19 Settembre 2011,
Eccoci qua, siamo arrivati all’ultimo giorno di questa nostra avventura siciliana…E anche in questo ultimo giorno, il Doccio si è armato di guanti e scarponi per fare l’ultima vendemmia, anche se il tempo, in realtà, non ci ha assistiti: verso le 09:30, infatti, i lavori sono stati interrotti a causa di un violento temporale, per cui…nostro malgrado, abbiamo fatto ritorno alla “base corleonese”. Qui, dopo aver accolto il nuovo gruppo che si appresterà a “darci il cambio”, ci siamo riuniti nella sala per condividere le nostre impressioni. Alcuni di getto, altri più intimiditi, ma TUTTI hanno dato voce all’emozione di questa esperienza vissuta insieme passo dopo passo. Anche l’ultima cena è stata più succulenta del solito, ma ciò che l’ha resa ancora più significativa sono state la presenza e le parole del nostro fondatore Don Armando Zappolini, accompagnato dall’assessore della provincia di Pisa Gabriele Santoni, e dalla rappresentanza corleonese nelle persone di Antonio Ianazzo attuale sindaco di Corleone e Pippo Cipriani. Abbiamo parlato molto del concetto di “lotta comune” che sta permettendo un processo di cambiamento al di là di qualunque colore politico e noi siamo contenti di farne parte, col nostro piccolo contributo. Ma non sono mancati i ringraziamenti ad un gruppo che ha saputo donarsi e rimboccarsi le maniche mostrando grande forza di volontà. Ora è il momento di fare le valigie, il carico sarà sicuramente più pesante rispetto alla partenza, in quanto oltre ai vestiti ci portiamo dietro anche tante emozioni, ricordi, nuove speranze e tanta voglia di “esserci”. Esserci come? Esserci con le nostre parole, con il nostro “rumore”, con i nostri diritti e anche doveri, perché è importante, come diceva Rita Borsellino, farci sentire: “Basta minuti di silenzio”. Esserci con la consapevolezza di aver contribuito concretamente alla diffusione di una nuova mentalità. Esserci con la voglia di raccogliere i frutti del nostro cammino di cambiamento! Forse, come in ogni saluto che si rispetti, anche questa giornata ci lascerà un po’ di nostalgia, perché se da una parte sentiamo il desiderio di tornare alla nostra realtà quotidiana, dall’altra sono “vivi” in noi i bei momenti passati insieme ed anche, perchè no, le piccole difficoltà di convivenza che hanno, però, reso più autentica la nostra esperienza.

18 Settembre 2011,
Al centro del Golfo di Castellamare, in provincia di Palermo, eccoci arrivati in un’altra bellissima spiaggia. Abbiamo trascorso un pomeriggio di puro divertimento: beach volley sulla spiaggia, nuotate in un mare cristallino e per chiudere in bellezza una buona pizza alla pizzeria “La Giarra” di Corleone, dove abbiamo colto l’occasione per festeggiare anche il compleanno di Stefano. È sempre bello condividere insieme non solo il lavoro, ma anche i momenti più “familiari” e spensierati! Dopo le abbondanti raccolte di questi ultimi giorni ce lo meritavamo proprio un po’ di riposo! Ma ora a letto…perché domani abbiamo, appunto, l’ultima vendemmia.

16 Settembre 2011,
Oggi è stata davvero una giornata molto intensa! Dopo aver trascorso la mattinata nei campi a raccogliere pomodori, sempre con grande impegno e determinazione, nonostante il caldo e la fatica accumulata in questi giorni, nel primo pomeriggio si parte alla volta di Canicattì, dove con grande piacere incontriamo Rita Borsellino, la quale ci dedica un ritaglio del suo tempo, prima di andare tutti insieme in piazza Castello per la festa dell’ARCI in onore di Rita Atria. Vogliamo ricordare che Rita Atria era una ragazzina che apparteneva ad una famiglia mafiosa e che si era affidata a Paolo Borsellino per vendicare l’uccisione del padre e del fratello, ma dopo la morte del magistrato si ritrovò completamente sola e decise di togliersi la vita. Troviamo Rita Borsellino particolarmente emozionata, in quanto proprio oggi è stata diffusa la notizia della richiesta di revisione del processo avanzata dal PM di Caltanissetta, Sergio Lari. Dopo 19 anni di confusione e depistaggi sembra si stia imboccando la strada giusta per conoscere la verità, quella verità che Rita non si è mai stancata di aspettare!
Ciò che ci colpisce particolarmente dell’incontro con Rita è l’immagine che trasmette del giudice Borsellino, un uomo che, secondo la donna, non deve essere considerato un eroe, ma una persona comune, che ha lottato fino in fondo per i suoi ideali con grande umanità e passione. Paolo Borsellino cercava, infatti, di capire perché un uomo normale si trasformasse in una “belva assetata di sangue e di potere”, colpevolizzando non tanto l’uomo in sé, ma tutto il contesto sociale e istituzionale che ha permesso lo sviluppo di una mentalità mafiosa che viene interiorizzata, tanto da giustificare qualsiasi sopruso. È davvero commovente il messaggio che Rita ci lascia: “Non perdere mai la speranza!” Una speranza che dovrebbe accompagnare ogni difficile percorso di cambiamento.
14 Settembre 2011,
Ognuno con il proprio metodo: chi seduto su una cassa, chi chinato a gambe divaricate, chi inginocchiato come se stesse pregando o rannicchiato…Insomma, con le posizioni più strambe, ma con tanta volontà ed allegria, anche oggi abbiamo caricato sul camion duecentoventicinque casse di pomodori! Certamente dobbiamo anche dire che oggi non eravamo da soli a lavorare nei campi, ma eravamo acccompagnati dal gruppo dei volontari che risiede a Canicattì, i quali sono stati poi nostri ospiti a pranzo. Un buon riposo dopo il lauto pranzo e, nonostante il cattivo tempo, il Doccio non si è perso d’animo e non si è risparmiato una buona brioche con gelato nel centro di Corleone. La giornata è finita…diciamo “uno a uno”, considerando che prima di andare a letto abbiamo tifato per il Napoli, che ha pareggiato con il Manchester. Ma ora, palla al centro: domani c’è la sveglia alle 05:00 e ci aspetta la vendemmia a Canicattì!

15 Settembre 2011,
Siamo sempre lieti di condividere con voi lettori le nostre esperienze quotidiane che riempiono questa “avventura” con emozioni sempre diverse, ma oggi ammettiamo che non riusciamo nemmeno a premere i tasti della tastiera per la stanchezza, perciò facciamo un ultimo sforzo…Stamattina sveglia alle cinque e di buona lena ci siamo recati in quel di Canicattì, dove tra uno scambio di battute e un sorriso, noi, “gente dei campi”, abbiamo spogliato per bene i filari del vigneto. Però, dobbiamo dire che oltre al lavoro, le nostre giornate sono sempre colorate da un clima di allegria generale, che oggi è stato condiviso anche con i volontari di Canicattì. È sempre un piacere potersi confrontare con realtà diverse dalle nostre perchè arricchiscono il nostro percorso di crescita. Sarà anche vero che abbiamo messo a dura prova la nostra povera schiena, ma è altrettanto vero che il nostro stomaco è stato gratificato da una piacevole “arrustuta” di carne. Perciò, quando siamo risaliti sui furgoni diretti a Corleone, eravamo felici e ricompensati sia dalla giornata trascorsa che dai risultati ottenuti.
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13 Settembre 2011
Oggi il gruppo del Doccio comincia la raccolta dei pomodori! È stata una giornata molto faticosa, ma sicuramente produttiva: sotto il sole rovente siamo riusciti a raccogliere più di 170 cassette di pomodori, sicuramente la volontà e la collaborazione ci hanno dato un buono aiuto! Nel pomeriggio, invece, è venuto a trovarci Dino Paternostro, segretario della camera del lavoro di Corleone e, con entusiasmo e partecipazione, tutti noi del Doccio l’abbiamo accolto nella nostra sala. Il suo intervento è stato significativo, ci ha brevemente raccontato la nascita della mafia in Italia, sottolineando che attraverso una maggiore sensibilizzazione civile e culturale, “Cosa nostra” … così come è nata può anche morire! Ciò che più ci “portiamo a casa” dall’incontro con lui è un concetto molto importante: la consapevolezza di essere qua non solo per offrire una forza lavoro alla cooperativa, ma anche per auto-liberarci da un pensiero chiuso, privo di quell’essenziale senso critico che ci dovrebbe sempre guidare nelle nostre scelte. Sì, quel senso critico che costa impegno perché, tutto sommato, la via più facile, per non dire “illecita”, è quella che spesso accorcia tempi e fatiche. Paternostro ha infine sottolineato il valore delle cooperative sociali che si impegnano da anni nella coltivazione delle terre confiscate alla mafia, lottando contro abusi e soprusi. Molto interessante è stato anche l’intervento di Franco, socio della cooperativa “Lavoro e non solo”, il quale ci ha raccontato il disagio e le difficoltà che la cooperativa ha incontrato nel corso degli anni a seguito della loro scelta di schierarsi contro la mafia. È davvero significativo per noi sapere che tanta gente rischia ogni giorno la propria vita per rimanere fedele ai propri ideali e per difendere la propria libertà!

11 Settembre 2011,
Eccoci alla nostra seconda giornata corleonese, ma ancora non abbiamo assaggiato la realtà dei campi lavoro. Essendo domenica ci siamo concessi una splendida gita alla Scala dei Turchi, una parete rocciosa dal caratteristico colore bianco, che si erge a picco sul mare lungo la costa di Realmonte, vicino a Porto Empedocle, in provincia di Agrigento. Inutile dire che siamo tutti rimasti entusiasti dallo splendido paesaggio siciliano, che per alcuni di noi era totalmente nuovo: ampie distese di terra arsa dal sole, natura per chilometri e chilometri senza vedere nemmeno un’abitazione, ma lo spettacolo ancor più emozionante, si ha quando si arriva sullo splendido mare di acqua cristallina. Appena arrivati sulla spiaggia, abbiamo incontrato alcuni ragazzi dei campi lavoro di Canicattì, con i quali abbiamo condiviso la giornata ed ai quali abbiamo chiesto informazioni e impressioni sull’esperienza che noi ci apprestiamo a vivere. Ma per alcune ore abbiamo continuato a fare gli “esploratori” continuando a scoprire questo posto fantastico fino a quando non ci siamo inerpicati in una salita somigliante ad una grande scalinata naturale di pietra calcarea. Una volta raggiunta la sommità della scogliera, il paesaggio visibile abbracciava la costa agrigentina e, naturalmente, ci siamo sbizzarriti in innumerevoli fotografie dalle pose più strambe. Stanchi dal viaggio, ma tutti convinti che ne sia valsa la pena abbiamo poi “sbranato” la cena che suor Maria, rimasta a casa, ci ha preparato con amore. Ma…come già detto inizialmente…il “cuore” dell’esperienza la sperimenteremo solo da domani, per cui, per ora…buona notte a tutti, perchè domani ci attende la sveglia alle 06:30!
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10 settembre 2011,
“ Meglio un giorno da Borsellino che cento anni da Ciancimino”
Per noi del Doccio, comunità terapeutica pisana, inizia stamani, sbarcati al porto di Palermo, l’esperienza corleonese, verso una maggior conoscenza di ciò che in questi luoghi cerca, da molto tempo, di regnare sovrana: la legge del più forte, di ciò che usualmente chiamiamo “Mafia”… Non a caso scriviamo “cerca”, perché da subito ci viene spiegato il duro lavoro che la Cooperativa “Lavoro e non Solo” svolge ogni giorno per liberarsi dalle dolorose ed insinuose “spine” della sopraffazione. Non è una lotta facile, così come non è facile per noi entrare in una realtà così apparentemente “lontana”; noi, che proveniamo dalle terre toscane, dove certe problematiche non le dobbiamo fortunatamente subire, ma non per questo ce ne vogliamo tenere in disparte. Cominciamo ad entrare in questa realtà poco alla volta, visitando il Museo “Bottega della Legalità”, all’interno del quale sia suor Nadia che Francesco ci fanno da guida e ci raccontano gli episodi più importanti e cruciali che hanno segnato la storia siciliana. Un aspetto di notevole interesse è stato osservare i dipinti che già di per sé raccontavano molto, specie alcune rappresentazioni significative che erano sistemata in ordine cronologico. E poi ci siamo un po’ addentrati nel paesino di Corleone, respirando gli odori e i profumi del luogo, addentrandoci nelle strette viuzze trafficate, dove, come in una cartolina stampata in bianco e nero, riposavano sulle seggiole poste davanti alle proprie porte, le “vecchine” del posto. Ma, dopo tanto “sentire”, arriva anche un certo appetito e, sicuramente, la cucina di suor Maria non ci deluderà (già oggi ne abbiamo avuto un succulento assaggio!). La serata si conclude con un film estremamente significativo: “ I Cento passi”, dedicato alla vita e all’omicidio di Peppino Impastato, impegnato nella lotta alla mafia nella sua terra: la Sicilia.
Corleone, 13 settembre 2010.
Iniziamo la giornata con la solita sveglia delle 6,00 per riprendere la raccolta dei pomodori nel campo di Pietralunga. La mattinata è stata particolarmente calda e ciò ha reso la nostra raccolta più faticosa del solito, inoltre mancava il gruppo dello Spi che ci ha fatto compagnia nei giorni passati. Nonostante ciò non è mancata la voglia di spenderci sia perché come gruppo riconosciamo il valore terapeutico del lavoro, sia perché gli incontri di questi giorni hanno alimentato il nostro senso di appartenenza a questo progetto.
Dopo un riposino pomeridiano visitiamo il Centro internazionale di documentazione sulle mafie e del movimento antimafia di Corleone, inaugurato nel 2000, con la presenza delle massime autorità dello Stato. Al suo interno abbiamo potuto osservare delle significative foto su stragi e vittime di mafia, le foto di alcuni dei principali boss della mafia sono affiancate a quelle di alcuni dei grandi uomini della giustizia che hanno avuto il coraggio di sacrificare la propria vita.
Attraverso le foto abbiamo cercato di cogliere quei particolari di rilevante importanza che riescono a trasformare una semplice foto in una vera e propria fonte di documentazione su quello che era il tipico modo di agire della mafia.
La nostra giornata non è ancora terminata, rientrando a casa Caponetto ci aspetta un incontro con Giuseppe Maniaci, giornalista di Telejato, che attraverso una comunicazione ironica, schietta e molto incisiva denuncia da anni la mafia locale. Abbiamo ascoltato con molta attenzione e curiosità le sue critiche ad un sistema corrotto e abbiamo ammirato il coraggio con cui si espone nonostante sia stato più volte minacciato dalla mafia. Ancora una volta quest’incontro ci lascia l’entusiasmo della speranza che qualcosa possa cambiare, che c’è qualcuno che si impegna per farlo e che nonostante le tante difficoltà lotta con passione per i propri ideali.
Comunità il Doccio

Corleone 10 settembre 2010
Oggi giornata di riposo! A causa del cattivo tempo ne abbiamo approfittato per fare un ricco itinerario turistico che ci ha portato attraverso le bellezze di Monreale e Palermo.
E’ stato bello passeggiare insieme, prendere dei ricordi da portare ai nostri cari, pranzare sotto secolari alberi di magnolie e di fronte ad uno spettacolare paesaggio!
Ci siamo divertiti a fare fotografie di gruppo, per poter conservare e portare con noi questi piccoli momenti di spensieratezza e serenità, all’interno di un percorso di comunità che non è sempre facile e lineare.
Ci siamo lasciati incantare dalla straordinaria bellezza del duomo di Monreale e dei luoghi più caratteristici di Palermo.
Non stanchi nel pomeriggio ci dirigiamo a Portella della Ginestra dove possiamo ascoltare le storie di tre anziani sopravvissuti alla strage di mafia del primo maggio 1947, ci emoziona il loro coinvolgimento ancora molto forte nonostante gli anni trascorsi da quella data, in particolar modo le parole di Mario che con molta grinta ci lancia messaggi davvero forti che ci trasmettono il coraggio di dover continuare una lotta non solo politica, ma legata alla conquista della libertà, libertà di poter prendere in mano la nostra vita e lottare sempre per ciò in cui crediamo.
Crediamo che anche questo incontro possa lasciare in noi una ricchezza di valori e ideali su cui potremo continuare a riflettere al nostro rientro. Rientrati nella nostra casa di Corleone ci aspetta un sano riposo per ripartire per una nuova giornata di lavoro.
Comunità Il Doccio
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