Carissimi, e,
oggi è l’anniversario dell’omicidio di Pio La Torre.
Pio, parlamentare e segretario del PCI Siciliano, pensò che era giunta l’ora di prevedere in Italia il reato di associazione mafiosa e prevedere la confisca dei loro patrimoni.
Presentò un disegno di legge per chiedere al Parlamento di prevedere tali provvedimenti; per questo motivo fu ucciso dalla mafia insieme a Rosario Di Salvo un compagno del PCI che lavorava in una cooperativa siciliana e come volontario aveva il compito di tutelare la sicurezza di Pio.
Io ho avuto la fortuna di conoscere questi due straordinari “italiani”:
Era l’estate 1981 quando mi trovavo, insieme ad un gruppo di giovani della FGCI a Comiso, per protestare e contestare l’istallazione dei missili Cruise.
Lui ci venne ad incontrare più volte.
Da noi era considerato un “destro” del partito ed eravamo convinti che il suo scopo era quello di alleggerire la nostra tensione di contestazione.
Pio apparteneva ad un area politica del PCI definita “migliorista” che all’epoca era coordinata da Giorgio Napolitano.
Ricordo gli incontri notturni insieme a Tom Benettollo, dove Pio si sforzava a farci intendere che vi era un filo rosso tra controllo del territorio da parte della mafia e la scelta di prevedere la base militare che doveva ospitare i missili americani Cruise in Sicilia.
Ci parlava della complicità della mafia nello sbarco degli americani in Sicilia, della strage di Stato di Portella della Ginestra.
Noi eravamo molto distratti.
Concludeva sempre che dovevamo privilegiare l’unità ed essere in tanti mentre a noi piaceva essere in pochi e puri.
Lo ricordo insieme a Rosario a coordinare le telefonate ai segretari delle sezioni del PCI della Sicilia per organizzare la grande manifestazione per la pace e, contro gli Euromissili, sapeva benissimo di non essere amato da noi ma ogni volta che veniva a trovarci aveva sempre un bel sorriso e desiderava stringere la mano a tutti noi.
Ci metteva in imbarazzo.
Lui era convinto che il dialogo con i giovani del suo partito era un dovere di un dirigente politico.
Un uomo di parte dalla parte giusta!
Qui sotto vi allego una bella recensione inviata da Benedetto Randazzo, amico di Peppino Impastato, attualmente residente a Pomarance.
Chi era PIO LA TORRE
29 anni fa la mafia uccideva a Palermo il segretario del partito comunista Pio La Torre e il suo autista Rosario Di Salvo. Quella mattina del 30 aprile 1982 La Torre era diretto alla sede del partito, quando 2 moto di grossa cilindrata si affiancarono alla macchina e alcuni uomini mascherati e armati spararono decine di colpi contro i due uomini. Come lascia intendere tutta la vicenda processuale e la sentenza definitiva ad agire fu un gruppo di fuoco comandato dall’allora cupola mafiosa Michele Greco, Totò Riina, Bernardo Provenzano, Bernardo Brusca, Francesco Madonia e Pippo Calò.
Il processo venne riaperto in seguito alle dichiarazioni del collaboratore di giustizia Salvatore Cucuzza, uomo di Pippo Calò, appartenente al mandamento di Porta Nuova. Cucuzza oltre ad autoaccusarsi del delitto del politico comunista riferì che con lui avevano partecipato i killer Giuseppe Lucchese e Antonino Madonia che sono stati condannati all’ergastolo il 4 marzo del 2007 dalla Corte di Cassazione.
Non si conoscono invece i mandanti del delitto. Resta il fatto che un omicidio eccellente come quello di Pio La Torre la mafia non poteva deciderlo da sola.
Quello di La Torre fu un impegno per il riscatto della Sicilia in nome della legalità e dello sviluppo.
Durante quegli anni ebbe l’intuizione di capire che per colpire al cuore l’organizzazione mafiosa era necessario attaccare i patrimoni e spezzare il legame con il mondo politico-istituzionale e togliere il consenso popolare.
Da qui il suo primo intervento: il pacchetto di norme sul sequestro e sulla confisca dei beni mafiosi, oltre che sulla istituzione del reato specifico di associazione mafiosa che divenne legge (la Rognoni –La Torre) solo in seguito alla sua morte. E’ dovuto morire anche il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa per vederla approvata il 12 settembre del 1982. Sonia Alfano, presidente dell’Associazione Nazionale Familiari Vittime di Mafia, ha ricordato il sacrificio di Pio La Torre di quel terribile 30 aprile del 1982 ed ha dichiarato:
”A 29 anni dalla morte del compianto Pio La Torre, segretario regionale del Partito Comunista, il suo impegno e il suo sacrificio vengono quotidianamente calpestati ed umiliati, con provvedimenti come la messa all’asta dei beni confiscati alla mafia, sua più grande conquista purtroppo post mortem”.
“L’attacco ai beni mafiosi – prosegue – è la chiave di volta della lotta alla mafia moderna e globale. Pio La Torre lo aveva capito prima di tutti, oltre trent’anni fa. Ma come al solito la politica italiana – sottolinea Sonia Alfano – ha atteso che fosse ucciso per dare valore alle sue intuizioni. E oggi il suo impegno rischia di essere annullato; è per questo – conclude – che ci batteremo fino alla fine affinchè siano tutelati il suo ricordo e la sua legge”.
LA MAFIA UCCIDE, IL VOSTRO SILENZIO PURE
(foto scattata il 9 maggio 1978 davanti al “Maficipio di Mafiopoli”
La vita e l’impegno di Pio La Torre in un video di 4 minuti realizzato dai ragazzi di un Liceo di Partinico (PA).
Saluti
Benedetto Randazzo


































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