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Archivio per Giugno, 2008 Pagina 2 di 4



I volontari si scambiano tra Sicilia e Toscana

Carissime,i,
da oggi lo scambio di volontari tra Sicilia e Toscana è attivo!

Sono 26 i volontari (23 toscani e 3 extra toscana) presenti a Corleone e 8 i volontari di Corleone presenti a Serravalle Pistoiese alla Festa Insieme della CGIL.
Da Corleone buone notizie con i primi contatti per la partita di calcetto, l’incontro con i giornalisti (francesi) la visita a Cinisi alla casa di Peppino Impastato, le prime stanchezze ma anche bellissime immagini di ragazze e ragazzi sui terreni con le zappe tra le loro braccia.

Immagini che comunicano tante cose: giustizia, legalità e memoria.
S
i: anche memoria; memoria di tanti semplici contadini siciliani che furono in tanti casi sfruttati e altri casi arrestati e uccisi perchè volevano lavorare le terre incolte dei latifondisti siciliani  protetti dai mafiosi collusi con alcuni politici.
Oggi quelle stesse terre sono libere, la Cooperativa Lavoro e Non Solo è un autentico erede di quel movimento contadino, la presenza dei nostri ragazzi,e è un segno di reale conquista sociale  ed anche espressione di una volontà concreta di non dimenticare l’impegno sindacale di tanti braccianti, capi lega delle Camere del Lavoro siciliane.
Anche per questo riescono a svegliarsi la mattina presto, prendere le zappe e lavorare sotto il sole: vi sono valori e motivazioni forti di impegno sociale!

Al Circolo Arci di Ceriglio (PT) via alla prima cena della legalità, 97 persone,  del campo di lavoro previsto a Serravalle Pistoiese alla Festa Incontri della CGIL. E’ una serata importante: vengono consegnate le bottiglie di vino ai cittadini, circoli e parrocchie che hanno aderito alla Campagna Adotta una Vite; sono 26 nella Provincia di Pistoia.
Vi è anche la presenza degli 8 volontari siciliani, 6 di Corleone e 2 di Marineo, venuti in Toscana per socializzare, conoscere e imparare: al loro ritorno il via all’impegno sociale. Hanno tre possibilità: la Cooperativa lavoro e Non Solo, il nuovo Circolo o la Camera del Lavoro; intanto decidono di farsi una bellissima foto con uno striscione in partenza per Corleone che mi è stato consegnato nel pomeriggio dalla CGIL Toscana: “Insieme con Liberarci dalle Spine”.
I ragazzi Corleonesi e pistoiesi mi chiedono di poterlo tenere per i primi tre giorni a Serravalle e poi via a Corleone!  non posso dire di no! A volte anche i simboli, le immagini, le bandiere contribuiscono a creare identità!

Nel pomeriggio mi telefona Livia, una volontaria in partenza nel campo di lavoro di agosto, mi comunica che si trova in Germania e alla Radio di Stato hanno sentito un servizio giornalistico sul Progetto Liberarci dalle Spine a Corleone. Ma come è possibile? Poi ricordo che nella nostra rete sociale vi è anche una giornalista tedesca che vive a Firenze e che l’anno scorso è venuta una settimana con noi a Corleone, forse l’effetto della Vitamina L è ancora attivo!

Dimenticavo: dal diario di Corleone emerge “il compleanno di Valentina , compie 15 anni” mi immagino il canto degli auguri e l’applauso.
C’è festa in Via Crispi, nel centro storico di Corleone, in un bene confiscato alla famiglia Riina, vi posso assicurare che anche questo è antimafia sociale!! non mediatica ma vera!

Maurizio Pascucci

Coordinatore Progetto Liberarci dalle Spine

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La voglia di fare muove le montagne

E un altro giorno è cominciato, almeno credo, dopo la notte insonne è davvero difficile dire se quel fantastico giorno è davvero finito. Stamattina stanchi e assonnati, abbiamo fatto la nostra prima colazione siciliani e toscani tutti insieme, e sembra proprio che il gruppo si stia, pian piano affiatando.

Dopo la colazione il nostro obbiettivo era arrivare entro le 9.30 a Serravalle per aiutare nell’allestimento della festa della CGIL, tuttavia un piccolo imprevisto (diciamo pure che il pulmino ci ha fatto un due di picche) ci ha colti di sorpresa, ma non alla sprovvista. Siamo ragazzi, ma siamo pieni di iniziativa e di voglia di fare, e così ci siamo organizzati e dopo un po’ di strada a piedi e un po’ in bus siamo arrivati lì, pronti a darci da fare, e a renderci utili.
Dopo aver “lavorato” ognuno in campi differenti, ci siamo recati al circolo Bugiani, e lì, altro pranzo squisito, una storia di circolo diversa eppure simile a quella del circolo del giorno prima. Una cosa accomuna tutti i circoli: il volontariato, la voglia di fare, quel sentimento che muove anche le montagne. Dopo un dibattito, movimentato e pieno di confronti, abbiamo però abbandonato a malincuore il circolo per tornare agli alloggi per prepararci alla serata. Infatti le nostre giornate sono piene di appuntamenti da rispettare, e in ognuno di questi, pensiamo e speriamo di imparare qualcosa di utile, per aggiungere un tassello che completi man mano la nostra esperienza nella “realtà  Toscana”.
L’inaugurazione dei campi di lavoro è stata organizzata dal circolo di Cireglio e noi da bravi volontari ci siamo subito operati per dare una mano, apparecchiando la tavola, addobbando la sala, in modo che tutto fosse pronto per l’arrivo degli ospiti. Durante la cena, dopo esserci rifocillati un po’, abbiamo venduto alcuni biglietti della lotteria che serviranno a finanziare i campi di lavoro, poi sono state consegnate le bottiglie di vino a quelle persone che avevano aderito all’iniziativa “Adotta una vite” a sostegno della cooperativa lavoro e non solo.

Ora che la serata è finita, ora che questo nuovo giorno è giunto al termine, andiamo a dormire (forse) con una nuova speranza nel cuore, che le cose in Sicilia possono, anzi DEVONO, cambiare.

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Cambiare si può, si deve

Stamattina i volontari si sono svegliati alle sei, come ormai d’abitudine, per recarsi al Drago; qui hanno continuato l’estirpazione delle erbacce e la raccolta dei sassi che sono presenti su tutta la superficie del campo.
La giornata è stata più calda del solito e per questo il lavoro è stato svolto con più lentezza.
Il pomeriggio è stato dedicato alla visita della casa di Peppino Impastato a Cinisi, improntata sia da un breve incontro con Salvo Vitale, amico e collaboratore di Peppino nel progetto “radio aut”, che dal conteggio dei cento passi, i quali rappresentano la distanza tra la casa stessa e l’abitazione di Tano Badalamenti.
In seguito a problemi di percorso sulla strada verso casa, la cena è stata abbastanza misera e la proiezione del documentario proposto da un gruppo di volontari appartenenti all’Arci di Corleone è stata disastrosamente ritardata.
Nonostante la forte stanchezza, tutti coloro che erano stoicamente rimasti svegli hanno seguito con attenzione il documentario proposto sulla storia della mafia a Palermo, dal secondo dopoguerra ai giorni nostri.
Una frase che ci ha particolarmente colpiti è stata:
“la situazione siciliana potrà cambiare solo quando tutti capiranno che la mafia non è un fenomeno di sviluppo antropologico impossibile da combattere, ma una situazione che può essere sconfitta se le istituzioni si impegneranno nella giustizia”.

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Da Corleone a Pistoia: eccoci!

Traumatico! Quale se non questo il miglior aggettivo per descrivere il viaggio di noi giovani Corleonesi per Pistoia?
Forse, mentre sempre più imprevisti si mostravano ai nostri occhi abbiamo pensato che non avremmo mai più sostenuto simili pene per arrivare qui, ma ora, solo dopo un giorno di permanenza qui, possiamo dire serenamente che lo rifaremmo molto volentieri.
Siamo arrivati qui stanchi e sporchi e siamo stati accolti calorosamente. Eh si, si parla molto dell’accoglienza di noi siciliani ma, diamo a Cesare quel che è di Cesare, neanche i Toscani sono da meno. Subito ci hanno portato ai nostri alloggi, per farci posare lì i bagagli.
Non c’è dubbio, un impatto meraviglioso, si preannuncia un’avventura fantastica. Infine, dopo aver gustato uno dei pranzi migliori della nostra vita (forse era la troppa fame, ma era comunque davvero squisito) finalmente siamo potuti andare a lavarci, a toglierci di dosso quel sudore di cui il viaggio in treno ci aveva intriso.
Dopo pranzo abbiamo parlato con Libero e con gli altri organizzatori di quello che faremo qui, e tra tutte le attività è da considerare importante anche quella di tenere un nostro diario di viaggio. Eh si, se davvero vogliamo trasmettere agli altri l’entusiasmo e la vitalità con cui stiamo affrontando questa esperienza non basta raccontarla dopo che l’abbiamo vissuta, ma dobbiamo mettere per iscritto le nostre sensazioni e le nostre emozioni giorno dopo giorno e ora dopo ora.

 I ragazzi di Corleone a Pistoia


Qui non si finisce mai di imparare, è questo si è mostrato sempre più chiaro quando la sera siamo andati a cenare al circolo arci Ho Chi Minh, lì dopo cena abbiamo avuto l’opportunità di parlare con i responsabili del circolo che ci hanno fatto vedere sotto una luce diversa l’immagine e il ruolo di un circolo arci, anche se sappiamo che la “realtà Toscana” è molto diversa dalla “realtà Siciliana”, ma loro, questi fantastici ragazzi ci hanno detto di non arrenderci mai, ci hanno detto che l’unica cosa importante è rimboccarci le maniche e darci da fare, ed è proprio quello che abbiamo intenzione di fare in questi giorni che trascorreremo qui…

I volontari del campo pistoiese

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Arrivano i corleonesi in Toscana

Carissime,i,

Ieri mattina in otto per l’avvio del terzo campo di lavoro sono arrivati non dei volontari toscani a Corleone ma dei giovani Corleonesi in Toscana!!
Il campo di lavoro si farà a Serravalle Pistoiese presso il Festival della CGIL Incontri.
Tra gli obiettivi quello di un percorso di formazione per poi sostenere e condividere l’impegno di antimafia sociale della Cooperativa Lavoro e Non Solo e della Camera del Lavoro di Corleone!
E poi cominciamo a chiarire anche in Toscana un fatto: a Corleone ci sono anche dei giovani impegnati contro la mafia!
Un saluto
Maurizio Pascucci
Coordinatore Progetto Liberarci dalle Spine

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Corleone by night

Ore 1:46, Corleone by night, ci ritroviamo in pochi sopravvissuti sul balcone che si affaccia davanti alla nostra pulitissima cucina, a scrivere il diario di oggi.
La giornata è stata intensa, come tutte quelle che stiamo passando qui da quando siamo arrivati.
Mentre due ragazze sono andate a Milazzo a prendere la spesa per la cooperativa e quattro di noi sono rimasti a pulire la casa, molto provata dalla sporcizia lasciata in giro dopo la giornata al mare, gli altri volontari sono tornati al Drago a lavorare nel campo dei pomodori.
Piero e Salvatore si sono congratulati con tutti noi per la velocità con cui abbiamo imparato ad eseguire le loro essenziali istruzioni e per questo siamo stati premiati con un po’ di riposo all’ombra dei pochi alberi presenti intorno al campo.
Oggi è stata una giornata importante anche perché un gruppo di giornalisti della tv francese M6 sono venuti a trovarci per vedere da vicino il lavoro che stiamo svolgendo qui. E gli abbiamo cantato la nuova hit: “vola, vola, l’elicotteroo!ecc.”
Parte del pomeriggio è stata dedicata ai giochi di carte, guidati dal torneo texano al quale ha partecipato  l’affezionatissimo Piero, che tutte le mattine si sveglia alle tre per seguire i tornei di poker online americano.
Verso sera dei volontari si sono recati al campo di calcetto dove hanno avuto i primi contatti con i ragazzi di Corleone. Alla fine del match sia dei ragazzi che avevano seguito la partita, sia dei loschi figuri incontrati lungo la strada verso casa hanno insistito in modo particolarmente accanito di voler organizzare delle partite con noi.
Dopo cena siamo andati a vedere lo spettacolo di cabaret in piazza, luogo di ritrovo di tutti gli abitanti di Corleone ed è stato bello ricevere i primi sorrisi, mentre cantavamo in coro le canzoni proposte.
Prima di andare a dormire abbiamo mangiato il buonissimo tiramisù preparato in onore di Valentina, che oggi compiva 15 anni.

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Sole, mare e calcio: una giornata di sano relax

Essendo domenica, i volontari si sono recati ad una meritata giornata di mare, sulle belle spiagge di Balestrate. Dopo un viaggio più o meno traumatico su strade assai accidentate, i suddetti sono giunti a destinazione a mezzogiorno e si sono dedicati ad una sana giornata di divertimento: chi giocava a pallone, chi preferiva la tintarella, chi preferiva abbrustolirsi.
Nonostante il grande affollamento, le spiagge ci hanno offerto un quadro delle coste siciliane: il mare azzurro, gli scogli, la sabbia dorata, il sole caldissimo e luminoso.
Al ritorno abbiamo mangiato una pizza guardando la partita, insieme ad alcuni soci della cooperativa, tra cui Salvatore, che ci ha guidati nel nostro tifo per la nazionale (e non).
E’ stato bello sentirsi vicini nel tifo, davanti allo schermo ed ai rigori, insieme alle altre persone che avevano cenato nel locale.  

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Perché Banca Etica?

Carissime,i,
Chissà qualcuno potrà pensare che a Corleone  in Via Crispi è stata inagurata una filiale di una nuova banca. Altri possono pensare che vi è uno sponsor di Liberarci dalle Spine e che ci ha richiesto visibilità pubblicitaria. Non è così!

Le bandiere di Banca Etica al balcone della casa di Riina 


La Banca Etica Popolare fa parte del nostro progetto in quanto da anni è l’istituto di credito che ha creduto alla progettualità di riutilizzo sociale dei beni confiscati. Ha fatto credito senza garanzie ipotecarie ma valutando e condividendo un progetto concreto elaborato e sottoposto dalla Cooperativa Lavoro e Non Solo.
Ecco il perchè delle bandiere, ecco il perchè del suo logo su molti prodotti alimentari.
Quest’anno la scelta di essere presenti con ben 13 dipendenti ai campi di lavoro, non nel loro tempo libero ma in un persorso formativo riconosciuto dalla Banca. Un modo per intraprendere elementi di eticità, grazie alla Vitamina L, per poi poterla praticare al meglio presso il loro lavoro negli sportelli e uffici.
Noi siamo molto felici di tutto questo, è una grande responsabilità che avvertiamo sulle nostre spalle.
A me piace ricordare il viaggio che il Vicedirettore della Banca Etica Gabriele Giuglietti insieme a Pino Di Francesco fecero anni fa in questi territori, ben narrato nel libro “Come quei lampadieri”, e anche la presenza del Presidente della Fondazione Banca Etica, Ugo Biggeri, che con i suoi due figli venne a condividere le fatiche dello smontaggio di un campo,  il ruolo di coordianmento di Matilde Strippini e Alessandro Celoni e il reale e concreto  sostegno dell’evento Terra Futura e della rivista Valori.
Tutto questo non è riconducibile ad una sponsorizzazione ma alla condivisione di un percorso di legalità della nostra vita quotidiana.
Quindi quelle bandiere gialle e blu le vedrete in molte immagini fotografiche e video di questi 5 mesi. Hanno il pieno diritto di esserci.

La loro visibilità segnala che anche gli istituti di credito possono fare cose utili per la legalità e le possono fare non soltando erogando contributi.
Per tutti noi è anche un modo ma essere fedeli all’impegno assunto dal nostro Presidente dell’Arci Tom Benettollo, scomparso dalla vita terrena ben 4 anni fa ma ancora molto presente nei nostri cuori, nei nostri pensieri e nel nostro agire quotidiano. Anni fa lui volle la presenza dell’Arci nella costruzione della Cooperativa “Verso la Banca Etica Popolare”, in certi momenti impose questa scelta con le sue solite telefonate o poche parole verbali. Ricordo una riunione dove molti dirigenti dell’Arci definivano questa scelta bella ma non praticabile troppo utopica.
Tom, con la sua freddezza rispose, “spesso l’utopia contribuisce a costruire e rafforzare un’identità e un’associazione senza identità cessa di vivere. per questo vale la pena di condividere con altri questo viaggio ricco di utopia nella finanza etica e sociale”.
Oggi le tessere Arci hanno la loro circolazione attraverso la Banca Etica Popolare, molti circoli, case del popolo, comitati territoriali, singoli dirigenti, sono soci.
Quelle bandiere , in via Crispi a Corleone, in una proprietà confisca dallo Stato alla famiglia Riina e oggi base logistica del progetto Liberarci dalle Spine e sede della Cooperativa lavoro e Non Solo, hanno la loro dignità, segnalano un’utopia che si è potuta trasformare in concretezza.
Anche queste storie faranno parte del momento di testimonianza e studio che i volontari dedicheranno nei loro pomeriggi.
Storie e episodi poco conosciuti ma ricchi di fascino e di grande impegno sociale.

Un saluto a tutti,e,
Maurizio Pascucci

Coordinatore Progetto Liberarci dalle Spine

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Quello che si può dire e quello che si può fare

Durante la prima mattina di lavoro, ciò che colpisce di più (a parte il caldo) è l’incredibile tonalità dei colori della campagna siciliana.
Tutto ciò che si vede, in Sicilia, è di un colore definito, quasi immutabile, il cielo, i campi di grano,  la terra, le persone che si muovono in lontananza, tutto sembra immobile ed eterno.

 

Dopo una traumatica sveglia alle ore 6:00, gli sbandatissimi volontari si sono recati, dopo un accidentato tragitto in pulmino, al podere di Drago, dove hanno zappato, piantato pomodori e rimosso pietre (enormi pietre), trattando i pomodori come bambini.
Nonostante la pelle traslucida ed i muscoli atrofizzati, i volontari sono giunti, più o meno incolumi, alla fine della giornata ed a quello che doveva essere il loro compito.
Tra pomeriggio e sera, i volontari hanno assistito ad una festa folkloristica svoltasi nella piazza principale di Corleone, ed infine hanno cercato di convincere l’organizzatore a farli ballare, fallendo miseramente. 

Un episodio che ci ha colpiti molto è avvenuto durante il viaggio da Firenze e Palermo. Io ed il mio amico avevamo voglia di una sigaretta e si discuteva se fumarla nella zona che divide la carrozze (dove è vietato fumare, e dove precedentemente alcune persone fumavano), o “rintanarci” in bagno. Mentre si parlava, un ragazzo poco più grande di noi ci stava ascoltando:
-         Siete di Firenze, vero?- con accento siciliano, il tono era malinconico, quasi rassegnato.
-         Ragazzi, fate che cazzo volete; questo è il treno dell’illegalità: qui non siete più a Firenze.
Ha tirato fuori l’accendino e ci ha acceso la sigaretta.

Ci ha inoltre colpito particolarmente ciò che è avvenuto allo spettacolo dei ragazzi delle medie che si è svolto nella Villa: attratti dal dolce suono di un flautino ci siamo avvicinati e abbiamo riconosciuto un’importante canzone antimafia dei Modena City Ramblers: “I Cento Passi”. Ci ha toccato profondamente sentire cantare, cantare noi stessi e vedere cantare persino dal pubblico questa canzone, proprio a Corleone, centro principale di Cosa Nostra, nella stessa terra di Peppino Impastato, 30 anni dopo la sua morte. Evidentemente certe cose si possono dire e altre no.

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20 giugno 2008: primo grande giorno a Corleone

Un gruppo di volontari arriva alla stazione di Palermo dopo ben 15 ore di treno, abbastanza stravolti dalla nottata in cuccetta, ma contenti di essere finalmente in questa terra fertile e assolata.
Siamo accolti dal tipico calore siculo delle ragazze e di un ragazzo palermitani, muniti di telecamera e macchina fotografica, fondatori del circolo ARCI di Palermo “La fabbrica dei bottoni”.
A Corleone siamo accolti dai soci lavoratori, da altri volontari già presenti che domani partiranno e dal bellissimo presidente della cooperativa “Lavoro e non solo” Calogero Parisi, che nel tardo pomeriggio, dopo l’arrivo di altri 7 volontari, ci introduce il progetto dei campi. Ci pare già di conoscerci da un bel po’, risate e chiacchiere ci accompagnano nei preparativi per la cena.
Dopo mangiato ci intratteniamo con partitine di “dubito” (carte). Ormai sfiniti e stanchi, ci trasciniamo a letto, consapevoli –o forse no- ma soprattutto entusiasti di ciò che ci porterà il domani.

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