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Archivio per Novembre, 2008

I prodotti della coop. Lavoro e non solo: la pubblicità che ci piace

Carissime,i,

la campagna di sostegno alla Cooperativa Lavoro e Non Solo sta andando molto bene!!

Il merito maggiore di questo successo è dovuto alla  straordinaria ricchezza della rete sociale costruita e consolidata in questi anni. 

Ora si tratta di dare un colpo finale alla promozione e vendita dei prodotti provenienti dai terreni confiscati ai mafiosi a Corleone, Monreale e Canicattì. 

In questi giorni tutta la merce è pervenuta in Toscana, si tratta adesso di concludere questa straordinaria attività di partecipazione popolare e di antimafia sociale.

Pertanto vi invito a pensare di provvedere ad ulteriori ordini.

Mille grazie ,

Maurizio Pascucci

Coordinatore Progetto Liberarci dalle Spine

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Street legal

Carissime,i,
siete tutti invitati a partecipare a “Street legal”.
Ci vediamo
Un saluto
Maurizio Pascucci
Coordinatore Progetto Liberarci dalle Spine
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I prodotti di “Lavoro e non solo”: la pubblicità che ci piace

Carissime,i,

vi invio due foto e il listino dei prodotti della Cooperativa Lavoro e Non Solo.

Un modo semplice ma concreto per sostenere la Cooperativa è ora quello di promuovere e incentivare all’acquisto di questi prodotti provenienti dai terreni confiscati alla mafia.

Un saluto 

Maurizio Pascucci

Esecutivo Arci Toscana

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Cittadinanza onoraria ai Corleonesi con la C maiuscola!

Giovedì mattina nella sede della Cooperativa Lavoro e non solo, ex bene confiscato ai nipoti di Riina, a Corleone c’è stato il riconoscimento da parte del Comune di Corleone dell’importanza per il nostro paese del progetto Liberarci dalle Spine e del lavoro fatto in questi anni dai soci della Cooperativa e dall’Arci nel restituire alla collettività i terreni e gli immobili che, qualche anno fa, erano in mano alle famiglie mafiose dei Riina, Provenzano e Brusca. Infatti, il Sindaco Iannazzo ha dato la cittadinanza onoraria a Calogero Parisi Presidente della Cooperativa Lavoro e non solo e a Maurizio Pascucci dell’Arci Toscana e coordinatore del progetto.
Ma non ci si è limitati a questo, infatti, cittadinanza onoraria a tutti i giovani che in questi quattro anni hanno partecipato ai campi di Liberarci dalle Spine. Per l’evento eccezionale c’erano molti assessori e anche il Presidente del Consiglio Comunale che ha voluto ringraziare i ragazzi presenti perché hanno insegnato ai giovani corleonesi come si combatte la mafia. Poi il Sindaco prima di dare formalmente la cittadinanza onoraria ha voluto fare un intervento: “Pascucci e Parisi possono essere considerati corleonesi con la C maiuscola. Abbiamo voluto dare la cittadinanza a loro, su proposta del Consigliere Paternostro, perché sono stati un esempio sul riutilizzo dei beni confiscati”. Ha voluto ringraziare i ragazzi volontari che vengono a Corleone per dare una mano ai soci, mentre potrebbero andare in vacanza. “I ragazzi non solo aiutano nei campi ma ci aiutano a portare fuori una Corleone aperta”. Si è voluto ringraziarli facendoli diventare cittadini di Corleone.


Calogero Parisi ha detto che come Presidente e come uomo è un bel giorno, ha ringraziato l’amministrazione comunale per essere vicina  a loro, però il ringraziamento più sentito l’ha fatto ai soci della cooperativa. Pascucci invece ha detto che le motivazioni di questo progetto è stata la voglia di cambiamento e la casa che era di un mafioso oggi è la sede della cooperativa dove sono venuti tanti giovani che hanno acquisito tanta esperienza e tanta serenità perché hanno scoperto che a Corleone ci sono i mafiosi ma anche chi vuole combattere la mafia.
Un saluto anche dalla professoressa Patrizia Peccianti dell’Istituto d’arte di Siena che con i suoi studenti sono a Corleone per l’ultimo campo. Infine la studentessa Francesca Focarelli ha spiegato il senso delle opere artistiche realizzate proprio da loro studenti per donarli alla cooperativa e abbellire quest’ostello che ospiterà tanti altri giovani nei prossimi anni.
I corleonesi aumentano e per una volta l’Italia non dovrà temere di questo fatto perché stavolta esportiamo esperienza sul riutilizzo dei beni confiscati, sulla lotta alla mafia, sulla socializzazione e sul riscatto di un territorio conosciuto solo per la mafia.

 

Giuseppe Crapisi

www.corleonedialogos.it

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Pino Masciari: un morto che cammina

“Ogni persona che viene a conoscenza della mia storia, mi allunga la vita di un giorno”

Giuseppe Masciari è un imprenditore edile calabrese, nato a Catanzaro nel 1959, sottoposto a programma speciale di protezione dal 18 ottobre 1997, insieme a sua moglie (medico odontoiatra) e ai loro due bambini.  
Pino ha denunciato la ‘ndrangheta e le sue collusioni con il mondo della politica.
La criminalità organizzata ha distrutto le sue imprese di costruzioni edili, bloccandone le attività sia nelle opere pubbliche che nel settore privato, rallentando le pratiche nella pubblica amministrazione dove essa è infiltrata, intralciando i rapporti con le banche con cui operava. Tutto ciò dal giorno in cui ha detto basta alle pressioni mafiose dei politici ed al racket della ‘ndrangheta.  
Il sei per cento ai politici e il tre per cento ai mafiosi, ma anche angherie, assunzioni pilotate, forniture di materiali e di manodopera imposta da qualche capo-cosca o da qualche amministratore, nonché costruzioni di fabbricati e di uffici senza percepire alcun compenso, regali di appartamenti, e acquisto di autovetture: questo fu il prezzo che si rifiutò di pagare.
Fu allontanato dalla sua terra per l’imminente pericolo di vita a cui si è trovato esposto lui e la sua famiglia.  
Da allora sono trascorsi undici lunghi anni.  
Undici anni vissuti “da deportato” in una località protetta, senza alcuna speciale protezione, senza alcun cambiamento di identità, senza alcuna possibilità di lavoro, nè per lui, nè per sua moglie e con l’esilio perpetuo dalla sua terra a seguito della delibera della Commissione Centrale del Ministero dell’Interno del 28 luglio 2004, che così decide: “ritenuto che sussistono gravi ed attuali profili di rischio che non consentono di poter autorizzare il ritorno del Masciari e del suo nucleo familiare nella località d’origine”.  
E’ iniziato un calvario, un vivere senza più dignità e senza diritti.  
Nei processi istruiti grazie alle sue denunce, è stato accompagnato con macchine con la targa recante le generalità della località protetta, spesso attraverso viaggi al limite dell’umano. Alle volte, in aula, è stato fatto sedere accanto ai suoi stessi aguzzini.  
I giudizi dei Tribunali e le sentenze rilevano che “le dichiarazioni del Masciari sono da sole idonee a fondare un giudizio di gravità indiziaria ed evidenziano l’elevata attendibilità del dichiarante il quale si è determinato a riferire intorno alle vicissitudini al prezzo di un totale sconvolgimento della propria esistenza posto che, a seguito delle accuse mosse, è stato sottoposto allo speciale programma di protezione” ( Nota della Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro del 14 ottobre 2000). E così sono fioccate le condanne, nei confronti di esponenti delle famiglie ‘ndranghetiste più potenti e pericolose, ma anche nei confronti di un giudice Consigliere di Stato.  

Attualmente Pino Masciari si trova, senza scorta e senza alcuna garanzia di sicurezza per sè e per i suoi famigliari e chiede il ripristino dei suoi diritti. Lo sancisce la legge.

Per sostenere Pino è stato creato un gruppo su Facebook, il più grande social network al mondo: Amici di Pino Masciari

 

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Ultimo giorno di carovana

Ultimo giorno di carovana, dopo 10 tappe, viaggi per tutta la Toscana, incontri e tante emozioni arriviamo alla fine. Oggi chiudiamo la carovana ad Arezzo, non a caso scelta come tappa finale,è sicuramente una delle più significative.

La mattina siamo al Cinema Corso per un incontro con 300 studenti dell’Istituto Superiore “Pier della Francesca”, con noi abbiamo un ospite speciale, Rita Borsellino che insieme ad altri importanti relatori ha parlato ai ragazzi dello spinoso tema “mafia e politica”. Rita è stata accolta da tutti i ragazzi con molta partecipazione e, come sempre, è riuscita ad interagire con loro! La mattinata è stata ricca di interventi, infatti erano presenti esponenti dell’Arci, di Libera, delle istituzioni aretine e della Cgil. Decisamente una bella assemblea, dove tutti hanno potuto esprimere il loro punto di vista per coinvolgere i ragazzi!

Dopo l’incontro con gli studenti ci aspettava una visita molto importante, tappa ormai fissa di ogni Carovana. Stavolta però resa più significativa dalle circostanze degli ultimi giorni. Il programma è stato deciso da tempo, la Carovana si sarebbe conclusa a Villa Wanda, dove vive Licio Gelli.

Ogni anno la carovana decide di passare dal luogo simbolo della “storia nera” italiana, simbolo dell’attacco alla Costituzione, che la loggia massonica P2 ha rappresentato per il nostro paese.

Alla luce dei fatti avvenuti proprio qualche giorno fa, la tappa ha assunto un significato ancora più importante, spesso si tende a dimenticare, ma noi saremmo andati comunque.

Rita Borsellino ci ha accompagnato in questa avventura, ponendo l’attenzione su quello che sta accadendo, non può passare inosservato!

Davanti ai maestosi cancelli della casa abbiamo letto dei brani di alcuni libri che trattano proprio la storia della P2, degli intrecci tra mafia e P2 e del golpe a rallentatore progettato da Gelli.

I libri li abbiamo lasciati li, la verità c’è ed è stata scritta, c’è un’altra parte che va conosciuta e non dimenticata. Insieme ai testi abbiamo lasciato un pacco con i prodotti della Cooperativa Lavoro e non Solo e una bandiera dell’Arci.

 

La notizia della nostra presenza è finita su tutti i giornali, siamo stati i primi a protestare per quello che in questi giorni sta accadendo con il ritorno di Gelli a vita pubblica, che non sembra suscitare molte reazioni. Chissà se qualcuno è realmente rimasto scandalizzato…

Nel pomeriggio abbiamo allestito il tavolo con i prodotti all’Ipercoop di Arezzo per poi dirigergi verso la cena conclusiva della carovana, presso il Centro di aggregazione sociale di Sansepolcro, dove ad aspettarci c’erano duecento persone. In questa occasione è tornato con noi Federico Gelli, Vice presidente della Regione Toscana, per presentare il suo libro “La legge e il sorriso”.

Qui abbiamo concluso la Carovana Antimafie Toscana 2008, cosa posso dire….ancora è presto per rendersene conto.

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La carovana a San Casciano, Capraia a Limite

La sveglia questa mattina suona più tardi, finalmente ci riposiamo un po’ di più. Alle nove siamo comunque in marcia, dopo la colazione a Prato partiamo per San Casciano, ci fermiamo a sistemare i pulmini, dopo dieci giorni di carovana dobbiamo fare un po’ di pulizie!

Arrivati a San Casciano ci dirigiamo verso la Romola, un paesino lì vicino, ci aspetta un incontro molto importante per noi! Andiamo al cimitero con la famiglia Nencioni per far visita e rendere omaggio alle vittime delle strage di via dei Georgofili. Ogni anno la Carovana ricorda le vittime proprio nella famosa via di Firenze, ma non eravamo mai venuti qua, non è un evento mediatico, vogliamo solo far visita al cimitero, semplicemente.

Tutti insieme, in corteo andiamo in una piazza del paese dove è stato realizzato un monumento in ricordo delle vittime, una di queste, Nadia Nencioni, la più grande delle bambine, aveva nove anni, nadiapochi giorni prima della strage aveva scritto una poesia ritrovata nel suo quaderno di scuola.

La poesia, scritta proprio nella calligrafia da bimba è raffigurata nel monumento, una fontana molto bella, realizzata dalla scuola edile e da un artista che ha disegnato i mosaici.

Il nonno ci spiega il significato del monumento, “Il Tramonto”, il ricordo è la cosa più importante…

L’emozione è tanta, non è uno dei soliti incontri che facciamo, è molto più importante e personale, ed è un onore che la famiglia lo voglia condividere con noi!

Andiamo poi a pranzo alla casa del popolo di Chiesanova, dove un sacco di persone ci aspettano per il pranzo, allestiamo come al solito il nostro banchino e inizia il pranzo!

Fino alle quattro non ci siamo alzati dal tavolo…oggi è domenica, ci riposiamo un pò, il panorama qui è bellissimo e abbiamo un po’ di tempo per fare una piccola deviazione a Greve in Chianti, un aperitivo e siamo gia pronti per la cena! Ci hanno invitato alla Pizzeria della vitamina L a Limite sull’Arno, una pizzeria nata proprio in seguito al progetto Liberarci dalle Spine.

Qui abbiamo anche un nuovo ospite, anzi due, Francesca e Luca, li abbiamo invitati perché ci devono presentare una canzone scritta proprio per noi!! Per la prima volta la sentiamo dal vivo, Francesca fa emozionare anche noi, si sente che ha scritto questa canzone con il cuore, noi non possiamo fare altro che ringraziarla…

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Prato, Vernio, Sesto Fiorentino: ancora tappe della carovana

Stamattina possiamo dormire un po’ di più, date le abitudini di questi giorni, alzarsi alle otto sembra un privilegio incredibile! Dopo la colazione, partiamo per Prato, dove ci attende Ettore Nespoli per portarci al Tribunale, dove rendiamo omaggio, insieme alle forze dell’ordine e alle Istituzioni, alla memoria di Falcone e Borsellino con una  corona di fiori posta nell’albero che li ricorda nel piazzale antistante il Tribunale di Prato.

Ci rimettiamo subito in viaggio verso Vernio, un paese al confine tra la Toscana e l’Emilia, diventato famoso in seguito alla strage del rapido 904, avvenuta nel 1984,strage simbolo dell’unione di mafia, camorra e terrorismo. La presenza del sindaco, Paolo Lecconi, di Eleonora Maffei, Prefetto di Prato e di Alfio Foti, fondatore della carovana antimafie, rendono la celebrazione presso la galleria di Vernio, un vero momento di riflessione per tutte le vittime rimaste uccise quel giorno.

Per pranzo veniamo ospitati dal Circolo ARCI Stella Rossa di San Quirico di Vernio, dove i cuochi ci fanno assaggiare tantissime specialità fatte in casa. All’interno del circolo c’è anche una radio, Radio Insieme, che oggi presenta la Carovana durante la sua programmazione radiofonica.

Non abbiamo molto tempo per rilassarci dopo il delizioso pranzo, ci dobbiamo rimettere nei pulmini perché la tappa che ci sta aspettando è sicuramente una delle più difficili.

Abbiamo un appuntamento con i ragazzi di Arciragazzi Firenze davanti a Ikea a Osmannoro, ci aspettano con il loro ludobus! La missione non è semplice, oggi, a differenze delle altre volte andiamo in un luogo in cui non ci stanno aspettando, le reazioni possono essere di vario tipo e noi dobbiamo preparaci a tutto soprattutto essere cauti. Il luogo di destinazione è a pochi metri dal punto di incontro, i capannoni proprio accanto a Ikea, dove intere famiglie di Cinesi lavorano. Il nostro arrivo non è previsto, decidiamo di iniziare con calma, il nostro scopo è uno solo, fare giocare i bambini. Il diritto al gioco è troppo importante!

Entriamo nel piazzale dei capannoni con i nostri furgoni, fuori ci sono solo pochi bambini e un gran via vai di gente. Basta però iniziare a gonfiare palloncini di varie forme perché si apra uno scenario assolutamente inaspettato. I volontari di Arciragazzi, in pochi minuti vengono letteralmente assaliti dai bambini che vogliono i palloncini. L’emozione è indescrivibile, vedere così tanti bambini che pian piano escono, ci corrono incontro ridendo spensieratamente con lo sguardo pieno di felicità anche solo per un palloncino ci fa sinceramente commuovere. Rimaniamo tutti estasiati da questa scena e in pochissimi minuti il piazzale si è riempito di bambini che saltavano e giocavano!

Siamo anche entrati nei capannoni, una sorta di enormi stanze divise in piccoli box, ognuno appartenente ad una famiglia diversa, dove si fanno a macchina e a mano, borse e cinture. Ogni box è ben diviso dagli altri, come la merce che ognuno espone. Lo sguardo iniziale è incredulo, quasi surreale, ti devi quasi voltare indietro e guardare fuori per renderti conto dove sei. Sei a nemmeno 100 metri da uno dei posti più conosciuti di Firenze.

Non ci credi e continui a camminare avanti per capire, per assimilare quello che vedi, ma non è facile! Se pensi ad un rumore, è sicuramente quello delle macchine da cucire, se pensi ad un colore è il grigio.

Entriamo con i palloncini per regalarli ai bambini, non ci guardano con diffidenza, anche i genitori sono contenti che facciamo divertire i loro figli. Una bambina si avvicina e mi chiede come mi chiamo, parliamo un po’, si allontana e torna con un disegno per me, ci aveva scritto “Per Elisa”…non è stato facile trattenere l’emozione!Alcuni ci hanno offerto anche i classici “ravioli” cinesi che stavano mangiando per merenda!!!

Fuori i nostri amici dell’Arciragazzi organizzano dei giochi che subito fanno impazzire tutti i bambini, giochiamo tutti insieme, loro saltano e ridono e noi ci sentiamo il cuore che si riempie di felicità!Quando si è fatta l’ora di andare via non volevano lasciarci andare, ci hanno fatto promettere che saremmo tornati…una promessa è una promessa, noi la manterremo!!

Dobbiamo ringraziare i ragazzi di Arciragazzi che sono stati preziosi per questa avventura, senza di loro non sarebbe stato così bello probabilmente. Sono stati davvero bravi e hanno avuto tanta pazienza, un ringraziamento è dovuto e davvero sentito!!

Non è facile andare via, ci salutano fino al cancello e noi proseguiamo il nostro viaggio. Torniamo verso Prato, alla Chiesa della Resurrezione con Don Marco Natali dell’Associazione Ezechiele 37 e  Alfio Foti.

Don Marco ci racconta l’Associazione, che si occupa di assistenza ai collaboratori di giustizia che spesso e volentieri sono abbandonati dallo Stato. Loro li aiutano in tutte le difficoltà quotidiane che possono incontrare che, da quanto ci ha detto, non sono poche come si può immaginare.

L’impegno di questa associazione va avanti da tanti anni e per noi è importante condividere questo impegno con loro. L’incontro in Chiesa è significativo e importante!!

Per cena rimaniamo proprio li con loro!!

Non è tardi e decidiamo a questo punto di fare un giro per la città, siamo stanchi, ma abbiano voglia di uscire un po’! Ettore ci fa da cicerone per la città e ci porta ad una sala da the in centro…ottimo modo per finire una giornata dura, e poi dopo tutti i pranzi e le cene un po’ di depurazione ci deve pur volere!!!

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