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Archivio per Agosto, 2011

La mafia a noi NIENTE CE FA; Questo è il nostro momento!”

30 agosto 2011,

Ultimo giorno di lavoro ed anche stamattina ci siamo svegliati alle 06:30 per andare a raccogliere i pomodori nei terreni confiscati al mafioso Simonetti. In sole 4 ore abbiamo raccolto metà dei pomodori presenti nel campo…potevamo fare di meglio, ma a dire il vero si sentiva un pò di stanchezza dell’ultimo giorno! Dopo un buon piatto di spaghetti allo scoglio abbiamo passato il pomeriggio pulendo la casa, comprando souvenirs e scrivendo cartoline, ma la tristezza per l’imminente partenza era davvero tanta. Alle 18:30 abbiamo fatto la verifica di fine campo dalla quale sono emersi molti apprezzamenti per l’esperienza vissuta, ma anche dei punti di criticità soprattutto a livello organizzativo e gestionale…andrà meglio la prossima volta!
Alla fine è stata consegnata la Cittadinanza Onoraria di Corleone ai volontari del campo, i quali, per sdebitarsi, hanno regalato alla Cooperativa una bandiera con su scritto “La mafia a noi NIENTE CE FA; Questo è il nostro momento!”. Ma la giornata non è ancora fnita! A cena abbiamo avuto un ospite d’eccezione: Cosimo Di Carlo, un giornalista siciliano che documenta i principali fatti di mafia sin dagli anni ottanta e che ha narrato appunto, le cronache locali degli ultimi trent’anni, facendo vedere anche il video promozionale di presentazione del Laboratorio della Legalità, mandato in onda su Rai Parlamento nel 2010. Dopo l’incontro.. .via col “Placido Rizzotto tour” insieme a Davide, che ha intrapreso un  giro per Corleone raccontando la vita del sindacalista corleonese ucciso dalla mafia.
Domani è giorno di partenza e saluti…siamo sicuri che tutti partiremo con un qualcosa in più: la voglia di continuare a fare antimafia con la consapevolezza che la “mafia è un fenomeno umano e come tutti i fenomeni umani ha un inizo ed avrà anche una fine” (G. Falcone).
Buonanotte dai due coordinatori

Elisa e Fabrizio

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A Corleone i volontari incontrano il giudice Michele Prestipino

29 agosto 2011,

La giornata di oggi è iniziata alle 6:30 con un’abbondante colazione per poi dirigerci verso il nostro amato campo di pomodori. Per nostra fortuna i pomodori da raccogliere erano da destinarsi al mercato e quindi ci siamo salvati dal ”piricuddu”. Dopo aver raccolto “solo” 40 casse di pomodori, siamo rientrati a casa stanchi e sporchi di fango. Ad aspettarci c’erano i cuochi dello SPI-CGIL Sicilia, che ci  hanno preparato un pranzetto molto, ma molto saporito. Dopo pranzo, sfiniti dalla stanchezza accumulata in questi giorni, siesta generale e poi…organizzazione della sala in attesa dell’incontro con il Procuratore Aggiunto alla D.D.A. di Reggio Calabria, Michele Prestipino. Il presidente della cooperativa, insieme a Dino Paternostro, ci ha introdotto questo Magistrato di rilievo e, successivamente, il dottor Prestipino ci ha spiegato la differenza fra l’esperienza che ha vissuto in Sicilia e quella che sta avendo in Calabria, soffermandosi sulla collusione fra mafia e politica ed anche sul rapporto fra mafia e Chiesa. Inoltre, ci ha parlato dell‘importanza dell’impegno nell’antimafia sociale da parte del singolo cittadino sia a livello personale sia in collaborazione con tutta la comunità.  Secondo il dott. Prestipino, infatti, la criminalità organizzata rimane forte fino a quando noi cittadini le permettiamo di radicarsi nel territorio, di avere consenso sociale e di avere contatti illeciti anche con le Istituzioni. Nel momento in cui dimostriamo che il territorio riesce a crescere e ad andare avanti anche senza l’apporto della mafia, iniziamo ad isolarla e a creare gli anticorpi per fermarla definitivamente. Entusiasti dell’incontro, dopo aver salutato il Magistrato, ci siamo messi a tavola e abbiamo divorato la cena preparata ancora una volta dai volontari dello SPI-CGIL Sicilia. Con la pancia piena abbiamo poi deciso di dare sfogo al nostro talento calcistico e ci siamo diretti al campo da calcetto. La sfida è stata Maschi contro Femmine e ha visto la rosicata vittoria degli uomini per 9 a 8. Adesso, dopo aver speso davvero tutte le nostre energie, ce ne andiamo a nanna…domani ci aspetta il nostro ultimo giorno di lavoro nel campo di pomodori. Buonanotte,

Clara e Anna

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Gli eroi dell’antimafia attraverso la mano del pittore Gaetano Porcasi

28 agosto 2011
Buongiorno a tutti! Signore e signori, giovani e adulti, vecchi e bambini! Di solito domenica è sinonimo di riposo, ma così non è stato per noi volontari che ci siamo svegliati di buon’ora per…andare al mare! Arrivati alla pineta di Balestrate siamo subito corsi a fare il bagno approfittando delle fantastiche onde di cui non si può descrivere la grandezza e tra salti e capriole ci siano proprio scatenati facendo anche un salvataggio alla Baywatch!
All’ora di pranzo siamo ritornati in pineta dove ci aspettava un lauto pasto preparato dai nostri cuochi: riso freddo per tutti! E dopo una breve siesta post pranzo ed una divertente partita a carte, abbiamo ripreso la via della spiaggia dove abbiamo dato spettacolo con una possente e celeberrima piramide umana! Giusto il tempo per un altro bagno e poi a casa…Doccia veloce e refrigerante e poi tutti al laboratorio della legalità, bene confiscato a Bernardo Provenzano, dove Calogero ci ha raccontato la storia dei personaggi significativi nella lotta contro la mafia attraverso i quadri del pittore Porcasi…un’esperienza davvero unica!
Cena e poi tutti a scatenarci in piazza fra karaoke e balli di gruppo a cui hanno partecipato molti giovani corleonesi. E’ stato un momento molto importante della giornata in quanto volontari e giovani corleonesi hanno condiviso risate e canti a squarciagola. Ora andiamo a letto visto che il nostro Fabry ha sonno e deve ancora caricare le foto (00:24)…
Un saluto a tutti da parte di Leo Marche e Cry

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Una serata all’insegna dell’Antimafia e non solo.

Intervista all’ex Sindaco di Corleone Pippo Cipriani pubblicata da G.A.P. Gruppo Anti-Mafia Pio LaTorre :

RIMINI. Politica, criminalità organizzata, infiltrazioni mafiose nei più svariati contesti. Gli intrecci tra queste realtà, che ormai non si possono più considerare compartimenti stagni, non hanno più confini e se ne avessero, sarebbero talmente fragili da essere rimessi in discussione ogni volta in base alle esigenze dei malavitosi ai danni della moltissima gente che con le mafie con c’entra nulla. In mezzo a questo buio pesto, nel quale la giustizia viene soffocata ed uccisa quotidianamente, esistono dei personaggi in grado di fungere da lampade per indicare dei sani percorsi di legalità. Uno di questi è stato recentemente a Rimini, ospite dell’evento intitolato “…ma l’antimafia non va in vacanza, organizzato nel contesto della “Festa della Brace” grazie alla collaborazione tra il Gruppo Antimafia Pio La Torre e l’associazione “Una goccia per il mondo”. Si tratta di Pippo Cipriani, Sindaco di Corleone dal 1993 al 2001 e figura di primo piano nella lotta alla mafia. Durante i suoi mandati firmò le confische dei beni di Totò Riina per il loro riutilizzo a fini sociali.


Signor Cipriani, com’è iniziata la sua avventura in politica ?

“E’ cominciata con l’impegno nei movimenti ai tempi del Liceo Classico nel consiglio d’istituto, proseguendo nel movimento sindacale, all’interno della Camera del Lavoro, e nella CGIL”.

Ha avuto dei profili, non solo politici, ai quali si rifaceva o che, semplicemente, ammirava?

“Frequentando la Camera del lavoro avevamo come riferimenti dei sindacalisti come Placido Rizzotto e Pio La Torre. Poi Carlo Alberto Dalla Chiesa e dirigenti locali come Giuseppe Di Palermo (cognato di Rizzotto) e vice sindaco di Corleone”.

Quali valori l’hanno ispirata nelle sue azioni amministrative?

“Nel mio primo programma come Sindaco le direttrici erano tre: trasparenza amministrativa, diritti per i cittadini, (dopo anni in cui erano stati calpestati) e lotta alla mafia anche a livello culturale”.


Quali, invece, le maggiori soddisfazioni che è riuscito a togliersi?

“Sicuramente mi ha fatto immenso piacere vedere Scalfaro e Ciampi, allora Presidenti della Repubblica, scendere a Corleone per ricordare le vittime della mafia. E poi, senza dubbio, l’aver riutilizzato a fini sociali i beni confiscati ai malavitosi”.

Quali sono stati gli ostacoli più duri che ha dovuto superare per portare avanti le sue battaglie?

“Non mi piace fare la cronistoria, però gradisco ricordare lo sforzo fatto per restituire dignità a Corleone e ai suoi abitanti. Questo per permettere loro di scrollarsi di dosso lo stereotipo di vivere in una “città di mafia””.

Ha mai ricevuto minacce?

“Si, dirette ed indirette: le minacce più pericolose sono spesso “consigli” più o meno amichevoli”.

Cosa l’ha spinta ad andare avanti? Per la serie: “Cosa gliel’ha fatto fare”?

“Ho proseguito per l’impegno che avevo assunto con la città ed il sostegno che essa mi dimostrava assieme a quello della società, delle istituzioni e dei partiti”.

Tre parole per descrivere la lotta alla criminalità organizzata.

“Giusta, utile, necessaria”.

Le regioni del Nord da qualche tempo, dopo aver fatto per anni orecchie da mercante, hanno iniziato a riconoscere la presenza di infiltrazioni della criminalità organizzata nei loro territori. Pensa che la percezione di tali infiltrazioni, da parte del Nord, sia giunta a maturazione oppure sono ancora ben lontani da coglierne appieno la portata?

“Secondo me si stenta a comprendere il fenomeno fuori dalle regioni meridionali. Infatti si deve ancora riflettere su quanto è stato fatto dalla criminalità organizzata al Nord: in questa zona ci sono ampie zone buie sapendo, tra l’altro, che le infiltrazioni ci sono da tempo. Non a caso Liggio è stato arrestato a Milano”.


Quali sono le leggi alle quali mettere mano o da creare, per contrastare queste forme di criminalità organizzata?

“Le leggi ci sono mentre altre vanno applicate perché sulle misure contro il riciclaggio e sui movimenti di patrimonio ancora si fatica ad attuare le norme”.


La lotta alla mafia si gioca anche a livello culturale?

“La criminalità organizzata deve essere sconfitta attraverso la società civile e non solo con le indagini. La cultura della legalità (contrasti a privilegi e alle leggi ad personam, ecc…) è il viatico per sottrarre ossigeno alla mafia e per far trionfare la giustizia”.

In quest’ottica il binomio “scuola-legalità” è fattibile? Non è forse dai giovani (perché no, anche bambini) dai quali bisogna partire per creare nuove coscienze ai fini di gettare le basi di una nuova cultura della legalità?

“Assolutamente si. Il lavoro svolto da Rita Borsellino e “Libera” nelle scuole è fondamentale. La memoria e l’impegno civile sono centrali per sconfiggere la mafia. Il poeta siciliano Gesualdo Bufalino affermava che per vincere la mafia è meglio un esercito composto da maestri elementari piuttosto che da militari”.

Cosa dovrebbe fare lo Stato per cercare di spronare le persone ad uscire dalle situazioni di omertà nelle quali vivono?

“Deve continuare sul fronte della repressione e aiutare chi denuncia il racket. Inoltre è essenziale la lotta al riciclaggio e all’inquinamento dei capitali praticato dai mafiosi. Poi bisogna continuare a confiscare i beni perché questo significa restituire ai cittadini ciò che è stato tolto loro con la forza: restituire alla comunità la casa di Riina, trasformandola in una scuola, è l’esempio migliore per i cittadini”.

E’ difficile trovare i ringraziamenti adatti, dopo una serata del genere. Ad ogni modo, sono più che dovuti e non possiamo dunque esimerci dal farli.Grazie innanzitutto all’ex sindaco di Corleone Pippo Cipriani per averci reso partecipi (soprattutto coloro che non hanno avuto il piacere di conoscere questa stupenda persona) della sua esperienza nella lotta alla mafia e di cosa significhi rapportarsi con il fenomeno mafioso e con una nuova idea di società civile e di politica, soprattutto in un momento particolare della Storia italiana e siciliana (ovvero dal 1993 ad oggi).
Grazie a tutti i volontari de “Una goccia per il mondo“, senza i quali la serata non sarebbe stata possibile in alcun modo. E’ rassicurante sapere di poter trovare dei punti comuni e poter realizzare delle stupende serate come questa, tutti assieme. Grazie a Filippo Graziani per la voce e le due ore di stupenda musica. Grazie inoltre di aver condiviso con tutti noi l’aneddoto sull’amicizia che legava suo padre e la sorella di Falcone. Grazie ai Rivisitors per la dedica e per aver chiuso la serata con un po’ di ottimo rock. Un grazie particolare va a quei giovani volontari appena tornati dal campo antimafia a Corleone, freschi di esperienza e condivisione, partiti da un po’ tutta Italia (Modena, Padova, Bologna, Terni) che hanno raggiunto Rimini per portare un po’ della propria energia e voglia di partecipazione.
Infine, un grazie di cuore a tutti le 450 persone che hanno partecipato, ascoltando attentamente le parole di Pippo Cipriani ed hanno permesso, attraverso l’acquisto di un biglietto della lotteria (con in palio i prodotti della Cooperativa “Lavoro e non solo”) di contribuire alla crescita di quella piccola, ma bellissima realtà che tutti i giorni si impegna sui terreni confiscati alla mafia. Grazie.

Gruppo Antimafia Pio La Torre

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In missione a Caltavuturo

27 agosto 2011
Decimo giorno: ci improvvisiamo giradinieri ed andiamo a sistemare un altro bene confiscato, che a metà settembre sarà inaugurato come nuova sede del Consorzio “Sviluppo e Legalità“. Nel pomeriggio ci dirigiamo verso Caltavuturo, piccola cittadina nel cuore delle Madonie, dove il circolo Arci “20 Gennaio”, festeggia il suo primo compleanno. La festa si apre con le testimonianze dei referenti di alcuni circoli Arci siciliani e prosegue con cibo, musica e danza popolari. Si chiude, invece, con un dibattito sulle sorti dei beni confiscati, in particolare del Feudo “Verbum Caudo”, appartenuto a Michele Greco ed ancora oggi non assegnato. A parlare sono Vincenzo Alicardi, sindacalista  e Umberto Di Maggio, presidente di Libera Sicilia. La giornata si conclude a Corleone dove torniamo a spegnere le candeline di Bernardo, il figlio di uno dei soci della cooperativa, che oggi festeggia 18 anni!
Musica, torta e tutti a nanna…

Cristina e Cristina

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Sofferto risveglio

In arrivo a Corleone

Lunedì 5 settembre finalmente sarò a Corleone insieme a Francesca per cercare di deliziare con i nostri manicaretti tanta gioventù affamata … non solo di cibo, ma di legalità e giustizia sociale. Resteremo fino al 9 di settembre. Con la speranza che vi piaccia, ecco una mia poesia su Corleone, scritta qualche mese fa.

Un abbraccio.
Rosetta da Vittoria

SOFFERTO  RISVEGLIO

Prima …

Ameni campi aridi, incolti

sfocano un remoto orizzonte,

mentre blando, paziente guardiano

della deserta natura silente

è l’armonioso recinto dei monti.

Carente di voli un cielo incolore,

un sole appannato di scarso calore,

nuvole anemiche in tremule forme,

dubbiose tra violento pianto plateale

di sfogo, di rabbia, di pena, d’amaro

o di nero umor d’acqua gonfiare.

Cenni di capo, se incontri gente,

bocche cucite, gelo nel cuore,

indifferenza, sguardo sfuggente:

tocchi con mano il loro terrore.

La mafia strozza, calpesta, asservisce,

chi si ribella, martire muore.

Poi un dì …

Sole che scalda che acceca che brilla,

garruli voli nel limpido azzurro,

nubi sfumate d’arancio di rosa

in forma di fiere, d’umani’d’uccelli

scorazzano lievi nuotando in drappello

sul solco etereo di brume pastello.

Un verde intenso ricopre la terra,

il rosso acceso costella le foglie.

Rialzano rami molte dita sottili,

allungate, grassocce, infantili,

spedite, bianchicce, imbranate,

giallastre, annerite, arrossate:

diverse razze, ma scopo unito,

raccolgono frutti ripieni di vita.

Il giovane esercito con balda irruenza

arriva, si spande, si spinge, s’avanza

in terre spogliate, calpeste, isolate,

dà semi alle zolle, li innaffia, li cresce,

trapianta arboscelli, v’incastra gl’innesti,

che il tempo scorrendo con ritmo alacre

tramuta in uva, che diventa vinello.

Son volontari di lavoro dei Campi,

riempiono l’aere di risa, di canti.

A Corleone lor vivace presenza

attiva, cosciente, sicura, briosa,

contrasta il cancro dell’indifferenza,

spezza il vile silenzio omertoso,

segna una via doverosa, legale,

saldo strale ben teso, gravoso,

verso un futuro d’impegno sociale.

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Il ricordo di via d’Amelio.

26 agosto 2011,

Con questa frase si può descrivere al meglio la giornata di oggi: “Impossibile non è un dato di fatto, è un opinione. Impossibile non è una regola, è una sfida”. Ed anche oggi non è stato impossibile vendemmiare anzi… solita sveglia alle 06:20 e tutti in vigna!!! Abbiamo cominciato più attivi che mai organizzando il lavoro in maniera più precisa rispetto agli altri giorni. I soci della cooperativa, come sempre, ci hanno affiancati e fatto sentire il loro sostegno e questo ha sicuramente reso il lavoro molto più piacevole! Dopo ben 5 ore di fatica siamo tornati a casa, dove ci attendeva un grande pranzo arricchito da una piacevole sorpresa: abbiamo festeggiato il compleanno di uno dei volontari (Francesco) con una bella torta! Nel pomeriggio, invece, siamo partiti per Palermo; inizialmente abbiamo esplorato le vie del centro storico pieno di palazzi e chiese antiche, e poi siamo andati in Via D’Amelio, dove è morto Paolo Borsellino insieme alla sua scorta. Dobbiamo dire che la visita in quella strada ci ha fatto commuovere tantissimo, una commozione talmente forte che è proseguita anche dopo cena, quando abbiamo incontrato  la nipote di Borsellino, Marta Fiore. Ed è proprio lei che ci ha detto alcune parole dello zio, che vogliamo usare per terminare questo breve diario: ” La mafia finirà soltanto quando i giovani saranno i primi a voler opporvisi”. Così siamo noi a prendere il testimone per la lotta contro la mafia; anche Paolo Borsellino avrebbe detto: “E’ il nostro momento!!!

Christian e Giulia

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Il frutto del lavoro dei nostri volontari.

Carissime, i,

ieri i volontari hanno vendemmiato nelle campagne corleonesi,  in località Malvello. Lì è stata raccolta  l’uva del Nero d’Avola che in questi anni ha prodotto il vino  NACA. Come nei giorni scorsi l’uva Chardonnay di Canicattì ha prodotto il vino Genos. Dalla primavera 2012 queste uve  contribuiranno alla produzione del vino Cento Passi del Consorzio “Libera Terra Mediterraneo”, di cui la Cooperativa “Lavoro e Non Solo” è entrata a far parte da alcuni mesi. Ma ora, la cosa più importante è  promuovere e vendere i buoni quantitativi di vino Limpiu, l’altro bianco prodotto dalla Cooperativa “Lavoro e Non Solo” e del vino Genos. In questa settimane avvieremo una campagna promozionale specifica alla quale inviteremo tutta la nostra rete sociale ad attivarsi.

Un saluto

Maurizio Pascucci

Coordinatore Campi Antimafie Arci

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Sta per arrivare sulle tavole il Nero d’Avola di Malvello!

25 agosto 2011

Seconda vendemmia…tutto lascia pensare al peggio! Per la prima vendemmia, infatti,  ci svegliavamo alle 05:00, con partenza alle 06:00 e dopo 2 ore di strada arrivavamo al campo dove ci aspettavano circa 8 ore di vendemmia… ma noi non siamo qui per ridire le stesse cose e voi non siete lì per risentire la storia della vendemmia a Canicattì. Perciò, pensiamo ad oggi… La locazione del campo di questa mattina era fortunatamente  più vicina, anche se questo si è rivelato poco consolante perchè il lavoro è stato duro, il clima torrido e le braccia dei volontari poche, ma in 22 ragazzi siamo comunque riusciti a raccogliere circa 90 quintali di uva! Non male, eh?? Quando siamo rientrati in casa, verso le 17:30, eravamo duramente provati dalla giornata lavoro, ma ci siamo ripresi velocemente con una fresca e rilassante doccia. Nella parte restante del pomeriggio, inoltre, abbiamo fatto una rigenerante dormita e ci siamo dedicati al riposo del corpo, ma non della mente. Infatti, abbiamo fatto qualche partita a briscola e burraco e soprattutto ci siamo umiliati da soli con un quiz, che ha rivelato la nostra scarsissima cultura generale!!! Per cena, invece, abbiamo avuto un ospite di eccezione, Pippo Cipriani, sindaco di Corleone dal 1993 al 2001, il primo sindaco corleonese a riprendere la lotta alla mafia iniziata dal sindaco Bernardino Verro a fine ‘800. La serata si è poi conclusa con un lungo dibattito sull’antimafia e sulla risposta che le città a lungo oppresse da questo cancro devono dare per riprendere ad essere libere…E domani ci aspetta nuovamente la vendemmia…buonanotte!

Elena e Francesco

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Lettera al Presidente della Repubblica Italiana, Giorgio Napolitano.

Illustrissimo Presidente della Repubblica,

siamo un gruppo di ragazze e ragazzi provenienti da ogni parte d’Italia, che dal 3 al 12 agosto hanno partecipato ad un campo di lavoro e conoscenza a Corleone, presso la Cooperativa “Lavoro e non solo”, cooperativa che gestisce terreni e immobili confiscati alla mafia. Il nostro campo fa parte di un progetto coordinato da Arci nazionale denominato “LiberArci dalle Spine” al quale ogni anno centinaia di giovani partecipano con entusiasmo. Nella nostra breve, ma intensa permanenza in Sicilia, abbiamo lavorato nei campi con i soci della cooperativa, incontrato alcuni rappresentanti della società civile impegnati in prima linea nella lotta alla mafia e abbiamo approfondito anche la storia dell’antimafia corleonese, dai fasci siciliani di Bernardino Verro fino all’impegno di oggi delle istituzioni e dei giovani corleonesi per un futuro basato su giustizia e legalità. Uno degli incontri più emozionanti è stato quello con tre superstiti della Strage di Portella della Ginestra, luogo in cui durante la festa del primo maggio 1947 la mafia uccise undici persone lasciandone ventisette gravemente ferite, in quella che è stata la prima strage della nostra Repubblica. Oltretutto questa strage resta, dopo oltre sessant’anni e come molte altre, ancora avvolta nel mistero, con la verità segregata in uno dei tanti archivi protetti dal segreto di Stato. Dai racconti dei sopravvissuti è emersa più volte la richiesta di ricevere una Sua visita come massimo rappresentante dello Stato. Sarebbe un gesto altamente simbolico e di speranza verso tutti coloro che cercano ancora una verità e una giustizia dovute anche  e soprattutto, dopo così tanto tempo. L’incontro di Portella, la narrazione dei fatti e delle battaglie successive per giungere alla verità, ci hanno profondamente toccati, così come la richiesta di poter avere finalmente sul luogo della strage, la presenza di un Presidente della Repubblica.
Sicuri in un suo interessamento, porgiamo distinti saluti

Le ragazze e i ragazzi di “LiberArci dalle Spine”

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