Il viaggio non è stato affatto traumatico. Siamo arrivati alle 00.30 e siamo andati all’albergo. Nelle strade il traffico è molto disordinato (ma c’è un senso di marcia?). Circola di tutto, auto, moto, risciò, vecchie Api Piaggio, mucche. Tutti usano il clacson, nessuno le cinture. L’albergo è in puro stile Bollywoodiano con le stelline sul soffitto, un pavimento luccicante. Il secondo giorno abbiamo visto il centro di accoglienza per i bambini di strada a Bangalore. Poi partenza per Magadi. Apù, Ahenghi, Rajani, Almantà, Ranin, Anthony, grazie a loro siamo diventati “aunty” e “uncle”. Abbiamo passato due giorni fantastici, ci hanno fatto ridere e piangere. L’ultima sera è stata una sofferenza per tutti. Ci hanno ringraziato con una festa e con tanti regali, disegni, parole in inglese come “please not going”. Ci hanno rubato il cuore.
Partiti da Magadi (inaspettata la colazione con la Nutella!) siamo arrivati a un altro centro alla periferia di Bangalore. Con il cuore ancora a Magadi cercavamo nei volti dei nuovi bambini gli stessi sorrisi.
Per la cronaca leggero mal di pancia per le ragazze, i ragazzi stanotte dormono in una depandance nel bosco.
Archivio per Gennaio, 2008
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Vite ed esperienze così lontane dalle nostre.
Realtà che prima di partire, forse, non avremmo mai neanche immaginato.
Siamo qui per incontrarle, per raccontarle, per dare e… per ricevere. Tanto.
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