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Archivio per Agosto, 2008

Oggi non lavoro, oggi non mi vesto, vado al mare e ci resto!

Partenza ore 9.00…dopo un interminabile viaggio in furgone e raggiunti livelli insopportabili di afa,arriviamo finalmente al mare di Balestrate.

Mario ci dà il via per andare in spiaggia e noi ai suoi ordini ci dirigiamo verso le onde cristalline.

Dopo due ore di sguazzo, pranziamo a panini nella pineta,sfondo anche del pomeriggio passato a cantare e suonare chitarre, partite di lupus e meritato riposo.

Ma purtroppo il rientro è stato anticipato per permettere la partecipazione dei ragazzi alla processione della “Madonna della Rrroccca”. Solo tre ore la durata dell’imponente manifestazione paesana, al termine delle quali le tonsille di tutti erano KO.

In queste stupende condizioni ci dirigiamo verso la pizzeria dove ci attende una fantastica serata, all’insegna del buon cibo, del ballo e del karaoke!

 

Martina, Francesca, Giulia, Miriam, Giulia (Olivia), Malvina, Giulia

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Di chi sono le cooperative?

Carissime,i,
vi invio le immagini che narrano l’impegno della giornata.
Due sono stati momenti più rilevanti della giornata: la raccolta delle mandorle nel bene confiscato alla famiglia Liggio (quindi anche per quest’anno avremo le mandorle) e l’incontro con il referente di LegaCoop Sicilia, Filippo Parrino.
L'incontro con Parrino, Randazzo e Calogero Parisi

L'incontro con Parrino, Randazzo e Calogero Parisi

Questo mi permette di precisare una inesattezza che spesso vedo scritta su molti giornali o raccontata verbalmente e che comunque è luogo comune nonostante non risponda a verità. Alla domanda “di chi sono le cooperative?” sento dire e vedo scritto “la cooperativa di………(associazioni, sindacati)”.
Non è così!
Le cooperative sono dei loro soci e in particolare dei soci lavoratori e di quelli consumatori! 
Arriverà il giorno in cui questa verità sarà scritta sui giornali o citata dai leader dell’antimafia? 
Intanto iniziamo noi a dirlo.
La verità rende giusta la storia, il presente e l’orizzonte del futuro!
Un saluto
Maurizio Pascucci
Coordinatore Progetto Liberarci dalle Spine
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La sveglia in fiamme e anche l’uliveto purtroppo

Un solo grido un solo allarme, la sveglia in fiamme!

Inizia così una nuova giornata al campo di lavoro, colazioniamo tutti insieme, e ci dividiamo nei furgoni per le varie attività: etichettare e zappare.

Gli zappatori si dirigono verso Roccamena dove li attende un campo di ulivi. Bernardo e Salvatore ci dicono che il campo potrebbe essere stato bruciato. Infatti, arrivati sul posto troviamo l’uliveto bruciato, i due soci ci spiegano che l’incendio non è doloso ma che si possa essere sviluppato dalla diffusione di un incendio in un altro campo. Cambiamento di programma: il gruppo si dirige verso la vigna di Malvello per ripulire i filari dall’erbacce.

Gli etichettatori, invece, appena arrivati al magazzino di Franco si dispongono a catena di montaggio: ad ognuno il suo compito per ottimizzare così il tempo, infarinare, pulire, etichettare, datare per poi inscatolare i barattoli tutto a ritmo dei nostri canti!

Tra una nota e l’altra finiamo velocemente il lavoro.

 

Ore 17.00 inizia il memorabile incontro: i ragazzi del DSM (Dipartimento di Salute Mentale) contro noi volontari.

Tra gli spalti campeggia lo striscione “liberarci dalle spine” e la curva impazza sotto di esso, incoraggiando i giocatori tra passaggi e risate. 

L’incontro finisce senza vincitori nè vinti.

Alle 18.30 il gruppo scout si allontana dal campo per partecipare e animare la messa in una delle cento chiese di Corleone.

 

Dopo cena tutti in villa

E per chi non dorme camomilla.

Martina,Francesca,Giulia,Miriam,Giulia (Olivia),Malvina,Giulia

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Aggiornamenti

Carissime,i,
vi invio le notizie dal campo di lavoro di Corleone.
Allego le foto
- della Santa Messa celebrata in una delle 100 chiese di Corleone da Don Fabio, coordinatore del gruppo parrocchiale che ha terminato il progetto;
- l’arrivo del gruppo Agesci di Pontedera
- l’evento in favore del Giudice Caponnetto e il giornalista Fava con la presenza di Anna Bucca (Presidente Arci Sicilia) e Luciano Silvestri (presidente onorario della Fondazione Caponnetto già Segretario Regionale della Cgil).
 
Questa sera vi sarà anche un appuntamento toscano presso la “Cava” di Grosseto dove presso il Festival Altrabanda promossa dall’Arci di Grosseto verrà presentata la mostra fotografica “Liberarci dalle Spine” edita da Unicoop Tirreno, Arci e Cgil oltre alla presentazione del libro “Come quei lampadieri” di Francesca Balestri che narra la storia della Cooperativa Lavoro e Non Solo. 
Un saluto 
Maurizio Pascucci
Coordinatore Progetto Liberarci dalle Spine
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“Lavoro e non solo” vista da più vicino

Drin drin drin drin: sveglie volano giù dalla finestra a casa Provenzano e a casa Grizzaffi. E’ l’ottavo giorno e sono le 6.30 del mattino. Con faccia stravolta i volontari consumano una frugale colazione.
Lasciati i ragazzi del turno cucina tra pentole e scodelle (sicuramente anche stavolta sapranno dare spazio alla loro creatività preparando dei deliziosi manicaretti), il resto del gruppo si è diretto al mandorleto che si trova su un appezzamento di terreno sequestrato al boss Luciano Liggio. Le mandorle raccolte sono state portate al magazzino, private del mallo e sistemate nei sacchi.


Successivamente,tornati a casa,abbiamo consumato il pranzo preparato dalla apposita pattuglia e dopo un meritato sonnellino pomeridiano ci siamo diretti al salone dove ci aspettavano il presidente di lega coop Sicilia Filippo Parrino, il responsabile del centro di salute mentale di Corleone Antonino Randazzo e Calogero Parisi presidente della cooperativa.
Grazie a quest’incontro abbiamo acquisito una maggiore consapevolezza del rapporto che intercorre tra la “Lavoro e non solo” (che è una cooperativa di tipo b) e il centro di salute mentale di Corleone; i nostri ospiti ci hanno infatti raccontato come è nato il progetto portato avanti dalla cooperativa.
La conclusione dell’incontro è stata molto dolce infatti ci siamo avventati su i dolci che ci sono stati offerti e che hanno portato a qualcuno qualche piccolo inconveniente. Dopo cena c’è chi si è dato alla tentacolare notte di Corleone chi invece, stanche le membra, tra le candide braccia di Morfeo ha trovato rifugio.

 

Giulio, Lorenzo, Grazia

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Come possiamo chiamare i ragazzi che lavorano per Liberarci dalle spiene?

Carissime,i,

vi invio il diario che Dario e Luana mi hanno fatto pervenire.

Inoltre allego alcune foto di questi giorni: la visita a Portella delle Ginestre insieme a Luciano Silvestri Presidente Onorario della Fondazione Caponnetto e Daniela Cappelli della Segreteria Regionale dell Cgil.

 

Lavoro, testimonianza e aggregazione: tre momenti concreti e reali del Progetto Liberarci dalle Spine.

 

Nei tanti incontri pubblici in molti mi chiedono se è un’attività di volontariato? Sarebbe riduttivo definirli così!

Ma come si possono chiamare?

 

Io una definizione ce l’avrei ma se l’annuncio vengo subito individuato come un nostalgico.
Allora mi piacerebbe che questa riflessione si sviluppasse tra i tanti giovani che hanno partecipato a questo nostro progetto. 

Un saluto, 

Maurizio Pascucci

Coordinatore Progetto Liberarci dalle Spine

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Una settimana fra fatica e pazzia

Stamattina la sveglia ha suonato alle 6 e mezza, per una colazione molto più silenziosa del solito… non abbiamo mai visto il salone così vuoto prima di partire! Abbiamo raggiunto il campo di pomodori che con grande soddisfazione abbiamo finito di coltivare e ci siamo voltati indietro per vedere il lavoro di un’intera settimana passata tra la fatica e la pazzia! Intanto un paio di ragazzi hanno  accompagnato alcuni soci a vendere le bottiglie di passata ai privati corleonesi.

Subito dopo pranzo, verso le due e mezzo ecco arrivare i furgoni: gli scout di Pontedera con un giorno di ritardo reduci da un esodo alquanto traumatico ci hanno raggiunto in casa Riina. Subito accolti dal nostro gruppo che già da una settimana sta prendendo parte ai campi di lavoro: la casa si è riempita nuovamente di ragazzi, di tante braccia fresche, cervelli ancora lucidi e tante storie da conoscere!!! Dopo le presentazioni e una lauta dose di pane e nutella i ragazzi hanno raggiunto casa Provenzano dove si sono alleggeriti dalle tante ore di viaggio (e dai tanti chili di lezzo!). Insieme agli scout è arrivata anche Roberta di Banca Etica. ci siamo ritrovati poi alle cinque nel salone del secondo piano per una breve ulteriore presentazione, aspettando l’arrivo degli ospiti del pomeriggio. Finalmente arrivano Anna Bucca e Luciano Silvestri, rispettivamente presidente dell’Arci Sicilia e presidente dell’associazione Caponnetto. Anna ci ha raccontato la storia della cooperativa e quella del giornalista Pippo Fava, personaggio protagonista di questi campi di lavoro insieme a Peppino Impastato, mentre il presidente Silvestri ci ha descritto l’importanza del ruolo assunto da Antonio Caponnetto e ci ha letto una lettera del magistrato in seguito alla scomparsa di Paolo Borsellino. Dopo le nostre domande e un intervento di Maurizio Pascucci… Si mangiaaa! Più tardi il gruppo scout è uscito per il centro corleonese e successivamente è stato raggiunto da una parte di noi, poi a letto presto per il loro primo giorno d lavoro!

Francesca, Lorenzo e Martina

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Viaggi, visite e calcetto

 Carissime,i,
oggi è stata una giornata molto intensa.
Questa mattina sono tornato a Corleone con partenza volo Firenze - Palermo alle ore 6,45 in quanto da ieri sera vi sono due graditi ospiti: Luciano Silvestri, Presidente Onorario della Fondazione Caponnetto, e Daniela Cappelli della Segreteria Regionale della Cgil.
Alle ore 9,30 riesco ad arrivare a Corleone.
Visita con loro dei terreni confiscati alla mafia e saluto ai volontari.
Alle ore 12 verifica intermedia e saluto al gruppo parrocchiale di Badia a Ripoli che è in partenza per il suo ritorno a Firenze.
Domani arriveranno 18 nuovi volontari dell’Agesci di Pontedera insieme ad una dipendente della Banca Etica Popolare.
Oggi pomeriggio la visita a Portella della Ginestra con le testimonianze dei tre sopravvissuti e del compagno Petrotta e dove Daniela Cappelli ha dato il saluto della Cgil Toscana.
Vi invio le foto relative alla partita di calcetto coordinati da Dario e Luana oramai divenuti i portavoce del campo di lavoro Liberarci dalle Spine. 

Un saluto 
Maurizio Pascucci
Coordinatore Progetto Liberarci dalle Spine

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Le cose da salvaguardare a tutti i costi

Burububbububuru…la sveglia…e subito il delirio!! Inizia un’altra mattinata di pomodoroso lavoro, anche se dimezzati: i ragazzi del gruppo parrocchiale di Firenze, infatti, devono preparare i bagagli e ripulire casa Provenzano prima di pranzo; ci sono tra noi due turisti provenienti da Parma, Marina e Andrea, pronti a darci una mano per alcuni giorni.
Nonostante l’esiguo numero di volontari e soci della cooperativa, stamattina riusciamo a raggiungere la quota di ben 140 cassette!! Probabilmente il risultato è dovuto al sollievo provato ritornando ai nostri amati pomodori, dopo la faticosa vendemmia di ieri.
Una volta tornati alla casa, il panico!! Le valigie dei volontari in partenza sono il primo particolare che notiamo. Un leggero velo di tristezza scende su tutti noi. Poiché i ragazzi alle due e mezzo devono prendere l’autobus che da Corleone raggiunge Palermo, decidiamo di fare per prima cosa la verifica intermedia, per chi rimane, finale per gli altri, e poi pranzo!!
Punto dolente: la doccia deve aspettare… -.-“ …il momento del confronto si denota come costruttivo, vengono ascoltati tutti i vari interventi, mentre l’ora X si avvicina inesorabilmente. Un pranzo veloce e…i saluti. Come è ovvio alla fine di una settimana trascorsa insieme la malinconia è d’obbligo, anche se condita dall’allegria dei ricordi di questi fantastici giorni. Alcuni volontari accompagnano il gruppo parrocchiale alla fermata dell’autobus per un ultimo struggente saluto; la piazza di Corleone, così, si riempie di cori da stadio su Firenze, la solidarietà e il campo.

Come sempre, due ore di meritato riposo. Dopo di che partiamo nuovamente insieme ad Andrea, un ragazzo corleonese che passa molto tempo con noi: destinazione Portella della Ginestra. Una volta arrivati lì, incontriamo due sopravvissuti alla strage del primo maggio 1947 che ci raccontano, oltre alla giornata terribilmente indimenticabile che hanno vissuto, vari aneddoti ed episodi della propria vita.
Una frase che mi è rimasta dentro è il riassunto di ciò che dobbiamo salvaguardare a tutti i costi: Repubblica, Costituzione, Libertà e Istruzione. Alcuni di noi si sono, giustamente, commossi.
In seguito, nonostante il freddo, le irrinunciabili foto ricordo anche perché il paesaggio è semplicemente stupendo, con le nuvole che passano velocemente togliendo ad intermittenza la vista della montagna. Lo stomaco brontola, è ora di tornare a casa.

 

Aurora (con la “gentile” partecipazione di Livia)

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La vendemmia

Sveglia alle 5:00, per riuscire a prepararci e fare colazione entro le 6:00, in modo da essere sui campi di Canicattì non troppo tardi. Quello che ci attende, infatti, non è la “normale” raccolta di pomodori ma la vendemmia di un ettaro di chardonnay.

Il viaggio non è iniziato nel migliore dei modi, perché a causa di qualche ritardo tecnico non siamo partiti prima delle 7 e sui campi siamo arrivati alle 10:00.

Faceva molto caldo, vendemmiare fino alle 16:30 è stato massacrante, alcuni di noi però trovavano anche il tempo di cantare. Antimafia: non solo fatica e impegno ma anche svago e, perché no, divertimento.

Il nostro pranzo è stato veloce ma molto buono….avevamo pizze e panini per onnivori, vegetariani e vegani!!! :)

Alle 2:00 di pomeriggio è stato davvero duro ma la soddisfazione di aver vendemmiato 50 quintali quintali di uva a 21,20 gradi ha ripagato tutti i nostri sforzi… Parola di Calogero.

E’ stato molto emozionante tornare a lavorare sul campo che era completamente diverso da quello di barbatelle legate, zappate e curate due anni fa. Il vigneto giovane e un po’ sfortunato di qualche tempo fa è adesso un bellissimo campo verde con delle piante di vite grandi e forti. Dal punto di vista oggettivo è solo un vigneto che cresce grazie alla cura di esperti contadini, ma è impressionante trovarsi di fronte all’evidenza che il terreno che aveva alimentato la subcultura del servilismo e della violenza, e che i tempi lunghi della burocrazia per l’assegnazione aveva reso apparentemente irrecuperabile, sia adesso percorso da lavoratori e volontari e produca, anno dopo anno, il vino che tutti possiamo portare sulla nostra tavola. I frutti e i sapori dell’antimafia sociale, del lavoro e della lotta!

La sera ci attende un interessante incontro con Sarina Ingrassia del Centro Sociale “Il Quartiere” di Monreale, che è la dimostrazione vivente di come le metodologie di intervento basate sul sociale e culturale insieme, siano lo strumento più efficace per combattere, oltre che la mafia, la “mafiosità”.

All’incontro e alla cena hanno partecipato due amici dell’Arci di Parma che domani mattina verranno sui campi e ci aiuteranno nella preparazione del pranzo.

Luana e Dario

 

 

 

 

 

 

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