Pubblicato il 13 Aprile 2008
in incontri.
Gli studenti della Syracuse University di Firenze sono scesi per tre giorni per scoprire la Sicilia, da un lato ammirando le bellezze architettonico-paesaggistiche e dall’altro lato facendo un’esperienza con chi a Corleone e in Sicilia sta cercando di contrastare la mafia attraverso la gestione dei beni confiscati alla mafia. Ben 43 giovani studenti americani di Architettura e di Scienze Politiche, accompagnati dai professori Alick McLean e Natalia Piombino, hanno visitato le splendide località di Erice e Segesta.
Sabato però hanno fatto la loro esperienza sui terreni confiscati alla mafia insieme ai ragazzi della Cooperativa “Lavoro e non solo”. Infatti, hanno aiutati i soci della cooperativa nell’attività di legatura delle viti a San Cipirello dove a breve aprirà un agriturismo gestito dalla cooperativa. Come ha detto la direttrice dell’Università americana Barbara Deimling: “Per i nostri studenti è importante questa esperienza perché non vedono solo le bellezze dell’Italia ma le sfide e loro sono molto colpiti da ciò”. I ragazzi scendono in Sicilia 3-4 volte l’anno in quanto nel loro piano di studi sono compresi dei corsi sulla mafia o sulla storia dell’Italia.
Dopo aver passato la mattinata nei campi fianco a fianco ai soci, nelle terre che erano della mafia, sono andati a Portella delle Ginestre, luogo simbolo di ciò che la mafia è. Li c’è stato l’incontro con chi 61 anni fa fu testimone di quella strage, che possiamo anche considerare per certi versi la prima strage post-fascista dello Stato Italiano. Francesco Petrotta della Camera del Lavaoro di Piana ha raccontato ai ragazzi americani, seduti fra quelle pietre e in quel luogo dove morirono 11 contadini e ci furono 27 feriti, la storia del movimento contadino, dell’approvazione dei decreti Gullo che concedeva i terreni incolti e malcoltivati alle cooperative di contadini affinchè quella legge venisse applicata. Dall’altro lato ci fu una forte resistenza da parte degli agrari insieme alla mafia e non solo. Di fronte a quest’inerzia e a queste resistenze da parte degli agrari, delle istituzioni e della mafia che aveva in mano quelle terre attraverso l’affitto, i contadini iniziarono a manifestare ed a occupare simbolicamente le terre. Nel 1947, dopo solo tre anni che i contadini della Provincia avevano ricominciato a festeggiare liberamente, il 1 Maggio a Portella delle Ginestre il bandito Giuliano sparò su quella folla che stava festeggiando il giorno del lavoro, una folla fatta da contadini, da donne e bambini. Ma la banda Giuliano colpevole per la giustizia Italiana per aver commesso la strage aveva dei mandanti che sono rimasti come spesso accade in Italia ignoti. Ma non si può non ricordare che nelle elezioni regionali il blocco del popolo, cioè i partiti di sinistra, avevano vinto le elezioni e ci si preparava per le elezioni nazionali. Siamo all’inizio della guerra fredda e l’Italia era stata assegnata al blocco controllato dagli USA e quindi non poteva essere governata dal partito comunista. Ecco che la Sicilia era un pericolo ed ecco che si intreccia politica internazionale, interessi regionali e interessi della mafia. Mafia, agrari e servizi segreti decidono che si doveva bloccare quel movimento e decidono di incaricare il bandito Giuliano di fare quella strage.
I ragazzi americani molto attenti hanno ascoltato poi i testimoni di quella strage. Il primo è stato Serafino Petta che ha raccontato che “qui non c’era niente ed era peggio del terzo mondo, mancava tutto anche il pezzo di pane e per questo abbiamo fatto le occupazioni delle terre, perché la terra significava pane. Prima le occupazioni simboliche poi siamo andati a Palermo dal Prefetto con i muli, 2000 contadini, e abbiamo ottenuti tre feudi. Era stata una conquista ottenere quelle terre. I mezzadri a quei tempi venivano sfruttati e a volte dopo un anno di lavoro non portavano a casa nulla… Dopo la strage i contadini non si sono fermati e iniziarono le lotte per la riforma agraria e l’abbiamo ottenuta. Il 1 Maggio del 1947 era arrivato qui il corteo e aveva iniziato a parlare il segretario della Camera del Lavoro di San Giuseppe Jato, Schirò Giuseppe, e iniziarono gli spari. Sembrava una festa e poi iniziarono a cadere le persone”.
Poi un altro testimone Giacomo Schirò ha ricordato la figura di Nicola Barbato medico dirigente sindacale di Piana degli Albanesi che aveva costituito la cooperativa che aveva ottenuto proprio quelle terre intorno a quel luogo dove i ragazzi erano seduti. Ha specificato “voglio onorare Nicola Barbato che era un medico e se c’era qualcuno che aveva una lira la prendeva ma se c’erano famiglie che non ne disponeva non solo non chiedeva nulla ma dava lui la lira ricevuta per fare comprare le medicine ed è morto povero.”
Infine ha parlato un altro testimone Mario Nicosia che ha voluto ringraziare i ragazzi per aver passato l’oceano per ricordare questi morti. “Nel 1947 siamo venuti come ogni anno ed con il mio amico Giorgio Cosenza che fu colpito. Ricordo ancora quegli spari e ricordo le grida dei cavalli che sentivano il pericolo. Il 1 Maggio volevano fermarci ma non ci sono riusciti”. Dopo queste testimonianze credo che non ci siano parole. Gli studenti americani visiteranno Ficuzza e poi Monreale per poi tornare a Firenze.
Porteranno con loro quest’importante esperienza di una Sicilia bella e di una Sicilia fatta da persone che hanno lottato e da persone che ancora oggi lottano contro la mafia.
Giuseppe Crapisi
www.corleonedialogos.it
Pubblicato il 10 Aprile 2008
in incontri.
Carissimi,e,
ieri è stata una bellissima giornata di “movimento” per il Progetto Liberarci dalle Spine.
Nella mattinata incontro ad Arcille con la Fondazione Caponnetto e l’Istituto Comprensivo di Civitella – Paganico. Insieme a Salvatore Calleri, Domenico Bilotta ed Elisabetta Caponnetto abbiamo incontrato tantissimi studenti e insieme ai loro insegnanti e molti genitori.
E’ doveroso segnalare la preparazione dell’evento ben curata ma la cosa più importante sta nel fatto che è stato evidente prendere atto di un lavoro didattico e formativo effettuato nella programmazione scolastica in corso.
Il sogno metaforico “dell’ora della legalità” da queste parti è oggi applicazione formativa con i docenti scolastici titolari: buona cosa!
Poi via a Grosseto ad un pranzo della legalità al Circolo Arci Korakanè. Qui insieme ai compagni della Camera del Lavoro, Marco Giuliani ha presentato il documento programmatico dell’Arci Nazionale. Apprezzatissimo il saluto di Elisabetta Caponnetto che ha pranzato con noi.
Nella serata una bellissima cena della legalità alla Casa del Popolo di Grassina organizzata dai Giovani del PD.
Erano presenti con Silvia della Monica oltre 250 persone e soprattutto tantissimi giovani.
Al termine della cena , un compagno della Casa del Popolo, annuncia la raccolta di ben 3100 euro, che una volta tolte le spese sostenute sarà devoluto alla Cooperativa Lavoro e Non Solo di Corleone per il Circolo Arci o Casa del Popolo che verrà realizzata nell’alloggio confiscato alla Famiglia Riina.
Silvia Della Monica ci annuncia che vorrà essere presente all’inagurazione in quanto per lei, molto impegnata in processi contro la mafia nel nostro paese, essere lì quel giorno significa prendere atto del buon impegno e operato della magistratura nel nostro paese.
Un saluto a tutti,
Maurizio Pascucci
Coordinatore Progetto Liberarci dalle Spine
Cari compagni e compagne,
vi informo che anche per l’estate 2008 l’Arci promuove i campi di lavoro nelle terre confiscate alle mafie, un’esperienza che sta caratterizzando in modo significativo l’impegno dell’associazione sui temi della legalità democratica e dell’antimafia sociale con il coinvolgimento di un gran numero di ragazzi e ragazze. Quest’anno l’iniziativa si arricchisce di nuove proposte, estendendosi dalla Sicilia anche alla Calabria.
Nell’ambito del progetto “LiberArci dalle spine” si svolgeranno i campi di lavoro e di studio in Sicilia, iniziativa ormai consolidata da alcuni anni e dedicata quest’anno alle figure di Giuseppe Fava e di Peppino Impastato. I campi, promossi da Arci e Cooperativa Lavoro e non solo insieme a Libera, si svolgeranno nel periodo fra giugno e ottobre 2008 nelle località di Corleone e Canicattì. L’iniziativa ha il patrocinio di Cgil, Legacoop e Banca Etica. Sono in programma 9 turni di due settimane ciascuno, il numero massimo dei posti disponibili per ogni campo varia a seconda dei periodi da 10 a 30 volontari.
Liberarci dalle spine: il progetto
L’iscrizione
Patto di adesione
In Calabria prende invece il via quest’anno il progetto “Campi del sole”, campi di lavoro e di studio nelle terre confiscate alla ‘ndrangheta. Il progetto prevede per questo primo anno un solo turno, dal 30 giugno al 14 luglio con la partecipazione di 16 volontari. Le attività si svolgeranno nel comune di Melito Porto Salvo (Rc). L’iniziativa è organizzata da Arci in collaborazione con il Consorzio di Cooperative sociali “Terre del sole” ed ha come partner il Comune di Melito Porto Salvo e la Provincia di Reggio Calabria.Campi del Sole: il progetto
L’iscrizione
Patto di adesione
L’organizzazione dei campi della legalità 2008 vede direttamente coinvolti, in collaborazione con la Direzione Nazionale, i comitati regionali di Sicilia, Calabria e Toscana. Vista la rilevanza di queste iniziative e le potenzialità che offrono sul piano della nostra offerta culturale e associativa nei confronti del mondo giovanile, invito tutti i nostri comitati regionali e territoriali a prenderla seriamente in considerazione. E’ importante far partecipare all’esperienza dei campi ragazzi e ragazze dell’Arci provenienti da regioni diverse; è pure importante avere fra i coordinatori dei campi (per ciascun turno ne sono previsti due) i dirigenti e gli operatori dei nostri comitati territoriali. Per i coordinatori dei campi verrà organizzato uno specifico stage formativo di cui comunicheremo in seguito date e programma.
In allegato trovate la documentazione relativa ai progetti “Liberarci dalle spine” e “Campi del sole”, nonché le schede di iscrizione per i campi in Sicilia e Calabria, scaricabili anche dal sito www.arci.it. Le iscrizioni sono aperte dal 9 aprile al 9 maggio 2008 fino all’esaurimento dei posti disponibili.
Per ogni altra informazione potete contattare l’indirizzo campidellalegalita@arci.it o il numero telefonico 0641609504 (Alessandra Vacca) ed il fax 06 41609275.Un caro saluto
Il presidente nazionale dell’ARCI
Paolo Beni
Pubblicato il 8 Aprile 2008
in General.
Carissime,i,
come già sapete nel novembre scorso è stato assegnato alla Cooperativa Lavoro e Non Solo un edificio confiscato alla Famiglia Riina e situato nel centro storico di Corleone. Questi locali saranno la sede logistica dei campi di lavoro Liberarci dalle Spine che prenderanno avvio dal prossimo mese di giugno fino a fine ottobre. Quindi qui saranno collocati i tantissimi volontari che decideranno di partecipare a questo straordinario progetto.
Dopo il 30 ottobre sarà avviato un progetto di sviluppo che consoliderà la Cooperativa.
In questi mesi vi è la necessità di provvedere ad una sua sistemazione interna oltre che alla collocazione di una serie di servizi per renderla efficienti e accogliente.
E’ bellissimo e significativo pensare che a fine mese arriverà una scuola superiore di Pescia, l’Istituto Lorenzini, per effettuare la sua gita scolastica ordinaria!
Per questo motivo è stato dato avvio ad una raccolta fondi finalizzata a questo scopo specifico.
Ogni contributo che arriverà avrà un duplice scopo: quello di finanziare una cosa concreta e quello di sostenere e condividere l’impegno dei soci lavoratori nel loro impegno quotidiano di antimafia sociale.
Credo che ne valga la pena!
Pertanto poco importa l’entità del contributo: l’importante è segnalare l’impegno e la presenza.
In merito vi allego le coordinate bancarie utile per il versamento:
Cooperativa Lavoro e Non Solo
Banca Popolare Etica
Agenzia di Palermo
EU IBAN: IT53 L050 1804 6000 0000 0106 485
Vi sarei grato che mi fosse comunicata la scelta in modo di farvi pervenire i vari aggiornamenti delle attività in corso.
Un saluto
Maurizio Pascucci
Coordinatore Progetto Liberarci dalle Spine
Pubblicato il 7 Aprile 2008
in incontri.
Carissime,i,
venerdi sera il nostro progetto Liberarci dalle Spine è stato presentato a Trento in una bellissima iniziativa promosso dall’Associazione Famiglie Insieme e dall’Agesci Trento 8.
Il nostro “ambasciatore trentino”, Marco Zorzi, è riuscito a coinvolgere tantissimi cittadini tra cui molti giovani in un momento di riflessione sull’antimafia sociale e l’impegno di volontariato e militanza sociale dei nostri campi di lavoro corleonesi.
Marco mi ha fatto prendere atto di quanto si possa fare se vi è un’alta motivazione.
Da venerdi sera la Cooperativa Lavoro e Non Solo a Trento non ha più solo Marco come riferimento ma due radicate associazioni cattoliche!
La rete sociale “si ampia e si rafforza“. La condivisione dell’impegno antimafia “si consolida“. La solitudine di lavorare nei terreni confiscati ai mafiosi a Corleone “diminuisce“!
Quando siamo meno soli siamo anche più forti e allora il coraggio di andare avanti anche controvento è più agevole!
Un saluto a tutti,
Maurizio Pascucci
Coordinatore Progetto Liberarci dalle Spine
Pubblicato il 4 Aprile 2008
in incontri.
Carissime,i,
in questi giorni siamo ospiti della Cgil Toscana, alla sua conferenza regionale d’organizzazione.
Abbiamo scelto di donare a tutti i delegati una bottiglia di passata di pomodoro. Un contributo attivo e concreto alla Cooperativa Lavoro e Non Solo di Corleone.
In quel pomodoro vi è una vitamina particolare: la vitamina L = legalità.
Sono convinto che questa vitamina sia necessaria in tutto il nostro paese, compreso la Toscana.
Anche da noi le infiltrazioni mafiose sono presenti, in alcuni casi in modo visibile in altri prevale la “foschia” o ancora peggio la “miopia”.
Avere al nostro fianco la Cgil è molto importante in quanto solo con la condivisione e l’unità delle forze possiamo fronteggiare la potenza della mafia e delle sue collusioni.
Un ringraziamento particolare a Franco, Elisa e Jalel che hanno reso possibile mantenere in questi due giorni questo stand.

Un saluto
Maurizio Pascucci
Coordinatore Progetto Liberarci dalle Spine
Pubblicato il 3 Aprile 2008
in General.
Carissime,i,
in questi giorni è stato assegnato alla Cooperativa lavoro e Non Solo un nuovo bene confiscato.
Si tratta di un agriturismo con annesso un ottimo vigneto situato alle pendici del Monte Jato nel Comune di San Cipirello.
Questo bene confiscato fu assegnato anni fa dal Consorzio Sviluppo e Legalità ad una cooperativa e ora viene riassegnato per una nuova gestione.
Ora mentre per il vigneto l’assegnazione va a potenziare la produzione di vino, vi ricordo che in questo mese arriveranno le prime bottiglie di vino prodotte dalla Cooperativa lavoro e Non Solo, per l’agriturismo è tutto una novità.
Anzi una bella novità!
Nelle prossime settimane, Calogero e gli altri soci lavoratori della Cooperativa, ci faranno avere una loro proposta di attività.
Come comprenderete è in atto un consolidamento della Cooperativa lavoro e Non Solo alla luce di nuove assegnazioni di beni confiscati.
Anche per questo necessita un reale e concreto sostegno da parte di tutti noi!
Un saluto a tutti,
Maurizio Pascucci
Coordinatore Liberarci dalle Spine
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