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Archivio per 19 Giugno 2008

Corleone ti entra nel cuore

Sole. Fatica. Lavoro. Terreni. Campi. Oro. Non bastano le parole.
Crisi. Non lo devi più fare.
Pensieri confusi, percorsi inattesi.
Vita, lenta, violenta, vorace. Voglia di vita vera, onesta, intensa.. mai gridata.
Rispetto, coraggio, rispetto.  Di una storia millenaria solitaria. Ti avvinghia una sensazione di vertigine. 
Sono arrivata.  In un luogo abbracciato da tempo, dalla storia, dal rispetto, dall’onore. Tradizione. Vita, incensante, dolorosa, faticosa , VITA.  “Io ci tengo alla vita degli altri”. Dono, lotta, fatica, ogni giorno, ma è dura. E’ un macigno. Solitudine. Crisi. Morte. Sangue. Massacri. 
“Qua ci ammazzano”.  “Non ci possono ammazzare tutti”. Unione. Rete. Solidarietà. Responsabilità.
LAVORO, Insieme, per gli altri, salario, gioia. NON SOLO, anche vita, custodia, fratello.  Emozione condivisa, emozione densa, tagliente, stringente. Tempo. Ci vuole tempo. Per  pensare, realizzare, metabolizzare. Entrare in un mondo nuovo, incredibile, diverso.  A volte perso. Che però t’incatena, ti abbraccia, sincero, tenero e forte. Forza. Speranza. Cambiamento. Crescita. Nostra. Loro. “Abbiamo sbagliato, abbiamo sbagliato noi”. Capire. Un passo alla volta. Cadere, per rialzarsi ancora, e ancora una volta. Ricevo. Tanto. Grazie. Davvero. Alla prossima!

Le emozioni e i pensieri vorticano nella mia mente. Non so darvi una rappresentazione razionale di questi  cinque giorni di campo di lavoro. Noi?? No, non possiamo capire e mettere a fuoco fino in fondo. Ma possiamo viverlo, sentirlo. questo è possibile grazie alle persone di questa terra, vere, genuine, non ingenue. Grazie davvero a tutti i ragazzi della Cooperativa Lavoro e Non solo che tutti i giorni, senza proclami, bandiere e striscioni, fanno ANTIMAFIA con il coraggio di vivere. E un grazie di cuore ai miei cinque compagni  di viaggio per aver reso speciale questa prima esperienza.

Cristina Masturzo

Questa è la mia seconda volta sui campi della lavorativa Lavoro e Non Solo.
Non poco è cambiato dallo scorso anno. Ci sono dei ragazzi in più nella cooperativa, ragazzi giovani che cresceranno nel valore dell’antimafia. Ci sono due nuovi locali affidati alla cooperativa, locali espropriati ai clan mafiosi e adibiti ad accogliere i ragazzi dei campi di lavoro. Ci sono già le viti da potare sui filari che abbiamo allestito lo scorso anno. Nel nostro stesso campo, ci sono due ragazze nuove, da Padova, le notizie del cuore buono di Corleone, quello che non ci sta, quello che dice no, arriveranno sino al Veneto stavolta. C’è tanta aria di casa ormai qui in paese. ma questo c’era già l’anno scorso: bastano pochi giorni e Corleone ti entra nel cuore.
Jessica Pecchioli

Lavorare la “terra”. Per me non è un lavoro qualunque. E’ stato il primo lavoro estivo a 16 anni.
Oggi lavorare la terra di Sicilia, insieme ai ragazzi della Lavoro e Non Solo, ha un significato tutto diverso. Per me allora significava guadagnare un po’ di soldi per comprare i libri di scuola e fare qualche giorno di vacanza, oggi per la Sicilia e per i ragazzi della Cooperativa questo lavoro e questa terra hanno il sapore del riscatto, della rivincita, della dignità ritrovata, della Legalità, della Giustizia.
Accompagnarli anche se per poco, troppo poco, ha trasmesso anche a me questo sapore, grazie ai loro sorrisi timidi e alla voglia di condividere la straordinaria semplicità di una giornata di lavoro. Queste terre sono una piccola goccia ma molto rumorosa nel mare di una Sicilia che nel profondo ha voglia di cambiamento. Ora ritorno a casa piena di sensazioni, volti, ricordi, sorrisi, pensieri. Ritorno a casa sapendo che è un arrivederci. a presto.
Susi  Baraldi


Il campo di quest’anno ci ha riservato nuovi incontri e ha rinsaldato rapporti con persone conosciute l’anno scorso. L’aspetto della relazione con i lavoratori della cooperativa ha assunto per me quest’anno un ruolo predominante riguardo alla mia presenza a Corleone.
L’anno scorso la molla era stata l’idea di lavorare su terreni espropriati alla mafia, ma visto che si era instaurato u bellissimo rapporto con i soci della cooperativa, quest’anno non vedevo l’ora di passare del tempo con loro. E’ sorprendente quello che si riesce ad ottenere da questi ragazzi, gli ultimi arrivati i primo giorno dimostravano una timidezza disarmante, ma forti dell’esperienza passata cercando gli argomenti giusti e soprattutto facendoli sentire partecipi di questa esperienza di scambio tra noi, adesso ho fatto breccia. Vivere con questi ragazzi in questa campagna cosi diversa che sono abituata ad avere intorno è un’esperienza rigenerante. Il rapporto che si riesce ad instaurare senza sovrastrutture, semplice e diretto  è anche un modo per riscoprire le piccole gioie derivanti da un sorriso che non  ti aspetti, o dal ritmo della vita senza ansie. Sono sicura che già domenica  a Firenze mi mancheranno.
Grazie a tutti: Mario detto Mariuccio, Franco detto Afra’, Angelo, Bernardo, Calogero, Gino, Piero, Luciano, Salvatore F., Salvatore C., Salvatore L., Giuseppe M., Giuseppe B. Mimmo, Antonino.
Selene Pecchioli

Si dice che il dialetto di questa terra parli “al passato” perché i siciliani non vogliono cambiare nulla del proprio presente. non ci avevo fatto  caso. Mi ha colpito questa frase. Ci ho riflettuto e sono giunta a questa conclusione: siamo onesti con noi stessi, le cose non cambiano se tutti noi in questo paese e non solo i siciliani non le vogliamo cambiare. Non si cambia quando non si conoscono alternative, non si cambia quando non si intravedono opportunità. Loro, i soci, dimostrano che la voglia di cambiamento la nutrono, si sente dalle loro parole, dai loro sguardi, dal loro lavoro quotidiano. Loro la voglia di cambiamento la tirano fuori ogni giorno.
E’ passato poco tempo e la conoscenza tra noi e loro si è trasformata in legame. Le domande sono diventate dialoghi di scambio, c’è un confronto continuo. Si parla di prossimi incontro, occasioni da non perdere per sentirci vicini e mantenere viva questa energia straordinaria.
Non possiamo lasciare la responsabilità del miglioramento di questa terra solo a questa gente. Questa iniziativa dei campi di lavoro è sacrosanta per questo territorio, ma non ci dimentichiamo che, se vogliamo davvero un cambiamento seppur lento, dobbiamo sentirci responsabili tutti nel promuoverlo tutto l’anno anche da casa nostra.
Matilde Strippini

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