giovedì 23 maggio 2013   | intoscana.it
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Archivio per Aprile, 2012

Leman parla dei finanziamenti per le imprese giovanili e femminili

Nella cornice del Ristorante Enoteca Piazza del Vino in Via della Torretta a Firenze si è svolto l’Info Day, un’incontro presentato ed organizzato da ToscanaIN e dal Comitato Federale della nuovissima DonneIN in collaborazione con Leman, società che opera nel settore della consulenza direzionale per enti pubblici ed imprese.

All’appuntamento, pensato per informare i giovani della divisione NEXT dell’Associazione e tutti gli over 31 interessati a mettersi in proprio, sono stati approntati temi legati al finanziamento ed agli incentivi per le imprese giovanili e femminili, argomenti caldi soprattutto dopo le procedure varate dal Governo Monti che ha semplificato ulteriormente le politiche di creazione di SRL per i ragazzi e le donne.

Sviluppo di nuove idee e tutela della proprietà intellettuale, temi molto delicati ed importanti sui quali è intervenuto Donato, avvocato e Consigliere ToscanaIN che ha introdotto le tipologie di innovazione insite in una nuova idea imprenditoriale ed anche gli ‘strumenti’ per proteggerli. Ha suscitato interesse da parte del pubblico la misura del brevetto che può essere applicato sia per innovazioni di prodotto sia per innovazioni di procedimento e la politica del marchio utilizzato per differenziare prodotti.  Ma quali sono le insidie ed i tranelli nel costituire una start-up? Oltre a dovere proteggere il progetto sia che si tratti di accordi di riservatezza, sia per attività su commissione e per quelle in collaborazione con altri soggetti, è fondamentale definire in modo puntuale l’oggetto e nel secondo caso definire la titolarità dei diritti che sorgano dall’attività. Per la collaborazione invece una fase delicata risiede nel regolare la titolarità congiunta della  conoscenza acquisita da parte dei soggetti che hanno contribuito allo sviluppo del prodotto.

Abbandonati gli aspetti più legali, la parola è passata a Cristina e Donata di Leman che hanno presentato il nuovissimo bando regionale per la promozione dell’imprenditoria giovanile, le novità in ambito di SRL semplificate ossia facilitazioni che si focalizzano sul capitale sociale minimo (1euro) per la creazione dell’impresa, sulla costituzione dell’atto che non prevede spese notarili oltre all’esenzione da bollo e spese di segreteria. Cristina ha poi introdotto anche la normativa prevista dalla legge regionale del 29 aprile del 2008 per la promozione dell’imprenditoria giovanile e femminile.

Oltre a fonti pubbliche la normativa prevede l’accesso a fondi di finanziamento, competenze manageriali, apporto di liquidità di partner finanziari attraverso misure di Venture Capital e  di Private Equity diversi a seconda della diversa fase in cui si trova l’impresa. Paolo di Leman, ha riferito infatti che i primi sono da preferire in caso di una start-up o di imprese in fase di sviluppo mentre si fa riferimento ai secondi per attività economiche di replacement.

Non poteva mancare la testimonianza d’impresa di una DonnaIN come  Francesca che presentando “Il Poderaccio” azienda agricola che ha ottenuto la certificazione biologica e che destina l’attività di ricezione ad un turismo sostenibile. Molto entusiasmante la sua esperienza di imprenditrice, di mamma, di donna, degli ostacoli che ha incontrato dopo l’ottenimento dei finanziamenti e la grande forza e passione che ha messo nello sviluppare questo suo progetto. Molta determinazione nel racconto di Francesca che ha consigliato ai presenti di non porsi limiti, di provarci se l’attività commerciale che si vuole sviluppare risponde alle proprie attitudini.

Molto positiva anche l’esperienza di Alessandro, imprenditore giovane di KKT, start up tecnologica che si occupa di sviluppare software di ottimizzazione per la gestione dei trasporti e per la gestione del prodotto all’interno della supply chain che ha trovato nell’Incubatore di Firenze un’efficiente supporto per la formazione e piani di sviluppo a livello marketing per la start-up.

L’incontro si è chiuso con l’apericena di networking con cibi tipici toscani accompagnati da vino, in cui i presenti hanno approfondito personalmente con gli speakers i temi trattati durante il dibattito.

Se siete interessati  ad avere informazioni specifiche sulla vostra idea imprenditoriale contattate Donata, Cristina di Leman e le esperienze femminili sulla pagina di  DonneIN!!

Industrie Creative 2. A Prato la filiera della moda progetta il futuro con un cuore artigiano

Essere al posto giusto al momento giusto non è facile. Di questi tempi siamo in tanti a sentire sotto i nostri piedi un tapis roulant che ci spinge verso destinazioni spesso da decifrare. Ecco perché la sensazione di essere al centro di un mondo che ha scelto innovazione e creatività per uscire dalla Crisi (quella con la C maiuscola) trasmette ottimismo e fiducia e trasforma l’appuntamento di ToscanaIN con le Industrie creative in un nuovo successo. Organizzato con la collaborazione di Pratofutura e il patrocinio della Provincia di Prato, l’evento è stato incentrato sulla filiera della moda e si è svolto, ancora una volta sotto l’ineccepibile regia di Silvia Fossati, a Prato mercoledì 18 aprile nella sede dell’Opificio JM. A fare gli onori di casa il brillante tandem Laura De Benedetto Presidente ToscanaIN e Fabia Romagnoli Presidente di Pratofutura.

Ad aprire la serie di testimonianze è Enrico Giardi. A lui il compito di presentare l’esperienza dell’Opificio JM: 65 realtà artigianali del territorio (dal food all’abbigliamento) riunite in un contenitore molto speciale che, grazie anche a un socio d’eccezione come John Malkovich, è riuscito a imporsi nel panorama internazionale. Un progetto ambizioso che mette fine alla stagione dell’individualismo imprenditoriale dei primi anni 2000 per affermare un nuovo modo di stare sul mercato: creare sinergie per promuovere realtà di eccellenza nel settore della creatività, della ricerca e della produzione. Sa sempre ‘punti forti’ del distretto pratese. Operazione a dir poco coraggiosa di questi tempi, non c’è che dire!

A conferma del fatto che le soluzioni arrivano spesso spostando lo sguardo oltre il presente, ecco la “Pillola di creatività” di Troy Nachtigall di IED Firenze, dedicata a Wearable Technology. Pensate si tratti di scenari futuribili degni di Blade Ranner? Niente di più lontano (o meglio, di più vicino…) perché la tecnologia indossabile è entrata a far parte del nostro mondo già da parecchio tempo – il primo paio di occhiali risale al 1268. Dalle Nike all’Ipod nano, sono tanti gli oggetti tech che indossiamo e che hanno trovato vari campi di applicazione: biomedicina, meccanica, settore militare e, infine, il tessile. In questo ambito le novità sono quasi all’ordine del giorno e proprio in Toscana hanno trovato un fertile terreno di sperimentazione. Una prova? Il tessuto in maglia sensibile alla pressione che si trasforma in interruttore. Provare per credere. Ma sono veramente tante le idee in circolazione, una carrellata degna di Archimede pitagorico: tessuti che s’illuminano, gonne che si gonfiano sui fianchi in stile airbag, collari misura-stress per cani e persino una borsa antipaparazzi che annulla lo scatto incriminato emettendo un flash.

Di ritorno dal pianeta futuro atterriamo nel regno di Beste, un’azienda pratese con 20 anni di esperienza da converter e che, come ci ricorda Giovanni Santi, decide nel 2006 di fondare un proprio marchio e di puntare su prodotti che nascono da una filiera locale al 100%. Un salto nel buio? “Con questa decisione pensiamo di aver finalizzato un processo iniziato 20 anni fa. Il nostro futuro è espressione, anzi tesoro del nostro passato. Ci siamo adattati e trasformati seguendo le esigenze del mercato, a volte facendo scelte sbagliate, ma non abbiamo smesso di essere propositivi, anche in momenti di difficoltà. Oggi, sono 15 le persone che in azienda si occupano esclusivamente di ricerca”. Futuro chiama passato: è la formula Beste per il successo.

La seconda “Pillola di creatività” è di Nicola Zago, consulente nel mondo del design e dell’arredamento, e ha per protagonista l’artigiano globale. Segni particolari? Mente digital e cuore da artigiano d’altri tempi, un mix che in molti hanno cominciato a fotografare – il primo, naturalmente, è stato Chris Anderson che ha definito “gli atomi i nuovi beat” – e anche scelto come stile di vita, come l’americano Matthew Crawford, filosofo affermato (e ben retribuito) in un centro di studi politici di Washington che molla tutto per fare il meccanico di motociclette (in Italia il suo libro è pubblicato da Feltrinelli “Il lavoro manuale come medicina dell’anima”). E non si tratta di un caso isolato: in USA siamo di fronte a un fenomenosociale; esistono fiere in cui le persone si ritrovano e condividono le loro competenza manuali, oppure casi di successo sul web come il sito etsy.com, un ebay per prodotti esclusivamente artigianali che fattura 525 milioni di dollari a ha 14 milioni di iscritti (p.e. il manager che nel tempo libero si dedica al restauro di vecchi mobili). La nota in più del sito? La cura e ricchezza dei contenuti narrativi. E in Italia? Il Paese dove è nato il sistema delle botteghe artigiane? I nostri laboratori sono sempre luoghi poco accessibili, quasi ci si vergognasse dell’attività di sperimentazione, mentre oggi ciò di cui abbiamo bisogno, ne è sicuro Nicola Zago, è creare una vasta rete di Fab Lab aperti a tutti, persino ai bambini. Un aiuto in questo senso arriva dal bel libro “Futuro artigiano” di Stefano Micelli. Non stupitevi, quindi, se il prossimo acquisto lo farete da un consumatore. Noi vi abbiamo avvertito!

Con Lapo Cianchi, direttore comunicazione di Pitti Immagine, rientriamo nel vivo del mondo della moda e parliamo di promozione del settore. In realtà quello che Cianchi descrive è il lavoro svolto negli ultimi anni sul brand Pitti, grande contenitore, ma anche “misteriosa combinazione di elementi arcaici e contemporanei”. Moda, ma non solo (sono arrivati anche il cibo e i profumi) per un progetto in progress che punta a “creare un cortocircuito positivo tra i contenuti delle nostre fiere e la cornice che costruiamo attorno ai nostri eventi. Lo consideriamo il modo migliore di aiutare le aziende che si rivolgono a noi”.“Abbiamo trasformato” prosegue Cianchi “la Fortezza in un teatro, in un open bar. ricreato una città nella città. Negli anni ’90 abbiamo scelto l’arte contemporanea come partner del settore moda e di recente ci siamo aperti al mondo del web, con la nascita di una fiera virtuale”. E così Firenze è diventata una città internazionale, aperta al contemporaneo e alla modernità. Non proprio un gioco da ragazzi…

E per concludere arriva il momento di Claudio Orrea, presidente di Tessilform / Patrizia Pepe, un caso di successo internazionale che nel 2013 arriverà al traguardo di venti anni di attività. Una storia iniziata proprio nel distretto pratese come piccola azienda di pronto moda che, con la determinazione tipica dei “piccoli” che vogliono crescere, affronta la sfida delle collezioni e riorganizza la propria catena di produzione e di confezione dei capi, sino a sviluppare, negli ultimi anni, un moderno sistema informativo. Viene creata un’area specifica, destinata al rapporto via web con il cliente finale e i negozi in tutta Europa. Inoltre, inizia un’interessante collaborazione con l’Università di Firenze che ha portato all’utilizzo sui capi di Patrizia Pepe di codici RFID che hanno permesso di ottimizzare la logistica e sviluppare una serie di servizi al cliente, per esempio: schermi e tavoli interattivi che consentono di sperimentare abbinamenti diversi senza dover sottoporsi a faticosi cambi di abito. E in un futuro, chissà, potremo anche conoscere la storia dell’abito che stiamo indossando: da dove arrivano tessuti e accessori… Ma questo non sarebbe possibile, sottolinea Orrea, “senza il nostro passato, un patrimonio di risorse e competenza indispensabile”.

Che dire… io mi fido e, a essere sincera, ho deciso di scendere dal tapis roulant e preparare la mia personale borsa degli attrezzi e partire in direzione futuro.

foto di Fabio Casati

Le DonneIN hanno fatto centro. Stay tuned!

Sostenuto da un pubblico delle grandi occasioni (quasi 100 le presenze in sala) il Comitato federale DonneIN ha preso ufficialmente il via a Firenze giovedì 29 marzo. Un successo per Laura De Benedetto, padrona di casa in veste di presidente di DonneIN e dell’associazione ToscanaIN, e per il direttivo del Comitato, rappresentato in sala da Valeria Ravella di LiguriaIN, Patrizia Dolfin di BresciaIN e Silvia Lenich di MilanIN. A Firenze, da un luogo simbolo dell’isolamento femminile (il carcere delle Murate) il progetto DonneIN ha iniziato il suo viaggio e preso letteralmente il volo.

A coordinare l’incontro – introdotto da un visibilmente orgoglioso presidente nazionale ClubIN Pier Carlo Pozzati – una giornalista dalla spiccata sensibilità per i temi al femminile come Elena Basilisco del portale La Carriera Rosa. La prima DonnaIN a entrare in scena è Ilaria Salvalaggio di Girl Geek Dinners Toscana: sette ragazze con il pallino per il mondo very hi-tech e le cene in compagnia (in Italia sono il gruppo più numeroso dopo quello UK) a cui i maschi possono partecipare solo in veste di ospiti. Con Maria Grazia Bizzarri, Head of HR Commercial in Vodafone Italia e membro del Consiglio direttivo di Valore D, è il mondo dell’Impresa con la I maiuscola a prendere la parola. Donne e lavoro in Vodafone? Un feeling decisamente buono: ogni anno il 50% degli assunti (circa 90/100 persone) sono donne, la cultura del merito è diffusa e sostenuta dai vertici, le iniziative di mentorship sono numerose e da aprile esiste un Women Network aziendale che, tra le altre cose, punta a un modello di leadership femminile al 100%. Inoltre, nei 5 mesi facoltativi la maternità viene pagata al 100% e i servizi salvatempo pensati per le donne iniziano a essere richiesti anche dagli uomini.

A questo punto è il turno di Paola Innocenti fondatrice di WithandWithin, una community per donne creative dove le passioni, che “sembrano mezze follie”, si trasformano in professione (e guadagno). Il segreto di Paola? Non avere paura di cambiare pelle (a 43 anni all’arrivo del terzo figlio decide di licenziarsi!) e amare profondamente la propria idea di lavoro e di vita. Avrà una bacchetta magica nascosta da qualche parte? E a proposito di ‘magie’ al femminile è Elisabetta Bevilacqua di Incubatore Firenze a ricordarci il successo della prima edizione del progetto “L’impresa è donna” (oltre 90 le candidature arrivate) e ad annunciare il lancio dell’edizione 2012, all’insegna del web 2.0. Una nuova avventura a cui prenderà parte, ancora una volta, il Vivaio di Imprese: realtà tra le più attive a Firenze nel sostegno all’imprenditoria femminile (oltre 2000 idee imprenditoriali raccolte, 165 persone formate, 90 business plan realizzati, 80 start-up lanciate) e, come ci ricorda Silvana Taglianini, senza perdere di vista la “persona portatrice dell’idea”. Un ‘frutto’ di “L’impresa è donna” è Chiara Guidi con il suoInViaggioConLeo, una start-up dedicata al mondo del viaggio formato bimbo che ha presentato con orgoglio la sua storia e il suo … pancione (in arrivo il secondo bimbo, che si tratti di un imprenditore ante litteram?).

In video arriva anche il saluto di Roberta Cocco, CSR Manager in Microsoft Italia, per lei Donne IN è un’iniziativa da condividere e supportare, come Futuro al Femminile che, proprio il giorno successivo all’evento di Firenze, ha lanciato l’iniziativa Web al Femminile. Da Luigia Tauro di Fondazione Bellisario arriva una testimonianza importante sul piano personale (agli inizi della carriera Luigia era nella Olivetti di Adriano, dove i mesi di maternità retribuiti al 100% erano otto) e su quello politico, per il contributo decisivo della Fondazione alle recenti scelte legislative (leggi “quote rosa”). Il suo consiglio per diventare una DonnaIN? Far entrare nella propria vita più Kairos (tempestività) che Kronos (attesa dello scorrere del tempo). A concludere la serata Paola Palmerini, presidente di ATEMA (Associazione per il Temporary Management), imprenditrice, executive IBM, ex-ceo di Capgemini Italia, decisamente una numero 1. La differenza tra uomo e donna manager in materia di Temporary Management? Per l’uomo è una condizione di terribile precariato, per la donna una suggestiva sfida: ottenere un risultato concreto in un tempo prestabilito. L’obiettivo da raggiungere? L’innovazione sociale che, oggi più che mai, significa mettere a disposizione di chi ne ha bisogno ciò che abbiamo imparato, soprattutto nel terzo settore.

A questo punto lasciamo la parola a Laura De Benedetto, presidente DonneIN: “L’evento ha mostrato con esempi concreti che le aziende (Vodafone, Microsoft) possono supportare le donne a fare carriera per raggiungere livelli top, come Paola Palmerini. Ma laddove manca il supporto dell’azienda, le donne sono in grado di reinventarsi con creatività dando vita alla loro impresa (WithandWithin, Inviaggioconleo, Belle di niente). Lavoreremo per creare un nuovo modello di leadership al femminile e una rete online e offline di supporto per generare idee e iniziative a livello locale e nazionale. Stay tuned :-)

Of course ;-)

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Anna D’Amico

Foto di Fabio Casati