Sarà la green economy a dare nuove opportunità di crescita economica al nostro Paese, ne sono convinti in molti. I numeri dicono che dal 2008 al 2011 in Italia un’impresa su quattro ha investito in prodotti verdi, aumentando la propria competitività e tenuta occupazionale. Le tematiche legate all’economia verde - dall’impatto ambientale, all’eco-compatibilità, dal risparmio energetico fino alle energie rinnovabili – sono argomenti di cui molto si discute, non certo da oggi ma da molti anni. Eppure non è affatto superfluo o poco utile promuovere ancora incontri che sostengano queste tematiche. Tutt’altro, perché ancora molto c’è da fare in questa direzione, per le molte sfide che ancora bisogna vincere, e soprattutto per fare in modo che realmente la lunga crisi che stiamo vivendo possa essere un’opportunità per cambiare in meglio i parametri con i quali progettiamo il nostro immediato futuro.
Per questo è stato particolarmente interessante ascoltare e confrontarsi con idee ed esperienze concrete di persone che sul nostro territorio hanno fatto una scelta di campo precisa verso i temi dell’eco-compatibilità
L’occasione per farlo è stata “Green economy – l’eco-rispetto nella progettazione” l’evento organizzato, lunedì 12 marzo, da ToscanaIN in collaborazione con Connessioni – network di comunicazione dedicato al mondo della domotica e dei sistemi integrati – all’interno del Polo Tecnologico Lucchese: abbiamo così potuto parlare di economia verde confrontando e intrecciando racconti di professionisti e imprenditori.
Il primo ad intervenire – subito dopo le presentazioni di Laura De Benedetto (presidente ToscanaIN) e Giovanni Polidori (project manager del PTL) – è stato l’architetto PietroCarlo Pellegrini che del Polo tecnologico ha progettato l’edificio 1, che ha raccontato le metodologie costruttive basate sull’eco-compatibilità in un percorso che ha messo insieme innovazione, materiali riciclati, in un concetto di riuso e basso impatto ambientale. Sono state queste le linee guida che hanno determinato la scelta dei colori e dei materiali. Un’architettura “sottile” come l’ha voluta chiamare lo stesso Pellegrini proprio a sottolineare la sua “leggerezza” grazie alla capacità di integrarsi con l’ambiente. Ma “sottile” è un termine che si connette anche a un progetto “Città sottili” appunto, di cui ci ha parlato Niccolò Donzelli, nell’ambito del quale è nato un laboratorio di ricerca sull’utilizzo innovativo del cartone per la costruzione di mobili e oggetti d’arredo (Lucca, lo ricordo, è il polo cartario più grande d’Europa).
Il concetto di riuso è ritornato immediatamente nell’intervento di Stefano Giovacchini (Di-segno design) designer e grafico lucchese che ha raccontato la sua idea di trasformare in oggetti luminosi degli scarti del ciclo produttivo del tessile (una rocca di plastica nata per la tintura dei filati). Un’idea che si è realizzata ed è diventata un marchio, Re+, e una linea di coloratissime lampade prodotte da un’azienda tessile pratese. La linea si sta evolvendo con modelli e funzionalità sempre nuove e all’avanguardia.
Di energie rinnovabili ed efficienza energetica hanno parlato Francesco Virdis e Rocco DiStasio di Gen Plus Srl una delle prime quattro start-up incubate dal Polo Tecnologico lucchese. In particolare Francesco e Rocco hanno parlato dell’idea alla base della loro start-up che utilizza la filiera creata intorno alle aziende agricole per produrre combustibile a biomassa.
Con Alessandro Vismara (Ceo dei cantieri Vismara Marine) abbiamo capito come anche una barca – oggetto di lusso – possa essere progettata con i criteri dell’eco-compatibilità. Ridurre l’impatto ambientale non basta, serve soprattutto una nuova filosofia progettuale che guidi tutta la realizzazione della barca a vela o dello yacht: dai processi produttivi, ai materiali alle tecnologie e – più in generale- nella gestione della barca pensata in modo che, in ogni sua funzione, venga consumata la minor quantità di energia producendo la maggior efficienza.
Materiali come bottiglie di vetro e di plastica possono diventare accessori di moda, come ci ha dimostrato nella sua “pillola” Elena Febbrai di Belle di Niente. La filosofia del riuso coniugata all’artigianalità per realizzare “gioielli” fatti di plastica e altri materiali “poveri” perché, come dice Elena, “la bellezza è il nostro fine, gli oggetti di scarto e riuso il nostro mezzo per raggiungerla”.
Un architetto, Carlo Alberto Arzalà (Studio Arzelà e Donati) e un ingegnere Luca Serri (Studio Tecnico ATIproject), hanno infine dialogato intorno a un intervento di recupero di un’abitazione all’Isola d’Elba. Dallo studio preliminare sui volumi e i colori (ispirandosi a Guttuso!) fino all’ottimizzazione degli impianti abbiamo potuto capire le linee guida che hanno portato, nelle diverse fasi della realizzazione dell’opera, a realizzare un esempio di progettazione integrata per un’abitazione capace della completa copertura dei propri consumi.
Alla fine, come di consuetudine, l’altra parte assolutamente fondamentale degli incontri di ToscanaIN, il networking tra i partecipanti degustando i prodotti – rigorosamente bio – del Poderaccio l’azienda agricola di Francesca Bellacci che ci ha presentato il suo agriturismo, progetto nato da una grande passione, in un filmato che ne raccontava la storia.
post di Lelio Simi














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