mercoledì 19 giugno 2013   | intoscana.it
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Archivio per Dicembre, 2010

Dall’assemblea dell’ Arci a Manciano all’arrivo a Corleone

Carissime, i,
in questi giorni ho partecipato all’Assemblea dell’Arci di Manciano.
Tanti soci per discutere e decidere le regole associative del Circolo.
Può sembrare banale o superfluo ma le regole democratiche e le scelte di partecipazione popolare iniziano nel momento in cui si decide di applicarle!!

Ma ieri sera un bel gruppo di ragazze e ragazzi sono giunti a Corleone per festeggiare il Capodanno nella Casa Caponnetto sede della Cooperativa Lavoro e Non Solo e del Circolo Arci Liberarci dalle Spine.
Sono volontari dei campi di lavoro che hanno fatto questa scelta di coniugare il festeggiamento del nuovo anno all’impegno sociale di antimafia.

Un modo concreto e sobrio per ricordare alla comunità corleonese che in tanti condividono quello che fanno quotidianamente i cittadini/soci della Cooperativa Lavoro e Non Solo.

In quella casa fino a qualche anno vi erano festeggiamenti organizzati da una famiglia mafiosa.
Il 2011 sarà festeggiato da cittadini onesti corleonesi insieme a volontari provenienti dalla Toscana, dalla Romagna e dalla Sicilia.
Vi è un cambiamento in corso!  non facile  ma possibile!

Vi invio alcune foto del loro arrivo.

Un saluto e tanti auguri di buon anno 2011!!

Maurizio Pascucci
Progetto Liberarci dalle Spine


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Auguri di Buon Anno!

Carissime, i,

è difficile fare una scelta in questi momenti.
Ho pensato che utilizzare la comunicazione scritta dal Segretario della Camera del Lavoro di Corleone, Dino Paternostro, potesse essere la scelta giusta.
Spesso ascoltare con attenzione chi vive la sua quotidianità nei luoghi più difficili e complessi aiuta a capire, a riflettere e a generare impegno sociale.

Buon anno a tutti!

Maurizio Pascucci
Progetto Liberarci dalle Spine

L’elenco delle cose che vorrei per il nuovo anno.

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Si suona a Canicattì

Giovedì 30 Dicembre

Quest’oggi suoneremo proprio a Canicattì, sempre in teatro. La vicinanza ci permette perciò di visitare ancora i dintorni, accompagnati da Calogero in qualità di cicerone. Palma di Montechiaro, a pochi km da Agrigento, è la città di Tomasi da Lampedusa (il Gattopardo) e pare sia stata fondata da un antenato dello stesso. Poco lontano da Palma, addentrandosi ancor di più nell’entroterra, giungiamo a Naro. Importante centro agricolo e praticamente “costellato” da chiese, conventi ed istituti religiosi, il territorio di Naro è sovrastato dal castello risalente ad epoca normanna, ai tempi funzionale al controllo dell’intero territorio e del tratto costiero di Agrigento.
Tutto ciò ci è stato raccontato da una guida – o supposta tale – la quale ci ha fatto strada tra le sale e le scale del castello, regalandoci una vista mozzafiato dall’alto del torrione, dopo che il furgone guidato da Papo è riuscito a farci arrivare, non si sa ancora come, davanti all’entrata del castello.
Velocemente si torna a Canicattì a montare il palco e la strumentazione, anche oggi in teatro. Qua con molta più calma e con gli strumenti finalmente a posto si arriva alle 21.00, mentre gli ospiti e il resto del g.a.p. e del gruppo di Corleone inizia ad entrare in sala: le premesse per una buona serata ed esibizione ci sono tutte. Pina Ancona dell’Arci di Canicattì e Calogero presentano ed introducono la serata, dopodiché tocca a noi e stavolta l’emozione è palpante, visto il teatro praticamente pieno. E alla fine si può infatti confermare le previsioni: sul palco tra noi ci si diverte tra qualche gag e qualche altro errore, il pubblico in sala applaude e chiudiamo la serata.
Il tutto continua alla sede dell’Arci, dove è previsto un piccolo rinfresco a base di dolci, arancini e pizza..

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A casa di Sciascia

Mercoledì 29 Dicembre

Il bel tempo ci sorride anche oggi, così come decidiamo di concederci una colazione leggera alla leggendaria “Spiga d’Oro”, pasticceria/bar/cannoleria/etc.etc.etc. di Canicattì. L’errore sta infatti nell’ordinare di seguito cannolo gigante, cappuccino e arancino di dimensioni inumane. Con un paio di kg in più addosso ad ognuno ci facciamo pertanto accompagnare da Calogero a visitare il pescheto e quei vigneti che i ragazzi dei campi di Settembre – come Biagio e Papo – conoscono bene, gli stessi vigneti dai quali si ricava il vino bianco Limpiu che in molti hanno assaggiato durante questi mesi di attività e banchetti a Rimini. Dopo un pranzo al ristorante dei camionisti, tanto per non farsi mancare nulla, si riparte verso Racalmuto. Situato nell’entroterra agrigentino, Racalmuto è il paese natale del grande scrittore, politico e saggista Leonardo Sciascia (autore de “Il giorno della civetta”, “Nero su nero”, tra gli altri) e l’amministrazione non fa nulla per nasconderlo, tant’è che se qualcuno si avventurasse per le vie del piccolo centro non è difficile imbattersi in qualche statua, riproduzione o riferimento a costui. Oltre ad avere dato i natali a Sciascia Racalmuto ha il pregio di godere di un teatro comunale piuttosto antico – datato 1870 – che durante le sue attività ha visto presenziare personalità come Ciampi e Napolitano al suo interno; oggi, proprio in questo teatro suoneremo noi.
Oggi il sound-check non è molto agevole, dovendo rendere compatibili le caratteristiche del luogo al nostro impianto e a quello del teatro..anzi, a posteriori potremo dire che musicalmente è stata la serata più impegnativa proprio perché impossibilitati a sentirci bene l’uno con l’altro sul palco (e lasciando da parte i problemi tecnici a chitarra acustica e violino). Di per sé la serata è stata comunque positiva, così come l’entusiasmo dei partecipanti e degli organizzatori (tra cui Angela Martorana) per questo tipo di progetto e la nostra vitalità nel crederci fino in fondo.
Il dopo-cena è particolarmente divertente: accompagnati a cena in un ristorante in direzione Canicattì scopriamo che la sala è strapiena di famiglie e con un gruppo musicale che nel repertorio vanta mazurche romagnole, polche e classici della musica italiana: sulla pista da ballo un signore del luogo in perfetta divisa da “Little Tony” si scatena e fa innamorare le signore..

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Un’ abitudine a cui non possiamo rinunciare

Martedì 28 Dicembre

Vi era un’abitudine a cui personalmente non potevamo rinunciare in Sicilia, a Corleone. E’ per questa ragione che dopo aver salutato Salvatore in Cooperativa ci siamo velocemente diretti a far colazione con amaro Don Corleone e pasta: la colazione del campione. Questa mattina non fa particolarmente freddo, la pioggia della notte scorsa ha lasciato un piacevole fresco ed un sole timido sta alto sopra le colline che dominano il paese; optiamo quindi per un rapido giro del centro e delle vie per dare modo ai FFF che non hanno partecipato ai campi di poter conoscere questa Corleone di cui tanto hanno sentito parlare da noialtri in questi mesi ed anni.  La vita qua pare scorra con i suoi soliti ritmi, gli anziani sulle sedie davanti alle case, i panni stesi alle terrazze che danno su vicoli stretti, gli sguardi addosso di chi non è abituato a vedere sei ragazzi sconosciuti a Corleone in quello strano periodo dell’anno.
Terminato un pranzo veloce e caricato nuovamente il furgone vediamo arrivare improvvisamente il resto del G.A.P: Pippo, Davide, Teresa, Lorena e Chiara, questi ultimi arrivati in paese con i soliti mezzi “estivi”, treno+bus..ora ci siamo quasi tutti. Noi tuttavia siamo in partenza con meta S.Leone, in provincia di Agrigento, per la prima data del Tour della legalità, quindi non possiamo che regalare un saluto veloce e il furgone viene messo in moto.
Per raggiungere Agrigento sono necessarie altre due ore di viaggio nell’entroterra siciliano: qui il paesaggio muta leggermente rispetto a quello corleonese, in particolare il tragitto cui eravamo soliti dirigerci ai campi per lavorare. Le enormi pale eoliche situate sulle colline nel panorama che si apre completamente davanti a noi testimoniano il fatto di esserci lasciati alle spalle Corleone. Quindi, passando per il paesino arroccato di Prizzi e quello di Lercara Friddi (dove viene imbottigliato l’Amaro, ndr.) ci avviciniamo alla provincia agrigentina, dalla quale ci spostiamo più o meno rapidamente verso San Leone e dunque verso il mare, dandoci modo di apprezzare la vista della Valle dei Templi, che domina l’intera zona.
Centromas è un locale di quelli che vedi solo in cartolina, se vieni dalla Romagna e sei abituato a passar l’estate sulle spiagge di Rimini. Finestroni, divanetti, un lungo bancone ed una vespa (sì, una vespa), a pochi passi il mare. L’alba e il tramonto qua devono avere un sapore particolare ed unico. Antonio e Massimo ci danno il benvenuto e ci presentano a tutta l’associazione culturale John Belusci, la quale si è occupata dell’organizzazione della serata in loco.
Drink, sangria e pasta al forno non permettono di lasciarci in piedi a parlare, così ci sediamo a tavola assieme al resto della ciurma del G.A.P. che ci ha appena raggiunti da Corleone con Totò, Franco, Calogero e Mario. Con calma si studia la scaletta per la serata…
Si parte forte: il pubblico è abbastanza numeroso, batte le mani e accenna qualche passo di danza in mezzo alla pista. Gli interventi di Calogero e Davide in merito alla ragione della nostra presenza questa sera, al Tour della Legalità e alla Cooperativa servono soprattutto a fare riposare noi.  Si chiude il concerto, richiesta di bis esaudita..
Smontato velocemente l’impianto e caricato (per l’ennesima volta) il furgone è tempo di ringraziamenti doverosi ai ragazzi del Centromas e dell’Associazione per la bella serata e l’ottima accoglienza, saluti a coloro che tornano a Corleone. Sarebbe ora di recarsi verso il luogo preposto alla notte, se non che Calogero ci dirotta verso una festa nella villa di un tal barone (che poi nessuno ha visto, credo) a Canicattì. Qualche FFF non perde l’occasione per ordinare la solita birra e lanciarsi nella movida, finché non viene riacchiappato e riportato sul furgone per andare a dormire. Il locus del pernottamento è piuttosto interessante dal momento che si tratta dello stesso stabile all’interno del quale lavorano vigili urbani, metà del quale è inutilizzato e dunque perfetto per destinarne l’uso ai Folli Folletti Folk per la notte. E’ proprio qui che il nostro prode chitarrista dimostra la propria incredibile capacità di assumere compiutamente le medicine…

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Attraversando gli Appennini

Lunedì 27 Dicembre

Consultando gli orari dei voli pare che mediamente per raggiungere la Sicilia partendo dall’Emilia Romagna occorra un’ora e mezza di passeggiata sopra le nuvole. Noi ne abbiamo impiegate circa 15 tagliando la penisola a metà con un furgoncino bianco caricato fino all’inverosimile di strumenti ed amplificazione.
Dopo esserci spinti fino al profondo Nord con le date di Milano ed aver attraversato l’Appennino per trovare una Toscana innevata – e ghiacciata – la meta di quest’oggi è la Sicilia, luogo dove sono previste le quattro date del Tour siciliano della Legalità dei Folli Folletti Folk.
Vorremmo poter dire che il viaggio è cominciato con i migliori auspici, tuttavia è quantomeno doveroso rilevare che il giorno di Santo Stefano – ovvero il giorno precedente alla partenza – il furgone non sia propriamente in buone condizioni per farsi trasportare. Giro di telefonate. Si cambia la batteria: nella mattina del 27 Dicembre Rimini vede dunque un furgone bianco dirigersi verso Riccione – a tirar sù i restanti due FFF – e di lì ad immettersi sull’A14 verso la Puglia…
Il viaggio di andata scorre veloce tra breve stop all’autogrill per causa di forza maggiore e qualche bruttura architettonica (sarebbe interessante condurre uno studio a proposito) lungo l’autostrada.
Marche, Abruzzo, Molise, Puglia: qui termina proprio l’A14, così non ci resta che interpretare le criptiche indicazioni della guida michelin, di una carta del 1984 e dell’avanzatissimo navigatore elettronico. Fatto sta che evidentemente non si trovavano molto d’accordo fra di loro, dal momento che ci troviamo ad attraversare il centro di alcuni paesini pugliesi (la cui sede dell’Udc pareva più grande di quella del Pd da noi), fino ad incrociare stradine di campagna costeggiate da vigneti ed aranceti, nonché dei simpatici autoctoni con il loro gregge di pecore. Giunti ad un autogrill non troppo lontano dal Mediterraneo – e si sente dal gelo – riusciamo comunque a ritrovare la strada maestra ed immetterci finalmente sulla Salerno-Reggio Calabria. “Finalmente” non si sa per cosa, perché ora comprendiamo il motivo per il quale ogni volta che Berlusconi promette di terminare l’A3 il Parlamento esplode in una risata fragorosa. Doesn’t matter: verso le 21.00 raggiungiamo Villa S.Giovanni e di lì il traghetto per Messina, quindi dritto ancora in direzione Palermo e Corleone. Le strade sono completamente sgombre – eccetto un camion ogni anta km – pertanto in un paio d’ore parcheggiamo davanti alla porta di Casa Caponnetto in Via Crispi. Onestamente è davvero strano essere qui in abiti pesanti, sotto una pioggia fine e senza quella marea di ragazzi e ragazze che contraddistinguevano i campi estivi di Liberarci dalle spine a cui abbiamo partecipato.
Sono le due passate…stanchezza e una stufetta rotta – che Papo aggiusterà la mattina seguente – ci accompagnano ai sacchi a pelo buttati sui letti.

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Tour in Sicilia e festa di Capodanno a Corleone

Carissime, i,

inizia il tour finale del viaggio organizzato dal Gruppo Antimafia Pio La Torre di Rimini insieme al Gruppo Musicale Folli Folletti Folk.
Questa settimana saranno in Sicilia, San Leone, Racalmuto e Canicattì per poi arrivare a Capodanno a Corleone insieme ad altri 27 volontari toscani, romagnoli e siciliani  coordinati da Davide di Rimini, Luca di Pisa  e Fabrizio di Pontedera.

Quest’anno la Casa Caponnetto potrà celebrare un “diverso” Capodanno! ricco di Libertà e Giustizia Sociale.

Potrà sembrare demagogico ma assicuro che è la migliore sintesi della concretezza!!

Il sapore del cambiamento si può gustare anche da questi fatti reali.

Intanto i nostri corleonesi stanno effettuando l’impianto di riscaldamento.
Per adesso a piano terra ma piano piano ci sarà in tutto l’edificio!

Un saluto

Maurizio Pascucci
Progetto Liberarci dalle Spine


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Alla veglia della comunità di base dell’Isolotto

Carissime, i,

ieri sera insieme ad alcuni volontari dell’Agesci dell’ Isolotto abbiamo partecipato alla Veglia organizzata dalla Comunità di Base dell’ Isolotto animata e diretta da Don Enzo Mazzi.

Vi è stata l’opportunità di testimoniare il nostro impegno sociale a Corleone al fianco della Cooperativa Lavoro e Non Solo oltre ad effettuare una riflessione collettiva sull’infiltrazione mafiosa nelle nostre comunità locali.

Insieme a noi altri hanno narrato storie di attualità e della nostra vita quotidiana.

L’incontro tra Verità e Giustizia durante una Veglia di Natale alla presenza di un Albero di Abete ricco di doni semplici ma veri e di luci non elettriche ma di candeline è stato veramente emozionante.

Erano presenti anche i prodotti provenienti dalle terre confiscate frutto di impegno, resistenza e speranza.

Una Veglia  ricca di Sobrietà e Felicità!

Non essendo nato a Firenze mi sono documentato su cosa fosse la Comunità di Base delle Piagge e anche sull’impegno di Don Enzo Mazzi, che ho avuto l’onore di conoscere durante il Sociale Forum  Europeo effettuato a Firenze nel 2002.

Vi è una storia che vale la pena di conoscere.

Consiglio a tutti di farlo, ne vale veramente la pena!

Dopodichè anche voi potrete così comprendere il Valore dell’invito di ieri sera, segno che quello che stanno facendo  tante ragazze e ragazzi attraverso Liberarci dalle Spine è una ricchezza sociale che in tanti sentono la necessità di condividere!

Oggi al Tg3 insieme al servizio della Santa Messa nel Duomo di Firenze vi era anche il report sulla Veglia Natalizia dell’ Isolotto!
Eppure Don Enzo Mazzi non ha nessun Ufficio Stampa!!

“Una notizia originale non ha bisogno di nessun giornale!”

Un saluto

Maurizio Pascucci
Progetto Liberarci dalle Spine



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Ricevuto un premio

Carissime, i,

vi scrivo da un hotel collocato sul Lido di Ostia!
Infatti l’aereo proveniente da Palermo non è riuscito a rispettare la coincidenza per Firenze e così sono rimasto a Fiumicino.
Quindi cena e hotel a 4 stelle offerto dall’Altalia o meglio dai contribuenti “onesti” italiani!!
Questa mattina  a Corleone una approfondita riunione con i soci della Cooperativa Lavoro e Non Solo  ha permesso di definire una diagnosi approfondita sullo gestione dei campi di lavoro 2010.
Vi allego le foto del premio che la Camera di Commercio di Agrigento ha riconosciuto alla Cooperativa Lavoro e Non Solo!
Un fatto concreto e prestigioso!
Qui sotto i saluti di un gruppo di giovani romagnoli che oramai da ben 5 anni ci seguono  e sostengono in vario modo.
Oggi ho incontrato casualmente il Maresciallo della Finanza Coppola, che ha esclamato “siete già ritornati?”
Non ora ma tra pochi giorni si!
Infatti saranno 27 le ragazze e i ragazzi toscani e romagnoli che celebreranno il Capodanno nella Casa Caponnetto!!
Anche questo significa vivere e contribuire  al cambiamento in una comunità conosciuta troppe volte  e da troppa gente  come la Capitale della Mafia.
A noi piace ricordare sempre che Corleone è anche il luogo dove da sempre i suoi cittadini fanno “Resistenza”,

A tanti noi l’onore di condividere questo valore!!

Un saluto

Maurizio Pascucci
Progetto Liberarci dalle Spine


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Riflettere sulle cose fatte

Carissime, i
vi invio il report proveniente da Prato all’interno del Liceo Copernico, dove Maria Cloe narra la sua esperienza corleonese effettuata con la Fondazione Caponnetto nella scorsa primavera.
Il Progetto Sentinelle della legalità ha così concluso il suo primo giro e si avvia nel mese di febbraio ad un nuovo ciclo di incontri e riflessioni.

Intanto io sono arrivato a tarda notte a Corleone.
Molto vento e paese deserto.
Domani mattina intensa riunione con i soci della Cooperativa Lavoro e Non Solo.
Verifica dell’attività effettuata nei mesi scorsi!
Riflessioni e proposte per il futuro

Un saluto

Maurizio Pascucci
Progetto Liberarci dalle Spine

INCONTRO CON IL LICEO SCIENTIFICO N. COPERNICO DI PRATO

Venerdì 17 dicembre abbiamo incontrato studenti e studentesse del Liceo Scientifico N. Copernico di Prato.

Ad attenderci nell’aula magna dell’istituto due classi seconde e, in rappresentanza delle “Giovani sentinelle” che hanno partecipato al progetto lo scorso anno, Maria Cloe, esultante di rivederci, entusiasta del progetto e felice del viaggio a Corleone fatto in giugno con gli altri giovani delle venti scuole toscane.

Ci ha informato dettagliatamente di come il legame con i suoi compagni di viaggio si sia rafforzato e della sua decisione di tornare in Sicilia a fare lavoro volontario anche nella prossima estate perché, ci ha confessato, “non ne può fare a meno”.

Le sue parole ci hanno lusingato e hanno sorpreso favorevolmente insegnanti e studenti presenti e abbiamo lasciato a lei il compito di presentare il progetto e di raccontare della sua esperienza a Corleone.

Abbiamo integrato il suo discorso illustrando la vicenda di Antonino Caponnetto e del pool antimafia a Palermo.

Poi abbiamo fatto vedere agli studenti il DVD con i contributi realizzati dai giovani delle venti scuole lo scorso anno, oltre a distribuire i volumi Idee e proposte dei giovani toscani.

Con i ragazzi e gli insegnanti abbiamo concordato di rivederci il 2 febbraio 2011, augurandoci che gli amministratori locali non manchino l’appuntamento perché quanto sollevato lo scorso anno dagli studenti del Liceo è rimasto lettera morta.

Alla fine ragazze e ragazzi son dovuti andar via frettolosamente perché nevicava abbondantemente, noi per tornare a Firenze abbiamo impiegato 8 ore e 20 minuti!

Nonostante le previsioni di neve fossero note da giorni per la società Autostradale sono bastati i primi 5 millimetri per bloccare l’autostrada che è stata chiusa!

Il traffico si è riversato in città provocando code chilometriche di autoveicoli fermi. Intanto la neve è aumentata e hanno messo in difficoltà il movimento dei mezzi di soccorso e quelli di pronto intervento stradale.

Il “tocco” finale è stata l’inciviltà di tanti cittadini, un’ampia maggioranza, che si è messa in movimento, sprovvisti di catene.

Con questo loro comportamento hanno intralciato il traffico di chi rispetta il codice della strada ed è dotato di catene.

Peccato che gli spala neve non potessero passare:  potevano essere utili a spostare le auto dei villani!

Editore Domenico Bilotta
Responsabile Nazionale Progetto Scuola

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