Carissime, i,
i diari e le foto inviate dai volontari sono da sempre testimonianze originali dell’impegno sociale e del cambiamento che quotidianamente suscita il senso della vita dei tanti ragazzi e ragazze protagonisti di queste straordinarie esperienze.
Quanto scritto da Victor e Flavia nel diario pervenuto in tarda serata da Corleone sono esemplari!!
Un saluto
Maurizio Pascucci
Coordinatore Campi Antimafie Arci
Corleone, Diario del 8 Luglio 2011
Oggi, dopo aver dormito beatamente chi in terrazza chi nel proprio letto, siamo partiti per sistemare il vigneto “Malvello”, dove si trova un casolare con un muro in cui si trova un murales del “Quarto Stato”.
Per le undici abbiamo preso la via del ritorno sopra i soliti pullmini della cooperativa.
Per pranzo i ragazzi della CGIL di Catania ci hanno preparato un’ottima pasta fredda e un’insalata di tonno e come dessert, come spesso avviene, frutta.
Dopo un sonnellino pomeridiano, ci siamo recati tutti insieme alla sede corleonese della Guardia di Finanza; lì il maresciallo Coppola ci aspettava per un incontro nel quale, dopo un suo brevissimo discorso d’introduzione, sono state fatte moltissime domande.
Il maresciallo Coppola ha tenuto a spiegarci il ruolo della Guardia di Finanza negli importantissimi arresti, come quello di Gaetano Riina.
Finito l’incontro, i ragazzi del gruppo insieme a Lia(unica ragazza capace di calciare un pallone) e a Luca Gaetano Riina,(socio della cooperativa), hanno imbastito una partita di calcetto; vinta dalla squadra di Lia e Luca.
Al termine di questa, stanchissimi, i ragazzi del campo sono andati a farsi una doccia in vista della cena.
Ora, mentre scriviamo questo diario, pensiamo a come questa esperienza ci stia cambiando, rendendoci persone, adulti, sempre più maturi e consapevoli della realtà in cui viviamo.
Una realtà colpita profondamente dalla mafia, su tutto il territorio italiano, e per noi, l’unico modo per combatterla, almeno per ora, è partecipare a questi campi.
Un saluto a tutti quelli che hanno partecipato o che stanno per partecipare a questo percorso di legalità fondamentale nella crescita di una persona impegnata per il bene del proprio paese.
Victor e Flavia.
Corleone, giovedì 7 luglio
La giornata è iniziata presto come sempre, questa volta per andare a zapppare la terra in un campo di pomodori particolare, perché è interamente circondato da terreni coltivati dalla stessa famiglia mafiosa, alla quale è stato confiscato il terreno in cui noi ora lavoriamo.
Tra simpatici inconvenienti e grosse sudate, in poche ore avevamo finito di zappare tutto il campo e quindi siamo tornati a casa per una doccia ristoratrice e il pranzo.
Nel pomeriggio, dopo aver preparato i panni da mettere in lavatrice, tutti a letto per un riposino (assolutamente necessario) di almeno un’oretta; dopodiché Davide, un ragazzo di Corleone che l’anno scorso ha fatto il servizio civile alla cooperativa e vi è rimasto, ci ha fatto fare un giro per il paese, dove abbiamo visto alcune delle 100 chiese di Corleone e il museo civico.
Siamo tornati giusto in tempo per l’incontro con Cosmo Di Carlo, un giornalista del Giornale di Sicilia o, come dice lui, un cronista della verità, che ci ha raccontato un po’ della storia dell’antimafia e di Corleone, con date, nomi e cognomi.
Cosmo di Carlo sostiene che ognuno di noi è sentinella dell’antimafia, quella vera, che non è quella che sfila in passerella.
Dopo cena abbiamo preso parte ad un collegamento Skype con la festa dell’unità di Firenze, durante il quale abbiamo fatto un saluto e alcuni di noi hanno portato la loro testimonianza.
La giornata si è conclusa con un visita notturna di Corleone sulle tracce di Bernardino Verro e Placido Rizzotto, condotto da Davide. Abbiamo potuto osservare e calpestare anche i luoghi in cui sono stati rapiti e uccisi.
Ora vi diamo la buona notte perché è decisamente tardi e domani la sveglia suona alle 6.45.
Buona notte
dal campo antimafie di Mesagne
Stamane sveglia un po’ più tardi del solito, alle 6.
Ci aspetta un lungo viaggio verso la città bianca detta Ostuni.
Obiettivo: l’invasettamento del miele che l’istituto “Pantanelli” produce per la cooperativa.
Il lavoro si rivela più laborioso del previsto, ma nonostante tutto riusciamo a raggiungere la quota di 501 vasetti
(soprattutto grazie all’importante contributo di Andrea) mentre l’apicoltore allieta la mattinata illustrandoci i segreti della produzione del dolce nettare giallo.
Per pranzo si ritorna in villa e dopo un breve riposo si riparte, direzione Mesagne.
Qui visitiamo la sede della cooperativa e la bottega dei prodotti di Libera – Terra Puglia. Ivano ci mostra e ci spiega, appassionandoci, i vari prodotti raccontando il progresso nella conquista degli spazi di Mesagne stessa, in particolare del centro storico.
Successivamente incontriamo i ragazzi di Libero Cinema in Libera Terra, che intervistano i coordinatori e i volontari di Arci per il sito di Repubblica, chiedendoci le motivazioni che ci hanno spinto a partecipare ai campi di lavoro.
Subito dopo ci avviamo verso la pittoresca piazza Orsini, in cui si trova il bel ristorante GolosOasi della cooperativa sociale Oasi, dove le due responsabili (Maria Cristina e Laura) ci spiegano il percorso del loro progetto per il reinserimento e il recupero sociale di ragazzi italiani e stranieri.
Ci offrono un generoso aperitivo a base anche dei prodotti della cooperativa Libera – Terra Puglia.
Dopo aver sistemato le sedie per il cinema all’aperto, concludiamo la serata con la proiezione in piazza del film che ha vinto il premio Giffoni FilmFestival:L’uomo fiammifero. Dopo gli applausi finali risistemiamo la piazza e ci congediamo dalle nuove conoscenze fatte nella speranza di rincontrarle presto.
Gaia – Margherita – Chiara – Monica – Andrea=
dal laboratorio di Catania
Come ogni campo che si rispetti arriva anche per me la giornata libera ed io ne approfitto per recarmi a Taormina, rinomata località turistica a pochi chilometri da Catania.
Il posto è meraviglioso, ma profondamente diverso dalla stessa Catania,anche se devo ammettere che io l’ho apprezzata molto.
In serata mi reco ugualmente all’Arci. Sto iniziando ad affezionarmi a questo posto, alle persone che lo popolano e a tutto ciò che lo circonda…
Durante la serata assisto alle prove del laboratorio teatrale interculturale, le ultime prima dello spettacolo che si terrà fra un paio di giorni.
Non voglio anticipare nulla, ma sentir cantare dai partecipanti una ninna nanna in serbo-croato, una meravigliosa canzone d’amore in siciliano (stranizza d’amuri) ed un canto di lutto in lingua indiana, mi emoziona….
Dopo le prove che si protraggono fino a tarda serata, andiamo con Mariagiovanna, Luana,Sanja,Andrea e tanti altri amici dell’Arci a bere una birra ed anche questa sarà un’occasione ulteriore per parlare un pò del lavoro che stanno svolgendo, tra le mille difficoltà e gli ostacoli da superare.
In serata ho anche la possibilità di scambiare due parole con Ciccio, uno dei due avvocati che collaborano con l’Arci e che due volte a settimana offrono assistenza e consulenze legali agli immigrati o a chiunque versi in situazioni di indigenza.Ritengo sia un’iniziativa bellissima.
Per chi non provenga dal sud come me, e in particolare da una realtà ancora più dura come Catania, è difficile capire che chiunque voglia realizzare qualcosa di concreto parte con il freno a mano tirato, perchè le istituzioni, il comune, la regione non danno alcun sostegno, nessun incentivo e spesso sono proprio quest’ultime a stroncare i progetti sul nascere.
Per questo il lavoro e l’impegno che i ragazzi dell’Arci catanese dedicano, senza risparmiarsi, ha una duplice valenza ed è proprio per questo motivo che hanno veramente tutto il mio rispetto e la mia personale ammirazione.
La serata volge al termine e io non vedo l’ora che arrivi domani per la seconda giornata di reportage fotografico e montaggio del video realizzato!
Commenti recenti