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Archivio per Gennaio, 2011

Confessioni di un magistrato

Carissime, i,

ho ricevuto da una nostra amica Magistrato di Firenze che ci segue da alcuni anni, una bella testimonianza del Presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati di Trento, Pasquale Profiti, in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario.
La sua lettura aiuta molto a capire e comprendere!!!
Di seguito un interessante comunicato stampa pubblicato dall’Arci di Arezzo che conferma la forte infiltrazione mafiosa nel territorio toscano.

Un saluto

Maurizio Pascucci
Progetto Liberarci dalle Spine

Confessione
Inaugurazione anno giudiziario 2011
Di fronte ai pannelli dedicati a Emilio Alessandrini, Guido Galli, Giorgio Ambrosoli e Fulvio Croce
ANM Trentino Alto Adige

Sono un magistrato italiano ed oggi rappresento molti altri magistrati, come me.
A nome mio ed a nome loro, oggi, finalmente, confessiamo.

Confessiamo di essere effettivamente degli eversori, come qualcuno ritiene. Applichiamo, infatti, le regole della nostra Costituzione e delle nostre leggi con la stessa imparzialità ed impegno agli immigrati clandestini ed ai potenti, agli emarginati ed a coloro che gestiscono le leve della finanza, della politica, dell’informazione. E’ vero, siamo degli eversori perché, insieme a CALAMANDREI, riteniamo la Costituzione e la Corte Costituzionale una “garanzia con cui il singolo è messo in grado di difendere il suo diritto contro gli attentati dello stesso legislatore o del governo”. Questo, oggi, vuol dire essere eversori.

Confessiamo di essere veramente, come è stato sostenuto, disturbati mentali, perché solo chi è tale continua a credere nel servizio giustizia, quando non sai se il giorno dopo ci sarà qualcuno che presterà assistenza al tuo computer, quando vedi che gli indispensabili collaboratori che vanno in pensione non sono  sostituiti, quando per poter lavorare condividi stanze anguste con colleghi o assistenti, quando in ferie scrivi sentenze o prepari provvedimenti, quando, nonostante ciò, sei accusato di protagonismo e di perder tempo in conferenze o convegni.

Confessiamo di non poter sempre soddisfare l’opinione pubblica se la Costituzione e le leggi ce lo vietano,  perché assolviamo chi riteniamo innocente anche se ciò non porta consensi,  condanniamo chi riteniamo colpevole sulla base della rigorosa valutazione delle prove anche quando i sondaggi, veri o falsi che siano, non ci confortano, e valutiamo la responsabilità dei singoli anche quando chi governa  vorrebbe una risposta dura, anche a scapito del singolo, a fenomeni di violenza collettiva.

Confessiamo, è vero, di sovvertire il voto degli italiani perché avendo giurato sulla Costituzione Repubblicana,  riteniamo, con Einaudi, che quella Costituzione imponga  ai magistrati di utilizzare i freni che “hanno per iscopo di limitare la libertà di legiferare e di operare dei ceti politici governanti, scelti dalla maggioranza degli elettori. Quei freni che “tutelano la maggioranza contro la tirannia di chi altrimenti  agirebbe in suo nome”, quei freni che impongono la disapplicazione delle leggi in contrasto con le norme europee o l’incostituzionalità  quando violano norme di diritto internazionale.

Confessiamo di essere politicizzati e non vogliamo essere apolitici come dichiaravano di esserlo  la maggioranza dei magistrati fascisti o i magistrati iscritti alla P2 o i magistrati che per avere qualche posto direttivo o semidirettivo si appoggiano a potenti o faccendieri di turno, frequentano salotti buoni, fanno la telefonata agli amici o utilizzano il loro ruolo per avere sconti, gadget, ingressi o servizi gratuiti. Siamo politicizzati e vogliamo esserlo perché applichiamo la legge con il giusto rigore anche a chi governa, a chi potrebbe favorirci, consapevoli che saremmo apolitici solo se non disturbassimo le classi dirigenti, le élite al potere che vogliono essere al di sopra delle regole.

Confessiamo anche di fare proselitismo della nostra eversione, raccontando in Italia ed all’estero le ragioni della nostra autonomia e della nostra indipendenza, i motivi per cui riteniamo che nel nostro paese, oggi più di ieri, quell’assetto costituzionale della magistratura sia essenziale per evitare che gli interessi di parte prevalgano sempre e comunque sugli interessi della collettività, perché l’Italia non possa permettersi un diverso assetto della magistratura quando tra i suoi rappresentanti in Parlamento o negli enti locali siedono condannati per reati gravissimi e la giustizia sia terreno di aggressioni inimmaginabili per gli altri paesi democratici.

Confessiamo, una volta per tutte, di essere toghe rosse; siamo rossi, rubando ancora una volta le parole a Piero CALAMANDREI, “perché sempre, tra le tante sofferenze che attendono il giudice giusto, vi è anche quella di sentirsi accusare, quando non è disposto a servire una fazione, di essere al servizio della fazione contraria”; siamo rossi anche se non sappiamo cosa ciò esattamente significhi, perché per noi il rosso è principalmente il sangue dei colleghi uccisi per il loro lavoro

Confessiamo anche di avere dei correi, il personale amministrativo senza il quale non potremmo commettere da soli le nostro colpe; molti di loro condividono la nostra eversione ed i nostri disturbi mentali se è vero che accettano di svolgere lavori superiori alle loro mansioni ed al loro stipendio, condividono le nostre stesse stanze anguste, le nostre incertezze sul futuro dei progetti organizzativi ministeriali.

Ci spiace confessare che anche numerosi appartenenti alle forze dell’ordine, incredibilmente, ritengono, come noi, che nessuno sia sopra la legge e vedendoci lavorare quotidianamente si rendono conto che l’eversione di molti di noi è uguale alla loro: rendere alla collettività il servizio per il quale siamo pagati, senza concedere che qualcuno possa stare al di sopra delle regole.

Confessiamo, infine, che per noi il 29 gennaio è la data in cui ricordiamo Emilio Alessandrini, Pubblico Ministero a Milano che oggi, 32 anni fa, veniva ucciso dagli eversori, quelli veri, quelli che al posto della nostra arma, la Costituzione, utilizzavano le pistole. Mi piacerebbe, sig. Presidente, che al termine del mio intervento non vi fossero applausi, rituali o spontanei, formali o calorosi che siano, ma il silenzio, magari in piedi, dedicato al collega ucciso dai terroristi, affinché la sua memoria ci illumini oggi e, ancor di più, da domani.

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Allarme legalità ad Arezzo

Arci e Libera: “Allarme legalità ad Arezzo, Dobbiamo svegliarci!!! “

Gianni Palagonia rivela la città protagonista del libro “Nelle mani di Nessuno”

“L’intervista rilasciata da Gianni Palagonia a Rai 3 Toscana richiede una nostra immediata reazione.”

Così, Francesco Romizi, Segretario dell’Arci di Arezzo e referente di Libera, risponde alle dichiarazioni emerse dall’intervista andata in onda su Rai 3 Toscana il 17 Gennaio.

Nel libro di Gianni Palagonia, “Nelle mani di nessuno”, si parla di una città del nord, rileggendo le frasi del libro sembra così evidente: “Qui gli affaristi della mala lasciano vivere la città in una sorta di vacanza perpetua, evitando accuratamente le violenze più eclatanti, e intanto violano la legge e si arricchiscono alla luce del sole: appalti truccati, tangenti, corruzione a vari livelli coinvolgono un po’ tutti e di cui, proprio come al sud, tutti sanno ma fingono di non sapere, protetti dalle modalità felpate e incruente di un crimini fin troppo borghese”, quella città è Arezzo.

Arezzo la terza città in Italia per riciclaggio di denaro sporco, dati emersi dalla relazione presentata al Congresso nazionale funzionari di polizia, riutilizzo di denaro sporco proveniente da attività mafiose che si introduce nel mercato legale attraverso investimenti in vari settori dell’economia di quelle zone che storicamente non sono riconosciute come mafiose.

I dati che emergono da numerose inchieste sono a dir poco allarmanti, dati che confermano che la criminalità organizzata non è un fenomeno caratteristico delle regioni del Sud Italia, come ormai è noto da tempo nessuna regione, tanto meno la Toscana, può dirsi immune dalla “piaga” della mafia.

Anche una piccola e tranquilla Provincia come Arezzo, apparentemente un’isola felice, risulta essere al centro degli affari e del giro di denaro delle “mafie”, portata al centro della cronaca per diverse indagini negli ultimi mesi, la nostra città risulta uno dei centri con maggiori infiltrazioni mafiose del centro nord.

L’Arci e Libera da anni si impegnano nella lotta contro la criminalità organizzata, ma soprattutto si impegnano per informare e sensibilizzare la cittadinanza e le istituzioni, proprio per porre l’attenzione su quella che è la nostra realtà. Parlare di mafia, non significa parlare di Sicilia, Campania, Puglia, significa parlare della nostra Regione, della nostra Provincia e dei tanti beni confiscati o sequestrati presenti anche nel nostro territorio.

E’ una realtà assodata da tempo, ma che non sempre trova la giusta consapevolezza e la forte risposta che sarebbe indispensabile per ottenere dei risultati.

“Spesso sono notizie che non riscuotono una grande successo mediatico-continua Romizi -l’Arci, in questo caso, può solo ringraziare Gianni Palagonia, non solamente per il suo lavoro, ma soprattutto perché rivela quanto troppo spesso, anche nella nostra città, resta in secondo piano o non vuole essere ascoltato. I risultati di molte indagini recenti, rivelano che la presenza mafiosa sul nostro territorio è decisamente molto diffusa, mercato dell’oro, spaccio di droga e riciclaggio, sono dati rilevanti sufficienti per lanciare un allarme forte, un allarme sociale innanzitutto, rivolto a tutta la società civile, alle istituzioni, ai partiti e al terzo settore della nostra Provincia.”

L’Arci e Libera si impegnano a continuare e a rafforzare fin da subito il lavoro fatto sul territorio, per fare chiarezza sui fatti, chiedendo l’aiuto e il sostegno delle istituzioni locali e delle forze dell’ordine.

Ufficio stampa Arci Arezzo

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Evento a Rosignano Solvay

Carissime, i,
trasmetto la comunicazione dell’evento organizzato nel mese di febbraio a Rosignano Solvay dall’ Unicoop Tirreno “Consumatori Informati” .
Un saluto

Maurizio Pascucci
Progetto Liberarci dalle Spine

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Incontro e cena della legalità a Signa

Carissime, i,
vi invito a partecipare ad un incontro con a seguito una cena della legalità organizzata dall’Arci di Firenze.

Sarà presente insieme a Francesca Chiavacci, Presidente dell’Arci di Firenze, gli amministratori comunali di Signa e Lastra a Signa e Calogero Parisi, Presidente della Cooperativa Lavoro e Non Solo di Corleone.

Nell’occasione prenderà il via la campagna “Io Amo La Vitamina L!!

Al Circolo Arci Stella Rossa di Signa il merito di avviare questo tour che prevede ben 180 eventi nell’ anno in corso!

Un saluto

Maurizio Pascucci
Progetto Liberarci dalle Spine

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Dichiarazioni sull’arresto di Cuffaro

Carissime, i,
vi trasmetto la dichiarazione di Rita Borsellino in merito all’arresto di Salvatore Cuffaro, ex Governatore della Regione Sicilia.

Maurizio Pascucci
Progetto Liberarci dalle Spine

CUFFARO, BORSELLINO: “DA LUI CRIMINI GRAVISSIMI, MA APPREZZO DIGNITA’ DINANZI ALLA SENTENZA”

Sabato 22 Gennaio 2011 15:44

“La giustizia ha fatto il suo corso e la sentenza di oggi pone fine a una vicenda che ha mostrato con tutta evidenza il coacervo politico, affaristico e mafioso che ha retto la Sicilia nell’ultimo decennio.
A fronte di tutto ciò e senza dimenticare i gravissimi crimini di cui si è macchiato l’ex governatore, mi preme tuttavia esprimere apprezzamento per l’atteggiamento tenuto nel corso del processo da Salvatore Cuffaro, che ha mostrato massimo rispetto tanto per l’operato dei magistrati, quanto per la sentenza dei giudici.
Un atteggiamento dignitoso che si contrappone in maniera netta a quello dei troppi uomini politici che, come il presidente del Consiglio, sono soliti rispondere alle accuse della magistratura denigrando i giudici e sottraendosi alla giustizia”.
Lo ha detto Rita Borsellino, deputato del Parlamento europeo, in merito alla sentenza di condanna a sette anni di reclusione per favoreggiamento aggravato alla mafia e violazione del segreto istruttorio dell’ex presidente della Regione Sicilia, Salvatore Cuffaro.

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20 Gennaio 1893- La strage di Caltavuturo

Carissime, i,
vi invio una comunicazione pervenuta dal Circolo Arci di Caltavuturo (nelle Madonie siciliane).
Ricordare  l’eccidio di 13 contadini  da parte dell’ Esercito Regio che avevano occupato le terre dei latifondisti per garantire una possibilità di vita per le proprie famiglie è frutto di una memoria che non deve essere cancellata.

Allego foto della Coop di Grosseto straordinariamente attiva nel periodo festivo.

Un saluto

Maurizio Pascucci
Progetto Liberarci dalle Spine

LA MEMORIA NON SI CANCELLA. 20 GENNAIO 1893. LA STRAGE DI CALTAVUTURO.

Il 20 gennaio prossimo ricorre  il 118°  anniversario dell’eccidio di Caltavuturo, giornata in cui tredici contadini, di ritorno dall’occupazione di alcune terre nel territorio Caltavuturese (insieme ad altri 500 cittadini), vennero uccisi per mano dell’esercito regio e momento in cui si iniziano a diffondere in tutte le Madonie i Fasci siciliani dei lavoratori.

“Vogliamo onorare la memoria storica di chi ha dato, con caparbietà ed eroismo, la propria vita per difendere il diritto alla terra e al proprio futuro” – afferma l’Assessore alla Cultura del Comune di Caltavuturo Massimiliano Cerra – “il gesto di rivolta di quei giovani e di quei contadini, oggi più che mai, ricorre nei nostri cuori e nella nostra attualità. Quel 20 gennaio 1893 ha segnato un solco profondo di orgoglio e di riscatto ed ha iscritto il nostro Comune nelle pagine più gloriose di questa Sicilia martoriata dal sangue e dalla lotta” conclude con emozione ed entusiasmo Cerra.

Antonino Musca, presidente del Circolo Arci 20 gennaio di Caltavuturo, afferma che “era nostra prerogativa riaccendere i riflettori su un evento così rilevante per tutta la nostra comunità, ritorniamo a ricordare una delle pagine più tristi ma nello stesso tempo più importanti e significative della nostra storia collettiva. Ritorniamo a ricordare i nostri eroi, i nostri “partigiani”, che con forza e coraggio si sono battuti contro un sistema che voleva negare i loro diritti”.

Ed è proprio il Sindaco Calogero Lanza, che afferma: “E’ intenzione dell’Amministrazione comunale ricordare ogni anno quella tragica data perché facente parte della nostra storia e monito per le future generazioni, anche con altre iniziative che arricchiscono ancor di più questo appuntamento. Ricordo che abbiamo partecipato ad un bando regionale sulla valorizzazione delle ricorrenze storiche, chiedendo la realizzazione di un fumetto e di una rappresentazione di “cunti” proprio sul 20 gennaio”.

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Ancora Sentinelle

Incontro con l’istituto d’arte Petrocchi di Pistoia e l’ ITT Marco Polo di  Firenze.
Oggi 18 Gennaio 2011 abbiamo concluso gli incontri del primo step con i ragazzi dell’Istituto d’Arte Petrocchi di Pistoia e con l’ITT Marco Polo di Firenze slittati a oggi, esattamente ad un mese dall’incredibile nevicata che bloccò l’intera regione.
A Pistoia una nuova classe ci attende, interessata e molto motivata, grazie alla testimonianza ed esperienza maturata dalle ragazze dello scorso anno che seguiranno le loro istanze rimaste senza risposte da parte delle Istituzioni locali.
Abbiamo distribuito la monografia ed il volume realizzato con i progetti dello scorso anno che ha reso ancora più chiaro ai ragazzi e ragazze di come procedere nel lavoro.
Un avvenimento degno di nota: gli studenti del Buontalenti di Firenze hanno chiesto agli studenti e studentesse del Petrocchi di scambiarsi esperienze e collaborazione nella realizzazione di progetti grafici per la soluzione riguardante il degrado urbano e il decoro del loro quartiere, tema della loro ricerca. Interessante che parta proprio dai ragazzi, ed è un loro merito, questa ipotesi di scambio e collaborazione nella definizione dei progetti anche usufruendo del sito e del blog.

È seguito l’incontro con il Marco Polo di Firenze. Una classe terza e una quarta composte in maggioranza da ragazze ci hanno accolto nell’aula delle riunioni dell’Istituto insieme con le insegnanti e il Dirigente scolastico. A loro abbiamo illustrato il progetto nei minimi particolari aiutati in questo da una studentessa che ha partecipato lo scorso anno, la ragazza ha raccontato di come si sono divisi i compiti, come hanno assemblato il lavoro dei diversi gruppi. È intervenuta poi, una studentessa che ha portato la sua testimonianza di lavoro volontario in Calabria. Dal clima che si è percepito possiamo trarre ottimo auspicio per la prosecuzione del lavoro.

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Incontro a Torrita di Siena

Come avevamo già anticipato precedentemente, oggi abbiamo incontrato i ragazzi della scuola elementare Edmondo De Amicis del Comune di Torrita di Siena. Grazie all’impegno fattivo dell’Amministrazione e della Polizia Municipale e del suo Comandante si è dato inizio al progetto “La legalità cresce a scuola”.

Ad una platea di scolari attendi e curiosi abbiamo raccontato la vita del giudice Caponnetto: dall’arrivo a Palermo e del suo Pol  alla scelta di educatore e di testimone della lotta contro la mafia. È seguito un filmato e subito dopo la partecipazione dei bambini con domande da far invidia ad un pubblico adulto.

Con gli insegnanti, la dirigente scolastica e l’Amministrazione, entusiasti, ci siamo dati appuntamento a 31 marzo per una giornata con scolari e adulti sul tema della legalità in una comunità attenta e che vuole crescere.

Editore Domenico Bilotta
Responsabile Nazionale Progetto Scuola

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Insieme alla Chiesa Valdese di Carrara

Carissime, i,
vi trasmetto alcune foto della presentazione del Libro “Come quei Lampadieri” di Francesca Balestri effettuata ieri pomeriggio presso la Chiesa Valdese e Metodista di Carrara.
L’iniziativa era promossa dall’Arci di Massa e Carrara e fa parte di un ciclo di presentazioni di libri nella città del marmo.
L’incontro con la Comunità Valdese è un fatto molto importante che equivale ad un ruolo rilevante dell’Arci nelle comunità locali.
Spesso enunciamo che le diversità sono un valore  e non un problema, dopodichè, tutto questo deve essere praticato e vissuto!
Il libro narra la nascita e  le motivazioni della Cooperativa Lavoro e Non Solo di Corleone, che oltre all’impegno dei suoi soci lavoratori, mette al centro del suo operato il valore del lavoro e dell’unità come strumenti di antimafia sociale.
Il suo titolo è poi il ricordo di un messaggio eriditario di Tom il nostro Presidente dell’Arci.

Un saluto
Maurizio Pascucci
Progetto Liberarci dalle Spine


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Ottimo risultato a Val di Pesa

Dal Circolo Arci La Rampa di Tavarnelle Val di Pesa

Anche quest’anno abbiamo venduto durante il periodo natalizio i prodotti della coopertaiva Lavoro e non solo di Corleone.
Abbiamo fatto anche molti cesti natalizi e venduto altre 3.000 euro di merce.
Siamo molto soddisfatti del nostro risultato.
Per raggiungerlo abbiamo usato solo un po’ del nostro tempo libero. Speriamo che altri volontari si aggiugano al nostro gruppo vista l’importanza sociale e culturale del percorso che abbiamo intrapreso nel seguire il progetto “Liberarci dalle Spine”.
Vogliamo con quello che facciamo essere vicini anche durante l’inverno ai nostri amici di Corleone.
Speriamo che la vendita dei prodotti del loro lavoro e di tutti i ragazzi e ragazze che li aiutano durante l’estate venga fatta in ogni circolo arci.
Un ringraziamento particolare ai soci del circolo arci La Filarmonica di S.Donato in P. che hanno venduto parte dei prodotti nel loro circolo.

I volontari arci La Rampa Tavarnelle V.P.



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