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Archivio per Settembre, 2010

Arrivati al decimo giorno di campo

Corleone, 30 Settembre 2010.

Due giorni di diario non scritti non corrispondono a due giorni non vissuti, ma anzi, proprio per il fatto di vivere pienamente le giornate, ci siamo scordati totalmente un mezzo usuale come il computer,  e ci siamo buttati, in ogni senso, qualcuno ha ancora pezzi di terriccio, semi di pomodoro ovunque, e per ovunque chiederemmo il garbo di non chiedere specificazioni. Ovviamente c’è stato necessario anche un assestamento del cambio della guardia, gente che va e gente che viene, che fatica a ricordarsi i nomi, possibile che ci siano ancora tre Marco?

In questi due giorni non scritti: la raccolta dei pomodori, una gita alla torre Saracena, una partita di calcio con i ragazzi corleonesi e la processione di S. Michele con gran finale esplosivo con i fuochi di artificio.

E siamo arrivati al decimo giorno di campo con nuove potenti e fresche braccia pistoiesi che hanno aggiunto energia al gruppo.

La giornata è iniziata con la solita sveglia all’alba e dopo una ricca colazione siamo partiti per il lavoro.

Organizzati in “scatizzolatori” e “raccoglitori” abbiamo riempito uno “sbotto” di casse di pomodori rossi, sugosi e profumati. La selezione è stata naturale perché quelli marci sono divenuti munizioni da lanciare in una guerra all’ultimo sugo.

Pomeriggio passato all’insegna del riposo e dello svago in attesa dell’arrivo del Dott. Carmelo Galliano che ci ha parlato dell’impegno della cooperativa “Lavoro e Non Solo” relativamente all’inserimento lavorativo delle persone con disagio psichiatrico.

In Casa Caponnetto oggi la diversità si toccava con mano: tossicodipendenti, pregiudicati, matti, poliziotti, pensionati, ma sicuramente TUTTI NON MAFIOSI.

La sera dopo cena buona parte del gruppo ha percorso con Davide, ragazzo corleonese che fa il servizio civile presso l’ARCI in Cooperativa, le strade e i luoghi di Corleone segnati dalla memoria di Placido Rizzotto.

E finalmente si va a nanna.


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Ancora notizie

Carissime, i,

continuano ad arrivarci notizie dei volontari pistoiesi presenti a Corleone.
Allego anche una bella lettera pervenuta da Gabriele, un volontario di ritorno dai campi di lavoro.

Un saluto

Maurizio Pascucci
Progetto Liberarci dalle Spine

Ciao a tutti.
Finalmente trovo un po’ di tempo per scrivervi due parole.
Due parole (un po’ in ritatdo) per una nuova pagina del diario del
nostro campo che naturalmente spero non sia l’ultima.
Perché questa storia deve avere un seguito!!!
Beh che dire ordunque?
E’ stata una esperienza veramente tosta, diversa da altre mie
esperienze siciliane (Una esperienza talmente tosta che una volta
rientrato a casa, dopo una maratona di 17 ore in treno, mi è venuto un
febbrone da cavallo. Comunque ora mi sono ripreso e sono pronto a
ripartire!!!).
Eh si, la Sicilia non finisce mai di sorprendermi.
Certamente abbiamo vissuto tanti momenti particolari: ci sono stati
momenti belli e divertenti, molte situazioni caotiche, discussioni
accese e tensioni.
Non si può certo dire che tutto sia andato alla perfezione.
Ma a conti fatti, pensandoci bene, credo che non cambierei molto di
questa esperienza.
I momenti di confronto che abbiamo avuto, anche se in alcuni casi sono
stati un po’ duri, sono stati confronti veri, confronti di contenuti e
quindi fonte di riflessioni importanti e di spunti per migliorarci.
Per quanto mi riguarda credo che siano nate amicizie importanti e,
come dicevo, c’è una grande voglia di dare un seguito a questa storia.
In fondo ora sono un cittadino onorario di Corleone :-) .
Quindi dovete scusarmi per avervi scassato i cosiddetti, ma credo che
continuerò a farlo.
Grazie di cuore a tutti per avermi sopportato.
Spero di rivedervi tutti in terra sicula.
Un abbraccio.
Gabriele

P.S. per Maurizio: la mia richiesta di fare il coordinatore è ancora
valida!!!

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La Gazzetta del Mezzogiorno parla di noi

Carissime, i,

vi invio un articolo pubblicato sulla Gazzetta del Mezzogiorno che parla anche della nostra esperienza!
Allego il volantino di un evento che si terrà prossimamente in Umbria.
Oggio è arrivato  anche il diario di un gruppo di volontari che hanno continuato il loro impegno di testimonianza e di concretezza  dopo la conclusione del campo di lavoro concluso a Canicattì.

Un saluto

Maurizio Pascucci
Progetto Liberarci dalle Spine

Gazzetta del Mezzogiorno

Vive la Sicilia dei cento passi

Di Bianca Tragni

Quanti sono in Sicilia i mafiosi e quelli che li aiutano? Tanti. E quanto sono in Sicilia i non-mafiosi che li combattono? Pochi. Questa è la convinzione comune e più diffusa. Ho fatto un viaggio diverso dal solito per verificarlo. Questo ne è il breve resoconto. Senza nulla togliere alle bellezze incomparabili della Sicilia, questo è un viaggio più bello. Lo consiglio a tutti. Eccone alcune tappe. PARTINICO. 30Km da Palermo, 30mila abitanti e una famiglia mafiosa celebre, i Fardazza-Vitale, campioni di illegalità, appropriatisi con la violenza (cioè sparando in fronte al legittimo proprietario) di un’intera zona chiamata Valguarnera, da dove gestivano col terrore tutto il circondario. Fra l’altro con lo spaventoso business dei cavalli da corsa: decine di stalle e maneggi abusivi, corse e scommesse clandestine e clandestine. Oggi quelle stalle sono sequestrate, i maschi della famiglia tutti arrestati, la boss che li aveva sostituiti, Giusy Vitale, ora sta parlando, è collaboratrice di giustizia. Merito sì delle forze dell’ordine e della magistratura; ma anche di un clima sociale diverso, fatto di scuole che cercano di educare alla legalità, di un Osservatorio per lo Sviluppo e la Legalità intitolato a quell’av vo c at o che ebbe una pallottola in fronte dai Vitale. E da Tele Jato. E’ una scalcinata tv locale che prende il nome dal vicino fiume Jato, dove Danilo Dolci cominciò la lotta alla mafia che assetava le terre, facendovi costruire una diga che irrigò tutti i campi circostanti. Tele Jato continua quella battaglia informando, denunciando, svelando, attaccando i mafiosi d’ogni rango: dai piccoli esattori del pizzo, alla superdistilleria inquinante di lady Bertolino, erede di una dinasty mafiosa. L’hanno intimidita questa piccola TV, l’hanno aggredita e perfino incendiata. Ma finora non l’hanno ammutolita. Pino Maniaci, il suo creatore, giornalista sui generis, ha ricevuto la solidarietà di molti personaggi illustri che sono andati a leggere personalmente il suo lungo telegiornale; ma lui a volte non riesce nemmeno a pagare le bollette della luce. E’ u n’antimafia minimale, povera, popolare e coraggiosissima. Va vista. CINISI. Qui Peppino Impastato contava i cento passi che separavano la sua piccola Radio Aut dalla casa del boss mafioso che poi lo fece fare a pezzi da un treno di passaggio, legandolo sui binari della ferrovia. Era il 9 maggio 1978, il giorno della scoperta del cadavere di Aldo Moro e nessuno pensò a quest’altro povero morto ammazzato; anzi i mafiosi ebbero buon gioco a farlo passare per un brigatista rosso suicida! Poi la tenacia della sua vecchia madre, degli amici e dei giudici fecero venir fuori la verità. E un grande regista ne fece l’ ottimo film “Centopassi” che ha fatto conoscere questa storia a tutti. A n ch ’io ho contato quei cento passi e sono arrivata di fronte al portoncino di un piccolo fabbricato a un piano sul corso di Cinisi. Tutto chiuso. Ho chiesto a una donna là vicino se quella era la casa del boss (all’ergastolo lui, sequestrata la casa). Non risponde, si stringe nelle spalle, mi guarda di traverso. Quasi di fronte c’è il balconcino della casa di Impastato con un lenzuolo steso con la scritta: “La mafia è una montagna di merda!”. Dentro ci sono libri, quadri, fotografie, attestati, la laurea post-mortem, giovani volontari, il volto di sua madre, la vecchina coraggiosa che ebbe uccisi prima il marito (perché non riusciva a ricondurre all’ordine mafioso quel figlio ribelle) e poi quel giovane figlio che con la sua Radio Aut attaccava continuamente il boss Badalamenti che stava a 100 passi da lui. Era un ragazzo coraggioso, sognava una società più giusta. Era un poeta: ha lasciato versi bellissimi. Da vedere. CORLEONE. La capitale storica della mafia, il regno di Giuliano, Riina, Provenzano, oggi è una città dalle 100 chiese che si pone come la capitale dell’antimafia. E’ la città di Antonino Jannazzo un sindaco giovane, semplice, tenace come i giovani che lo circondano. Ci riceve, anzi ci accompagna, su per un’irta stradina dov’è un museo? No, un laboratorio? No, un negozio? No, una galleria d’arte? No e si; è tutto questo insieme. Era la casa della madre di Provenzano, sequestrata per legge perché i Provenzano non hanno saputo dimostrarne il possesso legale. E’ adiacente alla casa del fratello. Insomma nel cuore del covo di tali banditi, questi giovani hanno il coraggio di fare una mostra di quadri di tutti gli episodi più eclatanti delle storie di mafia siciliana, proiettando su grandi schermi film e testimonianze di lotta alla mafia; vi saranno a breve i prodotti della cooperativa giovanile “Lavoro e non solo”, guidata da Calogero Parisi che coi beni sequestrati ai mafiosi dà lavoro ai disoccupati; con la collaborazione di altri giovani che vengono da tutt’Italia a fare campi di lavoro e stage. E poi libri, testi, documenti. Insomma un luogo di studio, riflessione, contemplazione (i quadri sono bellissimi), incontro. Un luogo di democrazia partecipata e di legalità testimoniata. Da vedere. La sera mi sposto a Siracusa al teatro greco: si rappresenta la tragedia di uno degli immensi eroi omerici. Ecco, mi dico, gli eroi greci sono usciti dalle pagine di Eschilo, Sofocle e Euripide e si sono sparpagliati in Sicilia, incarnandosi in piccoli grandi uomini come Peppino Impastato, Giovanni Falcone, Pino Maniaci, Antonino Jannazzo, Calogero Parisi. Nella semplicità del quotidiano, mostrano il coraggio leonino di sfidare il mostro. Un viaggio così in Sicilia va fatto: per vedere non solo le bellezze storico-artistiche di questa terra ma anche le bellezze civili di questo grande popolo.

www.biancatragni.it

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Incontro a Ponteranica

Non paghi dell’esperienza canicattinese, i volontari di LiberArci dalle Spine, si sono rincontrati ieri a Ponteranica per la manifestazione in memoria di Giuseppe Impastato, con cui si richiedeva il ripristino della targa in memoria del giornalista all’interno della biblioteca comunale, smantellata un anno fa dall’amministrazione leghista.
La manifestazione, dopo un breve corteo, si è conclusa con gli interventi di alcuni relatori, tra i quali spiccava il fratello di Peppino: Giovanni Impastato.
Dopo gli interventi si sono esibiti in concerto Cisco Bellotti e Il Parto delle Nuvole Pesanti, accompagnati nel finale da un discretamente alticcio Claudio Lolli.
Dopo una pizza Elisuccia ci ha lasciato mentre i riminesi Patrick, Stefano ed Alessandra e i milanesi Margherita, Luca ed Anna son partiti alla volta di Osnago insieme a Giulia di Lecco ed Anna di Firenze per ascoltare i Mercanti di Liquore in concerto.
Gran bella giornata all’insegna del ricordo di un campo appena finito ma ancora presente nel cuore di tutti noi.
Nell’attesa di rivedere tutti vi mandiamo un abbraccio virtuale.

C.S.P.S., Alessandra, Margherita, Anna

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Ritorno alle buone abitudini

Corleone, 27 settembre 2010.

La mattinata è iniziata con… il buio: rieccoci alle vecchie e buone (?) abitudini.
Dopo la colazione siamo partiti per la vendemmia, che oltre alla solita raccolta si è contraddistinta per i vigneti in SALITA!
Lungo i vigneti ci sono stati “simpatici” incontri con le vespe, gentalin a fiumi!!!
Durante il lavoro ci sono state più pause, si comincia un po’ ad accusare, che hanno permesso però di  vedere e apprezzare così di più i colori che ci hanno accompagnato in questi giorni: le verdi colline, i campi vicini spogli, hanno però mantenuto un fascino per noi imprevisto perché costellati da stupende macchie gialle rappresentate dai meloni, nelle nostre zone sono rare tali coltivazioni, il cielo finalmente limpidissimo e celeste, in questo periodo c’è ancora una temperatura estiva.
Tornati a casa con la solita fame da lupi abbiamo pranzato: già però si avvertiva un po’ di malinconia per quelli che il giorno dopo sarebbero partiti.
Nel pomeriggio abbiamo fatto una riunione che voleva fare un po’ il bilancio della settimana.
La convivenza non è semplice, forse qualche “paturnia” c’era, ma nessuno ha voluto portarla fuori, troppo bello è stato il percorso di gruppo per tirar fuori individualismi.
Per alcuni è stata un’esperienza nell’esperienza, la comunità non era conosciuta da tutti, ma il gruppo è nato e, in cerchio eravamo tutti delle persone che avevano condiviso lavoro, fatica, ma soprattutto emozioni.
Chiaramente il bilancio è positivo, tutti abbiamo qualcosa da ricordare e, più importante, raccontare.
Finita la riunione ci sono già gli abbracci che preparano il giorno dopo, iniziano alcuni preparativi dei bagagli.
La sera cerchiamo di far festa, tutti siamo contenti, la “panza” pure: cannoli siciliani a fiumi…da coma diabetico!!!
Siamo tutti stanchi, ma felici, si rimanda il più possibile la buona notte, stiamo insieme un altro pochino…un altro pochino… è tardi, le palpebre si appesantiscono di brutto, notte.
Bona…

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Al via la vendita online su corleoneshop

Carissime, i,

adesso è possibile acquistare i prodotti della Cooperativa Lavoro e Non Solo anche on line.
Un gruppo di giovani corleonesi ha dato avvio ad un sito web che prevede la vendita di tanti prodotti locali , tra questi anche i prodotti provenienti dai terreni confiscati.
Il sito web è www.corleoneshop.com

Vi invio i diari e le foto dei 30  giovani pistoiesi e non solo… presenti a Corleone.

Un saluto

Maurizio Pascucci
Progetto Liberarci dalle Spine

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Domenica è sempre domenica

Corleone, 26 settembre 2010.

Domenica è sempre domenica, ci si alza, per una volta col sole, e non con il buio delle 6:30 .
L’orario della sveglia si è posticipato di ben un’ora!!!
Anche i colazionieri la domenica sono graziati dall’organizzazione della giornata: turisti…per caso!
Dopo la colazione, come sempre ricca, golosa e sostanziosa siamo partiti con destinazione Portella della Ginestra e Piana degli Albanesi, dove abbiamo incontrato i superstiti della strage del 1 Maggio 1947 sul luogo dell’accaduto.
Giunti a Portella si “zizzolava” dal vento freddo, dato che è una vallata aperta.
Il posto è suggestivo, ci sono particolari pietre con incisioni in ricordo delle vittime.
Il luogo trasmette una sensazione di malinconia, avvalorata dal racconto di Mario, un superstite che ci ha accolti in maniera molto calorosa e che ci ha spiegato dettagliatamente che cosa è successo.
Dopodichè ci siamo spostati a Piana e, andando verso la Casa del Popolo, le cose che ci hanno colpito di più sono state le voci degli abitanti del paese, che parlano albanese, e le segnaletiche stradali in doppia lingua, per esempio “Palermo” diventa “Palerma”.
Arrivati alla Casa del Popolo ci siamo riuniti nella sala con i tre superstiti, i signori Mario, Serafino e Giacomo, che nonostante l’età hanno dimostrato di avere ancora vivo il ricordo di quell’orribile giornata, un racconto senza tempo. “Cinque sono le cose per le quali io ed i miei compagni ci siamo battuti:” REPUBBLICA, COSTITUZIONE, LIBERTA’, SCUOLA, DIRITTO DI VOTO ALLE DONNE” queste sono le parole che più ci hanno colpito, anche perché espresse con una visibile emozione, talvolta con voce anche rotta.
Le sensazioni sono state molteplici: l’insistenza nell’impegno della scuola e dello studio era estremamente familiare, chiunque ha rivisto un proprio nonno intorno ad una tavola raccontare i giorni passati in un conflitto; mentre il racconto dell’accaduto cancellava la figura del vecchio, ma si intravedeva esclusivamente l’adolescente ricco di ideali.
Siamo ripartiti per casa, dove abbiamo pranzato e, dopo un po’di riposo, siamo ripartiti per visitare Palazzo Adriano, un paesino a circa 30 km da Corleone.
Il posto è molto particolare, la maggior parte delle case e dei tetti sono in pietra, i vicoli stretti e caratteristici, i paesaggi collinari trasmettono una bella sensazione di pace e tranquillità…
Tornando verso Corleone siamo passati a visitare il “covo” di Bernardo Provenzano, in via 11 Aprile 2006 (data della cattura).
Molti di noi sono stati colpiti dal fatto che il super latitante abbia vissuto per diversi anni in una catapecchia a soli cinque minuti di macchina da dove dormiamo, ovvero nel centro di Corleone…impressionante!
Giunti alla base, docce veloci e tutti a tavola: cena a base di pasta al forno “leggera leggera” e soprattutto buona buona, cucinata dalla gentilissima signora Lina, moglie di Franco.

Bona!!!

Ivano, Marco, Michael, Sara, Sergio


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Piove, ma il lavoro non manca

Corleone, 25 settembre 2010.

Piove! Governo…

niente campi oggi, ce tocca il magazzino.

Salvatore, che non si fa trovare impreparato dal brutto tempo (ahinoi!), ci suddivide prontamente in gruppi di lavoro all’interno del magazzino: chi mette a posto scatole e scatoloni, facendoseli pure venire, altri un “simpaticissimo” riempimento di sacchetti di ceci alti 2 metri e mezzo.

Chi spalava, chi riempiva i secchi, chi li svuotava e chi, avendo più l’occhio da ingegnere edile, teneva e gestiva la giusta conformazione eretta dei sacchi per evitarne il crollo.

L’aria era costellata da pagliuzze e polveri (vedi foto!) che ciecavano e ostruivano le vie respiratorie, tracheotomia?

Mantenendo un ritmo stakanovista (qualcuno si chiede ancora perché…) abbiamo “svacantato” completamente il magazzino e siamo arrivati a casa con godibile anticipo, permettendoci per una volta di essere puliti per pranzo.

Subito dopo siamo andati a visitare il Laboratorio della legalità accompagnati da Calogero.

La struttura è stata confiscata alla famiglia Provenzano e all’interno ospita una mostra permanente di Gaetano Porcasi che, attraverso le sue opere, illustra e storicizza le stragi commesse dalla mafia, i protagonisti e i momenti fondamentali del movimento di antimafia, utilizzando la pittura come strumento di denuncia.

Nel pomeriggio abbiamo avuto la fortuna di incontrare proprio a casa “nostra” l’anima di TeleJato: Pino Maniaci.

È buffo come spesso dietro una grande forza ci sia una fisicità esile e ancor più ci ha stupito con quanta ironia affronti tematiche oggettivamente molto pesanti.

Maniaci è sicuramente un uomo carismatico e coraggioso, con leggerezza ma estrema severità ci ha parlato del suo lavoro da eroe moderno.

Insieme a lui, in televisione lavorano la moglie e due dei suoi tre figli: attentati, nessun orario, sotto tutela, tutto questo non certo per gloria né per denaro, eppure il piccolo grande uomo ha costantemente ribadito che qualcosa sta cambiando trasmettendoci con passione la voglia di FARE!

Generosamente si è fermato a cena con noi insieme alla moglie, l’occasione era quella del compleanno della signora Lina, moglie del nostro caro Franco.

La cosa che più ci ha colpito è stato il clima estremamente familiare: la condivisione di un valore rende sempre le persone più vicine.

E dopo i sentimenti e il “curturale”…vai col “lissio” alla festa del quartiere!

La sala era gremita di coppie seriamente danzanti, oh noi che ci si faceva?! Eppure siamo riusciti a uscirne sudati intinti: valzer, mazurche e gli immancabili balli da Club Med. Con tutte e due le scarpe e la zucca alleggerita siamo tornati a casa.

Bona!


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E’ arrivato il vino Genos e Naca 2009

Carissime, i,

in questi giorni è arrivato in Toscana il vino rosso NACA e quello bianco GENOS .
Per i volontari che in questi anni hanno dedicato impegno e passione, l’arrivo dei prodotti provenienti dai terreni confiscati è il segno evidente di un risultato concreto ottenuto.
Per i soci della Cooperativa Lavoro e Non Solo è l’ opportunità per crearsi un reddito .
Adesso l’impegno di tutti è veramente importante in quanto siamo giunti alla chiusura di una filiera alimentare  che in questo caso contiene anche la Vitamina L!
Nei prossimi mesi i volontari che lo desidereranno potranno  impegnarsi nella promozione e sostegno alle vendite dei prodotti provenienti dai terreni confiscati ai mafiosi presenti a Corleone, Monreale e Canicattì
Si tratta di dare vita ad una serie di gruppi locali ed entrare nella Rete della Vitamina L.

Fateci sapere!

Un saluto

Maurizio Pascucci
Progetto Liberarci dalle Spine

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Al via i gruppi di promozione e sostegno

Carissime,  i,

il campo di lavoro di Canicattì si è concluso mentre quello attivo a Corleone continua la sua attività per altri dieci giorni.
Dopodichè sono programmati altri due campi di lavoro prima della conclusione della stagione.
Anche se si sta prefigurando una bella sorpresa! Ma di questo ne parlaremo in futuro.
Allego il listino dei prodotti della Cooperativa Lavoro e Non Solo segnalandovi la necessità di dar vita a dei gruppi locali di promozione e sostegno.
Già stanno arrivando alcune disponibilità.

Un saluto

Maurizio Pascucci
Progetto Liberarci dalle Spine

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