Stamattina il gruppo dei lavoratori si è diviso. Dodici sono andati nella vigna di Canicattì a legare le viti insieme a Piero, Bernardo, Mario, Luciano, Angelo e Salvatore della Cooperativa; gli altri sono rimasti a Corleone per sistemare “casa Provenzano” dove dormono i due nuovi arrivati, Roberto e Sally, di Banca Etica. Il lavoro è stato impegnativo per entrambe i gruppi: il primo alle prese con il caldo e le urla di Mario, il secondo con polvere e ragnatele. I ragazzi che sono andati a casa Provenzano si sono imbattuti nelle resistenze di alcuni vicini di casa che prima hanno detto che la casa era vuota, poi si sono trincerati dietro gli avvolgibili. Nel frattempo il fratello di Provenzano è uscito di casa, infatti abita di fronte alla casa confiscata, e se n’è andato in macchina. Nel pomeriggio i ragazzi del circolo Arci “Dialogos” di Corleone ci hanno accompagnato in un tour guidato di Corleone attraverso i luoghi dell’antimafia. Abbiamo visto il busto del socialista organizzatore dei contadini e poi sindaco di Corleone ad inizio novecento Bernardino Verro, posto nella villa comunale, e il luogo in cui fu ucciso; la piazza Falcone e Borsellino; la strada in cui Placido Rizzotto fu rapito; infine piazza Nascè, che un tempo era la piazza principale di Corleone, dove la mattina i contadini cercavano la giornata di lavoro e dove Rizzotto si recava per parlare con loro per spiegare che si dovevano rivolgere al collocamento. Il tour è terminato nella sede dell’Arci Dialogos. Per cena ci eravamo organizzati con il professor Finocchio (un insegnante di agraria in pensione) per mangiare lo sfincione, un’antica pizza tipica del palermitano. Così tra uno sfincioneddo, un po’ di vino della Cooperativa e una poesia del professore sul movimento contadino, la serata è scivolata molto piacevolmente.
Archivio per Giugno, 2008
Oggi la giornata si è presentata impegnativa; infatti subito dopo il risveglio, divisi in 2 gruppi si comincia a lavorare. A parte Giovanni, Eugenio e Giulio, tutto il resto va alla coop per la raccolta viveri, mentre i restanti si mettono nelle vesti di casalinghe pulendo il dormitorio.
Alla conclusione delle pulizie arriva Libero e, dopo una breve attesa, si parte per la provincia; dove arrivati in anticipo decidiamo di fare un giro per il centro storico di Pistoia.
Arrivati in provincia ci siamo aggregati col resto del gruppo, che intanto ha svolto un buon lavoro riempiendo 3 scatoloni di materiale. Dopo aver chiacchierato un po’ siamo entrati per la seduta dove ci sono stati gli interventi da parte del presidente della provincia Venturi, dell’assessore alle politiche sociali Daniela Gai, di Maurizio Pascucci e infine della nostra Maria tutti con l’intenzione di stimolare noi ragazzi nell’impegno sociale – giornaliero.
L’argomento principale e’ stata la discussione sulla futura casa del popolo nel corleonese (casa Grizzaffi) che prenderà il nome di Nino Caponnetto, marito di Elisabetta che il giorno 3 giugno inaugurerà questo nuovo circolo, con la speranza che noi giovani di Corleone possiamo rispettare questo impegno.
Alla fine della seduta tutti insieme ci siamo indirizzati verso il circolo Bonelle, dove abbiamo pranzato e dopo che il presidente Antonio lo Giudice ci ha parlato della storia del circolo “regalandoci a tutti un libro e un dvd” la parola e’ passata al Pascucci che ci ha spronati ancora una volta a metterci in gioco nella nostra società dando il meglio di noi stessi.
Non e’ certo la stanchezza a poter fermare la nostra voglia di sapere di scoprire e di analizzare degli argomenti infatti si va a Montecatini Alta a visitare quello che una volta era l’hotel Paradiso. Una struttura mai utilizzata, che essendo confiscata alla mafia e’ adesso nelle mani dello stato che non si sa se abbatterla o ristrutturarla in un eventuale riutilizzo. Dopo aver visitato l’hotel siamo scesi a valle in funivia e subito dopo ci siamo diretti a Serravalle dove abbiamo aperto lo stand. Alla fine dopo questa dura avventura siamo arrivati al dormitorio distrutti ma e’ valsa la pena.
Adesso ci facciamo tutti quanti una doccia!
Ciao a domani..
Carissimi,e,
da questa mattina abbiamo tre campi di lavoro attivi: Serravalle Pistoiese, Corleone e Melito Porto Salvo. Infatti sono in viaggio i volontari per la Calabria ed oggi si avvierà l’insediamento. Sarà Giuseppe Fanti , Presidente dell’ Arci di Reggio Calabria a coordinare con Francesco Romizi dell’Arci di Arezzo e Marzia Franci dell’Arci Valdarno questo primo campo calabrese.
Ma in questi giorni mentre i volontari toscani e gli studenti della Syracuse University of Florence a Corleone incontravano il VicePresidente della Commissione Antimafia e si dirigevano a Portella delle Ginestre.
A Serravalle Pistoiese i volontari corleonesi incontravano il Presidente della Regione Toscana, Claudio Martini, e si dirigevano a casa di Elisabetta Caponnetto per un bel saluto alla Fondazione Caponnetto.


Non poco mi sembra!!
Un saluto
Maurizio Pascucci
Coordinatore Progetto Liberarci dalle Spine
Approfittando di questa assolata domenica, alcuni dei volontari sono rimasti a Corleone per rimettersi in forze, mentre altri si sono uniti al gruppo della Syracuse University per visitare Monreale e la spiaggia di Capaci.
Così, mentre i primi gustavano cannoli ed il pranzo preparato da Piero e sua moglie, gli altri percorrevano le stradine antiche di Monreale, lo splendido chiostro della cattedrale, che mostra una fusione di stili romanici ed orientaleggianti, e la cattedrale stessa…il tutto nei venti minuti concessi dalla guida degli studenti americani (PUNTUALI, RAGAZZI, PUNTUALI!!!).
Durante il tragitto in pullman tra il paesino e la spiaggia, abbiamo intravisto, lungo l’autostrada, il luogo dove persero la vita Falcone e la sua scorta, ricordato da due enormi pilastri di un colore brillante.
La spiaggia di Capaci, affollatissima, ci ha permesso di ristorarci dopo più di una settimana di duro lavoro, sotto un sole bollente e con un mare limpido e rinfrescante, nonostante le insistenze di un bagnino che, in un primo momento, non voleva lasciarci accampare sul bagnasciuga.
Dopo essere aver salutato gli studenti americani, in partenza per Firenze, alla Stazione di Palermo, abbiamo costretto il “nostro” autista ad una pausa-gelato lungo il tragitto, prima che ci riconducesse all’adorata casa.
La sera abbiamo mangiato una pizza e siamo tornati, stanchi e felici, a casa.
Stavolta è stato Libero a farci da sorvegliante, ma non gli abbiamo dato grattacapi, massimo alle 3 eravamo tutti a dormire!
Oggi si è dormito un pò di più,sveglia alle 9e30,ma potevamo continuare benissimo dato che Marco e Maria si sono “arricampati”
alle 11:00!
Ma non li biasimo più di tanto….è più di una settimana che stanno fuori casa per stare dietro a noi e non farci mancare nulla.
Finalmente partiamo, la giornata è calda e afosa, come del resto tutte le altre passate qui.
Usciti da Pistoia, ci addentriamo nel bosco dell’Appennino Tosco-Emiliano: l’aria si fa già più fresca ed il paessaggio diventa un’immensa macchia verde.
Non abituati a questa rigogliosa vegetazione (a corleone siamo circondati dai campi di grano) rimaniamo stupiti, ci fermiamo a Molino Del Pallone vicino ad un torrente.
Non ci facciamo pregare più di tanto e ci buttiamo subito….l’acqua è gelata!!
Ci sentiamo i piedi atrofizzati,ma non ci badiamo, il divertimento è tanto quando si sta tutti insieme.
Neanche l’acquazzone del pomerigio riesce a rovinare la nostra euforia e completamente fradici ci siamo messi dentro il furgone…povero Marco!!
Adesso siamo qui allo stand….la gente sembra apprezzare i nostri prodotti e ci fanno gli auguri per la nostra causa.
Stasera si esibirà il comico Paolo Rossi così tra una vendita e l’altra ci faremo quattro risate!
Sveglia alle cinque, è buio. Ci prepariamo e partiamo per Canicattì anche con gli studenti americani. Lì lavoriamo le vigne e ci pare molto tranquillo rispetto a zappare, il tempo passa velocemente tra una chiacchiera e l’altra. Ma un acquazzone ci coglie all’improvviso e noi straniti perché è da 3 mesi che non piove in questa terra iniziamo a ballare sotto la pioggia. Sensazione bellissima buttandosi e affondando in monticelli di grano.
Pranzo veloce a base di panini e poi a casa per incontrare il vice presidente della commissione anti mafia Lumìa. Prima dell’incontro tutti a pulire da capo a fondo la casa per dare un’impressine di grande pulizia ed igiene.
Il parlamentare Lumìa ha spiegato, a noi ed ai ragazzi americani, quali siano i campi in cui la mafia è più attiva, in Italia ed all’estero, e quali siano, a suo parere, i mezzi per contrastarla.
La conferenza è durata più di due ore, duranti le quali, Lumìa ha risposto alle nostre domande, dimostrando con quanto coraggio, un politico condannato a morte da Cosa Nostra, porti avanti il proprio Credo.
Oggi molti di noi sono rimasti a casa, una parte per cucinare un’altra per attaccare le etichette ed inscatolare i prodotti della cooperativa. Gli altri zappavano le piantine di pomodori aiutati però anche dagli studenti della Syracuse University of Florence, che già dall’anno scorso partecipano a quest’esperienza formativa e culturale per qualche giorno.
Dopo una serie di gavettonate per il lavaggio dei piatti, siamo andati a Portella della Ginestra.
Il paesaggio appena arrivati ci carica di una certa una emozione, le montagne ci circondano e noi ci troviamo esattamente qusi oppressi in una conca ed è così più facile rivivere dai racconti dei sopravvissuti alla strage quei terribili momenti. Tre dolci vecchietti ci raccontano infatti del bandito Salvatore Giuliano che esortato dal ministro Scelba organizzò una dura repressione contro i contadini che manifestavano e festeggiavano in estrema povertà il primo maggio 1947. Gli occhi di questi sopravvissuti, nel rivivere i tragici momenti, diventano lucidi ma trovano anche la forza di comunicarci il bisogno di cambiamento, per una pace che sia solida. E non dimenticano di esortarci allo studio come unica arma per combattere questo mondo dilaniato da guerre e povertà.
Noi li ascoltiamo quasi a bocca aperta e li sentiamo vicini, e nell’ascoltarli, anche noi ci emozioniamo.
Abbandoniamo Portella della Ginestra quasi al tramonto e la luce è molto suggestiva, così torniamo a casa con qualche pensiero in più. Ma la chiave di casa non si sa come non apre e siamo costretti ad aspettare che Salvatore ci venga in aiuto. Stanchi morti mangiamo, poi alcuni escono per sentire il concerto degli Sugarfree in piazza Falcone e Borsellino, altri rimangono a chiacchierare, cantare e giocare a carte.
Siamo al quarto giorno, vero? Si ,è difficile dirlo perche dal rapporto creatosi si potrebbe pensare ad una conoscenza iniziata da tempo, e quindi l’affiatamento e la voglia di stare insieme che cresce quotidianamente fa sì che i giorni sembrano poche ore.
Finalmente siamo riusciti a trascorrere un vera notte dormendo piu di 2 ore. Al risveglio, più riposati del solito, dopo la “ ‘olazione” abbiamo iniziato una nuova avventura.
Il nostro compito era far conoscere ai clienti della COOP PISTOIA e non solo, l’iniziativa “Liberarci dalle spine” a spronarli a donare viveri per i volontari dei campi di lavoro in Sicilia.
Cosi mentre il cassiere puntava la Silvia, Andrea fissava il cassiere con aria minacciosa siamo riusciti a riempire circa 5 scatole. E dopo una mattinata trascorsa a inseguire gente che molto spesso vedendoci accelerava il passo, la fame cominciava a farsi sentire cosi abbiamo raggiunto il circolo parrocchiale “Oscar Romero”. Con la bocca ancora piena abbiamo ascoltato la storia di questo circolo diversa dagli altri, infatti questo circolo non è un vero e proprio circolo ARCI, bensì un circolo parrocchiale che opera in stretta collaborazione con l’ARCI provinciale, in questo circolo molto caratteristico non solo si impegnano nel sociale ma questo è uno dei pochi che si impegna anche nel campo dell’informazione.
Qui inoltre troviamo la figura di Don Paolo, responsabile del circolo e sacerdote della parrocchia, se cosi si può dire, infatti, lui è davvero particolare quanto il circolo, in quanto è di posizioni politiche ben diverse dagli altri suoi “colleghi”.
Abbiamo visto per 2 volte il film “il filo rosso”, tra la commozione di Maria che guardandolo ripercorreva una storia che lei conosceva bene e che, in parte, ha vissuto in prima persona.
Alla fine della giornata, dopo essere tornati qualche attimo al dormitorio, mentre altri vendevano i biglietti della lotteria, una sorpresa è arrivata: un’altra ragazza di Corleone che alcuni conoscono bene, Daniela. Non vediamo l’ora che si ambienti e che insieme possiamo imparare nel miglior modo possibile, tutto il necessario per cambiare le cose in Sicilia.
Carissime,i,
Serravalle Pistoiese: ha preso il via il Festival della Cgil e lo stand Liberarci dalle Spine è già attivo (vedete foto), alcuni volontari corleonesi si sono distribuiti nelle varie attività.
Questa mattina la loro presenza sarà alla Coop di Pistoia per la raccolta viveri per i campi di lavoro siciliani.
Diego Ciulli scrive ai volontari che lavorano nei terreni confiscati alla mafia
Ecco anche l’invito ad una cena promosso dal Comune di Monteroni d’Arbia.
E’ un evento tradizionale che ogni anno viene fatto nel centro storico.
Saranno presenti oltre 700 cittadini; quest’anno il Sindaco ha voluto caratterizzare questa cena con il ricordo e l’impegno per superare lo status del bene confiscato, la Fattoria di Suvignano, il più rilevante bene confiscato della Toscana: “Suvignano: rilancio per dimenticare la Mafia”. Da molti anni questa fattoria era sotto sequestro, tra l’altro ben tenuta, nei confronti del mafioso Vincenzo Piazza appartenente al Clan dell’ Uditore di Palermo. L’anno scorso alla Festa dell’Unità di Piana degli Albanesi un giudice si avvicina a me, Calogero e al VicePresidente della Commissione Antimafia Giuseppe Lumia e ci dice:
“Dopo molti anni abbiamo proceduto alla confisca di una fattoria nella Provincia di Siena; ora spetta a voi toscani dimostrare e praticare un percorso attivo di riutilizzo sociale.”
La notizia mi colpì molto. Al ritorno in Toscana, insieme al Presidente dell’Arci di Siena, mi recai dal Sindaco di Monteroni d’Arbia. Notai subito la volontà e l’impegno di volercela fare; anzi qualcosa di più: Jacopo (il sindaco) mi ascoltò attentamente e poi disse: “Bene ora fatemi fare il Sindaco“.
Non sempre anche tanti bravi amministratori si fanno carico fino in fondo di impegni così rilevanti, a volte prevale tecnicismo e omertà velata.
Con il Sindaco ci sentiamo da mesi e condividiamo il percorso, nel quale è stato coinvolto attivamente anche l’Arci di Siena e Regionale.
Però ad oggi l’assegnazione del bene confiscato non è avvenuta!
Bene ha fatto a mettere al centro questo argomento, vi è la necessità di una comunità locale consapevole e attiva nel riutilizzo di un bene confiscato così rilevante.
Intanto questa sera oltre alla cena, alla proiezione del video edito dalla Mediateca Regionale “il viaggio della Vitamina L”, la distribuzione dei diari fotografici faremo anche un brindisi particolare: infatti lo faremo con il vino della Cooperativa Lavoro e Non Solo che proviene dal vigneto confiscato alla mafia di Canicattì. In questo caso questa piccola cooperativa è riuscita a dimostrare che lo Stato si può ben rappresentare e si può vincere. In quel vigneto a Canicattì prima vi erano i mafiosi, poi una vigna secca, dopodichè l’espianto e il reimpianto, l’anno scorso la prima vendemmia, ora il primo vino.
Tanto sudore e impegno (molti volontari toscani hanno condiviso quelle fatiche) ma oggi quel vino è testimone di un riutilizzo sociale avvenuto. E’ testimone che l’impegno e la volontà di Pio La Torre, deputato del PCI , che propose una legge per la confisca dei beni ai mafiosi e per questo fu ucciso insieme a Rosario Di Salvo il 30 aprile 1982, oggi in quella vigna è giunto al termine!!
Come vedete questo movimento di antimafia sociale Toscana – Sicilia si sta ben integrando impegnandosi da ambo le parti in modo paritario e con profonde riflessioni!
Un saluto
Maurizio Pascucci
Coordinatore Progetto Liberarci dalle Spine
Siamo in pochi e ciò fa sì che il circolo Arci Corleone Dialogos non è presente come noi vorremmo a questi campi “Liberarci dalle spine 2008”, ma quel che si può lo si fa con grande piacere e con il cuore.
Martedi sera siamo andati con i ragazzi del servizio civile del progetto “La memoria costruisce il futuro” e credo che i ragazzi toscani che vengono a lavorare nei terreni confiscati alla mafia stanno costruendo il loro e il nostro futuro, un futuro dove la forza sta nell’antimafia, quindi davvero attinente al progetto. Il circolo si è impegnato a fare, per questi campi, proiezione di film e documentari sulla mafia che possano far capire ai ragazzi attraverso le immagini cosa è stata e cosa è la mafia.
Ieri sera abbiamo portato l’interessante e a tratti commuovente documentario “In un altro paese” che partendo dalle stragi del 1992 ripercorrono la guerra di mafia e il maxi processo. Alla fine del documentario c’è stato un applauso spontaneo segno che il documentario è sembrato loro interessante e penso e spero sia servito a rendere questi campi ancora più interessanti e fonte di esperienza.
Io ho avuto modo di presentare il circolo dicendo che ci occupiamo principalmente di informazione e ho detto che probabilmente ci rivedremo in questi giorni per il giro turistico responsabile sull’antimafia di Corleone o se ci riusciamo faremo venire un giornalista conoscitore della mafia.
Insomma anche se già partiti la macchina per i campi è attiva anche in itinere e anche se davvero con poche forze Dialogos c’è e ci vuole essere per dire grazie a questi ragazzi che vengono a Corleone per farci sentire un po’ meno soli. E’ sempre emozionante vedere questi giovanissimi ragazzi, tra cui la maggior parte ragazze, che hanno negli occhi la voglia di cambiare questa società e questa nostra Sicilia. A
llora perché non crederci anche noi?
Giuseppe Crapisi
ARCI Dialogos
















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