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Il lavoro…dopo la tempesta!

22 settembre 2011,

Finalmente il lavoro è arrivato anche per noi! Dopo giorni di pioggia incessante, il bel tempo di oggi ci ha permesso di completare la vendemmia nel campo di Malvello:  50 quintali di Nero D’Avola sono stati il frutto di questa giornata intensa in campagna. Ad aiutarci nel lavoro è arrivata anche la macchina vendemmiatrice: che rabbia vedere che “lei” riusciva in pochi minuti a raccogliere quanto noi racooglievamo in  ore ed ore di mal di schiena e sudore! Ma visto che ora abbiamo terminato la vendemmia con successo, domani passeremo ai pomodori con la consueta sveglia all’alba… sperando che la schiena non ci faccia tanto male! Per ora siamo carichi, anche perchè i nostri magnifici cuochi dello Spi Toscana ci hanno “riempiti di energia” con la loro favolosa crostata di ciliegie.

Eleonora Valentina Viviana Maria Rosa Giusy Elena

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La vendemmia come atto di impegno sociale

Carissime, i,

si vendemmia ancora…ancora uva per il Nero d’Avola, ancora a Malvello, nei terreni confiscati ai nipoti di Totò Riina dove abbiamo portato dalle Alpi Apuane una rosa di marmo e dipinto sull’annesso agricolo “il Quarto Stato”…quindi un cambiamento fatto da concretezza e da nuovi simboli! In questo caso la vendemmia da parte dei volontari, insieme ai soci della Cooperativa Lavoro e Non Solo, è un atto d’impegno sociale perchè il volontariato incontra un grande valore aggiunto: il Fare Politica.

Un saluto

Maurizio Pascucci

Coordinatore Campi Antimafie Arci

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Sta per arrivare sulle tavole il Nero d’Avola di Malvello!

25 agosto 2011

Seconda vendemmia…tutto lascia pensare al peggio! Per la prima vendemmia, infatti,  ci svegliavamo alle 05:00, con partenza alle 06:00 e dopo 2 ore di strada arrivavamo al campo dove ci aspettavano circa 8 ore di vendemmia… ma noi non siamo qui per ridire le stesse cose e voi non siete lì per risentire la storia della vendemmia a Canicattì. Perciò, pensiamo ad oggi… La locazione del campo di questa mattina era fortunatamente  più vicina, anche se questo si è rivelato poco consolante perchè il lavoro è stato duro, il clima torrido e le braccia dei volontari poche, ma in 22 ragazzi siamo comunque riusciti a raccogliere circa 90 quintali di uva! Non male, eh?? Quando siamo rientrati in casa, verso le 17:30, eravamo duramente provati dalla giornata lavoro, ma ci siamo ripresi velocemente con una fresca e rilassante doccia. Nella parte restante del pomeriggio, inoltre, abbiamo fatto una rigenerante dormita e ci siamo dedicati al riposo del corpo, ma non della mente. Infatti, abbiamo fatto qualche partita a briscola e burraco e soprattutto ci siamo umiliati da soli con un quiz, che ha rivelato la nostra scarsissima cultura generale!!! Per cena, invece, abbiamo avuto un ospite di eccezione, Pippo Cipriani, sindaco di Corleone dal 1993 al 2001, il primo sindaco corleonese a riprendere la lotta alla mafia iniziata dal sindaco Bernardino Verro a fine ‘800. La serata si è poi conclusa con un lungo dibattito sull’antimafia e sulla risposta che le città a lungo oppresse da questo cancro devono dare per riprendere ad essere libere…E domani ci aspetta nuovamente la vendemmia…buonanotte!

Elena e Francesco

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I volontari incontrano il capitano Antonio Merola.

24 agosto 2011,

Oggi siamo andati per l’ennesima volta e con nostro grande rammarico, a raccogliere i pomodori…questa volta però non era necessario togliere “‘u piricuddu”. Rispetto agli altri giorni il numero di volontari è notevolmente diminuito perchè i ragazzi scout di Firenze hanno terminato la loro esperienza una settimana prima. La loro mancanza si è fatta sentire tantissimo visto che le casse raccolte sono state inferiori rispetto ai primi giorni…ora dobbiamo veramente rimboccarci le maniche! Tornati a casa, dopo il pranzo e il riposo pomeridiano, abbiamo incontrato il Capitano dei Carabinieri di Corleone, Merola. L’incontro è stato molto interessante e le domande fatte al capitano sono state numerosissime, anche se in realtà le prime non erano esattamente inerenti all’argomento della lotta alla mafia. Come al solito abbiamo concluso l’incontro con la foto di gruppo e messo in bella mostra il nostro striscione e, dopo aver cenato, tutti a nanna! Domani ci aspetta una giornata di vendemmia a Malvello… Buonanotte!!

Soumia e Leonardo

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A presto sui campi confiscati alle mafie!

11 AGOSTO 2011,
Consapevoli che stavamo per affrontare l’ultimo giorno, ci siamo svegliati ancora più di buon’ora, pronti a completare il lavoro di rimozione delle pietre che infestavano il vigneto in contrada Malvello. Il tempo è volato via mentre il rimorchio del trattore si riempiva velocemente di macigni di ogni dimesione e forma e l’ora di pranzo è arrivata in un baleno. Al ritorno a Casa Caponnetto ci aspettava un altro lauto pranzo a base di funghi offerto dai nostri infaticabili cuochi dello SPI. Non c’è stato, però, il tempo di fare la solita pennichella pomeridiana, ma questo piccolo sacrificio è stato ripagato appieno dalla splendida esperienza che ci aspettava a Portella della Ginestra, dove Mario, Giacomo e Serafino, tre superstiti della strage avvenuta nel 1947,  hanno parlato del loro e del nostro passato, ma anche del loro e del nostro futuro tenendo, però, sempre in mente quel Primo Maggio e quegli anni tanto difficili.
Dopo questi incontri siamo rientrati alla base per la verifica finale del campo. Cena veloce a base di pasta fredda seguita da una piacevole sorpresa finale  per festeggiare l’ultima serata insieme: cannoli siciliani freschissimi!! E per finire…tutti ad osservare le stelle cadenti.
E’ stata davvero una bellissima avventura…A presto sui campi confiscati alle mafie.

Tutti i ragazzi del campo

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Cambiamenti in corso

Carissime, i,

i diari e le foto inviate dai volontari sono da sempre testimonianze originali dell’impegno sociale e del cambiamento che quotidianamente suscita il senso della vita dei tanti ragazzi e ragazze protagonisti di queste straordinarie esperienze.
Quanto scritto da Victor e Flavia nel diario pervenuto in tarda serata da Corleone sono esemplari!!

Un saluto

Maurizio Pascucci

Coordinatore Campi Antimafie Arci

Corleone, Diario del 8 Luglio 2011

Oggi, dopo aver dormito beatamente chi in terrazza chi nel proprio letto, siamo partiti per sistemare il vigneto “Malvello”, dove si trova un casolare con un muro in cui si trova un murales del “Quarto Stato”.
Per le undici abbiamo preso la via del ritorno sopra i soliti pullmini della cooperativa.
Per pranzo i ragazzi della CGIL di Catania ci hanno preparato un’ottima pasta fredda e un’insalata di tonno e come dessert, come spesso avviene, frutta.
Dopo un sonnellino pomeridiano, ci siamo recati tutti insieme alla sede corleonese della Guardia di Finanza; lì il maresciallo Coppola ci aspettava per un incontro nel quale, dopo un suo brevissimo discorso d’introduzione, sono state fatte moltissime domande.
Il maresciallo Coppola ha tenuto a spiegarci il ruolo della Guardia di Finanza negli importantissimi arresti, come quello di Gaetano Riina.
Finito l’incontro, i ragazzi del gruppo insieme a Lia(unica ragazza capace di calciare un pallone) e a Luca Gaetano Riina,(socio della cooperativa), hanno imbastito una partita di calcetto; vinta dalla squadra di Lia e Luca.
Al termine di questa, stanchissimi, i ragazzi del campo sono andati a farsi una doccia in vista della cena.
Ora, mentre scriviamo questo diario, pensiamo a come questa esperienza ci stia cambiando, rendendoci persone, adulti, sempre più maturi e consapevoli della realtà in cui viviamo.
Una realtà colpita profondamente dalla mafia, su tutto il territorio italiano, e per noi, l’unico modo per combatterla, almeno per ora, è partecipare a questi campi.
Un saluto a tutti quelli che hanno partecipato o che stanno per partecipare a questo percorso di legalità fondamentale nella crescita di una persona impegnata per il bene del proprio paese.

Victor e Flavia.

Corleone, giovedì 7 luglio

La giornata è iniziata presto come sempre, questa volta per andare a zapppare la terra in un campo di pomodori particolare, perché è interamente circondato da terreni coltivati dalla stessa famiglia mafiosa, alla quale è stato confiscato il terreno in cui noi ora lavoriamo.
Tra simpatici inconvenienti e grosse sudate, in poche ore avevamo finito di zappare tutto il campo e quindi siamo tornati a casa per una doccia ristoratrice e il pranzo.
Nel pomeriggio, dopo aver preparato i panni da mettere in lavatrice, tutti a letto per un riposino (assolutamente necessario) di almeno un’oretta; dopodiché Davide, un ragazzo di Corleone che l’anno scorso ha fatto il servizio civile alla cooperativa e vi è rimasto, ci ha fatto fare un giro per il paese, dove abbiamo visto alcune delle 100 chiese di Corleone e il museo civico.
Siamo tornati giusto in tempo per l’incontro con Cosmo Di Carlo, un giornalista del Giornale di Sicilia o, come dice lui, un cronista della verità, che ci ha raccontato un po’ della storia dell’antimafia e di Corleone, con date, nomi e cognomi.
Cosmo di Carlo sostiene che ognuno di noi è sentinella dell’antimafia, quella vera, che non è quella che sfila in passerella.
Dopo cena abbiamo preso parte ad un collegamento Skype con la festa dell’unità di Firenze, durante il quale abbiamo fatto un saluto e alcuni di noi hanno portato la loro testimonianza.
La giornata si è conclusa con un visita notturna di Corleone sulle tracce di Bernardino Verro e Placido Rizzotto, condotto da Davide. Abbiamo potuto osservare e calpestare anche i luoghi in cui sono stati rapiti e uccisi.
Ora vi diamo la buona notte perché è decisamente tardi e domani la sveglia suona alle 6.45.

Buona notte

dal campo antimafie  di Mesagne

Stamane sveglia un po’ più tardi del solito, alle 6.
Ci aspetta un lungo viaggio verso la città bianca detta Ostuni.
Obiettivo: l’invasettamento del miele che l’istituto “Pantanelli” produce per la cooperativa.
Il lavoro si rivela più laborioso del previsto, ma nonostante tutto riusciamo a raggiungere la quota di 501 vasetti
(soprattutto grazie all’importante contributo di Andrea) mentre l’apicoltore allieta la mattinata illustrandoci i segreti della produzione del dolce nettare giallo.
Per pranzo si ritorna in villa e dopo un breve riposo si riparte, direzione Mesagne.
Qui visitiamo la sede della cooperativa e la bottega dei prodotti di Libera – Terra Puglia. Ivano ci mostra e ci spiega, appassionandoci, i vari prodotti raccontando il progresso nella conquista degli spazi di Mesagne stessa, in particolare del centro storico.
Successivamente incontriamo i ragazzi di Libero Cinema in Libera Terra, che intervistano i coordinatori e i volontari di Arci per il sito di Repubblica, chiedendoci le motivazioni che ci hanno spinto a partecipare ai campi di lavoro.
Subito dopo ci avviamo verso la pittoresca piazza Orsini, in cui si trova il bel ristorante GolosOasi della cooperativa sociale Oasi, dove le due responsabili (Maria Cristina e Laura) ci spiegano il percorso del loro progetto per il reinserimento e il recupero sociale di ragazzi italiani e stranieri.
Ci offrono un generoso aperitivo a base anche dei prodotti della cooperativa Libera – Terra Puglia.
Dopo aver sistemato le sedie per il cinema all’aperto, concludiamo la serata con la proiezione in piazza del film che ha vinto il premio Giffoni FilmFestival:L’uomo fiammifero. Dopo gli applausi finali risistemiamo la piazza e ci congediamo dalle nuove conoscenze fatte nella speranza di rincontrarle presto.

Gaia – Margherita – Chiara – Monica – Andrea=

dal laboratorio di Catania

Come ogni campo che si rispetti arriva anche per me la giornata libera ed io ne approfitto per recarmi a Taormina, rinomata località turistica a pochi chilometri da Catania.
Il posto è meraviglioso, ma  profondamente diverso dalla stessa Catania,anche se devo ammettere che io l’ho apprezzata molto.
In serata mi reco ugualmente all’Arci. Sto iniziando ad affezionarmi a questo posto, alle persone che lo popolano e a tutto ciò che lo circonda…
Durante la serata assisto alle prove del laboratorio teatrale interculturale, le ultime prima dello spettacolo che si terrà fra un paio di giorni.
Non voglio anticipare nulla, ma sentir cantare dai partecipanti una ninna nanna in serbo-croato, una meravigliosa canzone d’amore in siciliano (stranizza d’amuri) ed un canto di lutto in lingua indiana, mi emoziona….
Dopo le prove che si protraggono fino a tarda serata, andiamo con Mariagiovanna, Luana,Sanja,Andrea e tanti altri amici dell’Arci a bere una birra ed anche questa sarà un’occasione ulteriore per parlare un pò del lavoro che stanno svolgendo, tra le mille difficoltà e gli ostacoli da superare.
In serata ho anche la possibilità di scambiare due parole con Ciccio, uno dei due avvocati che collaborano con l’Arci  e che due volte a settimana offrono assistenza e consulenze legali agli immigrati o a chiunque versi in situazioni di indigenza.Ritengo sia un’iniziativa bellissima.
Per chi non provenga dal sud come me, e in particolare da una realtà ancora più dura come Catania, è difficile capire che chiunque voglia realizzare qualcosa di concreto parte con il freno a mano tirato, perchè le istituzioni, il comune, la regione non danno alcun sostegno, nessun incentivo e spesso sono proprio quest’ultime a stroncare i progetti sul nascere.
Per questo il lavoro e l’impegno che i ragazzi dell’Arci catanese dedicano, senza risparmiarsi, ha una duplice valenza ed è proprio per questo motivo che hanno veramente tutto il mio rispetto e la mia personale ammirazione.
La serata volge al termine e io non vedo l’ora che arrivi domani per la seconda giornata di reportage fotografico e montaggio del video realizzato!

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Prima destinazione: Malvello

Canicattì, 20 settembre 2010

Oggi sveglia alle 5 e partenza per Corleone, molti di noi non c’erano mai stati,
avevano sentito i racconti su casa Caponnetto, i terreni, il Laboratorio…
La prima destinazione è stata Malvello, la vigna del Nero D’Avola, nella quale abbiamo lavorato coi soci della cooperativa fino al pomeriggio (con un intermezzo di anellini al forno “da Lina”).
Poi a casa Caponnetto, doccia e visita al Laboratorio della Legalità: bene confiscato a Bernardo Provenzano e radicalmente cambiato in un solo anno da casa che ospitava i ragazzi dei campi ad interessantissimo luogo di condivisione dei percorsi di legalità.
Dopo una breve ma coinvolgente visita siamo ripartiti per Canicattì, ci aspettavano al Circolo Samarcanda i compagni dell’Arci per l’inaugurazione di una mostra fotografica su storie di rifugiati politici e un lauto aperitivo.
Domani parteciperemo alla commemorazione dell’omicidio di Rosario Livatino.

Buona notte

Giulia

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La nascita del vino Naca

Carissime, i,

ieri c’è stata la vendemmia in loc. Malvello. Da quel vitigno nasce il Nero d’Avola NACA.
Ricordo con emozione la scelta del nome da assegnare a quel vino.
Vi erano una serie di proposte da valutare.
Con Calogero, Francesca e gli altri soci eravamo in Toscana per la precisione in una Casa del Popolo della Valdera.
Su un tavolo vi erano tutte le varie ipotesi. Sinceramente io non comprendevo il significato di quella parola.
Poi lui ci spiegò che NACA in dialetto siciliano significa “culla” .
Si, la NACA è la culla del bambino appena nato.
Così questo nome ci convinse, quel vitigno è la culla della rinascita da un terreno mafioso ad un luogo di Giustizia Sociale.
La grafica dell’etichetta è poi da sempre molto apprezzata e anche su questo è giusto ricordare come l’impegno “volontario e anonimo” di due bravissime grafiche toscane hanno composto le tre etichette: Naca, Limpiu e Genos.
In una società dove prima di tutto prevale la cultura dell’apparire e del profitto, quel gesto di donazione della propria intelligenza e professionalità assume un valore veramente speciale.

Un saluto

Maurizio Pascucci
Progetto Liberarci dalle Spine

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La nostra esperienza volge al termine

Giovedi’ 2 Settembre 2010

Il campo di lavoro volge al termine, e cerchiamo di approfittare al massimo delle giornate che ci rimangono.

Come al solito svegli presto per andare sui campi, per la raccolta pomodori, che e’ stata interrotta da una discussione che si e’ poi risolta in breve tempo.

Una volta a casa, dopo un delizioso pranzetto e un breve riposo, siamo ripartiti per un giro fuori città.

Prima tappa: Borgo Schirò, un complesso che e’ stato creato in epoca fascista e poi abbandonato.

Oggi appartiene alla diocesi di Monreale e non è utilizzato, nonostante la comunità europea abbia stanziato dei fondi per convertirlo in un istituto agrario.

Da Borgo Schiro’ si vedono una serie di serre che sono state utilizzate fino all’anno scorso per la coltivazione illegale di marijuana. Sembra strano come questo potesse avvenire senza che nessuno sospettasse, basti pensare che le piante alte 4 metri sono state tagliate con una motosega. Maurizio ci ha spiegato che quel territorio resiste al controllo dello Stato, governato dalla mafia.

Piu avanti abbiamo visto il vigneto di Malvello dove si produce il nero d’Avola Naca, che vuol dire “culla” in siciliano, a simboleggiare la culla della rinascita di questo territorio. Di fronte al vigneto è stato dipinto un murales raffigurante Il Quarto Stato di Pelizza da Volpedo, ch esprime la forza dei contadini  nella lotta alla mafia. Infine, una rosa scolpita nel marmo donata dai Cavatori di Gioia (MS) è simbolo della difesa del vigneto dalla minaccia mafiosa, come la rosa all’inizio di ogni filare avverte dal sopraggiungere di malattie.

Questi interventi sono importanti per mostrare la cura e il senso estetico nei beni sottratti alla mafia.

Ultima tappa: la nuova zona industriale di Corleone: intitolata a  Libero Grassi (imprenditore ucciso per essersi opposto al pizzo), e’ rimasta inutilizzata nonostante gli ingenti finanziamenti e le migliorie apportate.

Tornando a casa, ci siamo fermati per comprare dei libri da donare alla cooperativa al fine di creare una piccola biblioteca all’intorno del circolo. Dopo cena abbiamo festeggiato il compleanno di Agnese con una meravigliosa torta al cioccolato e abbiamo guardato i filmati girati dal gruppo di Lucca del DSM.

La serata si e’ conclusa con una breve uscita, perchè domani ci aspetta l’ultima giornata di lavoro nei campi.

Buonanotte a tutti qui da Corleone,

Elisa, Eli, Sara.



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Anche oggi tra Malvello e Canicatti’

Corleone, 14 agosto ’10.

Anche oggi prosegue il nostro impegno nei terreni della Cooperativa: come ieri, noi volontari ci siamo divisi in due gruppi: il primo era diretto al vigneto di Canicattì, mentre il secondo visitava per la prima volta quello di Malvello.

Nonostante qualche nuvola che copriva il cielo siciliano, il caldo non si è lasciato intimorire in alcun modo; oramai temprati dal solleone, imperterriti abbiamo proseguito nel nostro lavoro di “sfogliamento” delle vigne: in pratica davamo respiro ai grappoli d’uva liberandoli dalla foresta di foglie che li circondava, permettendo loro di esporsi meglio al sole. Prima di tornare, ci siamo riuniti tutti di fronte al murales raffigurante la famosa opera “Il Quarto Stato” per una foto di gruppo.

Terminato il lavoro e dopo la meritata doccia, la premiata ”cucina” della cooperativa ci ha fatto recuperare le forze con una fantasmagorica parmigiana, preceduta dall’immancabile pasta; neanche il tempo di sparecchiare, e un nuovo team di cuochi era pronto all’azione: l’inaugurazione del Laboratorio e Bottega della Legalità.

Dopo le mille fatiche mattutine (e la parmigiana), la pennichella è d’obbligo; ma ben presto si ritorna all’opera: prosegue il dibattito con toni più distesi rispetto alla giornata precedente, definendo i dettagli della giornata di domani.

La serata si è conclusa con l’immancabile viaggio nella movida corleonese: birra, granita, gelato, e poi tutti a letto…forse…

Un saluto dai vostri

Valter, Alioscia, Davide e Marco


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