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Archivio per Marzo, 2011

Evento Vitamina L a Ponte a Ema

Carissime, i,
vi inoltro il diario pervenuto dal gruppo organizzatore dell’evento effettuato alla Casa del Popolo di Ponte a Ema venerdì scorso.

Allego anche l’invito alla bella iniziativa promossa dal Spi/Cgil prevista per venerdì 1  Aprile alle ore 16,30  a Firenze.

Un saluto

Maurizio Pascucci
Progetto Liberarci dalle Spine

Abbiamo registrato 85 presenze. La sede dell’evento: Circolo Arci l’Unione  di Ponte a Ema!

Inizia con un ricco buffet preparato da noi e dai volontari della casa del Popolo…tra cui anellini al pomodoro e piselli e i cannolicchi sicialini ripieni di ricotta fresca…perchè il richiamo alla Sicilia è indispensabile!

Tra le bevande…abbiamo offerto del vino bianco della cooperativa, Limpus e Genius.

A seguire, tutti in sala per la presentazione del progetto Liberarci dalle Spine e della cooperativa Lavoro e non solo. Presenti Calogero Parisi, Maurizio Poggi, Jacopo Braschi e Giulia.

Presenta Matilde Strippini che saluta tutti e ringrazia il Presidente Mario Orlandi della Casa del Popolo per lo spazio e la disponibilità.

Mario è evidentemente contento e coinvolge i presenti sull’iniziativa di una gita sociale a Corleone in corso di definizione con il Presidente e Maurizio Poggi per il prossimo autunno.

Il microfono passa a Calogero, la voce un pò impastata e mai non troppo alta, risalta nel dialetto nella sala dei toscani.

Silenzio di tomba. Calogero ci racconta la storia della cooperativa e del progetto dei campi di lavoro. “Anche se i nostri politici ci dicono che ne hanno presi tanti…l’importante è non abbassare la guardia, la mafia si trasforma per resistere e rafforzarsi, queste serate servono a non abbassare il livello di attenzione

Maurizio Poggi, sottolinea il coraggio di questi soci, di questi uomini. Oggi la sicilia è molto sui giornali, esprimiamo la nostra vicinanza ai nostri amici di Lampedusa per quello che stanno attraversando.

Jacopo Braschi webmaster del sito della cooperativa, ci ricorda che possiamo acquistare i prodotti on-line e che possiamo essere aggiornati in tempo reale sugli eventi.

Giulia ci racconta della sua esperienza a Corleone e ricorda un passaggio che l’ha colpita quando è stata un mese giù in Sicilia a a lavorare nei campi: “voi siete qui nei mesi estivi, noi siamo qui anche il resto dell’anno“.

Il vostro essere qui ci aiuta ad affrontare i mesi in cui voi non ci siete“.

Matilde congeda i presenti, un saluto speciale di ringraziamento a Calogero  e passa a presentare il gruppo musicale fiorentino I vili Maschi che ci offre  gratuitamente il concerto con pezzi di Rino Gaetano…ma per onorare la serata, il pezzo di ingresso sarà “I 100 Passi” dei Modena City Ramblers  con un saluto a Peppino Impastato e ai cari amici siciliani!!

Grazie a tutti per il contributo, Selene ,Jessica, Riccardo, Mario e i loro amici.

Un ringraziamento particolare ad Imperia, maga della cucina.

Matilde


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Carovana Antimafie: tappa di Bardonecchia, Rivoli, Moncalieri

Carovana Internazionale Antimafie

Ventiseiesima tappa

Bardonecchia, Rivoli, Mocalieri, 27 marzo 2011.

Alle prime luci dell’alba scopriamo l’unica cosa legale che non ci piace: l’ora! Dopo le undici ore di viaggio della notte precedente avremmo preferito dormire più a lungo ma come si dice: occhi gonfi eppur bisogna andar. La giornata precedente è stata calda, solare e piena di incontri, motivo per cui, nonostante il tanto sonno, ci svegliamo tutti di buon umore. E poi c’è la promessa di un’ottima colazione, che ripetiamo a pochi minuti di distanza. Il primo caffè è l’occasione per salutare Marika, la referente di Libera della Val d’Aosta, fare con lei il punto della giornata precedente (bilancio più che positivo) e ringraziarla dell’ottima accoglienza riservataci. Un quarto d’ora dopo ci ripetiamo in albergo, una struttura sobria ma confortevole, peccato per l’umore grigio del suo personale.

Lasciamo Aosta e quel piccolo spicchio di primavera che lungo la strada ha l’aspetto di tanti fiori rosa (saranno di pesco?) e di mimose talmente cariche che vien voglia di fermarsi a rapirne il profumo.

La meta odierna Bardonecchia e con l’ottimismo dei viaggiatori contiamo di arrivare in tempo: cosa alquanto improbabile se si parte in ritardo e se c’è un radiatore dispettoso che perde acqua per strada. Acqua dall’auto e acqua sull’auto: la primavera sembra sospesa e così arriva la pioggia e poi la nebbia.

Arriviamo a destinazione purtroppo alla fine dell’incontro programmato con Giancarlo Caselli e Margherita Asta. Peccato davvero, quante cose ci hanno insegnato entrambi ogni volta che li abbiamo potuti ascoltare. Per fortuna c’è ancora il capo scout che sta facendo il suo intervento. Qui c’è un bene confiscato alla ndrangheta, un insediamento delle cosche calabresi dovuto alla illuminata scelta di confinare i mafiosi in queste terre. Il bene è stato assegnato all’Agesci e dopo i saluti e gli abbracci fra i carovanieri, l’amministrazione comunale e i tanti presenti, ci rechiamo presso il bene: tutti dietro lo striscione di carovana, c’è una foto da tramandare agli archivi.

Qui a Bardonecchia siamo nel punto più a ovest d’Italia, zona di confine, e si sente. Il Sindaco ci parla di un valico e di come, con un salto, si possa essere in Francia e, con un altro, rientrare in italia. E il pensiero va subito a quei viaggiatori che attraversano il Mediterraneo, sbattuti su barche di legno da spietati trafficanti di uomini oltre che dalla politica ostile di questo Occidente ottuso. A ovest, se sei europeo magari ti basta un saltello, a sud se non lo sei è necessario un triplice salto mortale. Ma questi sono pensieri che nascono ogni volta che ci si avvicina al confine.

Lasciamo Bardonecchia, dopo una breve sosta per il pranzo in una Boissons ricoperta di neve, diretti a Rivoli, liceo Darwin. Sotto la pioggia incontriamo i genitori di Vito Scafidi, ucciso dal crollo di un soffitto mentre era a scuola.

Ucciso dall’incuria e da un tradimento. Perché di fiducia tradita si tratta, i ragazzi di tutta Italia, ogni giorno, entrano nelle scuole e si fidano, credono di essere in un posto sicuro, si sentono protetti da queste stanze di prima cittadinanza. Conoscono lo Stato in queste strutture e si fidano i ragazzi. Ma le scuole in Italia crollano: a Torino, a San Giuliano di Puglia, a L’Aquila. Crollano per un terremoto anche quando non dovrebbero, perché ristrutturate da poco, crollano per un soffio di vento, crollano per la scelta, tutta politica, di risparmiare sui fondi per l’edilizia scolastica, di fare gare al ribasso. E queste scelte accompagnano il soffio del vento che fa venire giù il soffitto del Darwin o il movimento della terra che trema sotto LAquila.

A L’Aquila ci hanno consegnato una lettera da destinare alla famiglia di Vito. I giovani genitori sono carichi di lacrime e di dignità, c’è forza ma anche il timore di non farcela. Negli occhi della mamma di Vito, molto documentata sul sistema dell’edilizia scolastica in Italia, c’è un dolore immenso, c’è la sfiducia nel sentirsi italiana, c’è la sensazione di ripiegare (in Italia ciascuno combatte la sua piccola guerra). Ben presto per, quei suoi profondi occhi chiari, gli stessi che vediamo nella grande immagine di Vito esposta sulle inferriate del Liceo, si riaccendono e ancora una volta la memoria si fa impegno. Finchè ce la facciamo, andiamo avanti ci dice. L’abbraccio con Margherita Asta, che in un agguato di mafia diretto al Giudice Palermo ha perso, per una tragica fatalità, la mamma e due fratellini, è il senso più bello che si possa dare a questa giornata.

Ci siamo avvicinati ad una seconda frontiera oggi pomeriggio, quella di un Italia che  confina con l’indecenza e la vergogna che, come fossero mare, circondano questo nostro paese ogni volta che un calcinaccio viene giù in una qualsiasi scuola. Non basterà un semplice saltello per rientrare da questo confine.

La carovana, per, ha scelto di viaggiare da LAquila a Torino per ribadire che vogliamo un Italia unita ma anche solidale, nella lotta alle mafie, all’ingiustizia, all’insicurezza sociale; sappiamo di accogliere nuovi compagni di viaggio: a Corleone il 4 giugno, c’è una storia da ricordare.

Casa Acmos, dove i carovanieri passeranno la notte, è invece una bella storia torinese, un rifugio dalla pioggia certo, ma anche il posto migliore in cui far riposare l’anima in una giornata divisa fra malinconia e la voglia di continuare a lottare per i nostri diritti.

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Carovana Antimafie: Tappa di Aosta

Carovana Internazionale Antimafie

Venticinquesima tappa

Aosta, 26 marzo 2011.

Circa cinquanta studenti delle scuole medie Viglino di Villeneuve hanno accolto con gioia, nella mattinata di sabato 26 marzo, l’arrivo dei due camper della Carovana, tra bandiere di Libera, tricolore e palloncini. Ad ascoltare le testimonianze di Alessandro Cobianchi, Carlo Alberto Dalla Chiesa, padrino della tappa, erano però oltre 150 ragazzi.

Attenti, con le facce belle, gli sguardi vivaci e puliti, hanno assimilato il racconto di Alessandro, della morte di Michele Fazio; hanno guardato il video realizzato in Sicilia la scorsa estate su un bene confiscato alla mafia, rispondendo con entusiasmo che loro la storia di Peppino Impastato (evocata attraverso degli spezzoni del film I cento passi) la conoscevano.Vero. Dieci e più alle insegnanti che hanno preparato i ragazzi all’incontro, che non hanno delegato a noi di Libera il compito di parlare di queste tematiche rischiando che i ragazzi facessero un salto nel buio: è stato un percorso condiviso sancito dal contrasto alle mafie, all’opporsi alla cultura della mafiosizzazione, senza dimenticare i fondamenti della Costituzione Italiana.

Qui Carlo ha lanciato dei messaggi di speranza, di positività sorprendenti. “Stiamo vincendo -ha detto- ma non lo dicono. Sono fiducioso, credo nei giovani. Bisogna amare la propria terra e amare gli esseri umani”. Musica per le nostre orecchie! Tutti insieme abbiamo ovviamente ricordato la figura del nonno di Carlo, il generale dei Carabinieri Carlo Alberto Dalla Chiesa. Emozionante.

Durante il pomeriggio i due camper della Carovana, sapientemente guidati da Marco e Federico, hanno rallegrato la piazza centrale di Aosta, piazza Chanoux. Veramente moltissima la gente che si è avvicinata  perché già a conoscenza dell’iniziativa in quanto pubblicizzata sulle testate locali o semplicemente perché incuriosita  chiedendo informazioni, parlando di Libera, acquistando i prodotti di Libera Terra posti su un colorato banchetto presidiato da, in ordine sparso, Vittorio, Renata, Titti, Roberto, Renato e il giovane Alessandro. Un pomeriggio che ha registrato anche la partecipazione della rappresentanza valdostana dell’Arci, scesa in piazza per essere a fianco di Libera e per prendere posizione in merito al referendum sull’acqua.

Un’Italia unita, il senso dell’attraversarla da nord a sud  emerso anche a tavola.

Grazie all’infaticabile Luigi, volontario di Libera Valle d’Aosta e di Silvia, simpatizzante e presidente dell’associazione locale Albero di Zaccheo la tavola era imbandita con pane fichi e noci, condito con lardo e miele, pesce, stuzzichini vari, vino, cassata e cannoli siciliani.

Abbandonare il clima conviviale e le prelibatezze non  stato facile ma…ci attendeva l’ultimo nostro impegno della serata. Ad aprire le danze Alessandro Cobianchi, che ha spiegato il valore ed il significato della Carovana, il cui passaggio era fondamentale anche in Valle d’Aosta.

Le regole del buon vivere: una serata organizzata dall’associazione di cui sopra insieme all’Azione Cattolica, agli oratori Saint Martin e Immacolata e ovviamente a Libera Valle d’Aosta. Si è parlato del valore delle regole nell’et dello sviluppo con la psicologa Lucia Giacomini, dell’importanza dei giusti valori da trasmettere con il vice questore aggiunto della Digos di Aosta Francesco Menchiari; tutte queste regole, queste norme, non avrebbero un senso se non ci fosse come sfondo la Costituzione, il primo testo antimafia come ci ricorda Luigi Ciotti.

A raccontare la bellezza di questa pietra miliare della democrazia italiana, Carlo Alberto Dalla Chiesa.

Bella serata immortalata dalla brava fotografa di Libera, la giovane Francesca, domande interessanti e diverse persone che alla fine si sono avvicinate a Carlo per chiedergli di autografare il suo libro “Di sana e robusta Costituzione!”

Tornare a casa dopo una giornata di Carovana ha per me significato possedere un qualcosa in più, essermi arricchita di un bagaglio culturale, di esperienze, ma soprattutto umano che non può non entrarti nella pelle, nel cuore e nell’anima. Realtà diverse che si incontrano, si conoscono e scoprono di avere tantissime cose in comune, dalla passione per l’antimafia alla capacità, nonostante tutto, di avere ancora gli occhi che brillano per qualcosa in cui si crede, in qualcosa per cui valga ancora la pena andare avanti. Sempre. Comunque.

Grazie ragazzi!

Marika Demaria

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Carovana Antimafie: tappa a L’Aquila

Carovana Internazionale Antimafie

Ventiquattresima tappa

L’Aquila, 23-24 marzo 2011.

La carovana dopo un’importante tappa campana durata ben tre giorni, ci ha fatto scoprire spazi ed esperienze associative di grande importanza e di forte interesse per i territori di riferimento.

Dopo la Campania, gli Abruzzi con Vasto e poi l’Aquila, una tappa necessaria, voluta per tanti motivi ma sopratutto perché all’Aquila si è venuto a sviluppare quel connubio tra i poteri forti dell’economia, della politica e dell’infiltrazione mafiosa; un film già visto, un modello di speculazione e di sciacallaggio edilizio che in Italia è diventato sistema e, che vede nell’uso della tragedia il  punto più forte e criminale della strumentalizzazione.

Il pomeriggio è stato organizzato un incontro da Libera e Arci Aquila nella piazza principale, nel centro storico e da poco riaperta; molte le associazioni presenti tra cui l’Associazione 3.32 e l’Associazione della Cariole.

C’è un silenzio assordante e uno spazio vuoto immenso nel centro dell’Aquila, poche persone, molte, moltissime le case ancora piantonate, rette da palizzate e messe in sicurezza, ma questo già lo sappiamo, perchè un po’ ce lo siamo immaginato, un po’ l’abbiamo visto in televisione.

Eppure questa cosa che già sappiamo sta diventando una normalità inaccettabile per gli abitanti dell’Aquila. Cresce una periferia sterminata e vuota di tutto, senza servizi, priva di strategie aggregative, il grosso progetto di ricostruzione a lasciato pezzi per strada, si  dimenticato che una città fatta di case, di persone, ma anche di relazioni, storie, opportunità di scelta aggregativa. Sembra che all’Aquila queste cose se le siano dimenticate e come sarà tra vent’anni questa città, dove ci siamo dimenticati di ricostruire la socialità?

Ma cosa c’entrano queste cose con la carovana?

La carovana nel suo viaggio raccoglie e porta storie, viaggia per i diritti, la giustizia e la democrazia, ma viaggia anche per mettere in connessione associazioni e persone per scoprire quelle realt e quelle esperienze che in un contesto di difficolt assumono un valore straordinario. Questo è quello che è successo con il progetto Bibliobus che porta libri e animazione nelle grandi periferie post terremoto aquilane, con il circolo Arci Querencia che distrutto dal terremoto è stato ricostruito in piazza delle Arti, una zona ricavata dal Comune e dedicata alle strutture e alle associazioni, con i ragazzi che stanno lavorando per la costruzione di un teatro e spazio eventi che ad ottobre debutterà con una stagione vera e propria.

Sono queste energie che stanno ricostruendo un pezzo importante di questa città distrutta dal terremoto e dalle irresponsabilità di una classe politica e professionale che ha speculato e si  arricchita sulla fragilità del calce struzzo e sabbia.

Il giorno 23 marzo 2011 il nuovo Ministro dell’Agricoltura Romano giurava alla Repubblica Italiana come prevede la prassi dell’insediamento, alla presenza del Presidente della Repubblica e del Presidente del Consiglio. Il Ministro Romano è indagato per mafia: questa è l’ennesima volta che mafia e politica affrontano con provocazione e sdegno il senso dello stato e il rispetto delle regole.

L’ennesima volta che il senso di impunità e del potere oltre le leggi, fa affari e costruisce il marcio nel punto pi alto, quello dello dello stato.

Il giorno successivo, venerdì 25 marzo, abbiamo incontrato un centinaio di bambini delle scuole medie inferiori. Speriamo che per loro la ricostruzione sia un’opportunità per dare una senso diverso ad una tragedia di mano naturale e umana.

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Incontro all’istituto comprensivo di San Vincenzo

Carissime, i,

ieri mattina insieme all’Arci Valdicornia e alla Sezione Soci Coop di San Vincenzo siamo stati ospiti dell’ Istituto Comprensivo di San Vincenzo.

Gli studenti erano già stati ben preparati infatti avevano già visto il Film I Cento Passi e incontrato il giudice Ayala.

Pertanto la nostra testimonianza dell’impegno del progetto Liberarci dalle Spine si è ben inserito nell’ambito di una conoscenza generale dell’argomento.

Un bell’incontro e soprattutto una buona pratica  formativa e didattica che va oltre all’episodicità.

Insomma tra le tante difficoltà che in questo momento sono presenti nelle attività scolastiche emergono anche ottimi percorsi educativi che saranno certamente utili ai ragazzi e alle ragazze nel loro futuro ma anche nel loro “presente”!!

Questa mattina insieme a Calogero Parisi saremo a Borgo San Lorenzo e questa sera ci sono 2 cene organizzate al Circolo Arci di Ponte a Ema e al Circolo Arci di San Giuliano Terme.

Antipasto e primo in un posto e il secondo e dolce nell’altro!!

L’importante è ESSERCI!

Un saluto

Maurizio Pascucci
Progetto Liberarci dalle Spine

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Carovana Antimafie: tappa di Vasto

Carovana Internazionale Antimafie
Ventitreesima tappa

Vasto – 24 marzo 2011.

E’ una magnifica giornata di sole e la Carovana Internazionale Antimafie oggi ha fatto tappa a Vasto proveniente da Caserta, con i suoi due furgoni guidati da Federico e Marco, e qui sono stati accolti da Lino Salvatorelli, presidente dell’ARCI-Vasto, e dalla Consulta Giovanile.

L’appuntamento è a piazza Rossetti, dove ci raduniamo e incontriamo il sindaco Luciano Lapenna, l’assessore alle Politiche Giovanili Marco Marra e l’Assessore alla Cultura Anna Suriani. Dopo l’accoglienza e i saluti, salgo in qualità di carovaniere su uno dei furgoni e ci avviamo alla volta del Liceo Scientifico Mattioli, dove ci attendono gli studenti.

Nell’aula magna gremita Francesco ci parla della neonata Consulta Giovanile e ci invita a partecipare alle iniziative in cantiere (cineforum, scambi europei e concorso per il logo).

Dopodiché si svolge il momento clou. Ad una platea numerosissima e attentissima di studenti Lino presenta il senso dell’iniziativa, del viaggio di 96 giorni della Carovana e il video che viene subito dopo proiettato, nell’ambito del progetto “Liberarci dalle spine”, sui campi della legalità a Corleone ovvero i terreni gestiti dalla “Cooperativa Lavoro e Non Solo”.

Di questa esperienza ci parla ampiamente Federico, di quei terreni e degli stabili confiscati a Corleone dove ogni anno centinaia di giovani volontari da tutta Italia giungono e sono ospitati, per lavorare e per approfondire, negli incontri con personalità di spicco della cultura e della società civile, le tematiche relative alle mafie.

Si parla di cultura della legalità, di impegno civile, sociale e politico. Di società segrete, di riciclaggio, appalti e connivenze mafiose.

Ciò che mi sorprende è la partecipazione. Ci sono molte domande, come quella di un giovane che chiede come si è radicata la mafia nel nord Italia (per esempio in Toscana o in Lombardia). Si capisce chiaramente che la mafia oggi non è più quella che spesso viene rappresentata, pastori con la lupara, tanto per intenderci, ma una raffinata organizzazione che si infiltra laddove si muovono grosse quantità di denaro, dove si possono anche riciclare i soldi percepiti illegalmente con appalti al massimo ribasso.

La mafia può essere intorno a noi e se ci è “invisibile” (mi viene in mente una mia ex compagna di studi di Palermo che nel 1991 mi diceva che non era vero niente, non aveva mai visto la mafia nella sua città: l’anno dopo ci furono gli attentati a Falcone e a Borsellino), visibilissimi sono invece i suoi effetti, la cementificazione eccessiva ed ingiustificata delle nostre città, i guasti nella politica (anche quando si pone in modo ambiguo o con imbarazzo nei confronti su questi temi), la corruzione, i traffici illegali e il degrado sociale e culturale he ne derivano.

Di fronte a tutto ciò occorre non rinunciare al proprio ruolo fondamentale di vedette.

L’assessore Marco Marra su questo pone l’accento nel suo intervento, sulla mentalità mafiosa, sulla capacità di riconoscere al suo primo apparire, quei “meccanismi” e quei “linguaggi” mafiosi che si rivelano nel nostro ambiente quotidiano.

Dopo le firme apposte sulla bandiera e la distribuzione di materiale informativo la Carovana fa visita ad una villa confiscata a Vasto e infine trova un momento conviviale nel pranzo organizzato al centro Petros dove è possibile acquistare  insieme ai prodotti del commercio equo e solidale anche quelli provenienti dai campi della legalità. Al termine del pranzo la Carovana riprende il suo cammino alla volta dell’Aquila.

Buon viaggio.

Michele Montanaro

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Due cene della legalita’ in contemporanea

Carissime, i,

il prossimo sabato ci saranno 2 cene della legalità in contemporanea, una al Circolo Arci di Ponte a Ema e l’altra al Circolo Arci Campo di San Giuliano Terme.
Gli eventi sono programmati all’interno del Progetto Io Amo la Vitamina L.
Sarà l’occasione per promuovere i campi antimafia 2011 di cui potete trovare informazioni sui siti web www.arci.it e www.lavoroenonsolo.org
Ci sarà anche Calogero Parisi Presidente della Cooperativa Lavoro e Non Solo.

Un saluto

Vi allego la foto del corteo della manifestazione di Potenza con Franco Ferrara insieme al presidente Nazionale dell’Arci Paolo Beni,

Maurizio Pascucci
Progetto Liberarci dalle Spine


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Carovana Antimafie: tappa di Sala Consilina

Carovana  Internazionale Antimafie
Ventiduesima tappa

Sala Consilina, 23 marzo 2011.

La carovana, nel suo tour campano, è arrivata quasi al confine con la Calabria facendo tappa a Sala Consilina, dove l’Arci ha organizzato un incontro con 300 studenti presso il cinema-teatro di Sala. Durante l’incontro è stato proiettato il video sui campi della legalità a Corleone, sui terreni gestiti dalla Cooperativa Lavoro e Non Solo.

Gli interventi dei ragazzi sono stati molti e interessanti, molte le adesioni ai campi per la prossima estate, ma soprattutto quello che si è percepito è stato il bisogno di trovare punti di riferimento e stimoli per dedicarsi ad un impegno sociale attivo e partecipato.

Gli incontri nelle scuole nelle tappe di carovana, devono rappresentare sia un momento in cui la carovana si fa conoscere, sia un’occasione per riflettere ed elaborare modalità e metodi di approccio al mondo giovanile.

Spesso si parla dei giovani come il futuro del paese senza pensare quale sia il contenuto della parola giovani e quale fascia sociale identifichi veramente questa parola.

C’è una certa tendenza ad abusare della parola giovani senza che di fatto ci sia un reale sforzo a capire di cosa si stia parlando, di quali siano i bisogni di questa fascia indefinita e di quali politiche sia possibile promuovere per dargli un presente dignitoso. Rimaniamo ingessati a pensare al loro futuro quando invece facciamo di tutto per destrutturarlo e minarlo in ogni suo possibile conformazione.

Esempi interessanti di associazionismo giovanile dal basso sono rappresentati dal circolo Arci di Avigliano in provincia di Potenza che si occupa di multimedialità e audiovisivi, dall’Arci Aut di Sant’Agata de’ Goti, dall’Arci Movie di Ponticelli a Napoli o ancora il Circolo Arci Casa 28 di Rionero in Vulture con i quali domenica 20 marzo la carovana ha fatto un presidio della legalità nella piazza principale del paese; tutte esperienze queste, che nella carenza di fondi e strutture producono dei momenti di aggregazione e di motivazione giovanile di grande rilievo.

Il grande lavoro di questi circoli risulta ancora più sorprendente se si considera i territori e le realtà di quartiere dove operano: carenza di strumenti culturali, carenza delle istituzioni, bassa scolarizzazione, presenza fitta e radicata della camorra, assenza di servizi e povertà diffusa.

Queste realtà con le quali la carovana antimafie ha collaborato in uno dei suoi passaggi nel sud Italia rappresentano un modello di riferimento per molti giovani e uno strumento per dare dignità e stimoli alle molte decine di ragazzi il cui presente appare torbido e il futuro neppure immaginato.

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Intervista a Calogero su Rai3

Carissime, i,

ieri è stata trasmesso un servizio su Rai Tre  sulla Cooperativa lavoro e Non Solo e il Laboratorio della Legalità con un intervista a Calogero Parisi.
Un fatto molto importante!!!

Intanto nel pomeriggio vi è stato un bellissimo incontro al Circolo Arci La Rampa di Tavarnelle con la presenza dell’Istituto Agrario di Corleone, del Liceo Scientifico Giotto Ulivi e l’Istituto Psicopedagogico di Colle val d’Elsa.

Insieme a noi l’amministrazione comunale del luogo con il Sindaco, il ViceSindaco e il Consigliere Provinciale, già Sindaco.
Uno dei professori Corleonesi ha fatto un bel passaggio:
noi, tra le tante difficoltà, cerchiamo di insegnare ai nostri studenti ad essere meno sudditi!” e uno degli studenti corleonesi, nel suo intervento ha precisato
a noi non ci sta più bene abbassare la testa e chiudere gli occhi come hanno fatto i nostri padri“,credo che a Corleone vi sia un bel cambiamento in corso…

Un saluto

Maurizio Pascucci
Progetto Liberarci dalle Spine

Iniziativa “Per non morire di mafia”


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Carovana antimafie: le tappe di Solopaca e Sant’Agata dei Goti

Carovana Internazionale Antimafie
Ventesima tappa

Sant’Agata de’ Goti, 21 marzo 2011.

Una giornata piena di impegni con ben tre appuntamenti quella del primo giorno di primavera.

La Carovana è entrata in Campania dove ha fatto tappa nella provincia di Benevento fermandosi prima a Sant’Agata de’ Goti e poi a Solopaca.

In mattinata il primo appuntamento è stato quello presso l’istituto tecnico “de Liguori” di Sant’Agata de’ Goti, dove la Carovana ha ricevuto il saluto delle istituzioni locali alla presenza del Sindaco, del vice-comandante del corpo di Polizia Municipale e del dirigente scolastico.

Ospite principale dell’incontro è stato Alessandro Cobianchi che ha illustrato ai ragazzi la storia dei campi per la legalità.

La Carovana ha poi fatto tappa presso il Liceo Classico “Tito Livio” dove i carovanieri hanno incontrato gli alunni delle classi seconde e terze, animando un discorso dai toni schietti e  talvolta provocatori.

Nel pomeriggio la Carovana si è spostata a Solopaca dove si è tenuto l’incontro “Percorsi di Legalità: la responsabilità nel costruire il bene comune”.

Qui il saluto istituzionale è stato portato dal primo cittadino e dall’Arma dei Carabinieri.

Ospiti dell’incontro Don Pasquale Incoronato, prete di strada impegnato nei comuni dell’hinterland napoletano, e Francesca Coleti, Presidente di Arci Campania.

Il dibattito si è focalizzato sull’importanza della sinergia tra operatori sociali nella lotta alla cultura delle mafie, ma non solo.

Arci Campania ha infatti denunciato la scarsità di mezzi e risorse con cui lo Stato è costretta a fare i conti tutti i giorni in un territorio di frontiera come quello della provincia di Napoli.

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