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Archivio per Settembre, 2009

Ecco i primi due libri di MinimaliaWeb!

cop_pasquini
Dal blog alla carta: sono due ragazzi i primi aspiranti scrittori toscani che grazie a Minimaliaweb, il progetto di Intoscana.it, hanno trovato un editore per le loro opere.
Il 21 settembre uscirà ‘Io volevo Ringo Starr’ di Daniele Pasquini per la casa editrice Intermezzi Editore, mentre entro la fine del mese vedrà la luce ‘50’ di Gianluca Comuniello per Edizioni Polistampa.

Minimaliaweb è un blog (http://blog.intoscana.it/minimaliaweb) promosso dal Portale ufficiale della Toscana intoscana.it, che dallo scorso aprile raccoglie gli estratti dei potenziali autori e li mette in contatto con le case editrici toscane. Sono sette quelle che hanno aderito al progetto e che entro un anno pubblicheranno un libro tratto da Minimaliaweb. Alle già citate Intermezzi e Polistampa vanno aggiunte Giovane Holden Edizioni, Protagon Editori toscani, Romano Editore, Transeuropa Edizioni e Zona editrice. Per partecipare all’iniziativa basta avere un romanzo inedito nel cassetto da inviare ed essere residenti in Toscana.

“Credo che Internet sia in questo momento lo strumento più importante per la ricerca di nuovi talenti letterari, per questo motivo abbiamo volentieri aderito al progetto MinimaliaWeb – sottolinea Chiara Fattori, direttrice editoriale di Intermezzi -  la nostra attività di scouting si svolge per buona parte tra i blog e i siti di scrittura, dove molti aspiranti autori, soprattutto giovani, trovano uno spazio libero, gratuito e di facile accessiblità per le loro creazioni. Grazie a questa iniziativa siamo venuti a conoscenza del romanzo di Daniele Pasquini che abbiamo scelto tra gli altri per lo stile veloce, semplice ma non scontato”.

“Crediamo molto in questo libro  - spiega Antonio Pagliai per Polistampa – I racconti di Cuminiello sono molto arguti e divertenti, mai banali, caratterizzati da un gusto surreale al limite dell’assurdo. L’autore riesce ad utilizzare trucchi letterari per alternare toni ed esprimere tematiche sociali in modo sempre brillante. “50″ racconta in parallelo due realtà diverse. In entrambe protagonista è la televisione: da una parte vige il divieto di spengerla; dall’altra si vive una specie di speranzosa attesa del suo arrivo”.

Daniele Pasquini, classe 1988, è un  giovanissimo autore di Firenze, dove studia “Media e Giornalismo” presso la facoltà di Scienze Politiche. Il suo romanzo “Io volevo Ringo Starr” racconta l’amicizia, l’amore e la provincia a vent’anni. Voce narrante della vicenda è Vanni che suona la chitarra in una band insieme agli amici Mejer, Gabo e Tommy Boyler e come loro sogna di diventare una rock star. Il suo romanzo verrà presentato per la prima volta il 23 settembre alle ore 18 al teatro della Pergola di Firenze in occasione del festival letterario ULTRA.

Gianluca Comuniello, nato nel 1978, vive a Castelfranco di Sotto (Pisa) e lavora come consulente in progettazione europea e come giornalista freelance, scrivendo principalmente di tennis.  Conosce la scrittura in giovane età e, come dice lui, non riesce più a liberarsene. In curriculum vanta alcuni racconti pubblicati e premiati (Premio Cassola Città di Pontedera, Premio Le Storie del Novecento fra gli altri) e varie esperienza di scrittura creativa con la Scuola Holden di Torino. ‘50’ è il suo primo romanzo: un racconto lungo e avvincente su una realtà parallela alla nostra.

Fabio Centamore

Fabio Filadelfo Centamore, nato a Lentini, Sicilia orientale (provincia di Siracusa), il 7 agosto 1968 acquista e matura un profondo interesse per il mondo dei fumetti e della narrativa fantastica, oltre che per la Science Fiction, durante il periodo degli studi universitari. Seguendo questo nuovo, potente, interesse, collabora con lo staff editoriale della fanzine Fumettando dal 1996 al 1997. Dal 1994 al 1996, inoltre, partecipa a diversi premi letterari nel campo della Science Fiction (Premio Urania 1994 e 1995, Premio Courmaieur 1994,1995,1996) classificandosi nelle prime 20 posizioni. Negli anni successivi inizia a dedicarsi maggiormente alla professione di analista e sviluppatore di software. Nel maggio del 2009 arriva la pubblicazione della sua prima raccolta di racconti: Alle Sett’Albe (Tespi Edizioni – Roma,Maggio 2009). Attualmente è in fase di revisione un secondo libro che, si spera, uscirà prima di Natale.

Luna Park

meridiana

di Fabio Centamore

tikitatak. Si svegliò con quell’assurdo ticchettare ancora impigliato nel cervello. Ansimava, si drizzò a sedere in un bagno di sudore. Le ombre si rincorrevano fra le pareti e il soffitto, echi perduti tessevano complicate trame dall’esterno. Scattò in piedi e spalancò la finestra. Fu investito dalla placida, assoluta, totale calma piatta. Non un refolo, non un alito di vento. La città intorno rimaneva sospesa in un banale grumo di luci soffuse e chiazze abbaglianti, tutto impastato di auto fantasma, moto erranti e treni quasi gettati alle soglie del nulla. Monotono ghiri gori di toni acuto-gravi che, stiracchiando ogni suono, volteggiava pallido e ombroso fra i confini della coscienza. Osservò un lontano struscio di elicottero, due o tre luci rosse in asfittico movimento. Rimise dentro la testa.
Maledizione, la camera era rovente. “04:30”, disse la sveglia spiattellandogli aride cifre azzurro fluorescente. Decise di raggiungere la cucina o il salotto (tanto era uguale). Inciampò sul tappetino, dovette aggrapparsi alla porta. Finalmente girò la maniglia, spalancò e si immerse nella penombra del salotto (che era anche cucina). Ancora ombre, forme vaghe, oggetti, facce appese ai muri, forse fantasie serpeggianti. Tutto indistinto nell’inconsistenza della notte. Urtò una specie di gobba pelosa buttata in terra. “Meow!”, fece quella scappando via di corsa.
<Vaffanculo, Agenore>, lo apostrofò con la voce ancora impastata. <Te l’avrò detto mille volte che devi dormire nella tua cuccia>.
Riprese il cammino ma non fece molta strada. Il pavimento divenne morbido e setoso, schiere di puntini giallo verdi lo attraversarono occhieggianti dall’esterno attraverso i buchi della persiana. Una sottile linea fredda, vetrosa, dura di ghiaccio, lo colpì dritto allo stinco sinistro. Costretto a danzare su un piede la tarantella del dolore acuto, si accompagnò con un assolo di bestemmie e improperi in una lingua che ancora non sapeva di conoscere e di cui, tuttavia, non si sapeva il nome.