mercoledì 19 giugno 2013   | intoscana.it
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Calabria, arriviamo!

Iti L. Da Vinci di Firenze e del Liceo Scientifico Pesenti di Cascina ai nastri di partenza per l’avventura calabrese a Polistena: incontreremo la cooperativa Valle del Marro, che lavora i terreni confiscati alla Mafia, e parteciperemo, il 15 marzo a Bari, alla manifestazione per la XIII giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie.
Appuntamento già a domani, con le nostre prime foto e racconti!

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Eccoci in partenza… per la “trasferta”!

13 Risposte a “Calabria, arriviamo!”


  1. 1 Damiano Romagnoli

    La mente è pressata da sensazioni e impressioni forti che, al momento, non è possibile ordinare e metabolizzare. Frammenti di pensieri, spezzoni di riflessioni disordinate. Provo a comunicare qualcosa.
    Stamani abbiamo fatto un doppio viaggio. Uno nelle terre confiscate alla ‘ndrangheta e affidate in comodato alla cooperativa La valle del Marro: un viaggio di rara bellezza naturale e paesaggistica per i segni che la cura dell’uomo ha laciato nel territorio. Ulivi secolari a perdita d’occhio, agrumeti ancora carichi di arance. Succose e dolcissime. Ma anche paesi sbrecciati,coni tetti sfondati o rabberciati alla meno peggio e segnati profondamente dalla povertà.
    Nell’altro viaggio ci hanno preso per mano e condotto amichevolmente, ma anche con profondo dolore, Giacomo e Domenico. E’ stato quello più impressionante. Il viaggio nel loro impegno quotidiano: nella chiarezza delle scelte per affermare la loro libertà per una vita da cittadini responsabili e nella costanza per mantenere fede alle scelte operate. Nella volontà di ribadire il loro rifiuto di cedere ai ricatti e agli attentati. Nella loro richiesta dignitosa e democratica di un aiuto per non essere lasciati soli in un impegno che, da soli, sanno di non poter portare fino in fondo.
    E poi,infine, i ragazzi che hanno partecipato con un’attenzione e un senso di responsabilità degni di uomini maturi.
    Avremo modo di approfondire, riflettere e ordinare questi pensieri.
    Per ora non ci resta che ringraziare quanti hanno permesso e reso possibile questa “avventura” imprevedibile e formativa per lo sviluppo completo della persona.
    Damiano Romagnoli

  2. 2 Damiano Romagnoli

    spesso alla tv nel tratare gli eventi riferiti almeridione, i masmedia pongono l’accento sul fenomeno mafioso, fenomeno che maggiormente coinvole queste regioni.é appena un giornochesiamo qui,eoggi dopo aver avviato questo progetto ci siamo resi conto che solo vivendolo in prima persona,solo parlandone con le persone coinvolte sipuo capir realmente di che cosa si tratti.
    ci siamo divisi in gruppi,ognuno di questi averbbe dovuto andare in giro nel paese e porgere domande a qualsisiasipersona.
    il nostro gruppo possedeva le duedomande fondamentali,ovvero ‘che cosaèlamafia? eperche proprio in questo territorio si è svilupata?’ alle quali tutti avrebbero dvuto .saper dare una rispsta:cosi non è stato.Non si richiedeva sicuramente una risposta da ‘dizionario’ma semplicemente un pensiero, una cosiderazione che all’istantesarebbe passata allamente.Alcune persone hanno risposto senza alcun problema, altre invece e pirtroppo si sono subito rivelate intimorite o perchè coinvolte operche

  3. 3 Damiano Romagnoli

    Spesso i mass media,nel trattare gli eventi riferiti al meridione, pongono l’accento sul fenomeno mafioso, fenomeno che riguarda maggiormente queste regioni; talvolta,per superficialità o perchè troppo presi dalla nostra sicura quotidianità, non riusciamo percepire la difficoltà di una vita così difficile.
    E’appena un giorno che siamo qui e oggi, dopo aver avviato questo progetto, ci siamo resi conto che solo vivendo questa realtà in prima persona,solo parlandone con le persone coinvolte se ne può capire l’entità.
    Divisi in gruppi siamo andati in giro nel paese a porre domande a qualsiasi persona.Ai due quesiti fondamentali ‘che cosa è la mafia? perchè proprio in questo territorio si è sviluppata?’ tutti avrebbero dovuto saper dare una risposta:.così non è stato.Certo non si richiedeva una definizione da ‘dizionario’o un approfondimento filosofico, ma semplicemente un pensiero, una cosiderazione, una consapevolezza.Alcuni hanno risposto senza problemi, altri invece si sono dimostrati purtroppo reticenti,per timore o per connivenza.
    I risultati della nostra indagine domani saranno confrontati e rielaborati e forniranno il materiale per l’elaborazione di frasi da riportare sugli striscioni che porteremo a Bari.

  4. 4 Sandro uno di quelli del Camerun

    ERNI CI MANKI….TORNA E VIENI A TROVARCI…Buona fortuna ragazzi/e…sperando ke sia un esperienza fantastica e di sensibilizazione come la nostra e ke possa far capire a molte persone che anke in Italia ci sono realtà giornaliere molto diverse da quelle nostre….Buona fortuna….ERNI DEVI TORNARE E PORTARCI TUTTI AL DANCING….dobbiamo ancora fare la coreografia della MALARONA ricordatelo….ciao Sandro….

  5. 5 Linda e Simone

    Stamattina don Pino Demasi (presidente dell’associazione “il samaritano”) ci ha raccontato la sua vita qua calabria. La sua storia ha suscitato in molti di noi forti emozioni e riflesssioni profonde. Abbiamo preso coscienza che sia ai tempi della sua infanzia (anni ‘50 circa), sia al giorno d’oggi, per avere un lavoro si è costretti o a chiedere favori e appoggi alla mafia oppure ad emigrare in altre città del nord più industrializzate in cerca di un impiego alienante per tentare di racimolare quei soldi indispensabili a far andare avanti sia la famiglia rimasta nel paese d’origine sia la propria vita. Mentre, come già detto in altri interventi, a noi del “nord” la mafia ci viene presentata come quella organizzazione criminale che spara e uccide chi si oppone al loro regolamento: ma mafia non significa solo questo. Significa anche controllo mediazione del lavoro e dell’occupazione, per questo senza l’appoggio dei soliti “ignoti” non si riesce a tirare avanti da un punto di vista economico. Personalmente ho capito che l’unica tattica efficace da applicare nella lotta alla mafia è appunto il riutilizzo sociale di terreni confiscati, il dare lavoro a persone precarie o disoccupate, oppure a chi normalmente sarebbe costretto ad andare a chiedere raccomandazioni. La forza di questa piaga che affligge non solo il sud dell’italia è l’appoggio del popolo anche sottoforma di indifferenza. Ma ormai l’indifferenza non può più essere accettata, è tempo di prendere una decisione, rimboccarsi le maniche e prepararsi ad ogni eventualità. E questa presa di posizione deve essere fatta da tutta la popolazione italiana poichè atteggiamenti mafiosi di omertà e ricatto sono sempre più diffusi anche in quelle regioni libertarie per tradizione. Simone

  6. 6 Francesca..una di quelli del Camerun

    Ciao sono Francesca di Pistoia e sono una dei sette che sono andati a purtroppo già tornati dal Camerun..seguo le vostre vicende sul sito..e spero di incontrarvi per scambiarci opinioni e impressioni. Anche se il paesaggio è diverso mi sembra che l’impressione di confusione sia comune..cercate di prendere il più possibile perchè il nostro compito inizia quando torniamo a casa e dobbiamo diffondere il messaggio…salutate quel girandolone di Erni!!!! In bocca al lupo per la manifestazione di Bari del prossimo sabato!!

  7. 7 giada

    Hernest te lo sauto dopo molto volentieri…siamo in viaggio per barie siamo moooooooooolto stanchi siamo x le cose che abbiamo visto ed appreso sia per le ore piccole che abbiamo fatto!!!!!…abbiamo conosciuto il coraggio e la forza di coetanei di nn avere paura.. ma il nostro compito incomincia davvero a casa.. io faro un super intervento sul mio blog…se vuoi ti do lo space….ciao ciao Giada=)

  8. 8 Genny

    ESPERIENZA DA NON DIMENTICARE!

    PER LA LIBERTA’ NON PIU’ OMERTA
    STRISCIONI PER RICORDARE CHE CI SIAMO ANCHE NOI .
    GRUPPI RIUNITI PER URLARE LA PROPRIA AUTONOMIA, PER FAR SAPERE AGLI ALTRI CHE NON CI ARRENDEREMO
    SITUAZIONI,EVENTI,RICORDI,MOMENTI CHE SEGNANO UN CAMBIAMENTO DELLA REALTA’ DI OGGI

    GENNY PIZARRO-GE 22

  9. 9 sara

    SONO ARRIVATA A POLISTENA SENZA AVER PREGIUDIZI MA AVEVO PAURA AD ANDARE NELLE FAMIGLIE FIN DALL’INIZIO SONO STATA ACCOLTA BENISSIMO
    HO NOTATO LATI POSITIVI COMEL’UNIONE NELLE FAMIGLIE LA SEMPLICITA’ DEI RAGAZZI NEI NOSTRI CONFRONT.
    FINALMENTE HO CONOSCIUTO LA REALTA’ DI QUESTO PAESE, VISTO CON IMIEI OCCHI, SENZE TELECAMERE E ADULTI CHE INFLUENZZASSERO LEMIE OPINIONI.
    SPERO DI AVER DATO QUALCOSA ANCHE AI RAGAZZI DI CALABRIA E DI AVERGLI FATTO CAPIRE CHE NON SONO SOLI.

    SARA BARTUCCI

  10. 10 stefano

    QUESTA ESPERIENZA MI HA CAMBIATO PROFONDAMENTE E SPERO CHE QUESTO CAMBIAMENTO MI AIUTI AD ESSERE UN CITTADINO MIGLIORE.
    E’ STATA UN’AVVENTURA BELLISSIMA, NOI, RAGAZZI DELLA TOSCANA ABITUATI AD UNO STILE DI VITA CI SIAMO RITROVATI CATAPULTATI IN UN MONDO DIVERSO PER MOLTI ASPETTI VERAMENTE MIGLIORE DEL NOSTRO. L’OSPITALITA’, LA GENEROSITA’ E IL CALORE DI QUESTE PERSONE CI HANNO CATTURATO FACENDOCI VIVERE DEI GIORNI INDIMENTICABILI. PORTERO’ QUESTO RICORDO CON ME IN TOSCANA PER SEMPRE, CERCANDO DI DIFFONDERE QUESTO MODO DI ESSERE FIN DOVE MI E’ POSSIBILE.
    GRAZIE A TUTTI, SIETE FANTASTICI!!!

    STEFANO BENCI

  11. 11 sara bartucci

    sono ritornata a firenze e sento tanto la mancanza delle altre persone calabresi!! Mi mancate tanto, speriamo di vederci presto!!

  12. 12 Leo

    da questa esperienza ho imparato molte cose ma quella ke mi ha colpito maggiormente è stata ke la mafia continua ad esistere solo grazie al consenso della gente, di troppa gente…per questo voglio dire ke bisogna aiutare queste persone ke hanno paura, trppa paura e fargli capire ke solo unendosi tutti insieme potremo sconfiggere questo tumore per il nostro paese….

  13. 13 Camilla

    Per me l’esperienza a Polistena è stata un’occasione assai rara,un’opportunità di stare a contatto con la gente del posto e di condividere con loro 3 giorni memorabili nei quali ci hanno trasmesso tutta la loro ospitalità e la loro voglia di cambiare qualcosa,anche con dei piccoli gesti.
    Volevo ringraziare tutte le persone che hanno reso quest’esperienza un’opportunità per sentirci più vicino a loro e di essere consapevoli di poter dare una mano.

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