Carissimi, e,
ci sono ragazze impegnate nei campi antimafia e al fianco di soci e lavoratori delle cooperative che gestiscono proprietà confiscate ai mafiosi e ragazze impegnate a fare la fila per raggiungere la Villa di Arcore del Presidente del Consiglio ed essere protagoniste della vendita dei loro corpi;
ci sono genitori impegnati ad inviare le liberarorie per far partecipare le loro figlie minori ai campi antimafia Liberarci dalle Spine e genitori che con assenso e consenso sperano che le loro figlie siano “scelte” in qualche sfilata di bellezza per una veloce carriera;
certo ci sono due modelli di società nel nostro paese completamente opposti tra di loro… l’importante è però affermare qual è il livello culturale prevalente e non sempre questo equivale a quello più giusto, più sano e più dignitoso!!
Ieri mi ha colpito tantissimo la notizia al TG 7 che una delle ragazze chiamate a testimoniare per aver partecipato ai festini di Arcore era assente in quanto impegnata con gli esami di maturità!
Come è possibile che in uno dei momenti più affascinanti della vita si possa scambiare la Felicità con la perdita della Dignita’?
Noi siamo convinti che le tante ragazze e ragazzi che incontriamo per la loro partecipazione nei terreni confiscati alle mafie siano la meglio Gioventù dell’Italia e ci auguriamo che questo movimento giovanile di circa 1000 volontari, sia protagonista di un sentimento culturale prevalente ricco di Giustizia e Felicità !!
Maurizio Pascucci
Coordinatore Progetto Liberarci dalle Spine
Corleone 27/06/2011
Questa mattina così come le altre mattine ci siamo alzati alle 6.45 per andare a lavorare nei campi.
Dopo circa 2 settimane di lavoro nei vigneti, stamani siamo andati a zappare i pomodori. Il lavoro consisteva nel radunare la terra intorno alla pianta del pomodoro. Il lavoro è risultato più faticoso del solito, ma anche più divertente.
Cinque di noi sono andati al vigneto per continuare il lavoro dei giorni scorsi.
A pranzo è tornato a farci visita un volontario della SPI di Palermo, venuto i primi 3 giorni del campo. Altri volontari della SPI CGIL, però, hanno compensato la mancanza degli altri volontari di Messina, preparandoci delle squisite lasagne alla siciliana, con l’aiuto anche di Lucia e della moglie di Franco.
Dopo il riposino pomeridiano, siamo andati a vedere il luogo della strage avvenuta a Portella della Ginestra. A spiegarci l’ accaduto sono stati 2 testimoni della strage: Giacomo Schirò e Mario Nicosia insieme al fondatore dell’associazione “La Ginestra”, che si impegna a raggruppare i sopravvissuti e le loro testimonianze per ricordare ed indagare sulla strage avvenuta il 1° Maggio 1947.
Giacomo e Mario, non solo ci hanno raccontato come hanno vissuto l’accaduto, ma ci hanno anche fatto riflettere, narrandoci le loro esperienze vissute durante il ventennio fascista e negli anni seguenti e facendoci apprezzare di più quei diritti che loro hanno conquistato per noi e per le generazioni future.
La strage è stata attuata dal Bandito Giuliano, commissionata dalla mafia. Il punto di attacco non è ancora certo.
Oggi è l’ultima sera in cui si cena tutti insieme: i ragazzi della fondazione Caponnetto, i volontari dell’ Arci e tutta l’allegra combriccola!! Buon Appetito a tutti!!!!
26 giugno 2011
Oggi siamo stati a Cecina per il Meeting Antirazzista organizzato dall’Arci.
Carmelo è partito la mattina presto per tornare a Canicattì e gli otto ragazzi marchigiani in tarda mattinata sono tornati a Fano, per cui al momento siamo rimasti solo in due. Appena arrivati a Cecina Marco C. ci ha fatto incontrare Raissa, Cristina, Enri, Mattia, Cristiano e Daniele (perdonateci se ci sfugge qualche nome!), i volontari che la sera prima si sono impegnati nella gestione della pizzeria così come abbiamo fatto anche noi qualche ora dopo. L’incontro, piacevolmente informale, è stata una prima occasione per conoscerci e per raccontarci le rispettive esperienze fatte per noi a Serravalle e per loro a Cecina. L’entusiasmo con il quale ci hanno raccontato l’esperienza di gestione della pizzeria è lo stesso con il quale oggi anche noi possiamo raccontare di una serata tanto impegnativa quanto divertente. Nonostante nessuno di noi avesse mai gestito autonomamente una pizzeria siamo stati capaci di organizzarci in modo da dare positivo riscontro, con pochissime defezioni, alle centinaia di ordinazioni che sono arrivate per più di quattro ore di seguito, coordinandoci con il mitico Loriano (dello storico circolo Bugiani), Josef, le due Stefania e quel pazzo da legare di Marco C. … il tutto con incredibile efficienza, ma anche con quella leggerezza (non superficialità) che sta tanto a cuore al Leporatti! Leggerezza che ci ha permesso di sopportare la stanchezza dovuta anche alle pochissime ore di sonno alle spalle!
Durante il giorno, invece, c’è stato un ritmo molto più lento, con alcuni momenti vuoti che abbiamo sfruttato per rilassarci un pò e per preparare il report che la sera prima non eravamo arrivati a scrivere. La mattina, invece, abbiamo partecipato, seppur solo da ascoltatori, ad un incontro fra i rappresentanti di alcune realtà associative nazionali impegnate in una discussione sulle nuove modalità di lotta al razzismo e in difesa dei diritti degli immigrati, tenendo anche conto dei fallimenti e dei successi che i movimenti antirazzisti italiani hanno avuto negli ultimi 20-30 anni. Purtroppo, però, non abbiamo avuto modo di seguire l’inizio dell’assemblea né il prosieguo della stessa che si è tenuto dopo pranzo. Il bilancio di questa giornata è comunque molto positivo e ci porta ad attendere con grande piacere la prossima giornata che passeremo a Cecina il 28 giugno…
27 giugno, penultimo giorno a Corleone!
Si concludono gli incontri pomeridiani, come al solito ricchi e stimolanti.
Questo pomeriggio abbiamo provato un’emozione forte nel visitare i luoghi della strage di Portella della Ginestra. Fra quelle pietre, come scrive Ignazio Buttitta, c’è la memoria dei compagni assassinati dalla mafia.
A ricordare giovani e meno giovani vittime, due superstiti hanno raccontato di quel giorno terribile e hanno risposto alle domande dei ragazzi che hanno “toccato con mano” cosa siano i misteri di questo nostro Paese.
Quel buco nero che tutto inghiotte e che non vuole lasciarci alcun brandello di memoria per ricostruire una storia condivisa.
Stamattina, durante il lavoro nei campi, abbiamo realizzato delle interviste con i volontari che inseriremo nel DVD che sarà allegato al volume dei progetti di quest’anno.
Editore Domenico Bilotta
Responsabile Nazionale Progetto Scuola
Serravalle Pistoiese, 25 giugno
Svegliati di buona mattina si parte alla scoperta delle bellezze di Pistoia: il centro storico è il nostro obiettivo. Dopo un passaggio in libera uscita per il mercato, il viaggio ci conduce a conoscere la meravigliosa realtà del circo di Villa di Cireglio, che da poco ha compiuto i suoi 50 anni di vita. La calda accoglienza dei ragazzi del circolo ci mette subito a nostro agio, quindi si mangia coniglio per noi e pomodorino per Luciano e Andrei. Finito il pranzo che per qualcuno di noi è stato davvero tragico (e non per la qualità ma per l’abbondanza), fare una rampa di scale è stato tutt’altro che semplice, direi traumatico… ma ci siamo ripresi velocemente grazie ad un racconto breve (per la fretta imposta con l’appuntamento con P.), ma piacevole della storia di questo circolo lunga mezzo secolo. Mi spiego meglio: 2 paesini che in totale fanno 89 anime e 146 iscritti l’ultimo anno, da 50 anni portano avanti un progetto in totale volontariato, forse per qualcuno come lo è stato per noi, può essere di insegnamento. Si riparte alla volta del Pascucci, realtà difficile da raccontare questa che abbiamo vissuto… Sesto Fiorentino, vallata industriale e commerciale su un territorio, quello toscano, rosso ormai per tradizione direi, esistono tra ikea e altri, migliaia di persone che passano da lì ogni giorno, 5 capannoni con tetti in amianto e dentro residenza/posto di lavoro di 800 persone di cui 250 bambini che lavorano e vivono, a viso nostro, sotto schiavitù per conto della mafia cinese. Ciò che si è provato nel vedere, ben differente dal sapere, sono sensazioni personali, ognuna differente in base alla sensibilità di ognuno di noi, ma con una comune…Rabbia.
Arci ragazzi entra in questo buco nero nel mezzo di un universo rosso che per alcuni di noi è solo un lontano immaginario utopico, con l’obiettivo di far giocare i bambini di questa comunità ignari di cosa possa essere un’infanzia normale, pur sapendo di non potersi affezionare a rischio della propria e loro sicurezza. Infatti, difficilmente i volontari possono ripetere l’esperienza proprio per questo motivo.
Tornati a Serravalle si dà una mano ai compagni della CGIL in pizzeria. Così termina la giornata con una piccola verifica del campo e un saluto ai ragazzi di Fano e al nostro Carmelo perchè in partenza.
Peppe e Luciano





















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