Damiano Gonnelli, nasce a Firenze il 28 novembre 1974. Consegue la maturità all’Istituto d’arte di Firenze, nella sezione d’arredamento. Nel 1994 svolge il servizio civile presso la Caritas e l’anno successivo si iscrive all’Istituto Superiore per le Industrie Artistiche di Firenze. Si diletta nel teatro amatoriale del paese, mettendo in scena con amici commedie in vernacolo ed altre preparate all’improvvisa. Il Gruppo collabora con uno stage finanziato dal Comune di Greve in Chianti (FI) con l’attore Marco Zannoni e Sergio Ciulli. Rappresentano le loro opere nel Comune di Greve e di Firenze.
Per il corso di progettazione dell’arch. Paolo Deganello, progetta una PENSILINA e partecipa alla mostra “Dinamiche e sviluppo per la città che cambia”, promossa dal comune di Scandicci 2000. Successivamente si diploma all’Isia di Firenze in industrial design nel 2001 con la tesi: GIOCATTOLI DI LEGNO - relatore arch. Gilberto Corretti – in collaborazione con l’azienda Il Leccio di Borgo S.Lorenzo (FI) “studio e progettazione di una linea artigianale di giocattoli con proposta di catalogo”.
E’ segnalato sul sito di Aedo quale “designer of the week” 14 – 20 maggio 2003. Disegna mobili per falegnamerie e realizza prototipi in legno. Allestisce le personali di Giuseppe Giannoni e di Giuditta Cianfanelli negli spazi del Museo di Greve in Chianti 2004-2006. Partecipa al concorso e alla pubblicazione Zogo, il cui parte del ricavato va a Medici senza Frontiere. 2005.
Per il gruppo Deaphoto, partecipa e realizza la mostra sulla Street Photography nel maggio dei Chille della Balanza a San Salvi (FI) 2006. Nel 2007 e nel 2008 partecipa al Festival della Creatività con le sue opere principali (la sedia pieghevole, i giocattoli e il progetto per l’arredo componibile di una scuola materna). Sempre nel 2007 è inserito nella pubblicazione di ADI Toscana. Nel 2007-2009 collabora alla realizzazione di Vetrine espositive per un negozio di ottica con l’ideazione di un sistema di packaging.
Archivio per Maggio, 2009

21 novembre
“Chi è giovane è ricco! Questo perché, quando uno è innamorato e l’affetto è totale per una ragazza, - non quando il ragazzo vuol fare il galletto, insomma il Casanova, ma che è veramente “cotto” vede tutto in un’altra maniera.
Gli piace anche la strada sulla quale cammina, pensa di rivedere la sua ragazza che ama tra dieci minuti ed è tutto felice. In via Verdi, Elvira si affacciava a un balcone della casa nella quale lavorava e mi faceva dei cenni, mi diceva: “esco tra cinque, dieci minuti”, maremma ragazzi quei dieci minuti mi sembravano un’eternità, ma quando scendeva ci si ricambiava l’affetto, si era innamorati.
Quando sei innamorato diventi cortese con le persone che incontri, quella grande allegria e quella gioia che hai addosso, si tocca con le mani,tocca a te che hai diciannove anni e che vai per i venti.
Negli anni ‘40 c’era una canzone che faceva così:
- “Dove pregavi tu
la sopra quel monte
c’è una chiesetta lassù
sopra quel monte
e chissà dove sei tu
credimi non sono capace
neanche di guardarti
così grande è il mio soffrire.
E Silvio cantava, al giardino Serristori.




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