lavoro. Mentre parla leggo nelle sue parole la soddisfazione per questa conquista, un segno concreto del lavoro e dei sacrifici di tanti anni… Finito il “sopralluogo” per il resto della giornata mi fa sentire una turista: visitiamo la chiesa che domina il paese, aspettiamo la processione tipica del giovedì della settimana Santa. 

La serata si conclude con una cena in famiglia…e a letto presto, sono sveglia dalle 4 del mattino e domani ci sarà tanto altro da fare!

Laura (dal PC di Salvatore)

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Un avamposto prezioso di nome Laura

Carissime/i,Laura Lippi da sabato è a Corleone ad inagurare la stagione 2008 del Progetto Liberarci dalle Spine.

Laura è ormai una veterana di questo impegno di antimafia sociale, infatti partecipa per il terzo anno consecutivo.

Ma ecco che la nostra macchina organizzativa comincia ad avviarsi piano piano con serenità, impegno e passione.

Nei giorni scorsi mentre ero a Corleone , per partecipare al 60° anniversario della morte del Segretario della Camera del Lavoro, Placido Rizzotto, ho incontrato molti corleonesi che mi chiedevano  “ma quando iniziate a tornare?” La mia risposta è stata “dal mese di giugno ma se ce la facciamo quanto prima!” L’arrivo di Laura di fatto ha risposto concretamente a quel “quanto prima!”

Vi posso assicurare che non è banale essere lì anche in numero ridotto.Vi è una comunità locale che oramai sente la necessità di condividere il fatto che un numero ridotto di Corleonesi, i soci della Cooperativa Lavoro e Non Solo, i compagni della CGIL , i ragazzi del Circolo Arci Dialogos, riescono a tenere la testa alta e la schiena diritta anche all’incontro di tante persone che hanno storie “pesanti”. 

Ad esempio può capitare di incontrare il figlio di Totò Riina, libero per la città. Ma anche a lui come a tanti altri suoi amici e “compari” può capitare di passare da via Crispi e da via Correlli e vedere delle finestre aperte e pensare che quelle case prima appartenevano a “loro” ed invece oggi sono affidate, a seguito della confisca dello Stato, alla Cooperativa Lavoro e Non Solo e sono “vissute” da tanti ragazze e ragazzi.

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Questa è antimafia sociale reale e concreta. Un saluto a tutti 

Maurizio Pascucci

Coordinatore Progetto Liberarci dalle Spine

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La nuova sede di Lavoro e non solo ha bisogno di fondi

Carissime/i, 

oggi in concomitanza con la celebrazione del 60° anniversario  dell’omicidio di Placido Rizzotto, Calogero Parisi , Presidente della Cooperativa Lavoro e Non Solo ha lanciato la campagna di raccolta fondi per l’avvio della funzionalità operativa della nuova sede della Cooperativa nei locali confiscati ai nipoti di Totò Riina e assegnati nel novembre scorso.

La nuova sede della Cooperativa  

In questi mesi saranno la sede logistica dei campi di lavoro Liberarci dalle Spine  e poi………….vi sarà un suo ulteriore sviluppo! Sono felice di allegare nella parte sottostante le comunicazioni delle prime tre donazioni; l’Arci di Livorno (€1500), la Bottega del Mondo Associazione per la Pace di Irene di Pescia (€1000) e la Syracuse University of Florence (€800). Le donazioni vanno effettuate presso  Banca Popolare Etica - Agenzia di Palermo  

EU IBAN: IT53 L050 1804 6000 0000 0106 485
 coordinate bancarie:  Banca Popolare Etica A.B.I. 05018 – C.A.B. 04600 c/c n. 106485 

Un saluto, Maurizio Pascucci 
Coordinatore Progetto Liberarci dalle Spine

Abbiamo appreso con felicità ed entusiamo che la campagna di raccolta fondi per il recupero e la riconversione dei terreni e dei beni confiscati alla mafia e riconsegnati ad uno scopo sociale sta andando avanti e produce ottimi risultati. È questa politica dell’antimafia e in modo specifico questa pratica dell’antimafia che caratterizza il lavoro dell’ARCI, dai campi di lavoro, al sostegno alle cooperative, alla carovana antimafia a tutte quelle inziative sulla legalità che sull’intero territorio nazionale ARCI promuove e sostiene. È la storia dell’ARCI, la capacità di unire pensiero, elaborazione e saperi alla cultura e pratica del fare. Questo è quello che oggi succede in Sicilia e che molti comitati a livello nazionale stanno facendo per contribuire e sostenere il lavoro delle cooperative e dell’ARCI Siciliana. L’ARCI di Livorno nel mese di luglio ha contribuito con 1500 euro alla costruzione delle docce all’interno dell’edificio originariamente di proprietà di Provenzano, adesso confiscato e consegnato all’ARCI di Corleone per attività di ospitalità e di aggregazione giovanile. Contestualmente sta portando avanti inziative pubbliche insieme all’ARCI Regionale e ad altri comitati toscani sulla lotta all’usura. È in questa unione di “spirito pratico” ed inziative politiche di riflessione che si riconosce la forza dell’ARCI.  È con questo spirito e con questo impegno che l’ARCI di Livorno continuerà ad essere presente a fianco di ARCI Sicilia, di tutti i Comitati ARCI siciliani, della Cooperativa Lavoro e Non Solo e delle alle altre cooperative per costruire un pezzo alla volta percorsi di legalità, di inclusione e di solidarietà democratica. 
Oggi più che mai, in una fase politica di questo paese molto delicata, dove il rischio di dimenticare o di soprassedere ad alcuni valori di riferimento si fa presente, è necessario ritrovare collettivamente un obiettivo congiunto che veda nell’antimafia e nella trasparenza dei processi democratici due elementi imprescindibili per lo sviluppo stesso della cultura politica democratica di questo paese e dei nostri territori.  
Marco Solimano  (Presidente ARCI Livorno)

“L’Associazione per la pace Irene di Pescia ha deciso di proseguire l’impegno di antimafia sociale a fianco di Libera e della Cooperativa Lavoro e non solo. Negli anni passati l’Associazione, che gestisce una Bottega del Commercio Equo e Solidale, ha sostenuto la vendita dei prodotti e le varie iniziative territoriali – come il passaggio della Carovana Antimafia, la promozione di film e documentari,…; durante l’estate scorsa diversi soci hanno preso parte ai campi di lavoro Liberarci dalle Spine, ed è così che il legame con la Coop. Lavoro e non solo si è accresciuto di nuove esperienze. Da settembre 2007 sono stati organizzati incontri a tema e un “progetto di formazione antimafia” presentato nelle scuole: durante queste iniziative è stato possibile raccogliere la cifra di 1000 euro che oggi devolviamo alla Cooperativa per la ristrutturazione dell’immobile confiscato. Orgogliosi della nostra collaborazione con le realtà antimafia siciliane, porgiamo a tutti il saluto dell’Associazione per la Pace Irene e ci auguriamo di continuare a camminare insieme.”  

La Syracuse University di Firenze – nell’ambito della propria consolidata collaborazione con la Regione Toscana- aderisce per il secondo anno alla Campagna di educazione  alla Legalità e al Progetto Liberarci dalle Spine. Barbara Deimling, direttrice della Syracuse, ribadisce la volontà del proprio ateneo di educare i giovani alla legalità democratica. In questo ambito la Syracuse University rinnova l’ impegno a fianco di Regione Toscana, ARCI Toscana e della Cooperativa Lavoro e non solo e auspica chela propria donazione a favore dei coraggiosi soci della Cooperativa corleonese concorra a rafforzarne la lotta in favore dell’affermazione del principio di legalità. Grazie e a presto, Natalia 

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In Sicilia un laboratorio di legumi

Carissime/i,

nel pomeriggio con Calogero, Bernardo e Salvatore ci siamo diretti lungo la strada che porta a Palermo, in Loc. Drago, dove vi sono dei terreni confiscati assegnati alla Cooperativa Lavoro e Non Solo e dove nel 2006 è stata fatta la raccolta dei pomodori.

Il laboratorio di legumi

A circa 200 mt dalla strada provinciale vi è attualmente un cantiere edile che sta recuperando degli annessi.

Qui il Consorzio Sviluppo e Legalità ha appaltato i lavori per la messa a dimora di un edificio che sarà adibito a laboratorio di confezionamento dei legumi (ceci, cicerchie e lenticchie). 

L’assegnazione alla Cooperativa Lavoro e Non Solo avverrà a lavori conclusi e con le attrezzature attive entro la prossima estate .

Quindi con il prossimo raccolto sarà possibile “praticare” la filiera corta dei legumi.

In questi anni i legumi erano inviati in Umbria per il loro confezionamento.

Questo significa incentivare un processo di sviluppo che sopratutto in queste località significa un contributo attivo e concreto alla legalità.

E’ emozionante pensare che solo pochi mesi fa il Direttore del Consorzio Sviluppo e Legalità Dott. Guarino annunciò tale decisione durante il Forum Antimafia promosso dagli Studenti di Sinistra presso il Polo Universitario di Firenze.

Questo significa che anche in Sicilia,anche  nel Corleonese, quando le procedure sono “libere” da condizionamenti si possono fare atti di buon governo amministrativo!

Un saluto

Maurizio Pascucci

Coordinatore Progetto Liberarci dalle Spine

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Placido Rizzotto e i beni confiscati

Giuseppe Lumia nella sede della Camera del lavoro di corleone per ricordare Placido Rizzotto

Si è conclusa la due giorni per ricordare il 60° anniversario dell’assassinio di Placido Rizzotto. Il tema è stato quello dei beni confiscati alla mafia. Quale luogo poteva essere più idoneo della sede della Cooperativa Lavoro e non solo che è un bene confiscato alla mafia? Coordinatore è stato il segretario della Camera del Lavoro di Corleone Dino Paternostro che ha dato la parola all’onorevole Lumia, che ha voluto tra l’altro rimarcare ai presenti la non convenienza della mafia.

Poi il saluto del nipote di Placido Rizzotto che si chiama come lo zio. Mentre il padrone di casa Parisi della Cooperativa Lavoro e non solo, dopo avere fatto una cronistoria della cooperativa, ha rimarcato i numerosi problemi che si devono affrontare per gestire i beni confiscati alla mafia come il credito, la burocrazia che rende improduttivi i terreni.

Si auspicava che nella prossima legislatura possa essere modificata la legislazione con le proposte che negli anni le associazioni hanno presentato. Poi Faraone Presidente della Cooperativa Placido Rizzotto ha detto che le cooperative che lavorano i terreni confiscati vogliono dimostrare che i giovani di questo territorio possono realizzarsi con l’aiuto dello Stato a fare impresa legale. In fondo cerchiamo di realizzare il sogno di Rizzotto e di tutti coloro che hanno dato la vita.

Bella la testimonianza della figlia di Nicola Azoti, altro sindacalista ucciso dalla mafia nel 1946. L’altro Presidente della Cooperativa Pio La Torre Gibiino ha voluto lanciare un messaggio forte ai ragazzi e cioè di non permettere a nessuno di annullare i loro sogni.

Maurizio Pascucci dell’Arci Toscana ha fatto testimonianza del progetto Liberarci dalle spine che in questi anni è stato un progetto fondamentale per la Lavoro e non solo. Ma si è augurato che quest’anno possano esserci accanto ai giovani volontari toscani anche i giovani siciliani.

Umberto Di Maggio di Libera Palermo ha ricordato che importante è la memoria e l’impegno. Ricordando che il 15 marzo migliaia di persone andranno a Bari per ricordare le vittime delle mafie. Ha anche sottolineato che anche da Corleone partirà un pulman con il gonfalone del Comune di Corleone e delle associazioni di Corleone tra cui il circolo Arci Corleone Dialogos. L’impegno è quello di queste cooperative che lavorano i beni confiscati. Pippo Cipriani ex Sindaco di Corleone ha sottolineato le carenze legislative auspicando un impegno anche della Regione Siciliana in questo senso. Anche il Sindaco Iannazzo ha sottolineato la necessità di alcune importanti modifiche legislative e ha sottolineato l’importanza di andare a Bari.

Ha chiuso il dibattito Maurizio Calà della Camera del Lavoro di Palermo che ha detto che nella lotta alla mafia ci vuole pancia (sviluppo), cuore (passione e crederci), cervello (cultura della legalità). 

(Giuseppe Crapisi da Dialogos)

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