21 luglio 2011
Questa mattina siamo ritornati a Casapesenna per finire di pulire il campetto di calcio insieme ai ragazzi del luogo e ad alcuni volontari di Legambiente. Prima di lavorare, però, abbiamo visitato la Chiesa ed alcuni luoghi simbolo del paese. Durante il lavoro, poi, abbiamo scoperto che era il compleanno di Biagio, così Ernesto e gli altri sono andati a prendere i babà per festeggiarlo! Dopo aver finito le pulizie siamo andati a mangiare alla NCO (nuova cucina organizzata), ristorante situato su un terreno confiscato alla camorra.
Durante il pomeriggio, invece, la segretaria della Cgil di Caserta, Camilla Bernabei è venuta a parlarci del fenomeno del caporalato e delle strategie che il sindacato mette in campo per combatterlo. Dopodichè, siamo andati ad apparecchiare i tavoli per la mensa sociale ed abbiamo cenato tutti insieme.
20 Luglio 2011
Oggi è stato l’inizio di un giorno speciale. Lo abbiamo capito non appena siamo arrivati a Casapesenna, feudo del clan Vitale. Ad accoglierci c’erano i bambini del posto con le magliette di Legambiente già pronti con le pale ed i rastrelli in mano. Pasquale, volontario dell’associazione ambientalista, ci ha raccontato la storia del posto che avremmo dovuto ripulire dopo anni di abbandono: un campetto da calcio restituito agli abitanti dopo essere stato il ritrovo dei “Galantuomini”, cammorristi affiliati ai Vitale.
Mentre stavami in mezzo alla polvere ed ai calcinacci, è venuto a salutarci anche il parroco del Paese. Dietro di lui, ad un certo punto, ha fatto capolino la moglie del boss, ora condannato all’ergastolo.
Mentre la signora taceva con le braccia conserte si è avvicinata la sua vicina di casa, che ci ha offerto l’acqua per innaffiare il campo, ed è stata gentilissima per tutto il tempo.
Un campo antimafia è anche questo: dietro un muro di omertà durato decenni si apre una porta che mostra un mondo di disponibilità e collaborazione che dà un senso diverso alla nostra fatica.
Pasquale ci ha detto che il nostro arrivo è stato importante per gli abitanti di Casapesenna, gli ha dato la forza ed il coraggio di essere ancora lì nonostante tutto e di riappropriarsi a testa alta di un bene che gli era stato sottratto per restituirlo ai bambini. Anche a noi le sue parole hanno dato una forza che non immaginavamo: in tre ore abbiamo raccolte decine di sacchi di spazzatura ed eravamo felici e soddisfatti! C’è venuta anche in mente la frase di don Peppe Diana, che abbiamo sentito in questi giorni: “Per il bene del mio popolo non tacerò!”.
Un altro silenzio lo abbiamo squarciato con il cibo: alcune famiglie di Parete ci hanno invitati a pranzo, aprendoci le loro case.
Cosa non da poco in un territorio in cui per anni si aveva paura anche ad uscire di casa per gli spari della camorra.
Il cibo era ottimo, e quando abbiamo parlato tra di noi dei menù che le famiglie ci hanno offerto (eravamo due per famiglia), abbiamo scoperto di aver mangiato tutti la mozzarella di bufala! Una squisitezza! Questa volta, però, eravamo sicuri che le mozzarelle non erano state prodotte sui terreni del nipote di Sandokan, e, soprattutto, erano state fatte da persone rispettose della tradizione e della loro terra. Il pomeriggio, però, è stato tutto dedicato alla digestione del gran pranzo e all’ascolto di Francesco Tonziello esperto di legambiente sulle ecomafie.
Lo stesso termine “ecomafia” è nato proprio nella provincia di Caserta, dove grazie alla “monnezza”, la camorra ha creato un impero finanziario di milioni di euro, condannando per decenni chilometri di terra all’inquinamento.
Ora, però, la gente del posto chiede rispetto. Noi abbiamo fatto la nostra parte, e dopo aver parlato di discariche, siamo andati ad aiutare i ragazzi di “Nero e non solo” ad apparecchiare la mensa per i nostri amici immigrati…non prima di aver visto la partita di calcetto Egitto-Tunisia. Ha vinto l’Egitto, ma noi aspettiamo la finale di venerdì…
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19 luglio 2011
Oggi anticipata la sveglia, siamo giunti al campo ancora addormentati con tutto il lavoro che ci aspettava… Siamo riusciti a ripulire tutto il capannone e le sale mungitura per rendere l’accesso al campo più presentabile ed accogliente e, dopo un’ estenuante attesa, Nello ci ha gratificati con il “dovuto cibo”, portandosi dietro Federico, che da Milano è venuto per aggiungersi al nostro gruppo.
Lasciando probabilmente per l’ultima volta il campo, abbiamo voluto piantare due piantine all’entrata (Tina e Maria) in ricordo del nostro passaggio.
Nel pomeriggio abbiamo incontrato Pasquale Iorio che ha presentato il suo libro “La lotta alle mafie come narrazione collettiva”, insieme a Camilla Bernabei segretaria della CGIL di Caserta e Gianfranco Francese segretario della CGIL di Pisa.
E’ stato un momento di confronto e di consolidamento dell’esperienza maturata col progetto “Terra di lavoro…e dignità”. La sera siamo tornati a mangiare a scuola con tutti i ragazzi stranieri e abbiamo parlato fino a tardi.


18 luglio 2011
Durante la mattina siamo andati a pulire la proprietà confiscata alla camorra in cui era stata fatta l’inaugurazione il giorno precedente.
Nel pomeriggio siamo tornati a casa e dopo una meritata e necessaria doccia, abbiamo avuto un incontro al villaggio della solidarietà con un ex metalmeccanico che ci ha presentato un libro sulla sua adolescenza passata a lavorare come “scalda chiodi” in una fabbrica. Giovanni Mandato, ovvero il protagonista di questa storia, ha iniziato a lavorare in fabbrica a 15 anni dopo la morte di suo padre. Giovanni, dopo questa grande perdita, aveva deciso di prendere il posto del padre anche se avrebbe fatto un lavoro che tutti odiavano e con un contratto da precario. Parlare con lui ed averlo ascoltato è stato molto bello ed interessante e ci sono state anche regalate delle copie del libro “Storia di un metalmeccanico meridionale”.
Alla fine dell’incontro, abbiamo trovato tutto apparecchiato e pronto per desinare.
Dopo cena tutti a casa a cambiarsi e poi ritorno alla scuola…chissà come finirà il resto della serata?? Ve lo racconteremo nel diario di domani!!!

Domenica, 17 luglio 2011
Oggi, noi volontari d’Italia e dell’Arci toscana, insieme ai volontari locali, abbiamo inaugurato la nuova gestione agricola di un terreno a Santa Maria La Fossa (Ce), confiscato alla camorra ed in particolare a Bidognetti e al cugino di Francesco Shiavone, alias Sandokan.
Il terreno è stato affidato all’associazione antirazzista “Nero e Non Solo”, O.n.l.u.s. di Caserta affiliata all’Arci, che ha lo scopo di promuovere lo sviluppo del lavoro agricolo fra migranti.
Erano presenti i rappresentanti dell’Arci Toscana e Arci Campania, la Cgil Toscana e la Cgil Caserta. A grande richiesta era presente anche il Sindaco di Santa Maria La Fossa. Al ritorno, abbiamo ammirato il reale sito borbonico di Carditello ed abbiamo anche intravisto uno degli scempi della Campania, vale a dire la discarica di Ferrandelle (terreno attualmente molto collinoso, mentre prima era una vasta pianura). Tornati a Parete, un pò di meritato riposo, dopo una giornata passata sotto il sole (Viva l’ acqua fresca!!).
Ore 19:00 ci aspetta la sistemazione del cortile per la cena. Piu tardi ci aspetta in piazza Troisi la proiezione del film NON CI RESTA CHE PIANGERE, con cocomero offerto dal gentilissimo Comune di Parete!
Il famigerato Harry bufano , Greg, il Maso, Sophie e il mitico Rosario con la camicia a quadretti!
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