domenica 19 maggio 2013   | intoscana.it
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Archivio per la categoria 'carovana antimafia'

I volontari accanto al covo del boss Zagaria.

Carissime, i,

nel luglio scorso insieme alle Camere del Lavoro di Pisa e Caserta un gruppo di volontari coordinati da Luca D’Onofrio dell’Arci/Cgil di Pisa e Marco Cortesi dell’Arci di Pistoia hanno condiviso con i compagni dell’Arci di Caserta un campo anticamorra a Parete e a Casapesenna. Proprio dove ieri è stato catturato il boss della Camorra Michele Zagaria.
Tra le varie attività che i ragazzi hanno svolto, è stato anche sistemato un campetto di calcio per gli adolescenti del luogo e sul muro del campetto è stata affissa la targa del Lampadiere di Tom.
Il nostro pensiero va a tutte quelle famiglie che per anni hanno vissuto con la presenza del SuperBoss in uno stato di “libertà” condizionata. A loro oggi auguriamo di poter  riacquisisre il “gusto e il profumo” della Libertà.

Un saluto

Maurizio Pascucci

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Tante iniziative da Corleone in su!

Carissimi, e,

continuano i nostri campi antimafie a Corleone e a Canicattì con la raccolta dei pomodori e la vendemmia!! Intanto nel Centro Italia accadono due fatti importanti: a Bologna è stata effettuata una prima valutazione dei campi a cui ha partecipato un bel gruppo di volontari appena tornati da questa straordinaria esperienza. Ma serviranno ancora altre  valutazioni e in luoghi diversi! La due giorni emiliana comunque è andata veramente bene: partecipazione, impegno, critiche e tanta voglia di ritornare nei campi e sopratutto di continuare a fare antimafia sociale a casa propria! A Volterra, invece, presso il Circolo Arci di Villamagna si è costituito un Circolo Arci Tematico “Giustizia e Legalità” in memoria di Placido Rizzotto, il Segretario della Camera del Lavoro di Corleone ucciso dai mafiosi. Per l’occasione era presente Rosario Crocetta, Parlamentare Europeo  e già Sindaco di Gela.
Come potete notare non sempre la Domenica ci si riposa! E come spesso scrivono le ragazze e i ragazzi nei loro diari: “la stanchezza è tanta, ma il tutto viene superato dall’entusiasmo del fare e dalla volontà di costruire un futuro migliore!”

Un saluto

Maurizio Pascucci

Coordinatore Campi Antimafie Arci

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Un paese di 29 abitanti: pochi, ma buoni!

Carissimi, i,

sono rimasto molto colpito dalla visita fatta al Circolo Arci di Parana, in Lunigiana, una piccolissima frazione del Comune di Mulazzo: solo 29 abitanti! Stavo pensando, inoltre, che anche quando le cose si conoscono spesso assumono una loro diversità se si vedono con i propri occhi o se solo per pochi minuti si vivono sulla proria pelle. Lì il Circolo Arci è lo Stato Sociale; potremmo definirlo un presidio sociale per il controllo del territorio che come tutte le cose importanti cambia faccia  a seconda delle finalità!!

Un saluto

Maurizio Pascucci

Coordinatore Campi Antimafie Arci

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La rivoluzione non serve al popolo se non è preceduta da un’evoluzione di pensiero.

Carissime, i,

ieri in Toscana abbiamo vissuto una giornata straordinaria! Al mattino la confisca a Monti, nel Comune di Licciana Nardi, della Villa di un camorrista condannato per violenze, riciclaggio di denaro attraverso il gioco d’azzardo  e controllo di slot machine taroccate!!
Per noi dell’Arci è stato emozionante poter colpire chi distrugge ogni giorno la salute di tanti cittadini ed abbiamo capito ancora di più che anche il gioco d’azzardo legale può  divenire “banca” della criminalità organizzata!!
Dopo la confisca abbiamo piantatato un melo come segno di cambiamento proprio nel giardino che prima apparteneva ad un camorrista, ma ora appartiene al popolo! Ed è stato bello vedere che un cittadino che abitava lì accanto ci ha prestato la sua vanga dicendo: “Ci voglio essere anche io!!”
In serata, invece, c’è stato l’incontro a Mama Africa insieme al Senatore Lorenzo Diana, l’unico politico “positivo” che Roberto Saviano cita nel libro Gomorra! Ma prima i ragazzi del laboratorio con le loro insegnanti hanno dato il tocco di novità all’evento con testimonianze dirette sulle esperienze fatte a Corleone e Licciana Nardi… insomma come indicava Gianni Rodari “hanno imparato a fare le cose difficili”.
Un ringraziamento e un saluto agli organizzatori di Mama Africa, il Circolo Arci di Torrano e il Comitato Territoriale Arci di Massa-Carrara-Lunigiana. Sono convinto che questo straordinario  evento culturale debba continuare il suo percorso in futuro cercando anche di integrare riflessioni e confronti. Come dice una bellissima canzone di Franco Battiato: “la rivoluzione sociale non serve al Popolo se non è preceduta da un’evoluzione di pensiero”

Un saluto

Maurizio Pascucci

Coordinatore Campi Antimafie Arci

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Confischiamo i beni dei mafiosi!

Carissime, i,

oggi è giornata di confisca in Toscana. Alle ore 10:00 il Laboratorio della Legalità Liberarci dalle Spine di sede nella scuola elementare di Mulazzo, si sposterà insieme a 26 volontari a Licciana Nardi per vivere un momento davvero importante. Infatti, insieme ai Carabinieri ed alla Guardia di Finanza potremmo gustare l’emozione di “fare confisca ai mafiosi”. Sarà anche un’occasione per la società civile organizzata per ricordare il nostro ritardo, poichè  questa confisca è già avvenuta “formalmente” un pò di tempo fà, ma quel giorno il Sindaco, fu lasciato da solo e la confisca fu semplicemente  un atto amministrativo della Guardia di Finanza in quanto nessuno si fece avanti. Oggi, però, ci saremo insiema all’Arci, la Fondazione Caponnetto, L’Associazione “Un’ Altra Storia”, la Rete Studenti Medi e l’ Unione degli Universitari. Ci saranno anche i nostri volontari con le loro insegnanti ed i coordinatori che hanno preparato delle belle sorprese…sarà un giorno di festa per la Lunigiana!!

un saluto

Maurizio Pascucci

Coordinatore Campi Antimafie Arci

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Mafia: Noi ci educhiamo!

Carissime, i,

in questi giorni mi trovo in Lunigiana a Mulazzo, in un laboratorio della Legalità che fa parte del nostro tour.
Ci sono ben 32 ragazzi e ragazze con 4 coordinatrici “particolari” in quanto sono le loro insegnanti di scuola che hanno scelto di concludere un percorso educativo avviato nel programma scolastico e che ha come tappa finale la Casa Caponnetto di Corleone. Perciò, concluso l’anno scolastico, queste fantastiche insegnanti hanno deciso di fare i tempi supplementari come “volontarie” ed hanno partecipato al nostro laboratorio estivo.
Ieri mattina, invece, abbiamo assistito all’arrivo di alcuni genitori nella nostra base logistica, una scuola elementare di Mulazzo. E’ stato un momento davvero bello ed emozionante in quanto abbiamo avuto la dimostrazione che l’associazionismo è un ‘opportunità di offerta educativa al ruolo delle famiglie.
Durante la giornata abbiamo affrontato l’argomento del lavoro minorile soprattutto in Italia ed anche in Toscana. Era sicuramente un argomento complesso e difficile, ma i ragazzi ci hanno stupito per la loro lucidità! Erano presenti anche i rappresentanti di Unicoop Tirreno, Silp Cgil, l’Associazione “Un’ altra Storia” e Cesvot, mentre a concludere i lavori del pomeriggio è stato il Presidente dell’Arci Toscana. Ma ancora una volta i veri protagonisti sono stati i ragazzi di ieri e di oggi che hanno presentato attraverso le loro testimonianze ed un bellissimo video, la loro esperienza corleonese, il lavoro svolto insieme alla Cooperativa “Lavoro e Non Solo” e l’incontro avuto con Carlo Di Cosimo, giornalista corleonese, i quale ha detto una frase davvero particolare: “Mafia: noi ci educhiamo!”

Un saluto

Maurizio Pascucci

Coordinatore Campi Antimafie Arci

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Incontro con Rita Borsellino

Carissime, i,
ieri pomeriggio a Marina di Massa insieme a Luciano Silvestri responsabile di  Legalità della Cgil  abbiamo incontrato Rita Borsellino nel bellissimo Camping organizzato dalla Rete Studenti Medi e l’Unione degli Universitari. Un nome affascinante “Idee come farfalle”!!
Erano presenti anche i 35 volontarii aderenti al laboratorio di Mulazzo e, così,  è iniziato anche questo evento  collocato in Lunigiana che durerà fino a sabato sera .
Rita, come sempre, riesce ad appassionare all’impegno e la sua narrazione della Carovana Antimafie è sempre più coinvolgente  perchè  fa vivere il valore della carovana anche durante i campi antimafie.

Un saluto

Maurizio Pascucci

Coordinatore Campi Antimafie Arci

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Pentedattilo: da paese “fantasma” a centro di artigiani

24 luglio 2011

Oggi è iniziata la seconda parte della nostra esperienza e ci siamo trasferiti da Caulonia a Pentedattilo. Prima di giungere a destinazione abbiamo fatto tappa nel centro di Caulonia per ricordare Angelo Frammartino, un giovane cooperatore internazionale ucciso per un tragico errore da un coetaneo palestinese. Pentedattilo è un  piccolo borgo nella provincia di Reggio Calabria; il trasferimento in questo paesino che si affaccia sulla costa ionica è stato motivo di nuovi entusiasmi ed ha incrementato la nostra voglia di fare e di collaborare con l’associazione che ci ospita nel proprio ostello.  Ciò che è stato appreso in questi due giorni ci spinge a contribuire al cambiamento dei comportamenti quotidiani che ogni  giornio favoriscono le attività delle associazioni malavitose.
L’accoglienza ci ha permesso di conoscere il percorso di rinascita che questo paese  definito “fantasma”  ha intrapreso, grazie alla volontà di alcune persone che hanno voluto ripopolarlo. Il rappresentante che ci ha raccontato questa bella esperienza è stato il presidente dell’associazione Pro-Pentedattilo, Beppe Toscano.  Fanno parte di questo progetto anche le piccole botteghe che si possono ammirare lungo le stradine della parte antica di Pentedattilo, le cui attività sono artigianali. La volontà di ricostruire la  storia del paese e ridargli la propria anima è frutto di rinunce, ma è anche testimonianza della caparbietà di quelle persone che  non si arrendono di fronte alle problematiche che  un piccolo paese come questo comporta.
Dopo cena, Davide e Domenico ci hanno mostrato un report di Carlo Lucarelli sulla nascita e lo sviluppo della ‘Ndrangheta, associazione, questa,  nata a metà dell’ Ottocento con lo scopo iniziale di far fronte alassenza  delle istituzioni, che non  rispondevano ai bisogni della cittadinanza. Nel corso del documentario sono state mostrate una serie di stragi e di sequestri  che hanno fatto di questa associazione una potenza internazionale. Di fronte a tutto quello che abbiamo visto, le perplessità circa la sconfitta di una realtà come questa  non fanno che aumentare fino a quando Lucarelli non riporta lo spezzone di un’ intercettazione telefonica tra due appartenenti  alla ‘Ndrangheta: “Se la gente si stanca e si ribella noi siamo finiti!” Perciò, la ‘Ndrangheta è fatta di uomini e può essere sconfitta dagli uomini. Ciò che è davvero importante è non sentirsi soli nella lotta contro l’ingiustizia.

Giulia e Alessi, volontari di Pentedattilo

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Perchè si va a lavorare nelle terre confiscate alla mafia?

Si parte da un’idea, che pian piano cambia, cresce ed assume nuove sfumature.”Vado nelle terre confiscate alla mafia!” E’ una frase che fa quasi paura…ma finchè non sei realmente qui, non ti rendi neanche conto di cosa possa significare essere il vicino di casa di uno dei maggiori criminali del paese. Non ti rendi conto di ciò che un abitante di qui possa pensare di te, di sè, della vita. Poi ti svegli alle 6 di matiina con un sonno pazzesco e una grandissima voglia di restare a dormire, ma poi apri gli occhi e pensi al motivo per cui ti trovi qui: un’infinita curiosità e tanto interesse di conoscere, di sapere, di cambiare le cose, che ti dà la forza per andare a lavorare nei campi, sotto il sole, e a togliere l’erba secca dai filari.
Speri che questo possa servire a qualcosa, che possa lasciare un segno e quando torni a casa per pranzo, avresti voglia di tornare a lavoare, di fare ancora qualcosa di più.
Dopo pranzo siamo andati in paese per comprare alcune cose, ma ci sono dei bar dove non dobbiamo andare… è strano! A Firenze sono davvero pochi i posti dove non puoi andare, ma si tratta principalmente di locali che di notte sono frequentati da gente strana di cui forse hanno paura solo le mamme troppo preoccupate. Invece qui vedi la gente che ti “squadra” e tu stesso non puoi fare a meno di osservare quelle persone che hanno rapporti con i”mafiosi” e  senti di vivere in una realtà diversa.
Una volta tornati a casa, Calogero ci ha parlato della cooperativa, della sua storia, delle impressioni dei corleonesi, della mafia. Ripercorrendo  la storia della cooperativa, ci si accorge che davvero la mafia c’è, concretamente ed ora noi ci siamo cosi vicini. Fa rabbia sapere che si conoscano i nomi ed i cognomi, che si sappia ciò che viene fatto. Eppure ci sono così tanti “mafiosi” a piede libero, e pare che sia davvero difficile incastrarli. Fa rabbia vedere come funziona l’Italia, fa rabbia l’impunità. Ma la rabbia ti fa pensare, ti fa reagire, ti fa venire voglia di fare davvero qualcosa. Sicuramente questo è solo un inizio, ma si può fare di più, si può essere più incisivi. C’è sempre la speranza che partendo da qui, il futuro sia più positivo.
Oggi sono andati via i due cuochi che in questi primi due giorni ci hanno pazientemente sfamati. Sicuramente ci mancheranno perchè oltre a cucinare per noi, facevano parte della grande “famiglia” che siamo adesso. Sono persone che ci hanno messo la voglia, l’interesse ed hanno magari avuto dei problemi per venire a lavorare qui. Per questo meritano sicuramente un saluto assolutamente sincero… sono rimaste con noi altre 3 cuoche: la nostra salvezza!
Adriana ci ha raccontato come mai ha deciso di venire qui ed alla fine le motivazioni sono simili alle nostre. Le nuove cuoche sono volontarie in pensione, ex sindacaliste che si sono rese disponibili all’appello di Adriana. Anche per loro è un’esperienza importante, che in qualche modo offre a noi giovani la possibilità di confrontarci anche con loro, con i loro pensieri e con le loro idee, oltre che con il loro ottimo (e vasto) reperetorio culinario! Inoltre credo che diano un contributo anche all’immagine di tutto il gruppo che è composto per lo più da giovani accompagnati  da volontari con più esperienza, che rendono ancora più vera e sentita questa battaglia.
Stasera siamo andati in cima alla collina vicino alla cooperativa da cui abbiamo potuto apprezzare un altro aspetto di Corleone: la vista dall’alto di uno scrigno di luci circondate dal buio e dal silenzio.

Jasmine

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Una volontaria europea a Corleone!

10 giugno 2011

Campi di lavoro  – Corleone, Sicilia

Una bulgara arrivata a Corleone…

Svegliata in una casa confiscata dalle mafia siciliane, cosi e’ iniziato il mio primo giorno di lavoro volontario sui campi che sono stati confiscati dalle mafie.

Dopo la colazione con il gruppo internazionale, siamo partiti per i campi in furgone con altri due dipendenti dalla cooperativa “ Lavoro e non solo”.

Siamo stati dalle 8 alle 12 sul campo raccogliendo aneto, in pratica cercando di pulire il campo per poter coltivarlo nel futuro.

Per me questo lavoro è stato molto strano perchè ho capito che in Sicilia l’aneto non si mangia, non si utilizza proprio come cibo invece nel mio paese –  Bulgaria – noi mangiamo l’aneto come spezia, come erba per condire l’insalata con cetrioli o patate lessate.

Tutti i colleghi e amici italiani erano sorpresi da questa mia osservazione.

Dopo il lavoro sul campo siamo rientrati in casa a pranzare e riposare.

Le attività didattiche sono continuate dopo le 16 quando Calogero ci ha fatto una lezione per la funzione della Coopertiva ‘Lavoro e non solo”.

Siamo stati informati come e dove è nata la cooperativa e come è stata sviluppata negli anni.

A cena sono venuti gli organi locali ( la polizia di stato) con cui abbiamo mangiato.

E’ stata una prima giornata molto interessante e produttiva per me e non solo per me.

Petya Romanova

CdIE BG


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