
di Camilla Iannacci
L’incunabolo, di ridotte dimensioni, presentava incisioni d’oro e d’avorio con un fondo malva.
Laurie e Sugar continuavano a leggere, alla ricerca di quei segni capaci di de-crittare le icone che si intravedevano tra quelle pagine qual palinsesto.
A volte la sera,la luce della loro bottega restava accesa fini alle prime luci dell’alba:le ore migliori alla ricerca di quel linguaggio sottostante alla Babele di segni e parole del mondo.
Esisteva un linguaggio primigenio?
Era ancora possibile andare alla ricerca del “Senso dei segni” come avevano scritto nel loro libro?
I critici erano naturalmente ….critici.
Ma soprattutto tesi ad ostacolare in ogni modo il loro lavoro.
L’incunabolo che un ignoto aveva fatto recapitare nel loro Studiolo avrebbe dato una svolta alle loro ricerche.
Un virus biologico-informatico aveva disseminato il panico tra i giornalisti delle redazioni dei quotidiani.
Laurie e Sugar avevano ormai una sola missione: scoprire l’inventore del virus e la ragione del gesto.
Il fullerene, il carbonio,come i loro studi avevano dimostrato, fu antidoto per la rete ma il senso di questo virus qual’era?
Il condizionamento della stampa era una risposta ovvia ma non esaustiva.
Il linguaggio dell’hacker andava decodificato come la lettura dei palinsesti che porta alle stratificazioni di senso.
A tal fine, come Alice nel Paese delle Meraviglie,i dati sul virus furono trasportati nel mondo del paradosso:qui gli argomenti razionali arrivano a conclusioni inaspettate e la ragione trova il suo senso.
-I giornalisti vanno oltre i fatti e la legge delle 5 W :è il senso del loro fare ed essere. Il virus è il simbolo della babele e della sua volontà di potenza.
Così parlarono Laurie e Sugar tra gli applausi delle teleredazioni.




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