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Archivio per la categoria 'il diario dalla Calabria'

Un tuffo nel passato: i moti di Reggio Calabria

Pentedattilo, 5 agosto  2011

La mattina è stata caratterizzata dal consueto lavoro nei campi. Abbiamo avuto l’occasione di conoscere i ragazzi della cooperativa “Rinascita”, che hanno degli handicap mentali e con i quali abbiamo collaborato nella raccolta di melanzane, pomodori e peperoni. Tra foto e spuntini la mattinata è trascorsa in allegria nonostante il caldo soffocante della giornata. Ma mezzogiorno è presto arrivato e dopo essere ritornati al nostro ostello, ci siamo preparati per un incontro molto importante. Abbiamo, infatti, ascoltato alcune  testimonianze storiche e toccanti sui moti di Reggio Calabria avvenuti tra il 1970 e il 1972, che ci sono state narrate dai compagni dello  SPI-CGIL calabresi, testimoni diretti di quei giorni. La commozione che trapelava dal racconto di quegli episodi ci ha coinvolti talmente tanto che ci siamo potuti immedesimare nel clima dell’epoca! Ma non è finita qui, dopo il pranzo ed il riposino pomeridiano, ci siano nuovamente preparati per uno degli incontri più forti e coinvolgenti della settimana. Il protagonista era Mimmo Nasone, Responsabile Libera Calabria, professore di religione ed ex sacerdote, che ci ha mosso le coscienze raccontando episodi della sua vita. Nasone è stato sempre a contatto diretto con le realtà di vita più dure senza mai tirarsi indietro ed ha avuto sempre il coraggio di esporsi in prima persona, anche con i suoi studenti, contro l’atteggiamento ‘ndranghetista. Secondo lui la mafia non va combattuta contrastando i mafiosi, ma tenendo i piedi ben saldi a terra, occupando, cioè, ognuno il proprio ruolo all’interno della società e tenendo un comportamento sempre volto alla legalità. Dopodichè è arrivato il momento della verifica finale da cui è emersa la grande compattezza del gruppo e la volontà da parte di tutti i ragazzi di portare anche sui propri territori di provenienza, la testimonianza delle esperienze fatte in Calabria. E dopo la cena a base di piatti tipici tutti in paese a ballar la tarantella!
Un grazie a tutti coloro che si sono impegnati per farci vivere questi 10 giorni in maniera unica e un arrivederci al 2012.

Tato e Dano

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Un pò di mare per ricaricare le batterie!

Pentedattilo,

Anche questa mattina i ragazzi dei campi del sole 2011 si sono divisi in gruppi: alcuni hanno partecipato alla creazione di un muretto a secco nel borgo di Pentedattilo  altri sono tornati a lavorare sui terreni confiscati alla ‘ndrangheta ed altri ancora sono rimasti in ostello per le pulizie  e la preparazione dei pasti.
Il primo pomeriggio è stato dedicato al divertimento e siamo andati al mare per ricaricare le batterie ed essere pronti per gli incontri successivi. Alle 18:30 si è tenuto, infatti, un incontro con Nuccio Barillà, responsabile di Legambiente che ci ha spiegato come l’azione della ‘ndrangheta abbia contribuito a deturpare il paesaggio e ad inquinare i terreni della Calabria. In più, un rappresentante dell’associazione Nemesis ci ha parlato più nel dettaglio del caso delle Saline Joniche. Dopo cena, invece, abbiamo incontrato Saverio Pazzani, un giovane professore, autore del libro “La corsa dell’ultima estate” che affronta i problemi dei giovani una vlta terminati gli studi: restare in Calabria o cercare fortuna in altri luoghi.

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Da scuola abbandonata a centro ricreativo: il lavoro degli abitanti di Pentedattilo

Pentedattilo, 31 luglio 2011,

dopo un momento di confronto e di verifica delle nostre impressioni nei tre giorni di pre-campo, ci siamo trasferiti da Riace a Pentedattilo. La sistemazione è presso l’ostello della gioventù gestito dall’associazione pro-Pentedattilo.  Bisogna dire che la scelta della struttura è stata significativa: una vecchia scuola elementare chiusa ormai da anni a causa dell’assenza di bimbi in età scolare. Gli uomini della pro-Pentedattilo, però non si sono scoraggiati e le hanno ridato vita organizzando attività ricreative fin dai primi campi di lavoro nel 1991 e nel corso degli anni, grazie anche all’aiuto delle persone impegnate sul territorio, sono riusciti a terminare la ristrutturazione di un borgo che si stava lentamente spopolando, borgo che abbiamo visitato nel tardo pomeriggio. Durante la serata la cena è stata preparata da Roberta e a seguire tutti a partecipare al coinvolgente festival  “Paleariza” con musica etico-popolare nell’anfiteatro del paese.

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“La libertà non ha pizzo!”

Pentedattilo, 29 luglio 2011

Oggi è il vento il protagonista di Pentedattilo, che risale la vallata e ci investe con la sua foga e la sua polvere. Così, chi è andato ad aiutare Carmelo a costruire il muretto a secco, ha  dovuto interrompere il lavoro molto presto a causa della polvere che entrava negli occhi e dentro le lenti a contatto di Giulia. Le altre attività svolte dai ragazzi comprendevano la ripulitura della stalla, il completo assemblaggio dei letti a Villa Placanica  e la raccolta di pomodori, melanzane, peperoni. Una cosa molto positiva è che una parte di questo splendido raccolto è arrivato direttamente sulla nostra tavola, sapientemente cucinato da Roberta.
Dopo il lavoro una fresca doccia ci tonifica e poi, chi  con tanta malinconia, chi con la gioia di ritrovare il comodo bagno di casa, guarda la valigia che bisogna preparare per tornare a casa. La tristezza di andare via è tanta, ma molti cercano di combatterla con la determinazione a ritornare nei campi di lavoro della legalità per continuare questa splendida esperienza. Durante la pausa, nel pomeriggio,  c’è chi gioca a carte, chi chiacchiera e c’è chi “sviene” sul letto.
Alle ore 16:30 incontriamo il giudice dott. Michele Prestipino. Ci parla dell’antica cultura calabrese, ma anche dell’isolamento di questa terra, ci spiega come alcune famiglie abbiano raggiunto ricchezza e potere, che vengono preservati grazie al rapporto con altre famiglie della ‘ndrangheta e con i politici regionali che cercano appoggi elettorali. La cosa più triste, però, è che soprattutto grazie al consenso sociale che si sostiene la ‘ndrangheta ed è proprio questo consenso che deve essere spezzato. Perciò, la presenza dei giovani nei campi di lavoro porta linfa vitale, perché rappresenta un tentativo per far uscire la regione Calabria dal suo isolamento. L’incontro viene concluso dal rappresentante di Libera, Salvatore Mafrici, che presenta l’iniziativa: “Reggio libera Reggio – La Libertà Non Ha Pizzo”. E’ importante sottolineare che molti imprenditori hanno aderito a questa iniziativa  esponendo nei loro esercizi commerciali un bellissimo logo che verrà creato per mostrare la loro scelta di legalità. Anche Mafrici insiste sull’importanza della corresponsabilità dei cittadini, che devono liberarsi dalla logica dell’assistenzialismo. Dopo cena, invece, concludiamo la giornata con  il professore Salvino Nucera, che ci parla della lingua grecanica e dello sforzo che sta compiendo per raccogliere e scrivere le regole di questa lingua imparata oralmente.
E adesso ciao a tutti perché la tarantella ci aspetta.

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Le bellezze della Calabria

Oggi è stata una giornata diversa: lontana dai campi e dalla fatica e piena di relax. Infatti, subito dopo colazione siamo partiti per esplorare le bellezze dell’Aspromonte! Durante il tragitto abbiamo osservato degli splendidi panorami, scattato qualche fotografia di gruppo e, dopo esserci rinfrescati  nel bacino del fiume Menta, abbiamo raggiunto il piccolo paese fantasma Roghudi dove ci hanno accolto alcuni membri della Pro-loco del paese offrendoci un pranzo davvero gustoso. Al termine del pranzo è seguito un momento di svago durante il quale l’acqua è stata protagonista e dopo la piecevole “rinfrescata”, abbiamo fatto una breve ispezione alla futura base Arci per i campi di volontariato, situata nella frazione di Ghorio di Roghudi.
Siamo tornati all’ostello nel tardo pomeriggio dove, dopo una breve cena, abbiamo incontrato due noti giornalisti: Giuseppe Baldessarro, che scrive per “Repubblica” e per “Il Quotidiano Calabrese”, e Manuela Iati, collaboratrice di Sky News 24.
Questi grandi giornalisti ci hanno parlato dell’ Ecomafia e del problema dello smaltimento dei rifiuti ed hanno presentato anche il loro nuovo libro intitolato “Avvelenati”.
E’ stato un incontro positivo e molto interessante sia perché abbiamo conosciuto un pò più a fondo una realtà che non riguarda soltanto la Calabria ma anche tutto il territorio nazionale, sia per il messaggio che ci ha trasmesso il giornalista Baldessarro: “ La Calabria è un territorio dei Calabresi e non della ‘Ndrangheta e quindi se c’è qualcuno che se ne deve andare, quelli sono proprio gli ‘ndranghetisti ”.

Deborah e Gianluca

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“Parlate delle mafie, parlatene alla radio o in televisione, però parlatene”.

dai volontari di Melito Porto Salvo,  27 luglio 2011

Sveglia sempre troppo presto: 07:00 in punto! Ci alziamo e, ancora assonnati, ci trasciniamo in silenzio verso i tavoli per la colazione.
Sul tavolo marmellata e fette biscottate e nell’aria profumo di caffè: il modo migliore per cominciare la giornata! Finita la colazione, come di consueto, si formano i gruppi: chi sale in paese per aiutare a “ristrutturare”  la città di Pentedattilo; e chi invece si dirige verso Villa Placanica per la raccolta  di frutta e verdura e per aiutare a sistemare gli interni della villa. Non appena il sole si alza ritorniamo all’ostello, qualcuno di noi ha già la pancia piena, ma è difficile resistere alla tentazione di mangiare la frutta appena raccolta. E’ il compleanno di Romeo e il pranzo è il momento ideale per festeggiarlo e qual è il modo migliore per farlo se non con una bella fetta di torta?
Nel pomeriggio abbiamo incontrato il Dott. Beppe Angelone, responsabile della comunità ministeriale del tribunale dei minori di Reggio Calabria e portavoce del movimento spontaneo “Reggio non tace”, costituito dopo l’esplosione di 3 bombe nella procura di Reggio Calabria il 3 gennaio 2010. La mancanza d’identità e di alternative, di questo e non solo ci ha parlato il Dott. Angelone, spiegandoci come la mancanza di valori e la disinformazione perpetuata dai media, creano lo stereotipo di una società ben lontana da quella reale  della gente comune. Questo naturalemte favorisce la diffusione di cattivi esempi e, di riflesso, la scelta quasi inconsapevole dei giovani finisce per  portarli sulla strada sbagliata. Le parole del Dott. Angelone ci hanno fatto riflettere sull’importanza  della presenza di una rete sociale-istituzionale che aiuti i ragazzi a reinserirsi in una comunità che non li ha ascoltati. Tornati in ostello, subito dopo la cena, abbiamo visto la puntata di “Presa diretta” intitolata “‘Ndranghetisti” e relativa alla presenza della ‘ndrangheta nel nord d’Italia. La cosa che più ci ha colpito di questo video è vedere come ancora oggi le persone negano la presenza  di un fenomeno mafioso come la ‘ndrangheta al nord, a volte quasi come se non esistesse e noi ci chiediamo:  com’è possibile tutto questo? Com’è possibile che dopo tutte le stragi,  tutti gli avvenimenti accaduti e documentati ci siano ancora persone cieche ad occhi aperti e che negano la presenza di un fenomeno palesemente esistente. Probabilmente ciò che li spinge a comportarsi in questo modo è la paura della ‘ndrangheta stessa, del suo modo di “farsi giustizia” del modo in cui, pur commettendo reati, si garantisce il “consenso” e il silenzio della gente, ma finchè la mentalità non cambia, finchè le persone non si ribelleranno a questi episodi e li denunceranno, si  continuerà ad alimentarli e a non far altro che arricchire la ‘ndrangheta, perché il modo migliore per combatterla e per combattere tutte le mafie è parlarne, parlarne alle persone, alle istituzioni, denunciare i fatti, essere uniti in uno Stato che decanta l’unità, ma alla fine di unione non ha niente.

Parlate delle mafie, parlatene alla radio, in televisione, però parlatene.

Ylenia e Marco

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Ospiti nel campo antimafia di Pentedattilo

26 luglio 2011

Che sarebbe stata una giornata speciale lo avevamo già capito la scorsa sera, quando i nostri mitici coordinatori Davide e Mimmo ci hanno invitati ad indossare le magliette arancioni del campo in quanto avremmo avuto degli ospiti particolari.  L’attesa era altissima!
Alle 08:30 circa abbiamo continuato i lavori iniziati il giorno precedente, ma con una rotazione dei gruppi. Verso le 10:00 abbiamo interrotto le nostre attività e ci siamo ritrovati davanti a tante telecamere e giornalisti, scoprendo finalmente chi fossero gli ospiti… Il primo è stato il presidente del consiglio regionale della Calabria Francesco Talarico, il quale ci ha parlato della difficoltà di fare politica in territori come quello calabrese (per esempio egli stesso ha subìto diverse intimidazioni ed ha vissuto per un anno sotto scorta) e del rispetto per le istituzioni.  Dopo di lui sono intervenuti il presidente della provincia di Firenze, che ha sottolineato l’importanza del lavoro congiunto con i diversi organi dello Stato e, in particolare, la collaborazione con il procuratore aggiunto di Reggio Calabria Nicola Gratteri.
Erano presenti, inoltre,  l’assessore alla cultura della provincia di Firenze, l’assessore alla cultura ed alla legalità della provincia di Reggio Calabria, il presidente del consorzio “Terra del Sole”, la segretaria della CGIL e il presidente dello SPI di Locri.
Ma ad intervenire in questo momento di incontro non sono state unicamente le alte cariche dello Stato, ma anche alcuni di noi volontari nei campi. I nostri “colleghi” hanno parlato della forte carica di emozioni provate in questa splendida esperienza, ma hanno anche sottolineato l’importanza delle attività scolastiche che ci hanno spinti qui. Nonostante questo fitto elenco di partecipanti al dibattito siamo, comunque, rimasti delusi e dispiaciuti per l’assenza di Gratteri.
Dopo l’incontro, un abbondante e calabresissimo pranzo e poi  al mare dove abbiamo trascorso l’intero pomeriggio.
Durante la serata abbiamo assistito ad uno spettacolo a cura della compagnia teatrale del “museo della ‘ndrangheta” di Reggio Calabria che è stato molto divertente, anche se, per alcuni, un pò imbarazzante.
Ci aspettiamo un prosieguo delle attività ancora più interessante, soprattutto con l’arrivo sul suolo calabrese dell’onnipresente PASCUCCI!

Marco e Valeria

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Pentedattilo: da paese “fantasma” a centro di artigiani

24 luglio 2011

Oggi è iniziata la seconda parte della nostra esperienza e ci siamo trasferiti da Caulonia a Pentedattilo. Prima di giungere a destinazione abbiamo fatto tappa nel centro di Caulonia per ricordare Angelo Frammartino, un giovane cooperatore internazionale ucciso per un tragico errore da un coetaneo palestinese. Pentedattilo è un  piccolo borgo nella provincia di Reggio Calabria; il trasferimento in questo paesino che si affaccia sulla costa ionica è stato motivo di nuovi entusiasmi ed ha incrementato la nostra voglia di fare e di collaborare con l’associazione che ci ospita nel proprio ostello.  Ciò che è stato appreso in questi due giorni ci spinge a contribuire al cambiamento dei comportamenti quotidiani che ogni  giornio favoriscono le attività delle associazioni malavitose.
L’accoglienza ci ha permesso di conoscere il percorso di rinascita che questo paese  definito “fantasma”  ha intrapreso, grazie alla volontà di alcune persone che hanno voluto ripopolarlo. Il rappresentante che ci ha raccontato questa bella esperienza è stato il presidente dell’associazione Pro-Pentedattilo, Beppe Toscano.  Fanno parte di questo progetto anche le piccole botteghe che si possono ammirare lungo le stradine della parte antica di Pentedattilo, le cui attività sono artigianali. La volontà di ricostruire la  storia del paese e ridargli la propria anima è frutto di rinunce, ma è anche testimonianza della caparbietà di quelle persone che  non si arrendono di fronte alle problematiche che  un piccolo paese come questo comporta.
Dopo cena, Davide e Domenico ci hanno mostrato un report di Carlo Lucarelli sulla nascita e lo sviluppo della ‘Ndrangheta, associazione, questa,  nata a metà dell’ Ottocento con lo scopo iniziale di far fronte alassenza  delle istituzioni, che non  rispondevano ai bisogni della cittadinanza. Nel corso del documentario sono state mostrate una serie di stragi e di sequestri  che hanno fatto di questa associazione una potenza internazionale. Di fronte a tutto quello che abbiamo visto, le perplessità circa la sconfitta di una realtà come questa  non fanno che aumentare fino a quando Lucarelli non riporta lo spezzone di un’ intercettazione telefonica tra due appartenenti  alla ‘Ndrangheta: “Se la gente si stanca e si ribella noi siamo finiti!” Perciò, la ‘Ndrangheta è fatta di uomini e può essere sconfitta dagli uomini. Ciò che è davvero importante è non sentirsi soli nella lotta contro l’ingiustizia.

Giulia e Alessi, volontari di Pentedattilo

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Una giornata “a cieli aperti”

Terzo giorno di campo

Ore 07:00, di nuovo sveglia presto e subito pronti per una nuova destinazione: Riace.
Appena arrivati a Palazzo Pinarrò, sede dell’associazione Città Futura, ad aspettarci c’era il sindaco Mimmo Lucano che, dopo un saluto caloroso, ha subito rotto il ghiaccio raccontandoci la sua esperienza. Quello che ha colpito un po’ tutti è stata la grande umanità e disponibilità con cui ha affrontato il tema dell’immigrazione.
Inoltre, nella visita alle botteghe artigiane riportate in vita dai rifugiati, abbiamo potuto toccare con mano il lavoro, gli sforzi e la buona volontà di quegli uomini e quelle donne.Infine, abbiamo cercato di  renderci utili appendendo il cartello di BENVENUTO alle porte della piazza.
Nel pomeriggio abbiamo avuto la fortuna di guardare insieme il film di Wim Wenders  “Il volo”, che parla proprio della vita degli immigrati di Riace. Abbiamo poi assistito all’arrivo di un gruppo di rifugiati provenienti dal Ciad e dalla Nigeria, che alcuni di noi hanno accompagnato a quelle che sarebbero poi diventate le loro nuove case.
Dopo quest’esperienza carica di emozioni, siamo ritornati alla base, dove abbiamo accolto Vanni e Pinuccia dello SPI CGIL di Caulonia che ci hanno raccontato alcuni frammenti delle loro vite.
A cena, poi, ci ha tenuto compagnia una bambina africana, figlia di un’immigrata. La giornata si è conclusa con uno spettacolo sulla spiaggia offerto dall’associazione “A cieli aperti” sempre sul tema dell’immigrazione.
Ora tutti a nanna carichi di emozioni e di aspettative per una nuova giornata.

Chiara e Annalisa

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In memoria di chi ha detto NO alla ‘ndrangheta!


Occhi lucidi, lacrime che rigano il volto, voce spezzata: così si sono presentati a noi, aprendoci i loro cuori, i familiari di alcune vittime della ‘ndrangheta calabrese. Teatro di questi incontri, posti ad intervallare una lunga, ma appagante marcia, è stato l’Aspromonte, con tappa finale alla tomba di Lollò Cartisano, sequestrato ed ucciso dalla ‘ndrangheta nel 1993, la cui salma è stata ritrovata solo nel 2003 grazie alla lettera di un pentito e all’intervento della polizia.
Proprio lì, abbiamo ascoltato le parole della figlia di Cortisano ed anche l’intervento di Suor Caterina, collaboratrice per due anni di Don Pino Puglisi, ed sempre lì è stata celebrata una messa commemorativa da Don Ciotti.
Nei discorsi fatti sono emersi chiaramente coraggio, caparbietà, grandissima ed esemplare forza d’animo e speranza, non limitate alla sola retorica, ma volte a spronare noi tutti all’azione.
Nessuno di noi, ha detto Don Ciotti, è chiamato ad indossare i panni dell’eroe, ma dobbiamo tutti mirare ad essere uomini autentici e giusti, proprio come Cartisano, Tizian, Gatto, e tutte le altre persone che hanno saputo dire NO alla mafia, i quali, venendo privati della loro vita, paradossalmente hanno donato a noi la vita.

Claudia e Giorgia

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