16 Settembre 2011,
Oggi è stata davvero una giornata molto intensa! Dopo aver trascorso la mattinata nei campi a raccogliere pomodori, sempre con grande impegno e determinazione, nonostante il caldo e la fatica accumulata in questi giorni, nel primo pomeriggio si parte alla volta di Canicattì, dove con grande piacere incontriamo Rita Borsellino, la quale ci dedica un ritaglio del suo tempo, prima di andare tutti insieme in piazza Castello per la festa dell’ARCI in onore di Rita Atria. Vogliamo ricordare che Rita Atria era una ragazzina che apparteneva ad una famiglia mafiosa e che si era affidata a Paolo Borsellino per vendicare l’uccisione del padre e del fratello, ma dopo la morte del magistrato si ritrovò completamente sola e decise di togliersi la vita. Troviamo Rita Borsellino particolarmente emozionata, in quanto proprio oggi è stata diffusa la notizia della richiesta di revisione del processo avanzata dal PM di Caltanissetta, Sergio Lari. Dopo 19 anni di confusione e depistaggi sembra si stia imboccando la strada giusta per conoscere la verità, quella verità che Rita non si è mai stancata di aspettare!
Ciò che ci colpisce particolarmente dell’incontro con Rita è l’immagine che trasmette del giudice Borsellino, un uomo che, secondo la donna, non deve essere considerato un eroe, ma una persona comune, che ha lottato fino in fondo per i suoi ideali con grande umanità e passione. Paolo Borsellino cercava, infatti, di capire perché un uomo normale si trasformasse in una “belva assetata di sangue e di potere”, colpevolizzando non tanto l’uomo in sé, ma tutto il contesto sociale e istituzionale che ha permesso lo sviluppo di una mentalità mafiosa che viene interiorizzata, tanto da giustificare qualsiasi sopruso. È davvero commovente il messaggio che Rita ci lascia: “Non perdere mai la speranza!” Una speranza che dovrebbe accompagnare ogni difficile percorso di cambiamento.























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